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giovedì 17 marzo 2022

Il TAR bacchetta la Regione: sulla caccia condotta “pervicace e reiterata”


Comunicato stampa del 14 marzo 2022 

 
Regione Abruzzo, Federazione Italiana della Caccia e Movimento Scelta Etica condannati al rimborso delle spese legali per il ricorso delle Associazioni ambientaliste contro il calendario venatorio
 
Il TAR bacchetta la Regione: sulla caccia condotta “pervicace e reiterata” 
 
Il TAR L’Aquila, per la prima volta, ha condannato la Regione Abruzzo, la Federazione Italiana della Caccia e il Movimento Scelta Etica al rimborso delle spese legali sul ricorso delle Associazioni ambientaliste contro il calendario venatorio dello scorso anno.
WWF Italia, ENPA, LIPU, LAV e Lndc Animal Protection avevano presentato il ricorso, curato dagli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone, contro il calendario venatorio della Regione Abruzzo sul quale erano intervenuti ad opponendum la Federazione Italiana della Caccia e il Movimento Scelta Etica.
Nella sentenza pubblicata a seguito dell’udienza dello scorso 23 febbraio, il TAR, come accaduto anche in occasione delle precedenti impugnazioni, ha dichiarato l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse perché il calendario venatorio ha esaurito i propri effetti per scadenza del termine di efficacia. Il TAR aveva del resto già disposto a suo tempo la sospensiva del calendario stesso per le parti impugnate, accogliendo le richieste delle associazioni ambientaliste e impedendo così l’anticipo della stagione venatoria previsto dalla Regione.
Quest’anno, però, il TAR ha voluto aggiungere alcune considerazioni riguardo alla condotta “pervicace e reiterata” della Regione Abruzzo “violativa della disciplina in materia” e ha condannato i soggetti che si sono esposti contro il ricorso delle Associazioni al rimborso delle spese legali.
La sentenza sottolinea come sia stata posta in essere da parte della Regione Abruzzo una “sostanziale violazione dei principi generali in materia di cui alla legge n. 157/1992 che impone alle Regioni di assicurare compiutamente e concretamente le misure indispensabili per assicurare concretamente la sopravvivenza e la riproduzione delle specie cacciabili” (più volte sottolineata dalla Corte Costituzionale cfr. n. 191 del 2011 e, di recente, n. 40 del 2020).
Appare però incomprensibile come la discussione su una questione tanto complessa come quella venatoria debba essere ogni anno rimandata sui tavoli dei tribunali invece di essere oggetto di un dialogo costruttivo con le parti interessate e di una programmazione che ponga come obiettivo principale e imprescindibile la tutela della preziosa fauna abruzzese.
La Regione Abruzzo, al pari peraltro di molte altre Regioni italiane, da anni conferma scelte che poi vengono puntualmente impugnate dalle associazioni ambientaliste e cassate dal giudice amministrativo (in alcuni casi persino dalla Corte Costituzionale). In questo modo vengono spesi fondi pubblici per il lavoro degli uffici regionali competenti e dei tribunali amministrativi: chi amministra la cosa pubblica dovrebbe stare attento a scelte di questo genere, ricordando che si amministra per conto di tutti i cittadini e non di una sola categoria (peraltro fortemente minoritaria). 
 
WWF Italia ONLUS, Abruzzo

giovedì 30 dicembre 2021

Altino (Ch): A caccia col nipote, parte un colpo accidentale dal fucile e lo ferisce

Una raffica di pallini che hanno attinto il nipote ad una spalla e, di striscio, al volto. È successo lungo il fiume Aventino. Il ferito è stato soccorso con l'elicottero del 118

 Erano a caccia di uccelli questa mattina, lungo il fiume Aventino, ad Altino, zio e nipote aquando all'improvviso, accidentalmente, un colpo è partito dal fucile dello zio.

A quel punto, come riporta Adnkronos, una raffica di pallini hanno attinto il nipote ad una spalla e, di striscio, al volto. Immediati i soccorsi.

Il ferito è stato caricato sull'elicottero del 118, atterrato nel campo sportivo di Altino e successivamente trasportato all'ospedale di Chieti. Le sue condizioni non sarebbero gravi. Sull'accaduto indagano i carabinieri forestali di Pizzoferrato e della sezione Parco della Majella.
 

domenica 26 dicembre 2021

Controguerra: ferito al volto da pallini, cacciatore finisce in ospedale

venerdì 19 novembre 2021

Roccaraso, cacciatore inciampa e parte un colpo di fucile: morto a 30 anni, era maestro di sci



ROCCARASO - E' morto Adelio Di Natale, il giovane maestro di sci di Roccaraso, rimasto ferito alla gamba destra in un incidente durante una battuta di caccia al cinghiale, sulle montagne di Roccaraso. Di Natale aveva 30 anni, compiuti il 6 novembre.

 

Fonte: ilmessaggero.it del 19 novembre 2021

giovedì 18 novembre 2021

Lanciano (Ch). Usa uccelli vivi legati ad un’asta telescopica durante la caccia: cacciatore denunciato


I carabinieri forestali hanno denunciato un cacciatore per maltrattamento animale a Lanciano. Secondo quanto ricostruito dai militari della stazione carabinieri forestale di Lanciano, unitamente a personale del locale distaccamento della polizia provinciale di Chieti, nel corso dell’attività venatoria al colombaccio l'uomo utilizzava, come richiami, animali vivi che, legati ad un’asta telescopica, venivano costretti ad innalzarsi forzatamente e ripetutamente causando loro stress e sofferenze contrastanti con condizioni etologiche e vitali accettabili.

Per il reato di maltrattamento l’indagato rischia l’arresto fino a un anno o l’ammenda da mille a 10mila euro. Contestualmente, all’uomo è stata elevata una sanzione amministrativa per aver abbattuto un numero di capi superiore al prelievo giornaliero consentito.

Gli uccelli utilizzati come richiamo sono stati conferiti al centro recupero rapaci e selvatici di Pescara.

“Sebbene la legge 157/92 sulla caccia – ricorda il comandante Tiziana Altea - preveda che alcune specie di uccelli cacciabili possano fungere da richiami a condizione che provengano da allevamenti, troppo spesso in realtà, gli animali utilizzati sono frutto di catture illegali e vengono detenuti in condizioni di vita incompatibili con la loro natura”.



Fonte: chietitoday.it del 18 novembre 2021
 

giovedì 11 novembre 2021

L'AQUILA. SCIVOLA E PARTE COLPO DAL FUCILE, GIOVANE CACCIATORE RESTA FERITO AD UNA GAMBA

Scivola durante una battuta di caccia e dal fucile parte inavvertitamente un proiettile, restando ferito ad una gamba. La brutta avventura è accaduta questa mattina a Pietransieri. Protagonista è stato un trentenne residente a Roccaraso, maestro di sci. Immediati i soccorsi ed il trasporto in ambulanza del trentenne all’ospedale di Sulmona. Non è da escludere che il cacciatore venga trasferito in elisoccorso nell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.


Fonte: reteabruzzo.com del 11 novembre 2021

giovedì 21 ottobre 2021

Teramo. Cacciatore spara per errore all'amico


TERAMO. Un colpo accidentale partito dalla carabina di un cacciatore ha raggiunto e ferito l’amico a una caviglia, per fortuna senza provocargli gravi lesioni. È così che durante una battuta di caccia nei boschi tra Villa Rupo e Garrano Basso, nel comune di Teramo, nel primo pomeriggio di ieri si è sfiorata la tragedia.

Il ferito, N.M. di 32 anni, è ricoverato nell’ospedale Mazzini ma non è in pericolo di vita. Anche se le cause dell’incidente di caccia non sono state ancora chiarite nel dettaglio, tutto sembra comunque far pensare a un errore umano. (l.t.)


Fonte: ilcentro.it del 20 ottobre 2021

giovedì 16 settembre 2021

Caccia, Pepe: “Dopo il terzo stop alla stagione venatoria l’Abruzzo è diventato una barzelletta


L’AQUILA – “Non c’è due senza tre, così arriva anche l’ennesima bocciatura sulla stagione venatoria targata Marsilio da parte del Tar, che ha impugnato ancora i provvedimenti dell’esecutivo sull’apertura della stagione, facendola sostanzialmente slittare al prossimo 2 ottobre. Situazione senza precedenti che molto dice sulla competenza in materia da parte di chi governa e di condivisione delle scelte con il comparto di riferimento”, così l’ex assessore Dino Pepe e i consiglieri del Gruppo Pd in Consiglio regionale.


“Stando così le cose, per il mese di settembre, a causa delle già contestate pre-aperture alla tortora e alla migratoria, è possibile prelevare solo cornacchia, gazza, merlo e ghiandaia in alcune giornate. In pratica, se altrove tortore e quaglie sono da settimane ormai, delle specie cacciabili per tutti, non accade così per i cacciatori abruzzesi – riprende Pepe -. Non basta, il Tar dovrà esprimersi ancora, perché a fronte delle contestazioni sollevate dalle associazioni ambientaliste circa i rilievi e la contestata legittimità del calendario venatorio, poi fermato, è fissata al 22 febbraio 2022 la discussione in merito alla questione. Quindi ci si aspetta quella che potrebbe essere la quarta bocciatura del provvedimento regionale, che l’esecutivo ha inspiegabilmente reiterato con tutti le sue evidenti vulnerabilità, nonostante i primi pronunciamenti dei giudici amministrativi.

Vero è che quello che è accaduto rispecchia il caos che regna nel settore, a fronte della mancanza di una guida capace di dare un indirizzo chiaro e non penalizzante a tale attività. Chiederemo conto dei danni causati dall’intransigenza della Regione che ha comunque prodotto atti che sarebbero stati impugnati, perché contrari a direttive e leggi nazionali, nonché a regole che è stata la Regione stessa a stabilire. Un paradosso che nasce anche dalla mancanza di confronto e concertazione con tutte le associazioni di riferimento, da parte di una classe dirigente che al posto di supportare il comparto e di occuparsi dei risvolti che una programmazione anche di queste attività comportano in agricoltura, mette in carico ai cittadini le conseguenze e gli oneri dei propri paradossali errori”.

 

Fonte: ekuonews.it del 15 settembre 2021

venerdì 10 settembre 2021

Caccia in Abruzzo. Il WWF: terza bocciatura del calendario venatorio da parte dei giudici del TAR!


Comunicato stampa del 10 settembre 2021   

 Il TAR riconosce la validità del ricorso presentato dalle associazioni 

Ridotte le giornate di caccia e le specie cacciabili 

Ennesima pessima figura della Regione che insiste in scelte ormai bocciate da 10 anni 

  


Il calendario venatorio emanato dalla Regione Abruzzo è stato in ampia parte nuovamente sospeso dal TAR dell’Aquila che ha emesso questa mattina una ordinanza in linea con i due decreti presidenziali precedenti con i quali aveva “bocciato” la prima e la seconda (emanata sotto ferragosto!) versione del calendario, accogliendo pressoché tutte le richieste contenute nel ricorso proposto dal WWF Italia, ENPA, LIPU, LAV e Lndc Animal Protection, patrocinate dagli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone.  

 

Nell’ordinanza odierna il TAR Abruzzo, confermando come si diceva i due precedenti decreti, ha in sostanza disposto quanto segue: 

  • Niente caccia alla Tortora; 
  • Niente caccia alla Quaglia nelle giornate dell’11, 12 e 19 settembre; 
  • Niente caccia alle specie acquatiche prima del 2 ottobre; 
  • Dichiarata l’illegittimità del calendario nella parte in cui non vieta la caccia alle foci dei fiumi per 500 metri dalla costa e per 100 metri a destra e sinistra dei fiumi stessi. 

 

La discussione di merito sul ricorso è stata fissata al 23 febbraio 2022. 

 

Decisamente soddisfatto l’avv. Michele Pezone: “Sono state sostanzialmente accolte tutte le nostre richieste e respinte le capziose argomentazioni che una associazione venatoria aveva cercato di far valere. Il Tribunale amministrativo riconosce la valenza delle opinioni di ISPRA e dà alla Regione l’onere di presentare eventuali studi per potersi discostare dalle predette indicazioni. Il TAR sottolinea inoltre come chi ha materialmente compilato il calendario venatorio non abbia tenuto conto neppure di quanto la Regione stessa aveva previsto nel proprio piano faunistico. Davvero una scelta incomprensibile. Tra l’altro da dieci anni ormai presentiamo ricorsi sempre vincenti su queste tematiche. La Regione, invece di inanellare pessime figure stagione dopo stagione potrebbe accogliere le nostre giuste osservazioni prima di varare i calendari senza costringerci alla via giudiziaria”. 

 


WWF Italia ONLUS, Abruzzo
abruzzo@wwf.it
Facebook: WWF Abruzzo

 

mercoledì 1 settembre 2021

Abruzzo: nuova bocciatura sulla caccia. Il WWF: la Regione è ormai totalmente nel pallone

Comunicato stampa del 31 agosto 2021



Nuova pessima figura della Regione Abruzzo in materia di caccia!

Bocciato anche il secondo tentativo di anticipare la caccia alla tortora dopo una prima bocciatura del TAR.

La Regione Abruzzo sulla caccia è ormai totalmente nel pallone.

Dopo aver riportato una prima sconfitta grazie al ricorso proposto dal WWF Italia, ENPA, LIPU, LAV e Lndc Animal Protection, tutte patrocinate dall'Avv. Michele Pezone, oggi la Regione ha rimediato la sospensione anche del nuovo atto emanato a ridosso di Ferragosto.

Il TAR Abruzzo aveva già imposto una prima sospensione del calendario venatorio vietando così la preapertura della caccia alla tortora. La Regione Abruzzo – sempre pronta a fare quello che chiedono le frange più oltranziste del mondo venatorio – nel frattempo ha approvato una modifica al calendario cercando di mantenere almeno due giornate di preapertura il 4 e il 19 settembre.

Immediata la presentazione dei motivi aggiunti all’originario ricorso. 
 
E giustamente nuova decisione da parte del Presidente del TAR Abruzzo che ha sospeso anche la nuova delibera. Salta quindi anche questa ulteriore giornata di caccia nella quale si sarebbero potute uccidere oltre 1000 tortore!

Il risultato di questa piccola “furbata” della Regione è che la caccia in Abruzzo è totalmente ferma fino al 22 settembre.

Resterà da valutare se questi continui atti illegittimi da parte della Regione in materia venatoria siano di interesse per la Corte dei Conti essendo palese che ci si trova di fronte a provvedimenti giudicati più volte illegittimi adottati con grande dispendio di denaro pubblico e personale che andrebbero destinati a tante altri settori molto più utili per la collettività.





WWF Italia ONLUS, Abruzzo
abruzzo@wwf.it
Facebook: WWF Abruzzo

 

mercoledì 18 agosto 2021

TAR: sospeso fino all’8 settembre il calendario venatorio della Regione Abruzzo

Comunicato stampa del 18 agosto 2021 

Sospeso fino all’8 settembre il calendario venatorio della Regione Abruzzo a seguito del ricorso presentato dalle Associazioni ambientaliste WWF, ENPA, LIPU, LAV e LNDC 

Il TAR sancisce un importante principio: l’interesse prevalente deve essere quello della tutela e della conservazione della fauna selvatica 



È stato sospeso interamente il calendario venatorio della Regione Abruzzo fino alla prossima udienza dell’8 settembre, a seguito del ricorso presentato nei giorni scorsi dalle Associazioni ambientaliste WWF, ENPA, LIPU, LAV, LNDC curato dagli avvocati Michele Pezone ed Herbert Simone. 

 

Ancora una volta la Regione Abruzzo produce un documento che regola l’attività venatoria senza considerare gli interessi generali della tutela della fauna selvatica, come gli ricordano i giudici del TAR. Troppi sono gli attacchi per la fauna contenuti nel documento che regola la caccia in Abruzzo per la prossima stagione venatoria, le Associazioni hanno evidenziato molteplici criticità che possono mettere in pericolo specie di rilevante interesse conservazionistico. 

Nella versione impugnata del calendario venatorio, si prevede incredibilmente la caccia alla Tortora selvatica per la quale l’ISPRA (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che si occupa a livello nazionale di rilasciare pareri alle Regioni in merito ai calendari venatori) aveva chiesto la totale sospensione del prelievo, evidenziando che la specie è indicata in precario stato di conservazione (SPEC 1 in BirdLife International) e richiamando la moratoria dell’attività venatoria richiesta dal Ministero della Transizione ecologica. Il calendario venatorio della Regione Abruzzo, incurante sia delle indicazioni ministeriali e dell’ISPRA sia dello stato di conservazione della Tortora, consente di sparare alle tortore, addirittura anche in periodo di pre-apertura, venendo meno, in maniera del tutto assurda, persino a quanto contenuto nel Piano Faunistico Venatorio della stessa Regione Abruzzo che ammette espressamente che “i risultati di un modello preliminare evidenziano che i livelli attuali di pressione venatoria sono molto probabilmente insostenibili”. 

Non mancano altre preoccupanti pre-aperture come quella prevista per la Quaglia, tra le specie con uno stato di conservazione insoddisfacente (categoria SPEC 3 - “in declino a livello europeo”) già nelle giornate dell’11 e del 12 settembre e poi nelle giornate del 19, 25 e 26 settembre o l’apertura della caccia il 19 settembre per le specie Alzavola, Canapiglia, Codone, Folaga, Porciglione, Germano reale, Gallinella d’acqua, Marzaiola, Fischione, Mestolone, Beccaccino, Frullino. L’ISPRA, nel proprio parere raccomanda un’apertura generale della caccia a tutte le specie ornitiche al 2 ottobre in modo da permettere un completo sviluppo degli ultimi nati, evitare il rischio di confusione con specie non cacciabili e il disturbo generato dalla presenza di un numero elevato di cacciatori sul territorio in una fase ancora delicata del ciclo biologico di diverse specie. 

Ma le problematiche sono anche altre: l’allenamento dei cani da caccia consentito nei trenta giorni che precedono l’apertura della caccia, e cioè a partire già dal 19 agosto mentre l’ISPRA nel suo parere aveva evidenziato come tale data sia prematura e riteneva di posticipare ai primi giorni di settembre l’epoca di addestramento; o anche il mancato divieto di caccia alle foci dei fiumi per 500 metri dalla costa e per 100 metri a destra e sinistra degli assi fluviali, inserito nei precedenti calendari venatori e quest’anno riportato in modo del tutto assurdo e incomprensibile esclusivamente ai SIC/ZPS (e, cioè, praticamente alla sola foce alla sinistra orografica del fiume Sangro). Le foci fluviali abruzzesi assolvono un ruolo fondamentale per la migrazione di ritorno non solo per le specie strettamente acquatiche, ma anche per quelle temporaneamente legate alle zone umide, rappresentando importanti aree di riposo e svernamento. 

Ancora una volta la Regione Abruzzo omette di gestire l’area contigua del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, istituita con Delibera di Giunta regionale n. 480 del 5 luglio 2018. L’art. 32 comma 3 della L. 394/91 (Legge quadro per le aree protette) prevede che nelle aree contigue la caccia sia “riservata ai soli residenti dei comuni dell'area naturale protetta e dell'area contigua”, ma nel calendario venatorio abruzzese il passaggio viene “dimenticato”: si prevedere una densità venatoria di un cacciatore ogni 40 ettari nell’Area Contigua del PNALM anziché limitare l’attività venatoria ai soli cacciatori residenti nel Comuni dell’Area contigua. Si ricorda che l’Area contigua è uno degli obiettivi espressamente previsti dal PATOM (Piano d'Azione nazionale per la tutela dell'orso bruno Marsicano) finalizzata appunto ad aumentare la tutela dell’Orso. 

Ora sarà tutto fermo fino all’8 settembre, quando si discuterà nel merito del calendario venatorio, si eviteranno alcune giornate di pre-apertura della caccia, in particolare per la Tortora ed è rimandato l’addestramento dei cani: diversi animali saranno salvati dalle doppiette e verrà evitato il disturbo sul territorio. Resta però l’amarezza di dover discutere la programmazione venatoria attraverso ricorsi e atti giudiziari invece di aprire un dialogo costruttivo con la Regione Abruzzo basato sul concetto di dover come prima istanza tutelare il prezioso patrimonio faunistico che condivide con noi il territorio. 

 

Abruzzo: “Dopo gli incendi si fermi la caccia per salvaguardare una fauna già stressata”

COMUNICATO STAMPA DEL 13 AGOSTO 2021 

 

La richiesta di Legambiente, LIPU e WWF Abruzzo al presidente della Regione e all’assessore 

“Dopo gli incendi si fermi la caccia per salvaguardare una fauna già stressata” 

 


Nei giorni scorsi le rappresentanze abruzzesi di Legambiente, Lipu e WWF hanno indirizzato un appello urgente al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore Emanuele Imprudente, inviandolo per conoscenza anche al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, per chiedere interventi immediati a tutela della fauna selvatica in un territorio colpito così gravemente dagli incendi, con particolare riferimento all’attività venatoria.  

La vastità degli incendi che hanno interessato alcune aree dell’Abruzzo ha provocato e sta tuttora provocando notevolissimi danni, sia diretti che indiretti, alla fauna e agli habitat naturali, con un numero imprecisabile di animali deceduti e numerosi siti, anche di notevole valore faunistico, distrutti dal fuoco. Un quadro a dir poco critico, che purtroppo si prolungherà nel tempo e che potrebbe ulteriormente aggravarsi con l’apertura della stagione venatoria.  

In una situazione ancora di piena emergenza, la caccia danneggerebbe gravemente anche alcune specie migratorie già in difficoltà nel reperire il cibo, in particolare dove gli incendi hanno parzialmente o interamente distrutto zone caratterizzate da boschi e macchia mediterranea.  

Le Associazioni hanno chiesto per questo il blocco dell’apertura della caccia per la stagione 2021/22, un provvedimento definito “doveroso, ragionevole e responsabile”, previsto del resto dall’art.19 della L.157/92 che disciplina l’attività venatoria in Italia. WWF, LIPU e Legambiente la ritengono una scelta doverosa: sarebbe auspicabile un blocco totale, oppure andrebbe almeno, come minimo, prevista la chiusura dell’attività venatoria per una superficie del territorio agro silvo pastorale, oggi destinata alla libera caccia, pari alle superfici naturali e seminaturali perse a causa delle fiamme. 

Considerando, inoltre, che l’articolo 10 della legge 353/2000 “legge quadro in materia di incendi boschivi” prevede il divieto assoluto di caccia per un periodo di 10 anni su tutti i terreni boscati percorsi dal fuoco, le tre Associazioni hanno chiesto di adottare provvedimenti immediati che impongano tale divieto nelle aree incendiate e in quelle limitrofe, dove hanno trovato e troveranno rifugio gli animali scampati agli incendi. In queste zone si verificano infatti fenomeni di sovraffollamento, sfruttamento intensivo delle risorse e accentuazione della competizione alimentare, causati dalla distruzione delle reti alimentari e dagli spostamenti della fauna superstite, con conseguente aumento della mortalità. È inaccettabile che questa fauna già stressata debba subire un’ulteriore pressione qual è quella rappresentata dall’attività venatoria. Il divieto, per essere efficace, dovrà essere accompagnato dall’attivazione di tutte le procedure necessarie e da una opportuna sorveglianza perché vengano rispettate le disposizioni di legge. 


 

giovedì 24 giugno 2021

Abruzzo: approvato il calendario venatorio 2021-2022

 

Si provvede a pubblicare il calendario venatorio per la stagione 2021-2022, approvato dalla Giunta Regionale nella seduta del 21 giugno 2021.