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venerdì 25 luglio 2025

Caccia al cinghiale, ATC Vastese diffidata per presunte irregolarità nell’assegnazione dei distretti

VASTESE. L’Ambito Territoriale di Caccia Vastese finisce sotto accusa.

Con una formale diffida inviata in data 11 luglio 2025, l’avvocato Fiorenzo Cieri, in rappresentanza dell’Associazione Caccia Sviluppo Territorio Abruzzo, nella persona del sig. Stefano Cordisco, denuncia una serie di irregolarità nella gestione dell’ente, accusato di non aver dato seguito ad una specifica istanza relativa all’assegnazione dei distretti e delle zone di caccia al cinghiale.

 Secondo il regolamento regionale, l’assegnazione dei distretti deve avvenire prioritariamente in base al criterio della proporzione tra il numero di cacciatori iscritti a ciascuna squadra e l’estensione del territorio richiesto, mentre le cosiddette “zone bianche” devono essere annualmente assegnate alle squadre confinanti che ne facciano richiesta, o in mancanza, d’ufficio, secondo i criteri di viciniorità e funzionalità gestionale, con assoluto rispetto del principio di rotazione solo se previsto da accordi di macroarea.

Nella diffida si invita l’ATC a procedere senza indugio all’assegnazione dei distretti secondo i criteri stabiliti dal regolamento, escludendo ogni forma di rotazione automatica non prevista, e ad astenersi da qualsiasi condotta che possa violare o eludere le disposizioni vigenti.

Fonte: vastoweb.it del 18 luglio 2025

giovedì 11 gennaio 2024

Agricoltore centrato da un colpo di fucile, Torto (M5s): "Marsilio e il centrodestra sono i veri responsabili"

 La deputata del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto interviene sul ferimento dell'agricoltore 34enne ferito mentre lavorava sul suo terreno a San Vito Chietino

"È inaccettabile che qualcuno debba rischiare di morire mentre lavora nei campi o passeggia in un parco per l’incoscienza di pochi. Troppo spesso nel nostro Paese, dietro una finta attività sportiva chiamata caccia si celano vere e proprie esecuzioni a cielo aperto di animali selvatici".

La deputata del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto interviene sul ferimento dell'agricoltore 34enne centrato da un colpo di fucile mentre lavorava sul suo terreno a San Vito Chietino.

"Ormai cacciare è diventato solo un modo per farsi foto sorridenti in mimetica con ai piedi dei cacciatori animali insanguinati. Non è così che si tutela il nostro ambiente e, a questo punto, neppure le nostre comunità.

Marsilio e il centrodestra sono i veri responsabili di questa indegna situazione. I loro partiti continuano a favorire la lobby della caccia con pericolosi provvedimenti. Queste sono le conseguenze del programma elettorale per l'Abruzzo e del blitz in legge di bilancio dell'anno scorso con l'emendamento Foti che ha inaugurato questa brutta stagione di pericolo, minaccia e morte estendendo la caccia anche nelle aree urbane.

 Un augurio di buona guarigione alla vittima del triste episodio nel lancianese, sperando che la politica si dimostri più responsabile e non si debba assistere più a episodi del genere".

 

Fonte: chietitoday.it del 06 gennaio 2024

sabato 6 gennaio 2024

PERICOLO CACCIA 🛑 FA RIFLETTERE IL FERIMENTO DI UN AGRICOLTORE DA PARTE DI UN CACCIATORE A SAN VITO CHIETINO


🙅🏻 PERICOLO CACCIA
🛑 FA RIFLETTERE IL FERIMENTO DI UN AGRICOLTORE DA PARTE DI UN CACCIATORE A SAN VITO CHIETINO
 
Il ferimento di un agricoltore trentaquattrenne intento a lavorare nel suo terreno in località Castellana a San Vito Chietino da parte di un cacciatore ripropone il tema della pericolosità dell’attività venatoria svolta da parte di soggetti che finiscono per rappresentare un vero e proprio pericolo per agricoltori, escursionisti e semplici cittadini. È poi molto grave che, da quanto si apprende dagli organi di stampa, il responsabile dell’accaduto si sia allontanato non fornendo le sue generalità, cercando così di sottrarsi alle necessarie indagini.
Secondo i dati forniti dall’Associazione “Vittime della caccia” nella stagione venatoria 2022/23 in tutta Italia, sono stati uccisi 13 cacciatori (1 in Abruzzo) e 9 non cacciatori, e sono stati feriti 44 cacciatori (1 in Abruzzo) e 13 non cacciatori, per un totale di 79 persone rimaste uccise o ferite nei circa 5 mesi della stagione venatoria. Un numero impressionante per quella che a tutti gli effetti è una attività ludica. A far riflettere è soprattutto il dato dei 22 “non cacciatori” rimasti uccisi o feriti a causa della imperizia o negligenza di chi è autorizzato a muoversi in natura armato di armi, fucili o carabine che siano, estremamente pericolose.
Quanto è accaduto a San Vito rappresenta il tragico epilogo di una serie di comportamenti irresponsabili che vengono denunciati con sempre maggiore frequenza. I cacciatori sparano spesso senza rendersi conto di chi si trova nelle prossimità, si avvicinano troppo alle case e ai centri abitati, in orari sbagliati e senza rispetto per le proprietà altrui e per il diritto di tutti di vivere o lavorare in campagna o fare un’escursione in montagna senza rischiare la vita solo perché una stretta minoranza si diverte a sparare.
La mancanza di controlli sul territorio rende molti cacciatori sempre più arroganti anche nei confronti dei proprietari di terreni e case isolate quando provano a chiedere il semplice rispetto delle norme che regolano questa pericolosa attività. La Regione, del resto, da anni non organizza corsi per guardie venatorie volontarie, le Polizie provinciali sono state praticamente cancellate e dove sono rimaste ci sono pochissimi agenti operativi sul territorio, i Carabinieri-forestali sono comunque pochi e impegnati in un gran numero di attività.
Inoltre, la tendenza ad allargare i periodi di caccia – come ha fatto la Regione recentemente con il piano cinghiali – oltre a non aver alcun effetto positivo sulla limitazione dei danni all’agricoltura, finendo addirittura per aumentarli come affermato dai tecnici indipendenti che studiano questo fenomeno, fa crescere il rischio per cittadini, agricoltori ed escursionisti di rimanere impallinati, o peggio.
Bene farebbe la Regione Abruzzo a intraprendere la strada percorsa da altre regioni, che in virtù dello smantellamento delle polizie provinciali e del passaggio delle competenze su caccia e pesca da province a regioni, hanno istituito le polizie regionali, anche riassorbendo e/o integrando con nuove assunzioni il personale che si occupa di vigilanza che nella nostra Regione oramai non esiste più.
 
Comunicato del 06 gennaio 2024 WWF Abruzzo

giovedì 4 gennaio 2024

Lanciano (Ch) -Agricoltore ferito da un colpo di fucile mentre lavora: indagini in corso

San Vito Chietino  – Un agricoltore di 34 anni è stato vittima di un incidente mentre lavorava sul suo terreno nella località di Castellana, a San Vito Chietino. L’uomo è stato centrato da un colpo di fucile da caccia, che lo ha costretto al ricovero in ospedale. Nonostante l’accaduto, le sue condizioni di salute attuali non destano preoccupazioni.

L’episodio ha avuto luogo in una zona rurale, scuotendo la tranquillità di una giornata di lavoro ordinaria. Il 34enne è stato colpito da vari pallini esplosi dal fucile, causando lesioni che hanno richiesto il ricovero presso il pronto soccorso del Renzetti di Lanciano. La prognosi attuale indica un periodo di convalescenza di 20 giorni, durante i quali l’agricoltore dovrà riprendersi dalle ferite riportate.

Immediatamente dopo l’incidente, sono stati allertati i carabinieri, che hanno avviato un’indagine per ricostruire l’episodio e identificare la persona responsabile del colpo di fucile.

Il fatto evidenzia la necessità di una maggiore consapevolezza e attenzione nell’uso delle armi da parte di coloro che praticano la caccia. L’incidente a San Vito Chietino serve come richiamo alla responsabilità individuale e alla prudenza per evitare tragici incidenti simili in futuro.


Fonte: Abruzzosera.it del 04 gennaio 2024

giovedì 3 febbraio 2022

Ultimo giorno di caccia in Abruzzo: poiana abbattuta a Sambuceto

 Comunicato stampa del 02/02/2022


Desolante sfregio nell'ultimo giorno di caccia in Abruzzo: una splendida poiana abbattuta a Sambuceto (CH) da un bracconiere.

L'immagine inequivocabile della radiografia mostra la rosa dei pallini.

In Italia deregulation venatoria tra bracconaggio diffuso sulle specie e vittime umane mentre la UE conferma la necessità di restrizioni alla caccia.


Una splendida poiana è stata uccisa il 31 gennaio in Abruzzo a Sambuceto (CH) da un bracconiere proprio nell'ultimo giorno della stagione venatoria 2021/2022. Si tratta di un desolante "sfregio" al patrimonio naturalistico della regione da parte di un delinquente che si diverte a sparare con un fucile a una specie protetta di rapace.

La carcassa, trovata tra l'altro in un piccolo campo di una zona densamente abitata, è stata portata a un veterinario che con una radiografia ha accertato che l'individuo è stato raggiunto da una rosa di pallini da caccia.

È l'ennesimo caso di bracconaggio che connota una stagione venatoria che si chiude tristemente con il solito conteggio di persone, anche non cacciatori, ferite o peggio uccise e animali protetti abbattuti.
 
Il bracconaggio è una vera e propria piaga italiana tanto che la UE ha minacciato l'apertura di una procedura d'infrazione nei confronti del paese chiedendo misure di contrasto adeguate.

La stessa UE nei giorni scorsi ha varato un documento tecnico-scientifico che conferma la necessità  di ulteriori restrizioni nei periodi di caccia per la tutela di tante specie, dai tordi agli uccelli acquatici.

La Stazione Ornitologica Abruzzese da anni chiede inutilmente alla Regione provvedimenti in linea con le normative comunitarie e i dati scientifici. La UE evidentemente va bene solo quando vi è da ottenere i fondi del PNRR e non quando impone la tutela del patrimonio naturalistico di tutti visto dagli amministratori solo come un mezzo per ottenere i voti dei cacciatori.

Tra l'altro questa decisione rende immediatamente già vecchio il Piano Faunistico venatorio appena approvato dalla Regione che ora dovrà essere adeguato alle esigenze di tutela ribadite dalla Commissione UE.

STAZIONE ORNITOLOGICA ABRUZZESE

giovedì 30 dicembre 2021

Altino (Ch): A caccia col nipote, parte un colpo accidentale dal fucile e lo ferisce

Una raffica di pallini che hanno attinto il nipote ad una spalla e, di striscio, al volto. È successo lungo il fiume Aventino. Il ferito è stato soccorso con l'elicottero del 118

 Erano a caccia di uccelli questa mattina, lungo il fiume Aventino, ad Altino, zio e nipote aquando all'improvviso, accidentalmente, un colpo è partito dal fucile dello zio.

A quel punto, come riporta Adnkronos, una raffica di pallini hanno attinto il nipote ad una spalla e, di striscio, al volto. Immediati i soccorsi.

Il ferito è stato caricato sull'elicottero del 118, atterrato nel campo sportivo di Altino e successivamente trasportato all'ospedale di Chieti. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sull'accaduto indagano i carabinieri forestali di Pizzoferrato e della sezione Parco della Majella.
 

giovedì 18 novembre 2021

Lanciano (Ch). Usa uccelli vivi legati ad un’asta telescopica durante la caccia: cacciatore denunciato


I carabinieri forestali hanno denunciato un cacciatore per maltrattamento animale a Lanciano. Secondo quanto ricostruito dai militari della stazione carabinieri forestale di Lanciano, unitamente a personale del locale distaccamento della polizia provinciale di Chieti, nel corso dell’attività venatoria al colombaccio l'uomo utilizzava, come richiami, animali vivi che, legati ad un’asta telescopica, venivano costretti ad innalzarsi forzatamente e ripetutamente causando loro stress e sofferenze contrastanti con condizioni etologiche e vitali accettabili.

Per il reato di maltrattamento l’indagato rischia l’arresto fino a un anno o l’ammenda da mille a 10mila euro. Contestualmente, all’uomo è stata elevata una sanzione amministrativa per aver abbattuto un numero di capi superiore al prelievo giornaliero consentito.

Gli uccelli utilizzati come richiamo sono stati conferiti al centro recupero rapaci e selvatici di Pescara.

“Sebbene la legge 157/92 sulla caccia – ricorda il comandante Tiziana Altea - preveda che alcune specie di uccelli cacciabili possano fungere da richiami a condizione che provengano da allevamenti, troppo spesso in realtà, gli animali utilizzati sono frutto di catture illegali e vengono detenuti in condizioni di vita incompatibili con la loro natura”.



Fonte: chietitoday.it del 18 novembre 2021
 

domenica 1 novembre 2020

Gessopalena, battuta di caccia al cinghiale: sparano e uccidono un altro cacciatore

A Gessopalena, in provincia di Chieti in Abruzzo, un 72enne cacciatore solitario è morto per una fucilata. Sequestrate le armi dei colleghi

In un bosco di Gessopalena (Chieti) un cacciatore è morto colpito al petto da un proiettile calibro 12 sparato da un gruppo di colleghi che erano non molto distanti in battuta di caccia al cinghiale. La vittima, Antonino Di Gregorio, 72 anni, di Piane d' Archi (Chieti), era invece in caccia solitaria in località Coccioli, vicino a un suo podere.

L'incidente mortale è avvenuto oggi alle 13.30. A nulla sono valsi i tentativi di salvarlo da parte dei sanitari del 118. L'elicottero giunto da Pescara è dovuto subito rientrare. La vittima è stata trovata esanime sul ciglio della strada dallo stesso gruppo di cacciatori, 7-8 in tutto. I loro fucili sono stati sequestrati.

Al vaglio degli inquirenti c'è in particolare la posizione di un cacciatore di 48 anni, residente nella confinante Roccascalegna (Chieti), il quale avrebbe sparato il colpo mortale. Indagano i carabinieri della compagnia di Lanciano, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando. Per accertare cause e modalità della sciagura il pm di Lanciano Francesco Carusi ha disposto l'esame autoptico.

Fonte: larepubblica.it del 01 novembre 2020

domenica 15 dicembre 2019

Spara al cinghiale ma viene azzannato a gamba e polso

PALOMBARO. Spara al cinghiale senza ucciderlo, l’animale lo carica e lo ferisce. Tanta paura ma per fortuna conseguenze non gravi per un cacciatore 73enne di Pennapiedimonte. Ieri mattina A.D.G. si trovava insieme ad altri cacciatori in località Vallone, a Palombaro, per una battuta di caccia al cinghiale in braccata. Intorno alle 10,30 il gruppo si è trovato davanti a un esemplare del peso di oltre un quintale. Il cacciatore ha puntato e sparato con il suo fucile, ma senza colpire a morte l’animale che, ferito e dolorante, ha reagito con violenza. Secondo una prima ricostruzione A.D.G., colto alla sprovvista, ha provato a colpirlo di nuovo con un proiettile, ma l’arma si è inceppata. Allora il 73enne si è girato di spalle, d’istinto, per pararsi dall’assalto del cinghiale, che lo ha colpito con la zanna alla gamba e al polso sinistro. A quel punto sono intervenuti i compagni di braccata, che hanno abbattuto l’animale. Subito dopo hanno allertato i soccorsi.
Sul luogo dell’incidente sono arrivati prima un’ambulanza del 118 e poi l’elisoccorso, che ha trasportato il ferito al policlinico di Chieti. Qui l’uomo, titolare di un locale a Pennapiedimonte ed esperto cacciatore di cinghiali, è stato ricoverato. Le sue condizioni non sono gravi. I carabinieri di Palombaro hanno ricostruito la dinamica del ferimento. «I cinghiali sono diventati un’emergenza insostenibile», commenta il sindaco Consuelo Di Martino, «chi ricopre ruoli nelle istituzioni sovracomunali, a cui più volte abbiamo chiesto aiuto, non si rende conto di quella che è la nostra emergenza. E’ pericoloso anche fare una passeggiata la sera, perché i cinghiali raggiungono le abitazioni».

Fonte: ilcentro.it del 10 dicembre 2019

domenica 1 dicembre 2019

Monteodorisio, cacciatore ferito da un colpo di fucile durante una battuta di caccia al cinghiale: è grave.

Monteodorisio, cacciatore ferito da un colpo di fucile durante una battuta di caccia al cinghiale: è grave

Un cacciatore di 51 anni è rimasto gravemente ferito in mattinata durante una battuta di caccia nelle campagne di Monteodorisio.
L'uomo era impegnato con amici in una battuta di caccia al cinghiale in località fondovalle Sinello quando un colpo di fucile lo ha raggiunto all'inguine.
Il ferito è stato trasportato con una forte emorragia al pronto soccorso dell'ospedale di Vasto, dove i medici hanno disposto l'immediato trasferimento al policlinico di Chieti in eliambulanza.
Sul luogo dell'incidente i carabinieri della stazione di Cupello, coordinati dalla compagnia di Vasto, per identificare i cacciatori presenti e ricostruire l'accaduto.

Fonte: chietitoday.it del 30 novembre 2019



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domenica 10 novembre 2019

CINGHIALI: 7,8% AFFETTI DA EPATITE E AREA CHIETINO-LANCIANESE, PERICOLI LEGATI A CONSUMO CARNE CRUDA

CHIETI - L'Abruzzo, con il 22,2% rispetto al totale dei casi registrati a livello nazionale, è la regione maggiormente colpita dall'Epatite E, malattia dei suidi sostenuta da un virus (HEV) in grado di trasmettersi da animale ad animale e che può passare all'uomo per via alimentare: in Abruzzo è infatti assai frequente il consumo di carne suina cruda o poco cotta (salsicce di carne e di fegato, anche di cinghiale).

Il Servizio veterinario di Sanità animale della Asl Lanciano Vasto Chieti, diretto da Giovanni Di Paolo, ha sviluppato uno studio sperimentale sui cinghiali cacciati al fine di determinare in tale popolazione (circa 6.000 esemplari) non tanto la positività sierologica di tali animali, segno di un contatto con il virus, ma la reale presenza del virus stesso dell'epatite E attraverso specifiche tecniche di isolamento.

I risultati dello studio sono stati giudicati molto interessanti dalla comunità scientifica internazionale e sono stati presentati alla "100^ Conferenza mondiale dei ricercatori delle malattie infettive animali" che si è appena tenuta a Chicago (Illinois), negli Stati Uniti.

Allo studio, insieme a Giovanni Di Paolo e ad Angelo Giammarino del Servizio veterinario di Sanità animale della Asl hanno collaborato Fabrizio De Massis, Giuseppe Aprea, Silvia Scattolini, Daniela D'Angelantonio, Arianna Boni, Francesco Pomilio e Giacomo Migliorati dell'Istituto zooprofilattico di Teramo e il tecnico della prevenzione Chiara Morgani.

In particolare, il virus è stato ricercato nel fegato e nella cistifellea di 102 cinghiali provenienti dai Comuni ricadenti nell'Ambito territoriale di caccia (Atc) Chietino Lancianese.

I risultati delle analisi hanno evidenziato la presenza del virus nelle matrici di otto cinghiali, evidenziando una percentuale di infezione del 7,8% (numero di soggetti infetti sul totale dei capi testati).

L'indagine ha voluto inoltre determinare l'eventuale sieropositività al virus dell'epatite E dei cacciatori che hanno avuto contatto con i capi infetti; in questo caso, nessuno dei cacciatori è risultato infetto.

In situazioni di "stretto" contatto, il virus dell'Epatite E può infatti passare dai suidi infetti all'uomo attraverso il consumo di carne o fegato senza un adeguato trattamento termico, determinando l'insorgenza della malattia che, seppur asintomatica nella maggior parte dei casi, può a volte manifestarsi con i sintomi classici di un'epatite acuta (febbre alta, dolore addominale, ittero). Molta importanza nella trasmissione della malattia è data al cinghiale, che è in grado di ospitare il virus fungendo da fonte di infezione per l'uomo (reservoir).

Fonte: abruzzoweb.it del 09 novembre 2019

giovedì 10 ottobre 2019

Contadino impallinato da cacciatore a Colledimacine


COLLEDIMACINE - E' stato raggiunto da pallini al braccio, alla mano e alla testa, mentre era a lavoro su un terreno di sua proprietà.

I carabinieri forestali stanno indagando per fare chiarezza sul ferimento di un contadino, F.S., di Colledimacine.

Secondo una prima ricostruzione, mercoledì mattina, l’uomo sarebbe stato raggiunto da una fucilata e vedendo in prossimità del suo terreno alcuni cacciatori, ha individuato il presunto colpevole.

Ne è nata una lite e il cacciatore, S.C., ha chiamato il 112 spiegando di essere in pericolo perché un contadino lo stava accusando di averlo impallinato.

Una volta giunti sul posto, i carabinieri hanno trovato soltanto il cacciatore mentre la presunta vittima era nel frattempo andata al pronto soccorso dell’ospedale di Lanciano.

Qui i medici hanno estratto una serie di pallini, sparati da un fucile da caccia.

L'uomo deve essere ancora ascoltato dai militari dell’Arma.

Fonte: abruzzoweb.it del 04 ottobre 2019

lunedì 4 febbraio 2019

EPS Abruzzo: Commissione per l'abilitazione alla caccia della Provincia di Chieti incompetente

EPS Abruzzo

Comunicato stampa 


La Commissione incompetente (per gli esami venatori)

Con delibera di Giunta regionale del 25 gennaio 2019, in esito ad un percorso travagliato, è stata partorita (molto a ridosso delle elezioni!) la nuova composizione della Commissione per l’abilitazione all’esercizio venatorio operante in provincia di Chieti.

Le nomine avrebbero dovuto rispondere sia al generale disposto di cui all’art. 22 l. 157/1992, per cui sarebbero richieste persone particolarmente qualificate nelle materie oggetto di esame, sia al più preciso requisito indicato dalla Regione stessa attraverso la delibera di Giunta regionale del 18 giugno 201: «la qualificata esperienza nella materia di esame […] dei designati deve emergere da curriculum vitae redatto in formato europeo, da cui si desumano chiari elementi di connessione tra attività svolte e conoscenze possedute dall’interessato e la peculiare materia d’esame cui è candidato».

E tutto ciò, sorvolando sul criterio d’estrazione a sorte tra le materie, che certo non aiuta a corroborare la qualificazione e la preparazione della Commissione.

Non si può prescindere, al giorno d’oggi, rispetto a diverse realtà italiane ed europee che prevedono anche ben due anni di corsi di formazione per i cacciatori, dallo svolgimento di un esame serio da parte di una commissione competente e preparata, atta a verificare tutte le conoscenze che debbono presiedere acché si possa concedere la facoltà (non il diritto) di vagare per boschi e campi con un’arma da fuoco ad abbattere in maniera corretta la fauna venabile.

Ci si chiede, purtuttavia, dove siano stati rinvenuti questi chiari elementi di connessione nella seguente commissione:


   
Con il doveroso rispetto verso persone sovente molto impegnate nella creazione di una caccia migliore, sembra chiaro che o c’è stato un problema di formattazione informatica della tabella o la corrispondenza tra materie e competenza curriculare è stata lievemente disattesa.

Nell’augurio che la Regione rinsavisca rispetto al percorso gravemente involutivo intrapreso e che, così, provveda in autotutela a rivedere la composizione della commissione rispettando sia le previsioni di legge che i propri precedenti provvedimenti amministrativi, EPS Abruzzo annuncia di intraprendere un percorso di tutela legale e di rimettere - nel caso in cui tutto rimanga frattanto invariato - la documentazione ed i curricula all’attenzione delle magistrature competenti.

Lanciano, 1° febbraio 2019.

prof. avv. Giacomo Nicolucci