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giovedì 11 febbraio 2021

Chiude finalmente domani la stagione venatoria 2020/21. Il WWF: Confermata dal Covid la forte influenza dei cacciatori sulla politica

Comunicato del 9 febbraio 2021

Tanti gli incidenti gravi, quattro in Abruzzo con due morti, per una pratica pericolosa e inutile

Chiude finalmente domani la stagione venatoria 2020/21


Il WWF: “Confermata dal Covid la forte influenza dei cacciatori sulla politica mentre ISPRA ribadisce l’inutilità della caccia in braccata per limitare i danni da cinghiale. La questione ancora irrisolta della chiusura dei fondi agricoli prevista dalla legge 157/95: la Regione è in errore”

Domani, 10 febbraio, sarà l’ultimo giorno della stagione venatoria 2020/2021: la Regione infatti, dopo aver esteso di un mese la caccia al Cinghiale, con una ulteriore proroga ha scelto di far sparare al Colombaccio anche nella prima decade di febbraio. La pandemia in corso ha confermato quanto sia forte l’influenza del mondo venatorio sulla politica. In Abruzzo, come in diverse altre regioni, sono state emanate ordinanze per permettere anche durante le fasi di lockdown lo spostamento dei cacciatori oltre i confini comunali. Questi provvedimenti, in contrasto con i DPCM emanati per arginare l’emergenza sanitaria, hanno creato vere e proprie disparità di trattamento tra i “normali” cittadini, costretti a rimanere a casa, e i cacciatori, liberi di muoversi mettendo a rischio la salute di tutti.

L’Abruzzo e le altre regioni di fatto hanno aggirato le restrizioni in vigore con l’infondata motivazione di uno “stato di necessitaÌ per conseguire l’equilibrio faunistico-venatorio, limitare i danni alle colture e il potenziale pericolo per la pubblica incolumità”, dimenticando che la caccia è un’attività ludica il cui esercizio spesso contrasta con le esigenze di tutela degli agricoltori e con la gestione faunistica che la legge affida allo Stato e non ai cacciatori. La strumentalità di questi atti è stata resa ancor più evidente dal fatto che con questa motivazione si è autorizzato l’esercizio della caccia anche, per esempio, agli uccelli migratori o agli uccelli acquatici che di certo non determinano danni o pericoli per l’incolumità pubblica.

Con la stessa motivazione è stata autorizzata la caccia ai cinghiali in braccata: una modalità che, oltre a rendere di fatto impossibile il rispetto delle norme anti-Covid, ha effetti deleteri sul controllo della specie (con aumento dei danni, per dispersione dei branchi, e delle popolazioni per anticipo della maturità sessuale nelle femmine), come recentemente ribadito anche dall’ISPRA, in coerenza con numerose pubblicazioni scientifiche in materia, in un parere rilasciato sulla proroga al calendario venatorio proprio della Regione Abruzzo.

Unico elemento positivo l’approvazione, dopo anni di colpevole ritardo, del Piano Faunistico Venatorio Regionale: un Piano che ha tuttavia enormi limiti perché tutto spostato sugli interessi del mondo venatorio. A seguito dell’approvazione di tale Piano, il WWF Abruzzo ha condotto una campagna per ricordare che i cittadini possono veder riconosciuto il diritto a vietare la caccia sul proprio terreno. Purtroppo la Regione Abruzzo ha risposto ai tanti che hanno fatto richiesta per esercitare tale diritto, di recintare o costruire muri lungo tutto il perimetro della proprietà, con evidente esborso di ingenti capitali. Nella nota di risposta la Regione ha citato erroneamente un articolo della legge sui cosiddetti “fondi chiusi”, ma i cittadini hanno invece il diritto di vietare la caccia in base all’art. 15, commi 3 e 5, L. 157/92, che in occasione dell’approvazione di un nuovo Piano Faunistico Venatorio prevede che si possa ottenere la chiusura dei propri fondi alla caccia con la sola apposizione di tabelle, senza altri costi o oneri. Agli oltre 40 abruzzesi che si sono rivolti al WWF Abruzzo fornendo copia delle domande inviate alla Regione, l’associazione sta fornendo indicazioni su come vedere riconosciuto il proprio diritto.

Da ultimo non va dimenticato il pesante costo in vite umane che si registra anche quest’anno a livello nazionale e che ha coinvolto non solo i cacciatori, ma anche persone estranee, a conferma della pericolosità sociale di questa pratica. In Abruzzo, purtroppo, abbiamo avuto almeno quattro casi legati alla stagione venatoria: un incidente nel territorio di Montebello di Bertona dove un uomo uscendo di casa è stato ferito a una gamba da un colpo di fucile sparato da un anziano cacciatore a circa 200-250 m di distanza; un cacciatore di Tornimparte ferito durante una battuta al cinghiale; un cacciatore di Cappelle sul Tavo che si è ucciso inciampando nel proprio fucile; un incidente mortale che ha coinvolto un cercatore di tartufi di Gessopalena raggiunto da un colpo sparato da cacciatori che partecipavano a una battuta al cinghiale.

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giovedì 24 dicembre 2020

La Lega abruzzese sulla deroga per gli spostamenti dei cacciatori: "Clamore ingiustificato"

La Lega abruzzese sulla deroga per gli spostamenti dei cacciatori: "Clamore ingiustificato"Il gruppo consiliare regionale della Lega interviene in merito alle polemiche relative all'ordinanza della giunta Marsilio per i cacciatori


Un clamore ingiustificato e polemiche sterili in merito all'ordinanza della giunta regionale relativa alla deroga per gli spostamenti dei cacciatori al di fuori del Comune in Abruzzo. Lo hanno dichiarato i consiglieri della Lega Salvini Abruzzo al consiglio regionale, in merito alla richiesta degli ambientalisti fatta al Governo di impugnare l'ordinanza.

Secondo le associazioni, lo ricordiamo, sarebbe un trattamento discriminatorio verso tutti gli altri cittadini che non possono nemmeno fare una passeggiata in montagna per la zona arancione, ma la Lega ribadisce che lo stesso provvedimento è stato firmato dalle Regioni Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Umbria ma solo in Abruzzo è scoppiata la polemica. "Ricordiamo il fine riportato nella suddetta ordinanza ovvero la necessità di proseguire con lo svolgimento dell’attività venatoria per “uno stato di necessità per conseguire l'equilibrio faunistico venatorio e limitare il pericolo potenziale per la pubblica incolumità” . Un provvedimento insito di valore scientifico e di prove oggettive, acclarate in tutta Europa, anche in Paesi in cui la situazione epidemiologica è ben più grave è consentito il prosieguo dell’attività venatoria nel rispetto delle normative vigenti.



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martedì 27 ottobre 2020

Il Wwf sull'uomo ferito da un colpo di fucile: "L'Abruzzo non può trasformarsi in un campo di battaglia"

Il Wwf sull'uomo ferito da un colpo di fucile: "L'Abruzzo non può trasformarsi in un campo di battaglia"

Il Wwf sull'uomo ferito da un colpo di fucile: "L'Abruzzo non può trasformarsi in un campo di battaglia"

A dirlo è il Wwf Abruzzo commentando il caso dell'uomo di 71 anni ferito da un colpo di fucile sparato da un cacciatore sabato scorso a Montebello di Bertona al confine con il territorio comunale di Penne. 

L'associazione ambientalista, che parla di «assurdo incidente» segnala spari a ridosso delle abitazioni e delle aree protette, denuncia troppi scarsi controlli e invita i cittadini proprietari di terreni a chiedere alla Regione (sono gli ultimi giorni che c'è questa possibilità) il divieto di caccia nei propri fondi agricoli.

«La zona è a ridosso della riserva naturale regionale e oasi Wwf Lago di Penne», sottolinea il direttore dell'Oasi Fernando Di Fabrizio, «dove da tempo il personale segnala spari anche di notte tra l’area protetta e il centro abitato. Il territorio vestino non può trasformarsi in un campo di battaglia. Si tratta di aree limitrofe alla nostra riserva, frequentate da appassionati di natura, escursionisti e da tante persone impegnate nei lavori agricoli. Da anni segnaliamo, insieme ai residenti della zona, la pericolosità di una simile pressione venatoria». 


Il Wwf Abruzzo segnala anche che «alla caccia ordinaria, già di per sé pericolosa per la pubblica incolumità com’è dimostrato, purtroppo, da decine di incidenti, si aggiunge quella effettuata dai cacciatori-selettori che utilizzano armi di grande gittata, come le carabine, anche vicino ai centri abitati. In pratica tra la caccia ordinaria e quella di selezione molte aree della nostra regione sono interessate da una costante pressione venatoria». 

«Non è tollerabile che i cittadini rischino di essere feriti da colpi di fucile uscendo di casa o nei propri terreni privati», afferma Filomena Ricci, delegato del Wwf Abruzzo, «si organizzi una sorveglianza reale e degna di questo nome che tuteli chi vuole fruire del territorio facendo passeggiate, escursioni, osservazioni o lavorando il proprio terreno agricolo. È davvero assurdo che ci si debba preoccupare della propria incolumità mentre si svolgono queste attività, mentre a un piccolo gruppo di cittadini, che ha come hobby quello di uccidere animali, sia consentito di scorrazzare ovunque». 

Il Wwf infine ricorda che chi vuole vietare la caccia o l’ingresso dei cacciatori nei propri fondi o terreni agricoli ha ancora qualche giorno di tempo per tutelarsi: può richiederlo alla Regione Abruzzo (si veda l'immagine che segue) entro il 27 ottobre, scrivendo al Dipartimento dello Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca. 


Fonte: ilpescara.it del 26 ottobre 2020




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Montebello di Bertona (Pe). Ferito alla gamba dal colpo di fucile sparato a 200 metri

Incidente di caccia in località Campo Mirabello: 71enne trasportato a Chieti con l'eliambulanza, l'arma era in mano a un 78enne denunciato per lesioni personali colpose

PESCARA. Incidente di caccia nel primo pomeriggio a Montebello di Bertona. Un uomo di 71 anni, che stava andando a trovare un parente, è stato colpito da un colpo di fucile partito inavvertitamente dall'arma di un 78enne distante circa 200 metri e impegnato in una battuta di caccia al cinghiale.

L'incidente è avvenuto in località Campo Mirabello. L'uomo, le cui iniziali sono B.F., è stato soccorso dagli operatori del 118 e trasportato con l'eliambulanza del 118 di Pescara all'ospedale S.S. Annunziata di Chieti per una ferita alla gamba. Le indagini per ricostruire l'accaduto sono affidate ai carabinieri della Compagnia di Penne. Il 78enne denunciato per "lesioni personali colpose".

 

Fonte: ilcentro.it del 24 ottobre 2020

giovedì 1 ottobre 2020

Il WWF diffida gli ATC: «Nelle aree contigue la caccia solo per i residenti»


Comunicato stampa del 25 settembre 2020

Nella regolamentazione venatoria “dimenticata” la fascia esterna del Parco d’Abruzzo

Il WWF diffida gli ATC: «Nelle aree contigue la caccia solo per i residenti»

Il WWF ha inviato ieri una diffida agli ATC presenti nel territorio dell’area contigua del versante abruzzese del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (ATC Avezzano; Roveto-Carseolano; Sulmona; Subequano), perché si attivino al fine di evitare che siano ammessi nei propri territori cacciatori non residenti nell’area protetta e nell’area contigua.

L’istituzione delle aree contigue è prevista dall’art. 32 della Legge quadro sulle aree protette (394/1991). La norma riconosce a questi territori un importante valore dal punto di vista della conservazione. Sono, infatti, “aree-cuscinetto” limitrofe ai parchi nazionali, fungono da corridoi faunistici e garantiscono una protezione maggiore per gli animali rispetto alle zone più lontane dai Parchi grazie alla predisposizione di regolamentazioni che limitano il rischio di mortalità dovuto a cause antropiche. In particolare nelle aree contigue è di fondamentale importanza far sì che l’attività venatoria sia limitata, così come la norma nazionale definisce chiaramente, ai soli residenti. Una limitazione ancor più necessaria quando nei territori sono presenti specie dall’elevato interesse conservazionistico quali l’Orso bruno marsicano. È noto, infatti, che la sfida per la conservazione dell’Orso si gioca ben oltre le aree protette e si può vincere soltanto se si darà a questo animale la possibilità di espandere e consolidare il proprio areale al fuori dei Parchi.

La Regione Abruzzo con la Deliberazione di Giunta n. 480/2018 ha perimetrato l’area contigua e non può “dimenticarsene” nel momento della predisposizione dei calendari venatori: in quello 2020/2021 ne fa solo un veloce accenno, mentre con una nota dell’11/09/2020 il Dipartimento Agricoltura chiede agli ATC presenti nei territori dell’area contigua la ridefinizione del nuovo carico venatorio.

Il WWF ricorda invece le indicazioni normative presenti nella legge quadro nazionale, negli stessi atti della Regione Abruzzo (oltre al riferimento presente nel calendario venatorio) e chiede che gli ATC facciano in modo di ammettere all’attività venatoria in area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise esclusivamente i residenti nell’area protetta e nell’area contigua stessa.

La Regione Abruzzo e il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise dal canto loro intervengano per le rispettive competenze affinché le aree contigue (che si attendono dal 1991!), perimetrate nel 2018 e lasciate da allora nel limbo, vengano finalmente anche formalmente istituite e se ne predisponga la regolamentazione necessaria perché specie come l’Orso bruno marsicano abbiano le tutele che le leggi nazionali impongono e che a livello locale non si possono ignorare né far finta di non conoscere.



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lunedì 7 settembre 2020

La stagione venatoria in Abruzzo si apre con il solito regalo ai cacciatori. Il WWF: la caccia a settembre un danno per tutta la fauna selvatica.

Comunicato stampa del 3 settembre 2020  

 

La stagione venatoria in Abruzzo si apre con il solito regalo ai cacciatori: 

preapertura 5 e 6 settembre su alcune specie. 

Il WWF: la caccia a settembre un danno per tutta la fauna selvatica. 

 

Con le prime giornate di preapertura ad alcune specie, il 5 e il 6 settembre si avvierà la stagione venatoria 2020. 

Il WWF, come ogni anno, ha presentato le proprie osservazioni al calendario venatorio nelle sedi opportune, in fase di consulta venatoria, nell’iter della Valutazione di Incidenza Ambientale e con le audizioni al Comitato VIA. Con soddisfazione constatiamo che molte delle indicazioni fornite dall’Associazione per questo calendario venatorio, ma anche nelle annualità precedenti, sono state recepite e col tempo la disciplina venatoria della nostra Regione ha subito importanti modifiche a tutela della fauna selvatica che permetteranno di salvare migliaia di animali. 

Restano molte perplessità su alcuni punti del calendario venatorio.  

La caccia a settembre è un aspetto molto critico e sarebbe stato opportuno accogliere le indicazioni del WWF, ma anche dell’ISPRA, definendo un’unica data di apertura al 1° ottobre, rendendo anche i controlli più realistici ed efficaci. Come il WWF ripete ogni anno, le preaperture dovrebbero essere una deroga concessa solo in presenza di rigorose e determinate condizioni scientifiche, ma invece è diventata una consuetudine, tanto più fastidiosa, soprattutto se si prevede la preapertura al 5 settembre con un calendario venatorio pubblicato a fine agosto, evidentemente per rendere più difficile, se non impossibile un eventuale ricorso amministrativo.  

La caccia a settembre ha un pesante impatto su tutte le specie, anche quelle non direttamente cacciabili nei giorni di preapertura. Tutta la fauna, infatti, risente del disturbo in un momento particolarmente sensibile: quando i piccoli dell’anno sono ancora immaturi, le specie migratrici devono prepararsi ai lunghi voli di ritorno verso i luoghi di svernamento, la scarsità di acqua e cibo a causa della siccità e degli incendi ha già debilitato molte specie. A tutto ciò vanno aggiunti gli immancabili abbattimenti illeciti di specie non cacciabili, nonché il disturbo e l’interferenza con l’attività turistica e di fruizione del territorio. 

La non definizione della disciplina venatoria nell’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, seppur perimetrata e definita dalla stessa Regione Abruzzo, è sicuramente un’altra falla del calendario. Ad oggi deve essere ancora chiarito come sarà concretamente regolamentata e su questo il WWF attende le scelte della Regione per valutare eventuali azioni. 

“La caccia è un’attività consentita in Italia, ma con determinate regole e sempre partendo dal fatto che la fauna rappresenta un patrimonio dello Stato”, dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia. “Come WWF pretendiamo quindi che le norme siano rispettate e correttamente applicate nell’interesse di tutti i cittadini e non di una piccola minoranza. Ribadiamo per questo la volontà di avere un dialogo aperto con la Regione Abruzzo per affrontare la questione venatoria in un ambito più ampio e complesso che non la sola interazione a ridosso della pubblicazione del calendario venatorio. Il WWF augura un buon lavoro a tutte le Forze di Polizia chiamate a vigilare sulla corretta applicazione delle norme spesso in territori estesi e con mezzi e personale limitati. Per i cacciatori, invece, l’augurio è sempre quello che possano decidere di rinunciare ai fucili e godere della bellezza della natura senza distruggerla”.  



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domenica 23 agosto 2020

Abruzzo, niente calendario venatorio. Il WWF: “Un misero tentativo di impedire il nostro ricorso ai giudici del TAR?”


Comunicato stampa del 23 agosto 2020

A pochi giorni dall’apertura della caccia la Regione Abruzzo non ha varato il calendario venatorio

Il WWF: “Un misero tentativo di impedire il nostro ricorso ai giudici del TAR?”

Il WWF Abruzzo ha presentato, come ogni anno, le proprie osservazioni alla bozza di calendario venatorio regionale sia in fase di consulta venatoria sia nella fase della valutazione di incidenza (Vinca). Il contributo dell’Associazione, frutto di considerazioni basate su rilievi tecnico-scientifici, sembra non essere stato preso in considerazione. Se il calendario sarà approvato senza modifiche, ci si costringerà quindi all’ennesimo ricorso ai giudici amministrativi del TAR per far valere gli interessi di tutti i cittadini abruzzesi, affinché si riducano gli impatti della caccia sulla fauna selvatica.

Il WWF torna a chiedere, come ogni anno, l’apertura unica fissata al 1° ottobre per tutte le specie ornitiche. Nel calendario proposto sono previste invece aperture a settembre per diverse specie; in particolare preoccupa quella alla Tortora selvatica, specie indicata nelle valutazioni europee come in precario stato di conservazione (SPEC 1 in BirdLife International, 2017). Tra le altre istanze formulate dal WWF, c’è la richiesta di una maggiore tutela per l’Orso bruno marsicano, con la definitiva esclusione della caccia in minibraccata e una valutazione dell’incidenza dell’effetto di accumulo dovuto alle diverse forme di caccia: si aggiunge, infatti, nelle aree di presenza della specie, oltre a quella ordinaria anche quella di selezione.

Si ribadisce inoltre il fatto che la Regione Abruzzo continua a omettere nel calendario venatorio le disposizioni previste dalla Delibera di Giunta n. 480 del 05 luglio 2018 che definisce la perimetrazione dell’Area Contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Si utilizza una terminologia impropria, ma ancor più grave, a due anni dall’approvazione dalla delibera, si omette di predisporre tutti gli atti consequenziali all’istituzione dell’Area Contigua e previsti dalla L. 394/91 e s.m.i. come la modifica del carico venatorio e la definizione di modi e tempi di caccia distinti per l’Area.

L’Associazione interviene anche sulla Coturnice, specie con un trend negativo in tutta la regione. La Coturnice viene classificata come SPEC 1 e la popolazione italiana costituisce il 26% di quella europea. Di conseguenza l’approccio di gestione alla specie e, dunque, anche l’aspetto venatorio, deve essere necessariamente di tipo precauzionale. Il WWF chiede per questo la sospensione della caccia alla Coturnice in Abruzzo, fino a quando non verranno raccolti dati in grado di definirne la diffusione e il trend.

Anche l’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che si occupa a livello nazionale di rilasciare pareri alle Regioni in merito ai calendari venatori, ha espresso perplessità sulla bozza predisposta dalla Regione Abruzzo. Forti critiche sono giunte anche dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (unico Ente ad aver presentato le osservazioni), il quale ha sottolineato come specie quali l’Orso e la Coturnice non siano opportunamente tutelate.

Dichiara Filomena Ricci, Delegato regionale del WWF Abruzzo: “Il calendario venatorio, secondo quanto disposto dalla legge regionale abruzzese deve essere approvato entro il 15 giugno di ogni anno. Anche questa volta la Giunta ha disatteso la norma che essa stessa si è data. Temiamo che questo ritardo possa rappresentare una inutile e misera strategia per frenare il nostro ricorso, in particolare per impedire che venga bloccata dai giudici la pre-apertura e l’apertura della caccia a settembre. Per impedire i ricorsi basterebbe invece rispettare le regole, nell’interesse anche della parte migliore del mondo venatorio”.

Ricordiamo che la Giunta Marsilio-Imprudente, che ha seguito e forse aggravato la politica eccessivamente filo-venatoria dei governi regionali che l’hanno preceduta, è già stata bocciata in passato ben quattro volte dai giudici amministrativi a causa di atti privi di legittimità e di contenuto tecnico-scientifico.

Martedì 25 agosto è stata convocata la riunione del Comitato VIA della Regione Abruzzo che dovrà valutare l’incidenza del calendario venatorio nei siti Natura 2000. Anche in questa occasione il WWF ha chiesto di essere presente per chiedere priorità alla tutela delle specie selvatiche, patrimonio di tutta la comunità e non trastullo di chi si diverte a sparare e uccidere.

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CACCIA, PEPE: 'NESSUNA TRACCIA DEL CALENDARIO VENATORIO 2020-2021'

L'AQUILA - “Se errare è umano, perseverare è diabolico e, in questo caso, dopo la figuraccia rimediata appena un anno fa dalla Giunta Marsilio e dall’Assessore Imprudente con una serie di bocciature su di un tema tanto delicato come quello riguardante il calendario venatorio, sembra che nulla sia cambiato, anzi, che la situazione sia addirittura peggiorata visto che, se lo scorso anno potevano avere l’attenuante di essersi insediati da pochi mesi alla guida della Regione Abruzzo, i cacciatori sono curiosi di conoscere quale scusa si inventeranno quest’anno, a 18 mesi dall’insediamento del Governatore romano, per non prendersi le proprie sacrosante responsabilità”.

È quanto si chiede l’ex assessore con delega alla Caccia, Dino Pepe.

“Siccome sono molto permalosi e refrattari al confronto metto subito le “mani avanti” e voglio rassicurarli che non sono io a volere risposte…ma che “chiedo per un amico cacciatore”, lui sì interessato e curioso di avere delle risposte…proprio come i circa 10.000 cacciatori abruzzesi”, prosegue il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd, Dino Pepe.

“Che fine ha fatto il calendario venatorio 2020/21 che avevate promesso di approvare in Giunta entro e non oltre il 15 giugno? Si hanno notizie sull’impegno di preapertura, i primissimi di settembre, della caccia alla tortora più volte sbandierata? A che punto è l’iter di approvazione in Commissione ed in Consiglio del Piano faunistico venatorio regionale, approvato dalla passata Giunta nell’autunno 2018? E per quanto riguarda la caccia alla beccaccia che dovrebbe essere prolungata al 31 gennaio ci sono novità? E l’addestramento dei cani che sarebbe dovuto iniziare, come sempre, appena dopo ferragosto che fine ha fatto?”.

“Purtroppo mi pare di capire che, anche per questa stagione, al netto di tante promesse fatte a destra e a manca, la Giunta Marsilio ed il centrodestra abruzzese sul tema caccia rimediano l’ennesima figuraccia”, conclude Pepe.

“La verità è che ad oggi, 21 agosto 2020, non c’è alcuna traccia della Delibera di Giunta Regionale del prossimo calendario venatorio 2020/2021. Ancora una volta i cacciatori abruzzesi sono stati presi in giro e alle promesse non ha fatto seguito nulla di concreto! E cosa dicono i consiglieri regionali di maggioranza dopo aver scritto fiumi di parole e infiniti comunicati stampa nel corso della passata legislatura su questo tema? Vorrei ricordare che attendono di conoscere il calendario, oltre alle associazioni venatorie, anche gli agricoltori e gli ambientalisti! L’anno scorso Marsilio e Imprudente riuscirono a rimediare una figuraccia con la stagione venatoria più corta della storia abruzzese, quest’anno cosa accadrà? Ripeto…chiedo tutto questo per un carissimo amico cacciatore!! Comunque una cosa va detta, un risultato la Giunta Marsilio l’ha raggiunto su questo tema: è riuscita ad aumentare le tasse ai cacciatori!”.

Fonte: abruzzoweb.it del 21 agosto 2020