GEAPRESS – Erano tutti cacciatori con regolare licenza i tre indagati di Aielli (AQ) che assieme a un cittadino di origine romena, avevano di fatto costituito una vera e propria organizzazione delinquenziale. Due di loro sono stati tratti in arresto con l’accusa di associazione a delinquere, detenzione illegale di armi alcune con matricola abrasa, un fucile a canne mozze ed una carabina. Nelle case degli indagati pure lacci-cappio usati negli atti di caccia illegale. La cosa assurda, commentano gli inquirenti, è che in linea teorica, salvo provvedimenti dell’Autorità di sicurezza, la possibilità di andare a caccia rimane ancora aperta (salvo per i due arrestati, a seguito dell’immediato ritiro del porto d’armi). Bisognerà attendere la sentenza e l’eventuale responsabilità di uno specifico reato venatorio il quale, considerata la leggerezza delle previsioni della legge sulla caccia, potrebbe anche non comportare il ritiro della licenza di porto d’armi uso caccia. L’attività di bracconaggio aveva un duplice scopo. La vendita dei trofei e la carne per la ristorazione. Nel primo caso la Forestale sospetta che potesse non essere questo il principale scopo dei cacciatori convertiti al bracconaggio. Questo anche se i trofei possono raggiungere cifre di tutto rispetto (1000-1500 euro per una testa di cervo e 200-500 euro per un palco di corna). Il principale scopo dell’associazione illegale era, infatti, quello della vendita di carne di cervo e capriolo a ristoratori compiacenti. Una fatto illegale oltre che pericoloso. Nessuno, infatti, è in grado di poter garantire sull’idoneità al consumo della carne. Inoltre, la Forestale sospetta anche l’uso di veleni per abbattere le prede. Cosa ancor più inquietante considerato il consumo umano. Le denunce e gli arresti di oggi nascono, secondo gli inquirenti, da notizie apprese nell’ambiente venatorio della zona, dove la sistematicità dell’attività messa in atto dai quattro aveva, sempre secondo gli inquirenti, iniziato a dare fastidio. In modo particolare, lo scorso autunno, veniva segnalata alla Forestale il perdurare di una situazione di palese illegalità nella conduzione dell’attività venatoria degli indagati. Quattro mesi di indagini, coordinate dal Vice Questore Aggiunto del Corpo Forestale dello Stato dr. Luciano Sammarone, che ha diretto il complesso lavoro di intelligence che alla fine ha portato ad individuare i quattro indagati. Appostamenti, pedinamenti e rilievi di campo. Ad essere coinvolti i Comandi Stazione di Avezzano, Tagliacozzo e Morino. Alle prime luci di questa mattina è partita l’ultima fase dell’operazione denominata “Marsica orientale” . In tutto 30 forestali provenienti da diversi reparti del Comando Provinciale de L’Aquila per dare seguito a ben 13 mandati di perquisizione emessi dalla Procura di Avezzano (AQ). Proprio nel corso delle perquisizioni sono state confermate le ipotesi di reato, ivi compresa l’associazione a delinquere. L’area dove venivano uccisi gli animali è probabilmente quella del Parco Regionale Sirente Velino. Fonte: Geapress del 09 aprile 2011
lunedì 11 aprile 2011
venerdì 4 marzo 2011
Provincia L'Aquila: corsi di formazione per la gestione faunistica
Al corso, svoltosi a L'Aquila, hanno partecipato 130 cacciatori che si sommano ai circa 1100 precedentemente formati attraverso analoghe iniziative realizzate capillarmente sul territorio provinciale.
Il Settore Ambiente – Caccia e pesca della Provincia dell’Aquila e il Nucleo Faunistica Venatorio di Polizia Provinciale hanno portato a termine il programma di formazione per la gestione dei cinghiali, consistente nella specializzazione di personale volontario attraverso uno specifico corso approvato dall’ISPRA. Al corso, svoltosi a L’Aquila, hanno partecipato 130 cacciatori che si sommano ai circa 1100 precedentemente formati attraverso analoghe iniziative realizzate capillarmente sul territorio provinciale. Il corso di 32 ore di lezione è stato tenuto dal Personale del Nucleo Faunistico – Venatorio di Polizia Provinciale che da tempo risulta specializzato nella gestione della faunistica e vanta numerose collaborazioni per la formazione di personale volontario o per interventi di gestione della fauna, con altre Province e Enti Parco e dal personale del Servizio Veterinario ASL di L’Aquila per le materie sanitarie riguardanti il corretto trattamento delle spoglie della selvaggina cacciata con particolare riguardo alla salvaguardia della salute pubblica.
La specializzazione dei cacciatori è prevista dalle Linee Guida del Ministero dell’Ambiente, emanate per il tramite dell’ISPRA, ed è obbligatoria per dare attuazione ai piani provinciali di gestione della fauna selvatica.
I corsi, oltre alle lezioni in aula, prevedono un’uscita di campo con le dimostrazioni pratiche degli argomenti trattati e al termine un esame finale teorico pratico; al termine i cacciatori che avranno ottenuto la qualifica verranno iscritti in un apposito registro provinciale ed impiegato, come per legge, sotto il coordinamento della Polizia Provinciale per effettuare censimenti faunistici, foraggiamenti, reintroduzioni controllate di specie rarefatte e prelievi selettivi.
"La formazione è uno strumento indispensabile - ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente, Caccia e Pesca, Giuseppe Tiberio – per adeguare formalmente la nostra attività alle Linee Guida Ministeriali e alle Direttive della Comunità Europea anche per dare quegli ulteriori strumenti conoscitivi ai cacciatori che consentono di trasformare sempre più l’attività venatoria in un impegno costante di gestione eco-sostenibile della 'risorsa fauna'. Questo ci sembra un obiettivo raggiungibile, che gli stessi cacciatori hanno maturato e che risulta necessario per un territorio come quello della nostra Provincia di estrema importanza faunistico – ambientale."
"Un ringraziamento ai sei Ambiti Territoriali di Caccia Provinciale per la pronta disponibilità dimostrata nell’aderire ai programmi formativi sostenendone anche parte delle spese di organizzazione, il Personale del Nucleo faunistico Venatorio per l’impegno e la professionalità da sempre profusi in tutte le attività di competenza, il Servizio Veterinario ASL dell’Aquila per la qualificata collaborazione offerta e la segreteria del corso. - Conclude Tiberio - Per il futuro sono in programma ulteriori corsi di formazione, programmi di censimento e gestione della fauna selvatica. Iniziative queste che dovranno consentirci in tempi brevi di realizzare un adeguato e permanente management faunistico-venatorio nell’ottica di un equilibrato rapporto tra caccia, tutela della fauna e delle attività agricole".
Fonte: cityservices.it del 03 marzo 2011
La specializzazione dei cacciatori è prevista dalle Linee Guida del Ministero dell’Ambiente, emanate per il tramite dell’ISPRA, ed è obbligatoria per dare attuazione ai piani provinciali di gestione della fauna selvatica.
I corsi, oltre alle lezioni in aula, prevedono un’uscita di campo con le dimostrazioni pratiche degli argomenti trattati e al termine un esame finale teorico pratico; al termine i cacciatori che avranno ottenuto la qualifica verranno iscritti in un apposito registro provinciale ed impiegato, come per legge, sotto il coordinamento della Polizia Provinciale per effettuare censimenti faunistici, foraggiamenti, reintroduzioni controllate di specie rarefatte e prelievi selettivi.
"La formazione è uno strumento indispensabile - ha dichiarato l’Assessore all’Ambiente, Caccia e Pesca, Giuseppe Tiberio – per adeguare formalmente la nostra attività alle Linee Guida Ministeriali e alle Direttive della Comunità Europea anche per dare quegli ulteriori strumenti conoscitivi ai cacciatori che consentono di trasformare sempre più l’attività venatoria in un impegno costante di gestione eco-sostenibile della 'risorsa fauna'. Questo ci sembra un obiettivo raggiungibile, che gli stessi cacciatori hanno maturato e che risulta necessario per un territorio come quello della nostra Provincia di estrema importanza faunistico – ambientale."
"Un ringraziamento ai sei Ambiti Territoriali di Caccia Provinciale per la pronta disponibilità dimostrata nell’aderire ai programmi formativi sostenendone anche parte delle spese di organizzazione, il Personale del Nucleo faunistico Venatorio per l’impegno e la professionalità da sempre profusi in tutte le attività di competenza, il Servizio Veterinario ASL dell’Aquila per la qualificata collaborazione offerta e la segreteria del corso. - Conclude Tiberio - Per il futuro sono in programma ulteriori corsi di formazione, programmi di censimento e gestione della fauna selvatica. Iniziative queste che dovranno consentirci in tempi brevi di realizzare un adeguato e permanente management faunistico-venatorio nell’ottica di un equilibrato rapporto tra caccia, tutela della fauna e delle attività agricole".
Fonte: cityservices.it del 03 marzo 2011
giovedì 23 dicembre 2010
Regione Abruzzo: un'altra sconfitta al TAR sul calendario venatorio
Piano venatorio, il Tar boccia l'invasione
Ricorso degli ambiti territoriali: no alla mobilità dei cacciatori per la fauna migratoria
L'AQUILA. Le disposizioni del calendario venatorio sulla caccia alla fauna migratoria sono «inoperative, inefficaci e inapplicabili». Lo stabilisce il Tar che si è pronunciato sui ricorsi presentati dagli ambiti territoriali di caccia dell'Aquila, Barisciano, Avezzano e Roveto-Carseolano. Decisivo il parere negativo sulla mobilità dei cacciatori espresso dall'Istituto protezione e ricerca ambientale. Il 2 dicembre il Tar dell'Aquila (presidente Cesare Mastrocola, consiglieri Paolo Passoni e Maria Abbruzzese) si è pronunciato sul ricorso presentato dall'avvocato Emilio Bafile per conto dei quattro ambiti. Nel mirino l'articolo 5 della legge regionale che disciplina l'esercizio della caccia alla fauna migratoria nell'ambito del «comparto unico regionale». «Il calendario venatorio», spiega l'avvocato Bafile, «prevedeva su tutto il territorio regionale l'esercizio della caccia alla fauna migratoria dal primo al 30 ottobre in appostamento temporaneo e dal primo novembre al 31 dicembre anche in forma vagante con l'ausilio del cane da ferma e il solo utilizzo del fucile ad anima liscia a tutti i cacciatori residenti in Abruzzo iscritti o ammessi in un ambito territoriale abruzzese. A seguito della novità, migliaia di cacciatori si sarebbero riversati, a seconda dei flussi migratori, in questo o quell'ambito creando una smisurata pressione venatoria con devastante impatto sulla fauna e sul territorio, in pieno conflitto con la legge 157 del 1992 e le direttive comunitarie e nonostante il parere negativo dell'Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale). Il Tar», prosegue l'avvocato, «ha dichiarato che la disposizione impugnata è inoperativa, inefficace, inapplicabile e ha ritenuto rilevanti e non manifestamente infondati i dubbi di costituzionalità sollevati col ricorso. Ci si augura che, per il futuro, il legislatore tenga presenti i princìpi generali che regolano la materia, conservazione dell'ambiente e tutela della fauna». (e.n.)
Fonte: Il Centro del 22 dicembre 2010
Ricorso degli ambiti territoriali: no alla mobilità dei cacciatori per la fauna migratoria
L'AQUILA. Le disposizioni del calendario venatorio sulla caccia alla fauna migratoria sono «inoperative, inefficaci e inapplicabili». Lo stabilisce il Tar che si è pronunciato sui ricorsi presentati dagli ambiti territoriali di caccia dell'Aquila, Barisciano, Avezzano e Roveto-Carseolano. Decisivo il parere negativo sulla mobilità dei cacciatori espresso dall'Istituto protezione e ricerca ambientale. Il 2 dicembre il Tar dell'Aquila (presidente Cesare Mastrocola, consiglieri Paolo Passoni e Maria Abbruzzese) si è pronunciato sul ricorso presentato dall'avvocato Emilio Bafile per conto dei quattro ambiti. Nel mirino l'articolo 5 della legge regionale che disciplina l'esercizio della caccia alla fauna migratoria nell'ambito del «comparto unico regionale». «Il calendario venatorio», spiega l'avvocato Bafile, «prevedeva su tutto il territorio regionale l'esercizio della caccia alla fauna migratoria dal primo al 30 ottobre in appostamento temporaneo e dal primo novembre al 31 dicembre anche in forma vagante con l'ausilio del cane da ferma e il solo utilizzo del fucile ad anima liscia a tutti i cacciatori residenti in Abruzzo iscritti o ammessi in un ambito territoriale abruzzese. A seguito della novità, migliaia di cacciatori si sarebbero riversati, a seconda dei flussi migratori, in questo o quell'ambito creando una smisurata pressione venatoria con devastante impatto sulla fauna e sul territorio, in pieno conflitto con la legge 157 del 1992 e le direttive comunitarie e nonostante il parere negativo dell'Ispra (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale). Il Tar», prosegue l'avvocato, «ha dichiarato che la disposizione impugnata è inoperativa, inefficace, inapplicabile e ha ritenuto rilevanti e non manifestamente infondati i dubbi di costituzionalità sollevati col ricorso. Ci si augura che, per il futuro, il legislatore tenga presenti i princìpi generali che regolano la materia, conservazione dell'ambiente e tutela della fauna». (e.n.)
Fonte: Il Centro del 22 dicembre 2010
martedì 14 dicembre 2010
Smantellata la Polizia Provinciale di Chieti?
COMUNICATO STAMPA DEL 14 DICEMBRE 2010
SMANTELLATA LA POLIZIA PROVINCIALE DI CHIETI?
IL WWF DENUNCIA LE GRAVISSIME CARENZE DELLA VIGILANZA AMBIENTALE DELLA PROVINCIA
CHIETI - Nei giorni scorsi il sindacato S.U.L.P.M. ha denunciato le condizioni “disastrate” in cui versa il Corpo di Polizia Provinciale di Chieti, ossia quella istituzione che dovrebbe, prima degli altri, essere preposto alla vigilanza sulla tutela ambientale, sulla caccia e sulla pesca nella nostra Provincia.
Il S.U.L.P.M. afferma che gli agenti della Polizia Provinciale sono privi di mezzi idonei per operare con efficacia e con sicurezza, essendo addirittura privi di divise idonee, e senza prontuari e modulistica per redigere i verbali di contestazione.
Ma per Claudio Allegrino, Coordinatore delle Guardie Particolari Giurate Volontarie del WWF la situazione della Polizia Provinciale di Chieti è ancora più grave di quanto descritto dal sindacato, soprattutto per le ripercussioni che questo disfacimento ha sul territorio.
In condizioni ottimali (escludendo per assurdo ferie, permessi, malattie, servizi di rappresentanza, compilazione di atti d’ufficio, altre competenze, ecc), in Provincia di Chieti sono attive sul territorio (per caccia, pesca ed ambiente) 2 sole pattuglie per ogni turno. Ciascuna pattuglia dovrebbe controllare la metà dei comuni e la metà del territorio della provincia (cioè 52 comuni e 2.586 Kmq di territorio)!
In condizioni normali, invece, considerando ferie, permessi, malattie, servizi di rappresentanza, compilazione di atti d’ufficio, altre competenze, una sola pattuglia è presente sul territorio a coprire l’intera estensione della Provincia di Chieti (104 comuni e 5.172 Kmq!).
Questo significa, in sostanza, che l’Ente non ha il benché minimo controllo del territorio. Chi vuole commettere illeciti in materia ambientale, di caccia, di pesca, può commetterli avendo la certezza quasi assoluta di farla franca. Gli inquinatori questo lo sanno come pure lo sanno i bracconieri che agiscono da anni indisturbati sul territorio della Provincia di Chieti, spesso sbeffeggiando per questo lo stesso Corpo di Polizia Provinciale!
Afferma Claudio Allegrino: “sono disposto ad accompagnare il Presidente Di Giuseppantonio, e gli amministratori provinciali nelle nostre campagne, per far vedere loro cosa accade quando si sa che non esiste nessuno che vigila sul rispetto delle leggi sulla tutela dell’ambiente, della caccia e della pesca. Chi non ha senso civico fa quello che vuole, sapendo che non sarà mai colto sul fatto.
Lo dimostrano i risultati di alcuni servizi di vigilanza delle nostre guardie volontarie che in alcuni casi riscontrano il 100% di illeciti per numero di individui controllati.
La crisi della Polizia Provinciale di Chieti non nasce oggi ma è frutto di un disinteresse diffuso delle amministratori provinciali che si sono succedute nell’ultimo decennio. Oggi, con la crisi finanziaria dell’ Ente, i problemi sono arrivati a tal punto che non ha più senso mantenere in piedi una struttura provinciale di vigilanza non più in grado di essere sostenuto né finanziariamente né politicamente.
Il WWF auspica un doveroso interessamento alla soluzione della crisi della Polizia Provinciale da parte del Presidente Di Giuseppantonio, che ha tra l’altro la Delega alla Polizia Provinciale, affinchè vengano attribuite nuove risorse finanziarie che consentano di ristabilire la legalità sul territorio della Provincia di Chieti.
Cinque sono le richieste del WWF per il 2011:
- Attivazione di un numero telefonico di reperibilità e pronto intervento a disposizione della cittadinanza;
- Aumento dell’organico;
- Dotazione dei mezzi minimi necessari per operare almeno con sufficienza;
- Riduzione drastica delle attività d’ufficio e di rappresentanza e contestuale aumento della presenza degli agenti sul territorio (maggiori controlli su cacciatori, pescatori e attività produttive inquinanti);
- Almeno tre corsi obbligatori all’anno di aggiornamento e formazione per agenti ed ufficiali.
Claudio Allegrino
Coordinatore delle
Guardie Particolari Giurate
WWF Italia Nucleo di Chieti
martedì 30 novembre 2010
Parco Abruzzo: regolamentare la caccia nelle aree Patom
VILLALAGO - "È necessario attivare tavoli di concertazione con Regioni, Province e ambiti territoriali di caccia ricadenti in area Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, per arrivare a regolamentare l'attivita' venatoria nelle aree soggette al progetto Patom (Piano d'azione per la tutela dell'Orso marsicano) a partire dalla prossima stagione".
Lo afferma il presidente del Pnalm, Giuseppe Rossi, che spiega che il posto "dov'è stata avvistata la famigliola di tre cuccioli e mamma orsa, tra Scanno e Villalago, è un'area Patom, quindi dovrebbe essere più protetta e soggetta a limitazioni".
La legge regionale sulla caccia, la 39/2010, all'articolo 3, comma 7, sancisce il principio della cacciabilità con la tecnica della girata e l'abbattimento selettivo del cinghiale nelle aree Patom, previo parere dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
La Provincia dell'Aquila, tramite il competente settore Ambiente, ha chiesto un parere all'Ispra e questi si è pronunciato con una serie di osservazioni che vanno dalla posticipazione del calendario venatorio all'interdizione di tale attività in aree particolarmente sensibili.
Vista la competenza della Regione Abruzzo in materia, ed essendo la stessa capofila del progetto Patom, la Provincia dell'Aquila gli ha rimesso il parere dell'Ispra ed è in attesa di comunicazioni.
Ad avere i maggiori problemi sono i cacciatori degli Atc che ricadono in queste aree e gli organi di polizia per l'applicazione di una norma non chiara.
Fonte: abruzzoweb.it del 29 novembre 2010
Lo afferma il presidente del Pnalm, Giuseppe Rossi, che spiega che il posto "dov'è stata avvistata la famigliola di tre cuccioli e mamma orsa, tra Scanno e Villalago, è un'area Patom, quindi dovrebbe essere più protetta e soggetta a limitazioni".
La legge regionale sulla caccia, la 39/2010, all'articolo 3, comma 7, sancisce il principio della cacciabilità con la tecnica della girata e l'abbattimento selettivo del cinghiale nelle aree Patom, previo parere dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).
La Provincia dell'Aquila, tramite il competente settore Ambiente, ha chiesto un parere all'Ispra e questi si è pronunciato con una serie di osservazioni che vanno dalla posticipazione del calendario venatorio all'interdizione di tale attività in aree particolarmente sensibili.
Vista la competenza della Regione Abruzzo in materia, ed essendo la stessa capofila del progetto Patom, la Provincia dell'Aquila gli ha rimesso il parere dell'Ispra ed è in attesa di comunicazioni.
Ad avere i maggiori problemi sono i cacciatori degli Atc che ricadono in queste aree e gli organi di polizia per l'applicazione di una norma non chiara.
Fonte: abruzzoweb.it del 29 novembre 2010
domenica 21 novembre 2010
Parco Sirente-Velino. Sorpresi a stanare gli animali con radio e cani, si sospetta la complicità coi cacciatori
Massa d’Albe. Operazione della Forestale nel Parco Sirente-Velino. Il direttore Di Nino: «Comportamenti da reprimere»
Disturbano la fauna selvatica, denunciati
Sorpresi a stanare gli animali con radio e cani, si sospetta la complicità coi cacciatori
FEDERICO CIFANI
MASSA D’ALBE (L'AQUILA). Tre persone sono state denunciate per atteggiamento di caccia e disturbo della fauna selvatica. I fatti si sono svolti in località Punta Canale, nel comune di Massa d’Albe, all’interno del Parco Sirente Velino. Dotati di radio erano intenti a far uscire dal perimetro dell’area protetta gli animali selvatici. Mentre uno di loro sorvegliava la strada, stando al resoconto della Forestale, gli altri spaventavano gli animali spingendoli a valle. Poi una volta fuori dal territorio del Parco i complici cacciatori avrebbero potuto abbattere la selvaggina. Questo sempre stando alle supposizioni degli agenti. Una pratica diffusa nel territorio, questa volta fermata dagli uomini del comando Forestale di Magliano dei Marsi bis. Gli agenti li hanno osservati per diverso tempo e al momento opportuno sono scattate le denunce. A nulla sono quindi valse le scuse dei tre, residenti del posto, che hanno cercato di difendersi: «Stavamo facendo una passeggiata». Il Parco si costituirà parte civile all’eventuale processo. «Il nostro intento è sempre stato quello di veicolare cultura e attenzione all’ambiente ma questi comportamenti devono essere fermati in modo repressivo. Un’azione» ha detto Oremo Di Nino, direttore del Parco Sirente Velino «che sarà rafforzata su tutto il territorio anche grazie alla collaborazione con i centri territoriali ambientali, mentre un sentito ringraziamento va a gli uomini che hanno operato in questo caso». Il comando Forestale di Magliano dei Marsi bis lavora a stretto contatto con i vertici del Parco ed è uno dei cinque Cta del Parco Sirente Velino.
Fonte: Il Centro del 20 novembre 2010
Disturbano la fauna selvatica, denunciati
Sorpresi a stanare gli animali con radio e cani, si sospetta la complicità coi cacciatori
FEDERICO CIFANI
MASSA D’ALBE (L'AQUILA). Tre persone sono state denunciate per atteggiamento di caccia e disturbo della fauna selvatica. I fatti si sono svolti in località Punta Canale, nel comune di Massa d’Albe, all’interno del Parco Sirente Velino. Dotati di radio erano intenti a far uscire dal perimetro dell’area protetta gli animali selvatici. Mentre uno di loro sorvegliava la strada, stando al resoconto della Forestale, gli altri spaventavano gli animali spingendoli a valle. Poi una volta fuori dal territorio del Parco i complici cacciatori avrebbero potuto abbattere la selvaggina. Questo sempre stando alle supposizioni degli agenti. Una pratica diffusa nel territorio, questa volta fermata dagli uomini del comando Forestale di Magliano dei Marsi bis. Gli agenti li hanno osservati per diverso tempo e al momento opportuno sono scattate le denunce. A nulla sono quindi valse le scuse dei tre, residenti del posto, che hanno cercato di difendersi: «Stavamo facendo una passeggiata». Il Parco si costituirà parte civile all’eventuale processo. «Il nostro intento è sempre stato quello di veicolare cultura e attenzione all’ambiente ma questi comportamenti devono essere fermati in modo repressivo. Un’azione» ha detto Oremo Di Nino, direttore del Parco Sirente Velino «che sarà rafforzata su tutto il territorio anche grazie alla collaborazione con i centri territoriali ambientali, mentre un sentito ringraziamento va a gli uomini che hanno operato in questo caso». Il comando Forestale di Magliano dei Marsi bis lavora a stretto contatto con i vertici del Parco ed è uno dei cinque Cta del Parco Sirente Velino.
Fonte: Il Centro del 20 novembre 2010
giovedì 18 novembre 2010
Caramanico Terme, faina uccisa e appesa al cartello del Parco della Majella
Pescara. Una scena agghiacciante è quella che si è rivelata agli occhi degli abitanti di S.Tommaso, piccola frazione del Comune di Caramanico Terme, quando nella notte fra martedì e mercoledì hanno visto il cadavere di una faina pendere per la coda da una corda legata ad un'insegna del Parco Nazionale della Majella.
Prime ipotesi lasciano pensare che il gesto sia una macabra manifestazione di protesta da parte di cacciatori o agricoltori nei confronti dello stesso Ente Parco. Alcuni abitanti del luogo riferiscono della presenza di bracconieri che da anni piazzano trappole non consentite, i cosiddetti ‘lacci’, per catturare esemplari di cinghiali e di altre specie. Ma oltre a questi individui criminali, anche i cacciatori e gli agricoltori della zona si sarebbero spesso lamentati presso la direzione del Parco per regolamenti restrittivi o per le incursioni degli animali protetti presso orti e coltivazioni. Non sono mancati, in passato, ritrovamenti di cervi feriti e presso i residenti è diffusa la convinzione che i gravi incendi degli ultimi anni siano da ricondurre alle stesse motivazioni.
La notizia è circolata rapidamente anche su Facebook, dove alcuni denunciano: “Questo è una delle tante crudeltà che commettono i bracconieri di S. Tommaso, Caramanico e paesi limitrofi: uccidere un animale indifeso e mostrarlo come trofeo come rivalsa nei confronti del Parco della Majella”.
Daniele Galli
Fonte: cityrumors.it del 18 novembre 2010
mercoledì 17 novembre 2010
Iampieri (PdL): "il cacciatore, vero amante della natura"
Iampieri (PdL) dice no alle modifiche di legge sull'attività venatoria e annuncia ordine del giorno regionale
L'Aquila. La legislazione italiana in materia di caccia è tra le più restrittive d’Europa e francamente appare incomprensibile un’ulteriore stretta di vite in materia”. Emilio Iampieri, consigliere regionale d’Abruzzo, esprime la propria “perplessità” sulla proposta di modifica della legge annunciata dal ministro Brambilla con cui si impedirebbe il passaggio sui terreni privati dei praticanti di questo antico sport, centinaia di migliaia di appassionati su tutto il territorio nazionale. “Apprezzo il lavoro svolto dal ministro nell’esercizio del suo mandato e le manifesto la mia più totale solidarietà per le intimidazioni subìte – puntualizza il consigliere regionale del PdL – ma in difesa dell’attività venatoria si è già pronunciata una precisa volontà popolare, peraltro ribadita senza equivoci in ben sette referendum. Si tratta di una volontà che non può essere in alcun modo ignorata o aggirata. Una tale modifica – sottolinea Iampieri, componente della commissione consiliare agricoltura – non farebbe altro che sposare lo stereotipo del cacciatore così come rappresentato dall’ambientalismo ideologico dell’estrema sinistra: un pericoloso nemico della natura. Alla Brambilla – conclude il consigliere – vorrei invece far presente come il cacciatore, vero amante di una natura che consoce e frequenta, è più ambientalista degli ambientalisti da salotto e di tutti coloro che vorrebbero salvaguardare l’ambiente eliminando la presenza dell’uomo”. Un concetto, quest’ultimo, che il consigliere intende portare all’attenzione del prossimo consiglio regionale, proponendo un ordine del giorno ad hoc in cui venga riaffermata una volta di più la necessità, semmai, di valorizzare l’attività venatoria e difenderla da chi, strumentalmente, vorrebbe criminalizzarla.
Fonte: terremarsicane.it del 16 novembre 2010
L'Aquila. La legislazione italiana in materia di caccia è tra le più restrittive d’Europa e francamente appare incomprensibile un’ulteriore stretta di vite in materia”. Emilio Iampieri, consigliere regionale d’Abruzzo, esprime la propria “perplessità” sulla proposta di modifica della legge annunciata dal ministro Brambilla con cui si impedirebbe il passaggio sui terreni privati dei praticanti di questo antico sport, centinaia di migliaia di appassionati su tutto il territorio nazionale. “Apprezzo il lavoro svolto dal ministro nell’esercizio del suo mandato e le manifesto la mia più totale solidarietà per le intimidazioni subìte – puntualizza il consigliere regionale del PdL – ma in difesa dell’attività venatoria si è già pronunciata una precisa volontà popolare, peraltro ribadita senza equivoci in ben sette referendum. Si tratta di una volontà che non può essere in alcun modo ignorata o aggirata. Una tale modifica – sottolinea Iampieri, componente della commissione consiliare agricoltura – non farebbe altro che sposare lo stereotipo del cacciatore così come rappresentato dall’ambientalismo ideologico dell’estrema sinistra: un pericoloso nemico della natura. Alla Brambilla – conclude il consigliere – vorrei invece far presente come il cacciatore, vero amante di una natura che consoce e frequenta, è più ambientalista degli ambientalisti da salotto e di tutti coloro che vorrebbero salvaguardare l’ambiente eliminando la presenza dell’uomo”. Un concetto, quest’ultimo, che il consigliere intende portare all’attenzione del prossimo consiglio regionale, proponendo un ordine del giorno ad hoc in cui venga riaffermata una volta di più la necessità, semmai, di valorizzare l’attività venatoria e difenderla da chi, strumentalmente, vorrebbe criminalizzarla.
Fonte: terremarsicane.it del 16 novembre 2010
lunedì 1 novembre 2010
PNALM: appello ai cacciatori
Appello ai cacciatori
In occasione dell’apertura della caccia al cinghiale
Pescasseroli. - In occasione dell’apertura della caccia al cinghiale, il Parco invia un Appello ai cacciatori che frequenteranno l’Area Contigua, affinchè pongano particolare attenzione nell’esercizio della attività venatoria, ad evitare disturbo ed eventuali danni alle specie faunistiche più preziose del nostro Paese.
Nel momento in cui l’Ente Parco divulga questo “Appello”, il Presidente Giuseppe Rossi dichiara di riporre la massima fiducia nella sensibilità dei cacciatori che frequenteranno queste zone, che faranno certamente tutto il possibile per non arrecare disturbo e danno alla fauna del Parco e specialmente all’Orso marsicano.
APPELLO AI CACCIATORI
In occasione dell’apertura della caccia al cinghiale
L'area dove state cacciando è contigua al Parco Nazionale, zona in cui la fauna è molto ricca e abbondante. Accanto alle specie cacciabili sono presenti altre specie animali particolarmente protette e importati per l'equilibrio ambientale come l'orso bruno marsicano, il lupo e il camoscio appenninico.
L'orso è molto raro ed è il simbolo di questo territorio: merita quindi la massima attenzione e protezione, quiete e tranquillità. Durante la battuta al cinghiale è possibile coinvolgerlo e arrecargli danni, magari involontariamente, e a volte causarne anche la morte.
E' perciò necessario tenere sempre un comportamento responsabile e attento, al fine di evitare disturbo e di danneggiare queste preziose specie animali, patrimonio del Parco e della collettività.
Durante l'attività di caccia è sempre bene tenere presente la possibilità di incontrare un orso, un lupo o un'altra delle specie protette, e perciò occorre fare sempre attenzione ed essere prudenti; oltre ad evitare ovviamente sanzioni e contravvenzioni, contribuirete a mantenere quest'area ricca di fauna: un'area speciale dove rispettare pienamente, non Soltanto la normativa in vigore, ma e soprattutto l’etica del leale esercizio della caccia.
Il Parco desidera ringraziare molto per l’attenzione e la collaborazione e per le eventuali segnalazioni tramite il Servizio Sorveglianza di avvistamenti della fauna protetta.
Pescasseroli, 31 ottobre 2010
L’ENTE PARCO
CACCIARE IN UN’AREA SPECIALE RICHIEDE COMPORTAMENTI SPECIALI
Area protetta: PN Abruzzo, Lazio e Molise
Web: http://www.parks.it/parco.nazionale.abruzzo
Mittente: PN Abruzzo, Lazio e Molise
Sito web mittente: http://www.parcoabruzzo.it
In occasione dell’apertura della caccia al cinghiale
Pescasseroli. - In occasione dell’apertura della caccia al cinghiale, il Parco invia un Appello ai cacciatori che frequenteranno l’Area Contigua, affinchè pongano particolare attenzione nell’esercizio della attività venatoria, ad evitare disturbo ed eventuali danni alle specie faunistiche più preziose del nostro Paese.
Nel momento in cui l’Ente Parco divulga questo “Appello”, il Presidente Giuseppe Rossi dichiara di riporre la massima fiducia nella sensibilità dei cacciatori che frequenteranno queste zone, che faranno certamente tutto il possibile per non arrecare disturbo e danno alla fauna del Parco e specialmente all’Orso marsicano.
APPELLO AI CACCIATORI
In occasione dell’apertura della caccia al cinghiale
L'area dove state cacciando è contigua al Parco Nazionale, zona in cui la fauna è molto ricca e abbondante. Accanto alle specie cacciabili sono presenti altre specie animali particolarmente protette e importati per l'equilibrio ambientale come l'orso bruno marsicano, il lupo e il camoscio appenninico.
L'orso è molto raro ed è il simbolo di questo territorio: merita quindi la massima attenzione e protezione, quiete e tranquillità. Durante la battuta al cinghiale è possibile coinvolgerlo e arrecargli danni, magari involontariamente, e a volte causarne anche la morte.
E' perciò necessario tenere sempre un comportamento responsabile e attento, al fine di evitare disturbo e di danneggiare queste preziose specie animali, patrimonio del Parco e della collettività.
Durante l'attività di caccia è sempre bene tenere presente la possibilità di incontrare un orso, un lupo o un'altra delle specie protette, e perciò occorre fare sempre attenzione ed essere prudenti; oltre ad evitare ovviamente sanzioni e contravvenzioni, contribuirete a mantenere quest'area ricca di fauna: un'area speciale dove rispettare pienamente, non Soltanto la normativa in vigore, ma e soprattutto l’etica del leale esercizio della caccia.
Il Parco desidera ringraziare molto per l’attenzione e la collaborazione e per le eventuali segnalazioni tramite il Servizio Sorveglianza di avvistamenti della fauna protetta.
Pescasseroli, 31 ottobre 2010
L’ENTE PARCO
CACCIARE IN UN’AREA SPECIALE RICHIEDE COMPORTAMENTI SPECIALI
Area protetta: PN Abruzzo, Lazio e Molise
Web: http://www.parks.it/parco.nazionale.abruzzo
Mittente: PN Abruzzo, Lazio e Molise
Sito web mittente: http://www.parcoabruzzo.it
giovedì 28 ottobre 2010
Oggi inizia l’adeguamento della legge regionale alle motivazioni dell’impugnativa
Caccia, Caporale: “la proposta di legge è piena di incongruenze”
Oggi inizia l’adeguamento della legge regionale alle motivazioni dell’impugnativa
Oggi inizia l’adeguamento della legge regionale alle motivazioni dell’impugnativa
“Ritengo doveroso rinnovare l’appello ai miei colleghi consiglieri affinché dopo l’impugnazione da parte del Governo della Legge Regionale sulla Caccia, ora venga approvato un testo che rispecchi fedelmente le motivazioni dell’impugnativa. Al momento dell’approvazione della Legge regionale denunciai l’illegittimità di un provvedimento che non rispettava le leggi Nazionali e Comunitarie ed i pareri (sulle specie cacciabili, i periodi di caccia, ecc), indicate dall’Istituto Scientifico Nazionale competente in materia di caccia (ISPRA)". Questa la dichiarazione di Walter Caporale, capogruppo regionale dei Verdi.
"Ora - prosegue Caporale - l’Abruzzo deve obbligatoriamente adeguarsi a quelle norme che erano state proposte dai Verdi e che possono evitare ai cittadini abruzzesi di dover pagare decine di migliaia di euro di multe comunitarie. Ieri il rispetto anche dei Diritti egli animali e della Tutela dell’Ambiente lo chiedevano in maniera isolata in Consiglio Regionale soltanto i Verdi. Oggi diventa un obbligo per il Consiglio Regionale rispettare le deleghe richieste dal Governo".
"Per la seduta in Commissione - conclude il capogruppo dei Verdi - ho inviato ai miei colleghi le osservazioni al Progetto di Legge che deve adeguare la legge sul Calendario Venatorio alle motivazioni dell’impugnativa del Governo e ci sono ancora tante incongruenze ed illegittimità”.
"Ora - prosegue Caporale - l’Abruzzo deve obbligatoriamente adeguarsi a quelle norme che erano state proposte dai Verdi e che possono evitare ai cittadini abruzzesi di dover pagare decine di migliaia di euro di multe comunitarie. Ieri il rispetto anche dei Diritti egli animali e della Tutela dell’Ambiente lo chiedevano in maniera isolata in Consiglio Regionale soltanto i Verdi. Oggi diventa un obbligo per il Consiglio Regionale rispettare le deleghe richieste dal Governo".
"Per la seduta in Commissione - conclude il capogruppo dei Verdi - ho inviato ai miei colleghi le osservazioni al Progetto di Legge che deve adeguare la legge sul Calendario Venatorio alle motivazioni dell’impugnativa del Governo e ci sono ancora tante incongruenze ed illegittimità”.
giovedì 14 ottobre 2010
Attacco della Lega Nord Abruzzo su legge caccia e Parco Sirente
SULMONA – La difesa del territorio e delle tradizioni locali sono state da sempre un punto ideologico di forza della Lega Nord. E ora il Coordinamento Provinciale dell’Aquila del partito, prendendo spunto dal provvedimento con cui il governo ha impugnato la legge regionale abruzzese sulla caccia la settimana scorsa, ripone l’attenzione sulla difesa e la valorizzazione delle tradizioni territoriali. In questo caso, quelle specifiche abruzzesi.
Il partito di Bossi in Abruzzo allora, fa sapere in un comunicato che intende dissentire “ora come in passato, da questo tipo di prevaricazioni e le condanna proprio perché lontane dalle reali competenze sulla tutela del territorio, le quali dovrebbero riguardare in prima analisi, prevalentemente le popolazioni che il territorio abitano. Ovvero le genti d’Abruzzo – sostiene il coordinamento - che da secoli interagiscono con gli ecosistemi che conoscono meglio dei legislatori. Agricoltori, cacciatori, boscaioli, proprietari di terreno, che dal territorio possono ricavare reddito producendo allo stesso tempo una forma di tutela naturale, che proviene dalla cultura immemore legata alle varie attività e non certo dalle forme di tutela ‘dall’alto’, come ad esempio le istituzioni delle Zps (zone di protezione speciale)”.Ma i leghisti d’Abruzzo se la prendono anche con gli enti preposti alla tutela delle nostre aree faunistiche e in particolar modo, come scritto ancora nel comunicato, con il Parco Sirente Velino: “un’istituzione questa, al di là degli ultimi incongrui tentativi di riorganizzazione, su cui bisognerebbe invece procedere solo nel senso di una chiusura immediata. Occorre dire basta a questo inutile ‘poltronificio’ – sostiene ancora il coordinamento provinciale leghista -, un Ente che non ha fatto altro che sovrapporre vincoli superflui, a vincoli già esistenti. Una struttura che le popolazioni stesse non hanno mai sentito come necessaria, dato che non ha mai sortito benefici per alcuno, fornendo come unico risultato quello di produrre uno spopolamento manifesto e disoccupazione per i centri abitati del dell’area parco”. Insomma ai carrozzoni nostrani, la Lega preferirebbe anteporre il modello amministrativo del proprio Carroccio, con la restituzione dei territori a chi questi li abita da sempre, ovvero i cittadini, le popolazioni autoctone. Ricordando le infinite possibilità anche economiche che attività antropiche quali agricoltura, pastorizia, caccia, raccolta della legna e prodotti del sottobosco, fino al corretto utilizzo delle bio-masse, possono apportare al benessere collettivo. Ancora una voce gettata al risveglio dei cittadini comunque, “e non certo agli ambientalisti che pensano di essere gli unici depositari della tutela territoriale”.
RR
Da "Rete5.tv" del 14 ottobre 2010
Il partito di Bossi in Abruzzo allora, fa sapere in un comunicato che intende dissentire “ora come in passato, da questo tipo di prevaricazioni e le condanna proprio perché lontane dalle reali competenze sulla tutela del territorio, le quali dovrebbero riguardare in prima analisi, prevalentemente le popolazioni che il territorio abitano. Ovvero le genti d’Abruzzo – sostiene il coordinamento - che da secoli interagiscono con gli ecosistemi che conoscono meglio dei legislatori. Agricoltori, cacciatori, boscaioli, proprietari di terreno, che dal territorio possono ricavare reddito producendo allo stesso tempo una forma di tutela naturale, che proviene dalla cultura immemore legata alle varie attività e non certo dalle forme di tutela ‘dall’alto’, come ad esempio le istituzioni delle Zps (zone di protezione speciale)”.Ma i leghisti d’Abruzzo se la prendono anche con gli enti preposti alla tutela delle nostre aree faunistiche e in particolar modo, come scritto ancora nel comunicato, con il Parco Sirente Velino: “un’istituzione questa, al di là degli ultimi incongrui tentativi di riorganizzazione, su cui bisognerebbe invece procedere solo nel senso di una chiusura immediata. Occorre dire basta a questo inutile ‘poltronificio’ – sostiene ancora il coordinamento provinciale leghista -, un Ente che non ha fatto altro che sovrapporre vincoli superflui, a vincoli già esistenti. Una struttura che le popolazioni stesse non hanno mai sentito come necessaria, dato che non ha mai sortito benefici per alcuno, fornendo come unico risultato quello di produrre uno spopolamento manifesto e disoccupazione per i centri abitati del dell’area parco”. Insomma ai carrozzoni nostrani, la Lega preferirebbe anteporre il modello amministrativo del proprio Carroccio, con la restituzione dei territori a chi questi li abita da sempre, ovvero i cittadini, le popolazioni autoctone. Ricordando le infinite possibilità anche economiche che attività antropiche quali agricoltura, pastorizia, caccia, raccolta della legna e prodotti del sottobosco, fino al corretto utilizzo delle bio-masse, possono apportare al benessere collettivo. Ancora una voce gettata al risveglio dei cittadini comunque, “e non certo agli ambientalisti che pensano di essere gli unici depositari della tutela territoriale”.
RR
Da "Rete5.tv" del 14 ottobre 2010
Intervento di Ruffini (Pd) sul calendario venatorio impugnato
Il Consigliere regionale del PD, Claudio Ruffini, ha scritto una lettera al Presidente della III Commissione consiliare agricoltura (inviata per conoscenza all’assessore regionale Mauro Febbo) per chiedere la convocazione della III Commissione al fine di discutere del calendario venatorio regionale 2010-2011.
“Dopo l’impugnativa da parte del Governo, bisogna riaprire il confronto e la discussione in commissione” dice Ruffini “e bisogna farlo prima che il disegno di legge n.198/10 che modifica il calendario venatorio venga discusso in Consiglio regionale.”
Secondo Ruffini finora l’iter che si è seguito per l’approvazione del calendario venatorio regionale è stato anomalo ed irrituale perché lo stesso deve essere approvato entro il 15 giugno di ogni anno dalla giunta e non dal Consiglio regionale così come previsto dalla legge quadro sulla caccia n.10/2004.
“Il Pd ha dato il proprio contributo nonostante questa anomalia procedurale al solo fine di assicurare lo svolgimento delle attività venatorie 2010-2011 e recuperando il grande ritardo accumulato dalle inadempienze della giunta Chiodi. E’ evidente che non si possono stravolgere le regole e nè si può procedere ad emanare calendari approssimativi e contradditori senza avere il Piano Faunistico regionale” aggiunge Ruffini.
Quindi la richiesta è quella di restituire la parola alla Commissione competente in materia, dove vanno analizzati anche gli emendamenti che la maggioranza ha già pre-annunciato.
”Bisogna evitare che in Consiglio regionale le proposte di legge vengano stravolte da emendamenti presentati al novantesimo minuto, in barba al lavoro svolto dalle Commissioni e contravvenendo alle stesse regole sulla qualità normativa delle leggi volute dal Presidente del Consiglio Regionale Pagano. In questo modo si estromettono le parti interessate, ovvero cacciatori ed ambientalisti, che non hanno la possibilità di partecipare e condividere le decisioni che li riguardano, ma si concedano marchette al proprio gruppo di amici” spiega Ruffini.
Il consigliere del Pd ha inoltre sollecitato il Presidente Prospero affinchè in III Commissione sia presente anche la struttura tecnica della Caccia dell’assessorato regionale in quanto le decisioni in oggetto rivestono carattere gestionale e non programmatorio.
Da "Il Capoluogo.it" del 13 ottobre 2010
“Dopo l’impugnativa da parte del Governo, bisogna riaprire il confronto e la discussione in commissione” dice Ruffini “e bisogna farlo prima che il disegno di legge n.198/10 che modifica il calendario venatorio venga discusso in Consiglio regionale.”
Secondo Ruffini finora l’iter che si è seguito per l’approvazione del calendario venatorio regionale è stato anomalo ed irrituale perché lo stesso deve essere approvato entro il 15 giugno di ogni anno dalla giunta e non dal Consiglio regionale così come previsto dalla legge quadro sulla caccia n.10/2004.
“Il Pd ha dato il proprio contributo nonostante questa anomalia procedurale al solo fine di assicurare lo svolgimento delle attività venatorie 2010-2011 e recuperando il grande ritardo accumulato dalle inadempienze della giunta Chiodi. E’ evidente che non si possono stravolgere le regole e nè si può procedere ad emanare calendari approssimativi e contradditori senza avere il Piano Faunistico regionale” aggiunge Ruffini.
Quindi la richiesta è quella di restituire la parola alla Commissione competente in materia, dove vanno analizzati anche gli emendamenti che la maggioranza ha già pre-annunciato.
”Bisogna evitare che in Consiglio regionale le proposte di legge vengano stravolte da emendamenti presentati al novantesimo minuto, in barba al lavoro svolto dalle Commissioni e contravvenendo alle stesse regole sulla qualità normativa delle leggi volute dal Presidente del Consiglio Regionale Pagano. In questo modo si estromettono le parti interessate, ovvero cacciatori ed ambientalisti, che non hanno la possibilità di partecipare e condividere le decisioni che li riguardano, ma si concedano marchette al proprio gruppo di amici” spiega Ruffini.
Il consigliere del Pd ha inoltre sollecitato il Presidente Prospero affinchè in III Commissione sia presente anche la struttura tecnica della Caccia dell’assessorato regionale in quanto le decisioni in oggetto rivestono carattere gestionale e non programmatorio.
Da "Il Capoluogo.it" del 13 ottobre 2010
mercoledì 13 ottobre 2010
Controlli antibracconaggio nel chietino
CHIETI - Controlli antibracconaggio a tappeto del Corpo Forestale dello Stato in tutta la provincia di Chieti finalizzati a reprimere l'utilizzo illegale di richiami elettromagnetici per quaglia, specie migratoria di passaggio in questo periodo nel territorio.
Secondo il comandante provinciale del Corpo Forestate, "è stata evitata l'ennesima crudele mattanza di quaglie da parte di bracconieri senza scrupoli i quali usano mezzi non consentiti per attivare volatili in passo e provvedere al loro facile abbattimento. Il più delle volte si tratta di congegni artigianali, costituiti essenzialmente da batteria, autoradio, altoparlante, timer e audiocassetta con inciso il canto della quaglia".
Un totale di quattro richiami sono stati sequestrati dal personale in servizio nel Comando Stazione Forestale di Gissi: due tra Palmoli e Dogliola, altri due a Carpineto Sinello.
Gli agenti hanno consegnato un rapporto alla Procura della Repubblica di Vasto (Chieti), contestando la violazione dell'art. 30 lett. h) della Legge 157/92.
Sono in corso indagini per individuare i responsabili dell'attività venatoria illegale.
12 Ottobre 2010 - 12:12
Da Abruzzoweb.it
Secondo il comandante provinciale del Corpo Forestate, "è stata evitata l'ennesima crudele mattanza di quaglie da parte di bracconieri senza scrupoli i quali usano mezzi non consentiti per attivare volatili in passo e provvedere al loro facile abbattimento. Il più delle volte si tratta di congegni artigianali, costituiti essenzialmente da batteria, autoradio, altoparlante, timer e audiocassetta con inciso il canto della quaglia".
Un totale di quattro richiami sono stati sequestrati dal personale in servizio nel Comando Stazione Forestale di Gissi: due tra Palmoli e Dogliola, altri due a Carpineto Sinello.
Gli agenti hanno consegnato un rapporto alla Procura della Repubblica di Vasto (Chieti), contestando la violazione dell'art. 30 lett. h) della Legge 157/92.
Sono in corso indagini per individuare i responsabili dell'attività venatoria illegale.
12 Ottobre 2010 - 12:12
Da Abruzzoweb.it
lunedì 11 ottobre 2010
Parco Gran Sasso: "chiarire modalità caccia ai cinghiali"
L'AQUILA - «Un’azione congiunta ed efficace delle Istituzioni presenti per sollecitare una decisione del Magistrato competente, affinché sia chiarita la liceità o meno del sistema di cattura dei cinghiali utilizzato dall’Ente Parco Gran Sasso – Laga e in vigore in diverse altre aree protette italiane».
Queste, nelle parole del Presidente del Parco Arturo Diaconale, le conclusioni del convegno “I cinghiali nel Reatino: la questione delle responsabilità”, promosso dallo stesso Ente Parco e dal Comune di Amatrice per trovare una soluzione ad un problema divenuto emergenza ambientale ed economica. Dal dibattito è emerso che la formula delle gabbie di cattura rimane la più efficace e meno costosa e che quella del selencontrollo, da più parti invocata, può avere una funzione più psicologica che risolutiva.
Dalle significative premesse, delineate con efficacia dal Direttore dell’Ente Parco Marcello Maranella, che ha configurato il quadro delle azioni messe in campo dall’Ente Parco, alle importanti conclusioni del Presidente Diaconale, il convegno si è rivelato di grande efficacia e significato strategico, facendo emergere una sostanziale condivisione d’intenti e di posizioni.
Una “santa alleanza” ha richiesto il Presidente della Coldiretti, Aldo Mattia, in accordo con il Presidente della CIA, Enrico Scipione. "Come Associazione – ha detto Mattia - abbiamo lungamente auspicato il selecontrollo come forma di lotta al soprannumero degli ungulati, ma ben sappiamo che questo, all’interno di un’area protetta, è da considerarsi solo un palliativo. Occorre insistere nei confronti della magistratura, tramite un’istanza istituzionale congiunta, per il riposizionamento a breve termine delle gabbie di cattura".
Dal Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, sono stati riportati i dati dell’emergenza cinghiali nel territorio comunale. "La misura - ha detto il Sindaco – è ormai colma e non sono più tollerabili rimpalli di responsabilità. Dalla colpevole interruzione di quel processo virtuoso, anche dal punto di vista economico, che era stato avviato con l’Ente Parco tramite le gabbie di cattura, sono scaturiti danni erariali, per i quali mi impegno, qualora non si intraveda in tempi brevi una soluzione, a presentare delle denunce circostanziate".
Il Vice Presidente della Provincia di Rieti, Oreste Pastorelli è intervenuto annunciando due importanti iniziative. La prima riguarda la liquidazione, tramite anticipazioni di cassa, per tutti i danni non ancora indennizzati a tutto il 2009. La seconda è l’avvenuta realizzazione, in accordo con l’A.T.C. RI 2 ed il Comune di Monteleone Sabino, di un recinto di 40 ha, destinato ad ospitare i cinghiali catturati nell’intero territorio provinciale. "In tal modo – ha sottolineato Pastorelli, richiamando il protocollo d’intesa siglato lo scorso anno con il Parco e le Riserve naturali della Provincia - daremo un contributo concreto e determinante all’attivazione di una filiera che trasformerà il cinghiale da problema a risorsa per le comunità locali".
Da Abruzzoweb.it dell'11 ottobre 2010
Queste, nelle parole del Presidente del Parco Arturo Diaconale, le conclusioni del convegno “I cinghiali nel Reatino: la questione delle responsabilità”, promosso dallo stesso Ente Parco e dal Comune di Amatrice per trovare una soluzione ad un problema divenuto emergenza ambientale ed economica. Dal dibattito è emerso che la formula delle gabbie di cattura rimane la più efficace e meno costosa e che quella del selencontrollo, da più parti invocata, può avere una funzione più psicologica che risolutiva.
Dalle significative premesse, delineate con efficacia dal Direttore dell’Ente Parco Marcello Maranella, che ha configurato il quadro delle azioni messe in campo dall’Ente Parco, alle importanti conclusioni del Presidente Diaconale, il convegno si è rivelato di grande efficacia e significato strategico, facendo emergere una sostanziale condivisione d’intenti e di posizioni.
Una “santa alleanza” ha richiesto il Presidente della Coldiretti, Aldo Mattia, in accordo con il Presidente della CIA, Enrico Scipione. "Come Associazione – ha detto Mattia - abbiamo lungamente auspicato il selecontrollo come forma di lotta al soprannumero degli ungulati, ma ben sappiamo che questo, all’interno di un’area protetta, è da considerarsi solo un palliativo. Occorre insistere nei confronti della magistratura, tramite un’istanza istituzionale congiunta, per il riposizionamento a breve termine delle gabbie di cattura".
Dal Sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, sono stati riportati i dati dell’emergenza cinghiali nel territorio comunale. "La misura - ha detto il Sindaco – è ormai colma e non sono più tollerabili rimpalli di responsabilità. Dalla colpevole interruzione di quel processo virtuoso, anche dal punto di vista economico, che era stato avviato con l’Ente Parco tramite le gabbie di cattura, sono scaturiti danni erariali, per i quali mi impegno, qualora non si intraveda in tempi brevi una soluzione, a presentare delle denunce circostanziate".
Il Vice Presidente della Provincia di Rieti, Oreste Pastorelli è intervenuto annunciando due importanti iniziative. La prima riguarda la liquidazione, tramite anticipazioni di cassa, per tutti i danni non ancora indennizzati a tutto il 2009. La seconda è l’avvenuta realizzazione, in accordo con l’A.T.C. RI 2 ed il Comune di Monteleone Sabino, di un recinto di 40 ha, destinato ad ospitare i cinghiali catturati nell’intero territorio provinciale. "In tal modo – ha sottolineato Pastorelli, richiamando il protocollo d’intesa siglato lo scorso anno con il Parco e le Riserve naturali della Provincia - daremo un contributo concreto e determinante all’attivazione di una filiera che trasformerà il cinghiale da problema a risorsa per le comunità locali".
Da Abruzzoweb.it dell'11 ottobre 2010
sabato 9 ottobre 2010
Il WWF replica alla replica dell’Assessore Febbo
Comunicato stampa 9 ottobre 2010
Ancora sulla caccia: il WWF replica alla replica dell’Assessore Febbo e torna ad invitare la Regione ad aprire un serio confronto sulla gestione faunistica
Dopo l’impugnazione da parte del Governo nazionale della legge sul calendario venatorio 2010/11 l’Assessore Febbo ha prodotto una serie di giustificazioni che però non convincono.
1) L’Assessore dice: “La mia proposta di legge sul nuovo calendario venatorio è stata totalmente stravolta dal Consiglio regionale”.
Giustificazione che dimostra una grande debolezza: il calendario venatorio è l’atto più importante che un assessore alla caccia propone, se la sua maggioranza glielo “stravolge” forse dovrebbe capire che la sua maggioranza non la pensa come lui e trarne le conseguenze. Ma poi è una giustificazione non vera perché il Consiglio regionale in realtà ha migliorato la proposta fatta da Febbo, avendo, almeno in parte, ridotto i periodi di caccia rispetto a quelli proposti originariamente dall’Assessore.
2) L’Assessore dice: “Quella stessa legge è stata votata in Consiglio da tutto il PD e la stessa Italia dei Valori non ha espresso dissenso decidendo di astenersi”.
Giustificazione della serie “mal comune, mezzo gaudio!”. In realtà l’Italia dei Valori ha subito smentito l’Assessore dichiarando di aver votato contro la sua legge, ma che razza di giustificazione è? Anche il PD ha sbagliato a votare, non è certo la prima volta che è accaduto sul tema della caccia e purtroppo temiamo che non sarà l’ultima.
3) L’Assessore dice: “Esiste una proposta di legge di modifica”.
Se la proposta è quella che è circolata negli ultimi due consigli regionali, chiariamo subito all’Assessore Febbo che è peggiorativa rispetto all’originale contenendo una serie di aspetti che saranno nuovamente oggetto di intervento da parte degli organismi di controllo.
4) L’Assessore non è “affatto sorpreso poiché sono questioni che ben conoscevano e quindi non c’è nulla di trascendentale”.
L’unica cosa di trascendentale è che, sapendo che c’erano questioni, l’Assessore ha voluto far approvare la legge ugualmente. Per quale motivo? Per farsela bocciare dal Governo?
5) L’Assessore dice: “Per una volta, ed è questa l’unica novità, il WWF è d’accordo con il Governo Berlusconi”.
Se vogliamo rimanere nel campo delle battute si potrebbe rispondere che gli errori di Febbo mettono d’accordo proprio tutti!
Volendo essere seri ricordiamo all’Assessore che il WWF esprime critiche o apprezzamenti sugli atti che tutti i Governi compiono. Come è accaduto ieri con il Governo Prodi e il Governo regionale Del Turco, oggi con Governo Berlusconi e con il Governo regionale Chiodi, il WWF critica i provvedimenti che vanno contro l’ambiente e loda quelli che vanno a favore.
Il WWF auspica che finalmente la Regione voglia intraprendere una seria gestione del patrimonio faunistico regionale, tenendo ben presente che la fauna è un patrimonio di tutti e non semplicemente “selvaggina” per il divertimento dei cacciatori.
Ancora sulla caccia: il WWF replica alla replica dell’Assessore Febbo e torna ad invitare la Regione ad aprire un serio confronto sulla gestione faunistica
Dopo l’impugnazione da parte del Governo nazionale della legge sul calendario venatorio 2010/11 l’Assessore Febbo ha prodotto una serie di giustificazioni che però non convincono.
1) L’Assessore dice: “La mia proposta di legge sul nuovo calendario venatorio è stata totalmente stravolta dal Consiglio regionale”.
Giustificazione che dimostra una grande debolezza: il calendario venatorio è l’atto più importante che un assessore alla caccia propone, se la sua maggioranza glielo “stravolge” forse dovrebbe capire che la sua maggioranza non la pensa come lui e trarne le conseguenze. Ma poi è una giustificazione non vera perché il Consiglio regionale in realtà ha migliorato la proposta fatta da Febbo, avendo, almeno in parte, ridotto i periodi di caccia rispetto a quelli proposti originariamente dall’Assessore.
2) L’Assessore dice: “Quella stessa legge è stata votata in Consiglio da tutto il PD e la stessa Italia dei Valori non ha espresso dissenso decidendo di astenersi”.
Giustificazione della serie “mal comune, mezzo gaudio!”. In realtà l’Italia dei Valori ha subito smentito l’Assessore dichiarando di aver votato contro la sua legge, ma che razza di giustificazione è? Anche il PD ha sbagliato a votare, non è certo la prima volta che è accaduto sul tema della caccia e purtroppo temiamo che non sarà l’ultima.
3) L’Assessore dice: “Esiste una proposta di legge di modifica”.
Se la proposta è quella che è circolata negli ultimi due consigli regionali, chiariamo subito all’Assessore Febbo che è peggiorativa rispetto all’originale contenendo una serie di aspetti che saranno nuovamente oggetto di intervento da parte degli organismi di controllo.
4) L’Assessore non è “affatto sorpreso poiché sono questioni che ben conoscevano e quindi non c’è nulla di trascendentale”.
L’unica cosa di trascendentale è che, sapendo che c’erano questioni, l’Assessore ha voluto far approvare la legge ugualmente. Per quale motivo? Per farsela bocciare dal Governo?
5) L’Assessore dice: “Per una volta, ed è questa l’unica novità, il WWF è d’accordo con il Governo Berlusconi”.
Se vogliamo rimanere nel campo delle battute si potrebbe rispondere che gli errori di Febbo mettono d’accordo proprio tutti!
Volendo essere seri ricordiamo all’Assessore che il WWF esprime critiche o apprezzamenti sugli atti che tutti i Governi compiono. Come è accaduto ieri con il Governo Prodi e il Governo regionale Del Turco, oggi con Governo Berlusconi e con il Governo regionale Chiodi, il WWF critica i provvedimenti che vanno contro l’ambiente e loda quelli che vanno a favore.
Il WWF auspica che finalmente la Regione voglia intraprendere una seria gestione del patrimonio faunistico regionale, tenendo ben presente che la fauna è un patrimonio di tutti e non semplicemente “selvaggina” per il divertimento dei cacciatori.
venerdì 8 ottobre 2010
Legge caccia, Cesare D'Alessandro (IdV): l'Italia dei valori non si è astenuta, ma ha votato contro
"Ci dispiace per Febbo, assessore regionale alla caccia, che non può assolutamente mettere sulla sua pessima e contestata legge sul calendario venatorio il bollino di qualità dell'Italia dei Valori, come, peraltro, ha tentato di fare. L'Italia dei Valori, infatti, non solo non ha votato l'astensione auspicata da Febbo, ma ha votato risolutamente contro, condividendo con Rifondazione Comunista e Verdi tutte le osservazioni di irregolarità formali e sostanziali sollevate durante il dibattito di approvazione della legge nel corso del Consiglio Regionale del 3 agosto scorso (Vedasi delibera n.49/c del 3-10-2010)." Questa la dichiarazione di Cesare D'Alessandro, vice capogruppo IdV Regione Abruzzo.
"Prima di rilasciare incaute e non veritiere dichiarazioni sull'IdV, sarà il caso che l'assessore Febbo approfondisca meglio le sue informazioni e conoscenze, già così carenti in materia venatoria. E visto che siamo in argomento gli ribadiamo di aver votato contro perchè eravamo convinti (ed oggi ne abbiamo la certezza) di trovarci di fronte ad un assessore alla ricerca di qualche trucchetto per eludere le maglie molto precise delle direttive europee in materia di caccia. A questo punto tra dimissioni, sospensioni, azzoppamenti di legge e collaboratori Chiodi fra poco dovrà prendersi anche la delega sulla caccia e ai suoi assessori dimezzati non resterà che darsi all'ippica."
Da "Il Capoluogo.it" del 07 ottobre 2010
"Prima di rilasciare incaute e non veritiere dichiarazioni sull'IdV, sarà il caso che l'assessore Febbo approfondisca meglio le sue informazioni e conoscenze, già così carenti in materia venatoria. E visto che siamo in argomento gli ribadiamo di aver votato contro perchè eravamo convinti (ed oggi ne abbiamo la certezza) di trovarci di fronte ad un assessore alla ricerca di qualche trucchetto per eludere le maglie molto precise delle direttive europee in materia di caccia. A questo punto tra dimissioni, sospensioni, azzoppamenti di legge e collaboratori Chiodi fra poco dovrà prendersi anche la delega sulla caccia e ai suoi assessori dimezzati non resterà che darsi all'ippica."
Da "Il Capoluogo.it" del 07 ottobre 2010
Caporale (Verdi): "chiederò ufficialmente le dimissioni di Febbo"
COMUNICATO STAMPA
REGIONE ABRUZZO: IMPUGNATA LEGGE REGIONALE CACCIA.
CAPORALE (VERDI): “HO DIFFIDATO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, NAZARIO PAGANO E CHIEDERO’ UFFICIALMENTE LE DIMISSIONI DI FEBBO”.
Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei VERDI in Regione Abruzzo.
“Ricorsi persi e leggi impugnate, è questo il modo arrogante di gestire la caccia in Abruzzo.
E’ GRAVISSIMO!
Il peggio della scorrettezza dell’azione del centro-destra si è visto proprio in materia di caccia. I consiglieri di Centro-destra hanno convocato Commissioni Straordinarie (aventi carattere d’urgenza) per portare in Consiglio e approvare in tempi celeri leggi in materia di caccia e non hanno mai provveduto ad approvare Leggi per dare soluzioni concrete e celeri ai tanti problemi che affliggono la nostra Regione.
E’ un vergogna!
Fino a martedì scorso, 5 ottobre, in Consiglio Regionale c’erano proposte di Legge ed emendamenti per continuare a peggiorare la legge impugnata dal governo Nazionale e per scatenare la caccia senza regole. Punto all’ordine del giorno che non è stato votato per mancanza del numero legale e che proponeva la caccia nelle Zone a Protezione Speciale (ZPS), allungamento dei periodi di caccia a molte specie e la possibilità di cacciare in tutta la Regione e non solo nell’Ambito Territoriale di Caccia di appartenenza (c.d. Comparto Unico). Questioni rinviate ai prossimi Consigli dove mi auguro di non trovare più le urgenze dei cacciatori, ragione per cui ho provveduto a diffidare il Presidente del Consiglio, Nazario Pagano affinché non inserisca nei prossimi Consigli punti all’Ordine del Giorno in materia di prelievo venatorio. (VEDI diffida in allegato).
In merito alla discolpa dell’Assessore alla Caccia, Febbo gli chiedo di non nascondersi dietro un dito. Non può dire che il Consiglio regionale ha stravolto il Calendario Venatorio, come se lui non ne facesse parte. Avrebbe potuto chiedere il ritiro della legge e degli emendamenti e invece ha votato a favore, come se tutto fosse nella norma.
Sono sicuro che l’Assessore Febbo, un filo venatorio indiscusso, incompatibile con una sana gestione e protezione della fauna selvatica, non rassegnerà le dimissioni dalla delega alla Caccia, per cui sarà mia premura chiederle al Prossimo Consiglio”
L’Aquila, 8 ottobre 2010
Gruppo Consiliare "La Sinistra, VERDI-SD" Regione Abruzzo
Via Jacobucci,4 - 67100 L'Aquila -0862.644.213 - 335.790.71.20 www.waltercaporale.it – verdi@waltercaporale.it
REGIONE ABRUZZO: IMPUGNATA LEGGE REGIONALE CACCIA.
CAPORALE (VERDI): “HO DIFFIDATO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, NAZARIO PAGANO E CHIEDERO’ UFFICIALMENTE LE DIMISSIONI DI FEBBO”.
Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei VERDI in Regione Abruzzo.
“Ricorsi persi e leggi impugnate, è questo il modo arrogante di gestire la caccia in Abruzzo.
E’ GRAVISSIMO!
Il peggio della scorrettezza dell’azione del centro-destra si è visto proprio in materia di caccia. I consiglieri di Centro-destra hanno convocato Commissioni Straordinarie (aventi carattere d’urgenza) per portare in Consiglio e approvare in tempi celeri leggi in materia di caccia e non hanno mai provveduto ad approvare Leggi per dare soluzioni concrete e celeri ai tanti problemi che affliggono la nostra Regione.
E’ un vergogna!
Fino a martedì scorso, 5 ottobre, in Consiglio Regionale c’erano proposte di Legge ed emendamenti per continuare a peggiorare la legge impugnata dal governo Nazionale e per scatenare la caccia senza regole. Punto all’ordine del giorno che non è stato votato per mancanza del numero legale e che proponeva la caccia nelle Zone a Protezione Speciale (ZPS), allungamento dei periodi di caccia a molte specie e la possibilità di cacciare in tutta la Regione e non solo nell’Ambito Territoriale di Caccia di appartenenza (c.d. Comparto Unico). Questioni rinviate ai prossimi Consigli dove mi auguro di non trovare più le urgenze dei cacciatori, ragione per cui ho provveduto a diffidare il Presidente del Consiglio, Nazario Pagano affinché non inserisca nei prossimi Consigli punti all’Ordine del Giorno in materia di prelievo venatorio. (VEDI diffida in allegato).
In merito alla discolpa dell’Assessore alla Caccia, Febbo gli chiedo di non nascondersi dietro un dito. Non può dire che il Consiglio regionale ha stravolto il Calendario Venatorio, come se lui non ne facesse parte. Avrebbe potuto chiedere il ritiro della legge e degli emendamenti e invece ha votato a favore, come se tutto fosse nella norma.
Sono sicuro che l’Assessore Febbo, un filo venatorio indiscusso, incompatibile con una sana gestione e protezione della fauna selvatica, non rassegnerà le dimissioni dalla delega alla Caccia, per cui sarà mia premura chiederle al Prossimo Consiglio”
L’Aquila, 8 ottobre 2010
Gruppo Consiliare "La Sinistra, VERDI-SD" Regione Abruzzo
Via Jacobucci,4 - 67100 L'Aquila -0862.644.213 - 335.790.71.20 www.waltercaporale.it – verdi@waltercaporale.it
LAC ed Animalisti Italiani: un disastro la politica regionale sulla caccia
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
ANIMALISTI ITALIANI ONLUS E LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA (LAC)
Il Consiglio dei Ministri censura la legge abruzzese sulla caccia.
LAC ed Animalisti Italiani: un disastro la politica regionale sulla caccia
L’AQUILA – Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale della caccia L.R. 39/10 che prevedeva il Calendario Venatorio per questa stagione di caccia.
Il testo è stato bocciato dal Governo in quanto presenta diverse violazioni e in contrasto con la legge quadro nazionale sulla caccia, in particolare in merito al mancato rispetto dei periodi caccia e delle specie cacciabili.
Il Consiglio Regionale ad agosto di quest’anno (con i soli voti contrari di Verdi, IdV, RC) in barba ai pareri negativi dell’ ISPRA (l’istituto scientifico nazionale per lo studio della fauna selvatica), delle associazione per la tutela dell’ambiente e degli animali, dei tribunali amministrativi regionali (che già l’anno scorso avevano cassato di illegittimità le norme regionali) ha approvato con la L.R: 39/2010 un Calendario Venatorio pessimo, volto all’esclusivo soddisfacimento dei cacciatori senza tener conto, neppur minimamente, dell’esigenza di tutela e conservazione della fauna selvatica così come richiesto dal legislatore nazionale.
Dichiarazione di Anna Marina Gallo delegata responsabile Abruzzo della Lega per l’Abolizione Caccia (LAC):
“L’anno scorso il governo regionale è stato sconfitto per ben due volte dai ricorsi al TAR delle associazioni ambientaliste ed animaliste a causa di provvedimenti amministrativi ritenuti illegittimi. Quest’anno, con una scorrettezza politica che non ha precedenti, la Regione Abruzzo si è subdolamente sottratta al giudizio del Tribunale Amministrativo Reionale (TAR) approvando il calendario venatorio con una legge (che non è impugnabile dalle associazioni) anziché una delibera, impedendo di fatto alle associazioni di tutelare gli interessi della collettività.
Dichiarazione di Marialucia Santarelli, delegata Abruzzo dell’Associazione “Animalisti Italiani Onlus”:
“La politica regionale in materia di gestione della fauna selvatica è sempre stata inconsistente ma negli ultimi anni si è riusciti a fare di peggio. Quello che chiediamo oggi è un’assunzione di responsabilità per tutti i consiglieri regionali che da subito devono provvedere a correggere il calendario venatorio rispettando la legge ed i cittadini non cacciatori e le richieste del mondo scientifico. Un appello lo rivolgiamo al Governatore Chiodi affinché impedisca all’Assessore alla Caccia Mauro Febbo ulteriori iniziative sulla caccia sconsiderate ed illegittime”.
07 OTTOBRE 1010
ANIMALISTI ITALIANI ONLUS E LEGA PER L’ABOLIZIONE DELLA CACCIA (LAC)
Il Consiglio dei Ministri censura la legge abruzzese sulla caccia.
LAC ed Animalisti Italiani: un disastro la politica regionale sulla caccia
L’AQUILA – Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale della caccia L.R. 39/10 che prevedeva il Calendario Venatorio per questa stagione di caccia.
Il testo è stato bocciato dal Governo in quanto presenta diverse violazioni e in contrasto con la legge quadro nazionale sulla caccia, in particolare in merito al mancato rispetto dei periodi caccia e delle specie cacciabili.
Il Consiglio Regionale ad agosto di quest’anno (con i soli voti contrari di Verdi, IdV, RC) in barba ai pareri negativi dell’ ISPRA (l’istituto scientifico nazionale per lo studio della fauna selvatica), delle associazione per la tutela dell’ambiente e degli animali, dei tribunali amministrativi regionali (che già l’anno scorso avevano cassato di illegittimità le norme regionali) ha approvato con la L.R: 39/2010 un Calendario Venatorio pessimo, volto all’esclusivo soddisfacimento dei cacciatori senza tener conto, neppur minimamente, dell’esigenza di tutela e conservazione della fauna selvatica così come richiesto dal legislatore nazionale.
Dichiarazione di Anna Marina Gallo delegata responsabile Abruzzo della Lega per l’Abolizione Caccia (LAC):
“L’anno scorso il governo regionale è stato sconfitto per ben due volte dai ricorsi al TAR delle associazioni ambientaliste ed animaliste a causa di provvedimenti amministrativi ritenuti illegittimi. Quest’anno, con una scorrettezza politica che non ha precedenti, la Regione Abruzzo si è subdolamente sottratta al giudizio del Tribunale Amministrativo Reionale (TAR) approvando il calendario venatorio con una legge (che non è impugnabile dalle associazioni) anziché una delibera, impedendo di fatto alle associazioni di tutelare gli interessi della collettività.
Dichiarazione di Marialucia Santarelli, delegata Abruzzo dell’Associazione “Animalisti Italiani Onlus”:
“La politica regionale in materia di gestione della fauna selvatica è sempre stata inconsistente ma negli ultimi anni si è riusciti a fare di peggio. Quello che chiediamo oggi è un’assunzione di responsabilità per tutti i consiglieri regionali che da subito devono provvedere a correggere il calendario venatorio rispettando la legge ed i cittadini non cacciatori e le richieste del mondo scientifico. Un appello lo rivolgiamo al Governatore Chiodi affinché impedisca all’Assessore alla Caccia Mauro Febbo ulteriori iniziative sulla caccia sconsiderate ed illegittime”.
07 OTTOBRE 1010
giovedì 7 ottobre 2010
Febbo: "Finalmente il WWF plaude al Governo Berlusconi"
2010-10-07
CACCIA:FEBBO,"FINALMENTE IL WWF PLAUDE A GOVERNO BERLUSCONI"
L'ASSESSORE DOPO IMPUGNAZIONE LEGGE SU CALENDARIO VENATORIO (REGFLASH) Pescara, 7 ott. "Non credo debba scusarmi di nulla - afferma l'assessore con delega alla caccia, Mauro Febbo, - in quanto, come già sa lo stesso WWF, la mia proposta di legge sul nuovo calendario venatorio è stata totalmente stravolta dal Consiglio regionale. Non solo ma quella stessa legge è stata votata in Consiglio da tutto il PD e la stessa Italia dei Valori non ha espresso dissenso decidendo di astenersi. In ogni caso - ha chiarito l'assessore - gli uffici del mio assessorato hanno subito mosso dei rilievi tanto è vero che, a tal proposito, esiste una proposta di legge di modifica che, dopo l'ok in Commissione, già due volte è andata all'esame del Consiglio ma non riesce ancora ad essere approvata". In merito all'impugnazione da parte del Governo, l'assessore Febbo afferma che di non essere "affatto sorpreso poichè sono questioni che ben conoscevano e quindi non c'è nulla di trascendentale. Piuttosto - ha fatto notare l'assessore Febbo - per una volta, ed è questa l'unica novità, il WWF è d'accordo con il Governo Berlusconi". (REGFLASH) DR101007
CACCIA:FEBBO,"FINALMENTE IL WWF PLAUDE A GOVERNO BERLUSCONI"
L'ASSESSORE DOPO IMPUGNAZIONE LEGGE SU CALENDARIO VENATORIO (REGFLASH) Pescara, 7 ott. "Non credo debba scusarmi di nulla - afferma l'assessore con delega alla caccia, Mauro Febbo, - in quanto, come già sa lo stesso WWF, la mia proposta di legge sul nuovo calendario venatorio è stata totalmente stravolta dal Consiglio regionale. Non solo ma quella stessa legge è stata votata in Consiglio da tutto il PD e la stessa Italia dei Valori non ha espresso dissenso decidendo di astenersi. In ogni caso - ha chiarito l'assessore - gli uffici del mio assessorato hanno subito mosso dei rilievi tanto è vero che, a tal proposito, esiste una proposta di legge di modifica che, dopo l'ok in Commissione, già due volte è andata all'esame del Consiglio ma non riesce ancora ad essere approvata". In merito all'impugnazione da parte del Governo, l'assessore Febbo afferma che di non essere "affatto sorpreso poichè sono questioni che ben conoscevano e quindi non c'è nulla di trascendentale. Piuttosto - ha fatto notare l'assessore Febbo - per una volta, ed è questa l'unica novità, il WWF è d'accordo con il Governo Berlusconi". (REGFLASH) DR101007
WWF: ora Febbo ci chieda scusa e lasci la delega alla caccia
Governo impugna la legge abruzzese sulla caccia
dopo la dettagliata richiesta del WWF.
Ora Febbo ci chieda scusa e lasci la delega alla caccia.
Il WWF plaude all'iniziativa del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 39/2010 con cui la Regione Abruzzo aveva varato il calendario venatorio. Il WWF aveva inviato ad agosto una precisa richiesta al Governo sollevando nei minimi dettagli le gravissime violazioni delle normative comunitarie e nazionali contenute nella legge, con particolare riferimento ai periodi di caccia. Infatti la legge regionale approvata il 3 agosto, su 30 specie cacciabili, per ben 12 prevede periodi di caccia più lunghi rispetto a quanto dettato dalla Commissione Europea. Inoltre l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organismo nazionale delegato, tra l’altro, al controllo della programmazione venatoria) aveva chiesto alla Regione di introdurre particolari precauzioni su 15 delle 30 specie dichiarate cacciabili dalla Regione Abruzzo, ma quest'ultima non ha seguito queste indicazioni.
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF: "La Regione ha varato il calendario venatorio direttamente con legge regionale dopo le due pesanti sconfitte al TAR dello scorso anno. Un escamotage per evitare nuovi ricorsi visto che le associazioni non possono impugnare davanti al tribunale amministrativo le leggi. Approfittando di questo fatto e infischiandosene delle precise osservazioni presentate dal WWF in consiglio regionale in commissione, anche durante un'audizione, hanno pensato bene di introdurre periodi di caccia completamente in contrasto con le normative comunitarie in materia di tutela delle specie. Il WWF ha subito inviato un dettagliatissimo documento al Governo chiedendo di impugnare queste norme. Nel frattempo Febbo ha continuato ad attaccarci. Ora dovrebbe chiederci scusa e ridare almeno la delega alla caccia visto che continua ad accumulare censure come mai si era verificato nella storia della caccia nella regione".
dopo la dettagliata richiesta del WWF.
Ora Febbo ci chieda scusa e lasci la delega alla caccia.
Il WWF plaude all'iniziativa del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 39/2010 con cui la Regione Abruzzo aveva varato il calendario venatorio. Il WWF aveva inviato ad agosto una precisa richiesta al Governo sollevando nei minimi dettagli le gravissime violazioni delle normative comunitarie e nazionali contenute nella legge, con particolare riferimento ai periodi di caccia. Infatti la legge regionale approvata il 3 agosto, su 30 specie cacciabili, per ben 12 prevede periodi di caccia più lunghi rispetto a quanto dettato dalla Commissione Europea. Inoltre l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organismo nazionale delegato, tra l’altro, al controllo della programmazione venatoria) aveva chiesto alla Regione di introdurre particolari precauzioni su 15 delle 30 specie dichiarate cacciabili dalla Regione Abruzzo, ma quest'ultima non ha seguito queste indicazioni.
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF: "La Regione ha varato il calendario venatorio direttamente con legge regionale dopo le due pesanti sconfitte al TAR dello scorso anno. Un escamotage per evitare nuovi ricorsi visto che le associazioni non possono impugnare davanti al tribunale amministrativo le leggi. Approfittando di questo fatto e infischiandosene delle precise osservazioni presentate dal WWF in consiglio regionale in commissione, anche durante un'audizione, hanno pensato bene di introdurre periodi di caccia completamente in contrasto con le normative comunitarie in materia di tutela delle specie. Il WWF ha subito inviato un dettagliatissimo documento al Governo chiedendo di impugnare queste norme. Nel frattempo Febbo ha continuato ad attaccarci. Ora dovrebbe chiederci scusa e ridare almeno la delega alla caccia visto che continua ad accumulare censure come mai si era verificato nella storia della caccia nella regione".
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