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martedì 4 febbraio 2014

In Abruzzo prorogata la caccia fino al 10 febbraio, il Wwf: "Ennesimo provvedimento dannoso"

In Abruzzo prorogata la caccia fino al 10 febbraio, il Wwf: "Ennesimo provvedimento dannoso"
La Giunta regionale ha approvato una delibera che estende la caccia alla specie colombaccio fino al 10 febbraio prossimo nei territori di Teramo, Pescara e Chieti. La proroga è stata concessa su richiesta delle tre Province coinvolte.

Dichiara Luciano Di Tizio, presidente del WWF Abruzzo: ”Permettere ai cacciatori di esercitare il proprio hobby anche a febbraio, seppur con le limitazioni previste, è una offesa per la maggior parte dei cittadini abruzzesi che vendono ancora una volta la fauna selvatica, patrimonio indisponibile dello Stato e quindi della collettività, concessa indebitamente a una categoria di soggetti armati. L’allungamento della stagione di caccia è dannoso per la tutela della fauna selvatica tutta, non solo per l’abbattimento della specie consentita.

L’auspicio è che la vigilanza sia intensificata per impedire che la proroga sul colombaccio si trasformi in una mattanza generalizzata. Si dovrà muovere in particolare la Polizia provinciale dei tre territori coinvolti: in questo caso non vale l’abituale motivazione della carenza di personale.

Le Province, così pronte ad accontentare i cacciatori, devono esserlo altrettanto nel garantire che la proroga, secondo noi comunque dannosa, avvenga nel pieno rispetto delle normative in vigore. Senza questa garanzia non avrebbero dovuto chiedere l’estensione, come saggiamente ha fatto la Provincia dell’Aquila, e la Regione non avrebbe dovuto concederla”. 




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sabato 1 febbraio 2014

Proroga della caccia fino al 10 febbraio. L'Associazione Animalisti Italiani presenta immediato ricorso.

Roma, 31 gennaio 2014 - Approvate le proroghe della stagione di caccia fino al 10 febbraio in Abruzzo e Lazio.
Dichiarazione di Walter Caporale, Presidente Associazione “Animalisti Italiani Onlus” www.animalisti.it : “Proroghe illegittime in mancanza di Piani Faunistici Venatori regionali e soprattutto approvate rigorosamente e intenzionalmente in prossimità della fine della stagione venatoria per impedire sospensioni del Tar. L'Associazione “Animalisti Italiani Onlus” sta procedendo comunque ai ricorsi al TAR in entrambe le Regioni e questa volta non ci limiteremo solo al semplice ricorso amministrativo, ma procederemo anche verso chi, per favorire i cacciatori, gestisce il patrimonio faunistico come se ne fosse il proprietario assoluto.
La regione Lazio proroga la caccia per 55.000 cacciatori (quarta regione per numero di Cacciatori in Italia) a colombaccio, ghiandaia, cornacchia grigia e gazza. Le restrizioni a poche specie, sono false e vergognose: chi li farà i controlli?
E' vergognoso prorogare anche ad una sola specie, il colombaccio, come avviene in Abruzzo. Chi controllerà 16.000 cacciatori abruzzesi che faranno razzie, nel periodo più freddo dell'anno, di tutte le specie che si presenteranno a tiro e non solo del Colombaccio? Dove sono i controlli? Chi paga il danno che queste persone arrecheranno apportando un notevole disturbo biologico a specie non cacciabili nonché protette?

E' una vergogna cacciare nel periodo in cui gli animali sono più vulnerabili. Non bastava far sterminare gli animali da settembre a gennaio. Certi Governatori, chi con le amanti scoperte, chi con gli amanti coperti, non hanno più alcun ritegno”.

Ass. Animalisti Italiani Onlus - Comunicato stampa del 31 gennaio 2014

martedì 28 gennaio 2014

Prorogata la caccia al colombaccio. La Giunta approva proroga fino al 10 febbraio

(REGFLASH) Pescara, 27 gen. Prolungata la caccia al colombaccio fino al 10 febbraio prossimo, nelle province di Teramo, Pescara e Chieti. Il provvedimento è contenuto in una delibera, proposta dall'assessore con delega alla Caccia, Mauro Febbo, approvata dalla Giunta regionale nel corso della seduta odierna. "La proroga - spiega Febbo - è stata concessa su richiesta delle Province, con il parere favorevole dell'Ispra. Il prelievo della specie è possibile solo nella forma dell'appostamento fisso o temporaneo senza l'ausilio del cane. La caccia al colombaccio resta vietata in quattro siti di importanza comunitaria presenti nella Provincia di Chieti. I cacciatori non residenti nelle province dove la caccia è stata prolungata - aggiunge Febbo - possono esercitare il prelievo alla specie solo se il periodo di caccia coincide con quello stabilito dai calendari approvati dalle Province o Regioni di provenienza". L'assessore alla Caccia ricorda, infine, che "sono diverse le iniziative prese dall'assessorato dal suo insediamento, finalizzate ad una corretta gestione tecnico-scientifica della caccia. Iniziative che fino al suo insediamento non sono state mai attivate e che oggi permettono al mondo venatorio di esercitare l'attività venatoria nella certezza del diritto". 

(REGFLASH) (comun.segret.assess.) 14/01/27

lunedì 4 novembre 2013

Febbo su ricorso al TAR presentato dall'Associazione Migratoristi Italiani

L'assessore alla Caccia, Mauro Febbo, annuncia che nei giorni scorsi e' stata depositata la sentenza sul ricorso presentato dall'Associazione venatoria regionale Migratoristi Italiani e altri, contro il calendario venatorio 2012-2013. Il Tar Abruzzo ha dichiarato il ricorso parzialmente inammissibile e per l'altra parte rigettato. L'associazione aveva fatto ricorso contro la Regione su alcune prescrizioni inserite nel calendario venatorio relativamente alla caccia al cinghiale, in particolare sull'assegnazione delle zone di caccia alle squadre che esercitano il prelievo venatorio di tale specie. Tali prescrizioni sono state consigliate alla Regione dai tecnici del tavolo ristretto che lavorano sull'Azione B1 del Piano d'Azione di tutela dell'orso marsicano.

"Il Tar - spiega Febbo - ha, tra l'altro, riconosciuto che la regolamentazione della caccia al cinghiale e' necessaria anche ai fini della prevenzione degli incidenti di caccia: questo e' un monito alle Province che ancora non adottano alcuna regolamentazione in merito". L'Assessore ricorda che il termine ultime per le Province per l'approvazione o l'adeguamento dei regolamenti per la caccia al cinghiale, in base a quanto previsto dagli indirizzi regionali, e' il 31.12.2013.

Nel mese di novembre sara' inoltre convocata una riunione con le Province, le Prefetture e le Organizzazioni professionali degli agricoltori, per far il punto sulla situazione dei danni alle colture agricole e per stabilire una strategia d'intervento per il prossimo anno. Anche per la Coturnice e' stata data risposta alla presidenza del Consiglio dei ministri sulle attivita' che la Regione ha messo in campo per la conservazione della specie. Nella nota della presidenza indirizzata al presidente della Regione, si comunica che una gestione non conforme al Piano d'azione nazionale per la specie portera' come conseguenza l'apertura di una procedura d'infrazione comunitaria verso la Regione Abruzzo.

Anche in questo caso grazie al percorso intrapreso dalla Regione, in collaborazione con la Provincia dell'Aquila, l'Ispra e il mondo venatorio, sulla gestione della specie, gli uffici della Direzione Agricoltura hanno fornito una risposta adeguata agli organismi competenti". "Intanto - ha aggiunto l'assessore - e' stato avviato l'iter per il Regolamento regionale sugli ungulati, in particolare cervo e capriolo, che rappresenta un punto di partenza importantissimo per la caccia e l'attivita' di selezione per i prossimi anni nella Regione Abruzzo".

"Il lavoro finale, che dovra' essere licenziato in breve tempo data la ristrettezza del periodo disponibile - aggiunge Febbo - sara' portato alla verifica in Commissione presso il Consiglio regionale e successivamente sottoposto all'approvazione del Consiglio stesso, al fine di divenire operativo per la prossima stagione". A fine novembre si svolgera', alla presenza del presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, un convegno scientifico al quale saranno invitati i massimi esperti nazionali ed internazionali sulla gestione della fauna al fine di discutere sul futuro della caccia in Abruzzo, anche rispetto al rapporto con le aree protette. Tale appuntamento rappresentera' una occasione importantissima di verifica dello stato dell'arte delle iniziative, dei progetti e degli interventi strategici gestionali in corso e soprattutto sara' un momento fondamentale di coordinamento di tutto il mondo venatorio abruzzese e di confronto con le componenti esterne ed i portatori di interesse".

mercoledì 18 settembre 2013

ATC Avezzano: posticipata l'apertura della caccia alla lepre al 02 ottobre

Avezzano lì, 13/09/2013

PROT. N° 220/2013

COMUNICATO STAMPA

Il Presidente dell’A.T.C. “Avezzano” comunica a tutti gli interessati che la Provincia dell’Aquila, su richiesta motivata dello stesso ATC, ha posticipato l’esercizio dell’attività venatoria alla lepre al 02/10/2013 sull’intero territorio dell’ATC.

In particolare si sottolinea il divieto di caccia alla lepre dal 15.09 al 02.10 per i cacciatori iscritti all’ATC Avezzano, negli AA. TT. CC. regionali in cui la caccia a detta specie è consentita dal 15 settembre p.v..

La disposizione di cui sopra è stata pubblicata sul Calendario Venatorio Provinciale.

Distinti saluti.
Con gentile richiesta di pubblicazione.
Si ringrazia.

AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA
A.T.C. AVEZZANO

martedì 17 settembre 2013

Caccia, D'Amico: Per la Provincia di Chieti le lepri partoriscono solo nel Vastese

Dal capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, Camillo D'Amico (in basso al centro nella foto, ndr), riceviamo e pubblichiamo.


Scorrendo i contenuti della delibera della Giunta Provinciale n. 235 del 6 Settembre verrebbe da pensare che nei comuni ricadenti nell’Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C.) “Vastese” le lepri partoriscono in questo periodo mentre altrove abortiscono o non sono fertili.
Questo emerge perché, nel Vastese, la caccia è stata posticipata al 2 Ottobre p.v., in luogo del 15 Settembre come previsto dal calendario venatorio regionale, mentre nell’A.T.C. “Chietino – Lancianese” non c’è stata medesima decisione.
Tutto questo nonostante il territorio, dal punto di vista venatorio, è fortemente omogeneo.
La norma vigente consente ai Comitati di Gestione degli A.T.C. di avanzare richieste di anticipo e/o posticipo dell’apertura e chiusura della caccia per determinate specie di selvaggina.
Le richieste debbono essere motivate.
La Provincia non può, né deve, subire passivamente senza gli adeguati approfondimenti ed assumere il parere della Consulta della Caccia che rappresenta l’organo tecnico e rappresentativo di tutti i portatori d’interresse del mondo venatorio, agricolo ed ambientalista.
Nel caso della delibera di giunta che ha posticipato l’apertura della caccia alla lepre nel Vastese al 2/10/2013 questo non è avvenuto.
E’ una decisione parziale ed arbitraria che obbedisce alla logica politica adottata in questi anni dal Centro Destra a guida Udc in provincia di Chieti di silente e supina ubbidienza ai prepotenti voleri del Consigliere delegato alla caccia, Giovanni Staniscia, che rappresenta il “deus ex machina” di tutto il mondo venatorio provinciale.
La provincia, ai sensi dei contenuti della L.R. 10/2004, ha poteri di sorveglianza, indirizzo e controllo in materia venatoria non di sudditanza e silente ubbidienza.
Per conoscere motivi e ragioni di questa scelta scellerata ho presentato una puntuale e specifica interrogazione consiliare alla quale troverò risposta in aula al primo Consiglio Provinciale utile.

DI SEGUITO IL TESTO DELL'INTERROGAZIONE PRESENTATA DAL CONSIGLIERE D'AMICO.

Oggetto: INTERROGAZIONE CONSILIARE CON RICHIESTA DI RISPOSTA IN AULA SUL TEMA “POSTICIPO APERTURA CACCIA ALLA LEPRE AL 2/10/2013 – A.T.C. VASTESE”;

Il sottoscritto Consigliere Provinciale

C O N S I D E R A T O che

- con delibera di Giunta n. 235 del 6/9/2013 si è posticipata l’apertura della caccia alla lepre al 2/10/2013 su formale richiesta avanzata dall’Ambito Territoriale di Caccia (A.T.C.) del Vastese;
- ai sensi dei contenuti della L.R. 10/2004 e s.m.i. nonché del calendario venatorio 20013/2014 è delegata alle Province la possibilità di anticipare e/o posticipare, su motivate ragioni, l’apertura della caccia a specifiche specie di selvaggina;
- le ragioni addotte dall’A.T.C. Vastese sono ragionevoli e condivisibili per posticipare l’apertura della caccia alla lepre anche se non suffragate da evidenti e sostenibili questioni scientifiche
A C C L A R A T O che

- la Provincia in materia di caccia esercita una funzione di vigilanza, controllo ed indirizzo;
- la decisione assunta dall’On. Giunta Provinciale è fortemente e visibilmente parziale alla luce del fatto che, solo una parte del territorio (A.T.C. Vastese), è interessato al posticipo dell’apertura della caccia alla lepre pur risultando lo stesso fortemente omogeneo;
- la decisione appare di supina “ubbidienza” alle volontà di terzi che tradisce lo spirito della norma vigente e dell’autorevolezza in capo all’organo di governo;
- la determinazione non è stata suffragata da alcun supporto tecnico della Consulta Provinciale della Caccia;
- la scelta effettuata allarga, di fatto, il periodo della caccia alla lepre di 20 giorni in ragione del fatto della possibilità, concessa dalla norma ai cacciatori, di poter cacciare in entrambi gli A.T.C., su specifica domanda, contravvenendo alle principali ragioni contenute in delibera oggetto del posticipo di apertura nell’ambito Vastese;

in ragione di tutto ciò Interroga la SV I.llma ai fini di conoscere e sapere quanto segue:
- per quale ragione si è adempiuto alla sola richiesta avanzata dall’A.T.C. Vastese;
- per quale motivo medesima decisione non si è prodotta anche per l’omologo A.T.C. Chietino – Lancianese in ragione dell’assoluta omogeneità del territorio;
- se non ritiene, anche tardivamente, di estendere medesima decisione all’A.T.C. Chietino – Lancianese.

Chieti 17/9/2012

lunedì 16 settembre 2013

Pescara, uccise 17 tortore (protette): controllati 150 cacciatori

PESCARA. Nel corso di un servizio di controllo del territorio, effettuato ieri dalla polizia provinciale di Pescara e dalle Guardie Ecologiche Volontarie, in occasione della giornata di apertura della caccia, sono stati identificati 150 cacciatori.
Inoltre e' stato eseguito un sequestro di munizioni abbandonate e tortore abbattute. Il rinvenimento e' avvenuto in localita' Colle Carpini di Loreto Aprutino, in un campo di girasoli.

Le Guardie ecologiche volontarie hanno trovato due cinturoni abbandonati pieni di cartucce (erano 37 munizioni, di calibro 12) e 17 carcasse di tortore dal collare (Streptopelia Decaocto), magnifico esemplare di volatile protetto. Il medico veterinario ha riscontrato l'abbattimento delle tortore per ferite da pallini da caccia per cui si e' proceduto al sequestro ed e' stata inoltrata una comunicazione di reato a carico di ignoti alla Procura della Repubblica di Pescara per abbandono di munizioni e caccia vietata alla specie protetta. «Chi ha ucciso questi volatili», commenta il comandante della polizia provinciale Giulio Honorati, «non e' un cacciatore. I veri cacciatori, che amano e rispettano l'ambiente, osservano le norme e assicurano collaborazione a noi e alle Guardie ecologiche Volontarie, anche segnalando illeciti in materia venatoria» . Il servizio, andato avanti dalle 5 alle 14, ha visto la partecipazione di quattro pattuglie della polizia provinciale, dirette dal comandante Honorati, e tre squadre delle Guardie Ecologiche Volontarie, coordinate da Liliana Febo.

domenica 15 settembre 2013

Calendario venatorio Abruzzo. Le Associazioni non hanno ritirato nessun ricorso. "Febbo non ci capisce niente. E ancora i cacciatori ci cascano, come sempre".

CALENDARIO VENATORIO ABRUZZO, correttamente informiamo che le Associazioni ambientaliste ricorrenti NON HANNO RITIRATO IL RICORSO AL TAR.

L'assessore regionale alla caccia Febbo ha voluto prendersi meriti che non ha, facendo passare come una vittoria il ritiro della richiesta di sospensiva come si legge dai comunicati della Regione.

E ancora i cacciatori ci cascano, come sempre.

E' quindi necessario chiarire come stanno le cose: il calendario venatorio dell'Abruzzo (delibera n. 561 del 29\7\13) presentava delle criticità che andavano impugnate al Tar nel rispetto delle norme vigenti in materia di caccia. Prime tra queste, la preapertura al merlo l'1, il 2 e il 15 settembre in spregio a quanto disposto dall'Ispra, le cui indicazioni devono essere considerate nella redazione dei calendari.

Questo non è avvenuto e, a fronte del ricorso al Tar congiunto dell'Associazione Vittime della caccia, della LAC e di Heart, col quale si chiedeva la sospensiva cautelare del calendario per il merlo in pre-apertura, la Regione ha modificato il calendario conformandolo finalmente al parere ISPRA.

Daniela Casprini, presidente dell'Associazione Vittime della caccia dichiara: "Pertanto, venuta meno la ragione della richiesta di sospensiva cautelare per la preapertura, rimangono in piedi gli altri motivi fondanti del ricorso che abbiamo avanzato. La data della discussione è ancora da fissare ma per i cacciatori abruzzesi la prospettiva non è certo rosea, come non lo è per l'assessore Febbo che ha legittimato un calendario venatorio senza tenere conto dell'istruttoria necessaria su cui si fonda obbligatoriamente ogni calendario venatorio conforme alle norme vigenti, dimostrando, contrariamente a quanto diramato col suo vittorioso comunicato stampa, che di calendari venatori non ci capisce niente, che anzi è bene che non se ne occupi e che dovrà dare parecchie spiegazioni ai suoi elettori cacciatori. L'era degli amministratori incompetenti deve finire, non possiamo sempre rincorrere le loro malefatte." conclude la presidente dell'Associazione vittime della caccia. 

Comunicato stampa Associazione Vittime della caccia, 14.09.2013

Caccia: Febbo, niente sospensiva si parte domenica 15 settembre

Pescara, 12 set. Al termine dell'udienza al Tar dell'Aquila è stata ritirata la richiesta di sospensiva del calendario venatorio 2013/2014 avanzata dalle associazioni LAC, Associazione Vittime della Caccia ed Earth. Lo ha reso noto l'assessore alla Caccia, Mauro Febbo. "Il calendario è attualmente vigente - commenta Febbo - e penso che questa risoluzione debba essere interpretata come il giusto riconoscimento ed apprezzamento dell'attività svolta dall'Assessorato e dalle sue Strutture". "In questi anni - prosegue l'Assessore - il mio impegno è stato costantemente rivolto a raggiungere la migliore sinergia tra pratica venatoria e massima attenzione alla conservazione dell'ambiente, coinvolgendo sia il mondo venatorio che le istituzioni in numerosi progetti, i più importanti supervisionati e coordinati dall'ISPRA. E seguendo queste linee continueremo a lavorare ed impegnarci anche in futuro. Il mio Assessorato, attraverso i propri componenti e funzionari, fortemente motivati e competenti, si è sempre adoperato per costruire una cultura di sostenibilità dell'attività venatoria attraverso una rete collaborativa tra Istituzioni e stakeholder, realizzando incontri tematici e tecnici, anche al fine di perseguire il risultato di una possibile convivenza tra mondi finora ritenuti alternativi, e rispettosa delle diverse esigenze"."Gli obiettivi raggiunti nell'ambito del mio programma - prosegue ancora Febbo - confermano quella che è sempre stata la mia opinione: la coesione del mondo venatorio, unitamente ad una corretta gestione della fauna sul territorio, sono gli ingredienti vincenti per una univoca ed efficiente politica venatoria, nella nostra Regione, anche per il futuro che affronteremo con la solita passione che ci unisce". Il prossimo 15 settembre sarà possibile la caccia a tre delle principali specie venabili: il fagiano, la lepre e la quaglia. Ad ogni modo si raccomanda l'attenta lettura di quanto è stato disposto per queste specie e per altre, con le modifiche apportate al Calendario Venatorio 2013/2014, approvate dalla Giunta regionale il 26 agosto scorso, tutte reperibili sul sito istituzionale dell'ufficio caccia della Regione Abruzzo. 

Fonte: (REGFLASH)US130912


sabato 14 settembre 2013

ATC Vasto. Caccia alla lepre posticipata, protesta l'Enalcaccia

Caccia alla lepre posticipata, protesta l'Enalcaccia
Roberto Lalli: Penalizzati i cacciatori residenti nel Vastese

Caccia, si parte, ma in sordina. Il prelievo della lepre è stato infatti posticipato al 2 ottobre. Il provvedimento, varato dalla Provincia, ha validità per il solo territorio dell’Atc Vastese. Una decisione che sicuramente abbasserà la pressione venatoria sulla lepre, ma che alimenta un vespaio di polemiche.
Ad alzare la voce è Roberto Lalli, dirigente provinciale Enalcaccia e già presidente dell’Atc, che ha inviato una lettera di proteste all’indirizzo del presidente della Provincia.

«Questa decisione penalizza esclusivamente una parte dei cacciatori della Provincia, più precisamente coloro che risiedono nel comprensorio vastese, mentre lascia invariato il numero delle giornate di caccia dei cacciatori residenti nell’ambito Chietino-Lancianese. Una simile iniziativa sarebbe stata giustificata se fosse stata applicata su tutto il territorio provinciale. La semplice affermazione da parte di un Atc di un “sì” o un “no” non costituisce una “istanza motivata” che va supportata da studi e analisi atti a giustificare sotto il profilo tecnico, scientifico e gestionale determinate decisioni. In questo caso, inoltre, mancano anche i requisiti di logicità, ragionevolezza e legittimità. Non mi dilungo sulla logicità e ragionevolezza, queste si commentano da sole e non meritano da parte mia nessun commento. Qualche considerazione desidero farla sulla legittimità. La legge regionale 10 del 28 gennaio 2004 al art. 4 comma 1° dice: “Presso la Provincia è istituita la Consulta della caccia, quale organo tecnico-consultivo della Provincia stessa”.

La Consulta è stata istituita dal legislatore come organo tecnico-consultivo permanente a cui la Provincia deve rivolgersi prima di assumere decisioni che riguardano l’attività venatoria. Altrettanto chiaramente il legislatore ha delineato i compiti degli Atc senza mai attribuire compiti specifici di intervento sul calendario venatorio. La cui spettanza è stata riservata alle associazioni venatorie/agricole/ambientaliste nell’ambito della Consulta provinciale e regionale della caccia. La Consulta va comunque convocata e consultata soprattutto se si tratta di “materia” relativa al calendario venatorio, come nel caso di specie. Il calendario venatorio è stato emanato con delibera di Giunta regionale, pertanto con atto amministrativo che non può mai anteporsi alla legge. Concludo dicendo: Sono desolato, ma non più sorpreso». 

venerdì 13 settembre 2013

Regione Abruzzo - Aree di gestione della lepre Italica - 2013

Regione Abruzzo
Aree di gestione della lepre Italica - 2013
Pubblichiamo le aree di gestione della lepre Italica, valide per l'anno 2013.

AREE “A” - AREA DI DIVIETO DI CACCIA ALLA LEPRE (ZONE DI ACCERTATA PRESENZA DI LEPRE ITALICA)
AREE “B” – Aree sperimentali di prelievo della Lepre europea (Lepus europaeus) in cui è consentito il prelievo della specie previa segnalazione all’ATC, da parte dei cacciatori che esercitano questo tipo di caccia, di ogni capo di lepre abbattuto. Il capo abbattuto dovrà essere esaminato, entro una settimana dal prelievo, dai tecnici dell’ATC o della Provincia formati dall’ISPRA.


Guarda qui la cartografia

ATC Vastese: posticipata l'apertura della caccia alla lepre al 02 ottobre

Provincia di Chieti


Delibera di Giunta n.235 del 06/09/2013


L.R.N.10/2004.CALENDARIO VENATORIO 2013/2014. POSTICIPO APERTURA CACCIA ALLA LEPRE AL 02/10/2013-ATC VASTESE


Leggi qui la delibera

lunedì 2 settembre 2013

Pescara. Cacciatori pronti al fuoco. Sanzioni amministrative per "doppiette" ed abbigliamento non regolamentare

Decine di controlli sul territorio. Sanzioni amministrative per "doppiette" ed abbigliamento non regolamentare

STAGIONE DELLA CACCIA AL VIA: CACCIATORI PRONTI AL FUOCO. Sia ieri che oggi la Polizia Provinciale di Pescara e le Guardie Ecologiche Volontarie hanno svolto un servizio di controllo del territorio finalizzato al rispetto delle prescrizioni dell’attività venatoria in preapertura per le specie volatili (tortora, gazza, cornacchia grigia, merlo e ghiandaia). Le pattuglie della Polizia provinciale, dirette dal comandante, Giulio Honorati, con le squadre GEV, organizzate dalla coordinatrice Liliana Febbo, sono entrate in azione a fini preventivi, di segnalazione, di informazione, di accertamento e di repressione, aumentando così la deterrenza alle eventuali violazioni delle norme in materia di caccia, nonché per contrastare fenomeni di degrado e di pericolo per il territorio.

CONTESTAZIONI E SANZIONI. Decine di cacciatori sono stati oggetto di controllo e si è proceduto, nella giornata di ieri, a contestare tre violazioni di carattere amministrativo, in particolar modo per attività venatoria effettuata in mancanza di abbigliamento ad alta visibilità, ai fini della sicurezza per l’uso delle armi da fuoco. Un servizio è in corso anche stamani, in zona Villa Raspa.

domenica 1 settembre 2013

Si riapre la caccia. Il Wwf «impallina» Febbo

PESCARA A partire da questa mattina, in Abruzzo, scatta la pre-apertura della stagione venatoria, che consentirà agli appassionati di dedicarsi alla caccia alla tortora, al merlo, alla cornacchia grigia e alla gazza. Solo a metà settembre e ai primi di ottobre, invece, ci sarà il via libera per le altre specie cacciabili. Le associazioni ambientaliste non ci stanno. «La caccia riapre in quasi tutta Italia il primo settembre, nonostante la Legge 157/92 preveda l’apertura ordinaria la terza domenica di settembre - attacca Dante Caserta, presidente nazionale del Wwf - Non è tollerabile, anche perché la cosiddetta pre-apertura impatta principalmente sulla tortora, una specie che a livello europeo è in stato di conservazione sfavorevole, risultando in costante declino numerico e che in questo periodo è nella fase di nidificazione». Quindi l'affondo contro la Regione: «L'Abruzzo si segnala perché aprirà in anticipo, pur in assenza dell’obbligatorio Piano Faunistico Venatorio, che in base alla legge risulta determinante per iniziare a valutare la possibilità di una pre-apertura. E questo - sottolinea l'esponente del Wwf - nonostante abbia perso 5 ricorsi al Tar negli ultimi 5 anni, oltre a un ricorso al Consiglio di Stato e a due ricorsi alla Corte Costituzionale». L'assessore regionale alla Caccia, Mauro Febbo, replica a muso duro: «Ormai gli ambientalisti non sanno più a cosa attaccarsi, visto che la Regione quest'anno ha approvato un calendario venatorio tra i più conservativi. La pre-apertura ha avuto il parere favorevole dell'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che per tutte le specie cacciabili, prive di un buono stato di conservazione in Europa, si è espressa affermando che quanto riportato nel calendario venatorio è in linea con le direttive della Comunità Europea». Rinviati al mittente anche gli attacchi sul piano della legalità. «Le associazioni ambientaliste continuano a non dire la verità - afferma Febbo - Emblematico il caso del ricorso contro il calendario venatorio 2011-2012, che ha visto scattare la censura del Tar soltanto per 2 dei 9 punti trattati». Il Wwf, nel frattempo, ha lanciato una campagna nazionale, invitando i cittadini a bombardare di e-mail gli indirizzi di posta elettronica del presidente del Consiglio, Enrico Letta e del ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, per chiedere di combattere la caccia selvaggia.
S.B.

Abruzzo. Modificato il calendario venatorio regionale 2013/2014

Si comunica che con Delibera di Giunta Regionale n. 614 del 26/08/2013 sono state approvate alcune modifiche/integrazioni al calendario Venatorio Regionale per la stagione venatoria 2013/2014; dette modifche sono comprensiva delle indicazioni derivanti dal parere V.I.N.C.A. n. 2270 del 01/08/2013. Per effetto della sopra citata DGR 614/2013, pubblichiamo il Calendario Venatorio Regionale 2013/2014 come modificato. La cartografia allegata al Calendario , che non riguarda il periodo di pre-apertura alla caccia, sarà pubblicata, su questo sitoin data lundì 2 Settembre 2013. Le modifiche al Calendario Venatorio sono evidenziate in rosso. Pubblicato in data: 30 Agosto 2013.

venerdì 30 agosto 2013

Caccia, WWF: "Preapertura è ormai la regola. Abruzzo e molte altre regioni sono fuori legge"

"Abruzzo apre in assenza del Piano Faunistico Venatorio"


"Il primo settembre inizia la mattanza delle Tortore e di altre 13 specie in 16 regioni, milioni di uccelli di specie in declino in Europa saranno abbattuti in pochi giorni, maglia nera a Umbria Marche e Abruzzo".

"La caccia riapre in quasi tutta Italia il primo settembre, nonostante la Legge 157/92 preveda l’aperturaordinaria la terza domenica di settembre, che quest'anno cade il 15.

Dante Caserta, Presidente WWF Italia ha dichiarato: “Purtroppo la gestione venatoria in Italia continua ad essere in balia dell'estremismo venatorio e delle armi e di amministratori compiacenti a cui non importa della sopravvivenza delle loro stesse prede oltre che delle norme comunitarie che le tutelano.”

Considerando che i cacciatori sono circa 750.000, in Italia sarebbe possibile teoricamente abbattere legalmente 15 milioni di tortore, che è la stima di tutta la popolazione europea! Le norme consentono in casi limitati e specifici, in presenza di condizioni favorevoli, un anticipo.

A guardare i calendari venatori delle regioni sembrerebbe che la fauna goda di ottima salute, visto che in ben 16 regioni ci sarà l’anticipo, che riguarderà complessivamente 14 specie. In realtà la cosiddetta preapertura impatta principalmente su una specie, la Tortora, che a livello europeo è in stato di conservazione sfavorevole perché in costante declino numerico e che in questo periodo è ancora nella fase di nidificazione, come dimostrano diversi studi realizzati in area mediterranea e anche il ritrovamento di un pulcino portato al centro recupero animali selvatici di Rimini in questi giorni.

Inoltre alcune regioni (Puglia, Calabria, Friuli, Campania*) hanno previsto la preapertura su un’altra specie migratrice in declino, la Quaglia, con il parere sfavorevole dell’ISPRA. Lo scopo finale del WWF è fermare e far regredire il degrado dell’ambiente naturale del nostro pianeta e contribuire a costruire un futuro in cui l’umanità possa vivere in armonia con la natura.

La “maglia nera” delle regioni, riottose alle norme comunitarie e addirittura a provvedimenti della giustizia amministrativa, incuranti delle plurime condanne che hanno umiliato il nostro paese davanti alla Corte di Giustizia Europea spetta a due regioni, l’Umbria, che apre a ben 9 specie, e le Marche, in cui si potrà sparare a 8 specie, in entrambi i casi con il parere sfavorevole dell'ISPRA su diverse di queste.

Ad esempio, il Colombaccio verrà cacciato in pieno periodo riproduttivo in aperto contrasto con la direttiva comunitaria 147/2009/CE!

La Regione Abruzzo si segnala perché aprirà in anticipo pur in assenza dell’obbligatorio Piano Faunistico Venatorio, determinante in base alla legge per iniziare a valutare la possibilità di una preapertura: e questo, nonostante abbia perso 5 ricorsi al TAR negli ultimi 5 anni, oltre a un ricorso al Consiglio di Stato e a due ricorsi alla Corte Costituzionale!

In quest’ultimo caso il WWF sta valutando un esposto alla Magistratura ordinaria per inottemperanza rispetto a provvedimenti giudiziari, visto che l’ennesimo ricorso al TAR pare ormai senza prospettive di provocare un reale cambiamento.

Sulla Tortora, su cui si concentrerà un’incredibile potenza di fuoco, visto che tutte le preaperture riguardano questa specie, ciò avverrà con l’avallo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Il WWF ha scritto una circostanziata nota ai Ministeri competenti ed alla Direzione Generale dell’ISPRA in cui richiamiamo gli obblighi dello Stato Italiano per la corretta applicazione della Direttiva Comunitaria 147/2009/CE “Uccelli”, visto che l’ISPRA ha concesso parere favorevole su questa specie nonostante dichiari di non sapere quanti individui vengono uccisi ogni anno e manchi un Piano di Gestione Nazionale sulla Tortora.

La raccolta preventiva di queste ed altre informazioni sulla dinamica della popolazione sono obbligatorie secondo il Piano di Gestione europeo che è stato redatto già nel 2007 e che prevedeva anche l’obbligo di attuare azioni di miglioramento ambientale che non sono state fatte. Inoltre, le tortore presenti in questo periodo in Italia provengono in larga parte da popolazioni dell’Europa centrale che sono in declino. Pur ammettendo l’assenza di dati e che “in teoria” per le specie in declino bisognerebbe sospendere l’attività venatoria, l’ISPRA applica un suo singolare “principio di precauzione” concedendo non solo la possibilità di anticipare il periodo di caccia, ma anche di abbattere fino a 20 individui nella stagione per cacciatore. Tutto ciò senza considerare la piaga del bracconaggio, che incide pesantemente sulla fauna.

Tra l’altro alcune regioni vanno ben oltre, aprendo in anticipo su altre specie in declino, secondo i dati dello stesso ISPRA, come la Marzaiola, il Beccaccino, e, come detto, la Quaglia, o aumentando i giorni di preapertura, con il parere sfavorevole dell’ISPRA. Toscana e Lazio si sono contraddistinte per aver assunto provvedimenti per la preapertura in questi giorni, quando la legge prescrive espressamente che il Calendario venatorio deve essere varato entro il 15 giugno. Una condotta che inibisce la possibilità per le associazioni di presentare ricorsi chepossano avere efficacia in quanto arriverebbero a fatto compiuto, un comportamento in contrasto con ogni principio di buon andamento della pubblica amministrazione e del rapporto cittadini-istituzioni. In Campania, dove il WWF è riuscito in extremis ad intervenire, il TAR ha infatti sospeso l’apertura anticipata.

Anche in questa regione però, come in Abruzzo, nonostante numerosi annullamenti da parte del Giudice amministrativo a seguito di ricorsi del WWF negli anni precedenti , riguardanti i calendari venatori ed i piani faunistici, la regione continua ad approvare atti che violano pesantemente le leggi nazionali e quelle europee a tutela della Fauna selvatica e degli habitat naturali: l’ultima notizia negativa è del 28 agosto in cui il Consiglio regionale ha approvato una complessa modifica della legge regionale sulla caccia, peraltro già modificata proprio un anno fa (Legge 26 del 9.8.2012), in cui si aumentano illegittimamente e senza limiti tempi, luoghi modi di caccia.

Il WWF farà richiesta al Governo nazionale per impugnare la nuova legge campana dinanzi alla Corte Costituzionale, così come ha già fatto ed ottenuto recentemente in Piemonte (legge n. 11 del 5/6/2913), in Abruzzo, e molte altre regioni negli ultimi anni. La Corte ha ormai decine di volte ribadito che la disciplina della caccia appartiene alla potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e dell'ecosistema (lettera s), comma 2 dell'art. 117, Cost.), e che le regioni, nell’esercizio della loro potestà legislativa residuale in materia, possono modificare la disciplina statale esclusivamente nella direzione dell’innalzamento del livello di tutela (cfr., da ultimo, Corte cost, 12 dicembre 2012, n. 278).

Il WWF continuerà a vigilare con decine di avvocati e centinaia di guardie volontarie, anche ricorrendo ai tribunali italiani ed europei. Ma tutti possono fare qualcosa, da oggi infatti sui social network partono gli appelli al presidente Letta e al Ministro dell’Ambiente Orlando per dire NO a caccia selvaggia e chiedere alle Istituzioni ed ai cacciatori il rispetto delle leggi italiane ed europee per la tutela della fauna selvatica e della natura, ricordando loro che è un dovere ed un obbligo verso l’Europa e la comunità internazionale".

Fonte: abruzzo24ore.tv del 30 agosto 2013

mercoledì 31 luglio 2013

Approvato e pubblicato il Calendario Venatorio 2013-2014

Calendario Venatorio Regionale per la stagione venatoria 2013/2014. Approvato in data 29/07/2013

Calendario Venatorio Regionale per la stagione venatoria 2013/2014; art. 43 - L.R. 28/01/2004, n 10 e successive modifiche ed integrazioni

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