È stato disposto il trasferimento all’ospedale di Pescara per un cacciatore di 70 anni rimasto gravemente ferito durante una battuta di caccia in Molise. L’uomo, residente a Campobasso, si trova ora ricoverato nella struttura abruzzese, dove è seguito dall’équipe medica a causa delle serie lesioni riportate. L’episodio è avvenuto nei boschi del territorio di Lucito. Durante l’attività venatoria, il cacciatore sarebbe stato improvvisamente assalito da un cinghiale di grosse dimensioni, che lo avrebbe colpito alle spalle con una violenta carica. Nell’impatto, l’animale gli ha provocato diverse ferite, rendendo necessario un immediato intervento di soccorso. Dopo i primi aiuti sul posto, l’uomo era stato accompagnato all’ospedale “Cardarelli” di Campobasso. Qui i sanitari, valutata la complessità del quadro clinico, hanno deciso per il trasferimento in un centro più attrezzato, optando per Pescara. L’incidente ha generato momenti di forte apprensione tra i presenti e riporta l’attenzione sui rischi legati alla caccia al cinghiale, specie in aree boschive dove gli animali possono reagire in modo imprevedibile. Le condizioni del cacciatore restano serie, ma è costantemente monitorato dai medici.
mercoledì 17 dicembre 2025
domenica 28 gennaio 2024
Civitella Roveto (Aq). Cacciatore ferito da proiettile durante una battuta di caccia
Civitella Roveto. Spara per colpire un animale ma il proiettile ferisce un uomo. L’incidente è avvenuto oggi pomeriggio sulle montagne di Civitella Roveto, nella Valle Roveto.
Un uomo di 59 anni D.D.F., cacciatore, è rimasto ferito da un colpo da arma da fuoco, sparato da un altro cacciatore, che sembrerebbe abbia scambiato erroneamente l’uomo per un animale selvatico, presumibilmente un cinghiale.
Entrambi i cacciatori sono originari di di Roccavivi di San Vincenzo Valle Roveto. Quello ferito è stato trasportato in ospedale, lo stanno sottoponendo a un intervento ma non sarebbe in pericolo di vita.
giovedì 11 gennaio 2024
Agricoltore centrato da un colpo di fucile, Torto (M5s): "Marsilio e il centrodestra sono i veri responsabili"
"È inaccettabile che qualcuno debba rischiare di morire mentre lavora nei campi o passeggia in un parco per l’incoscienza di pochi. Troppo spesso nel nostro Paese, dietro una finta attività sportiva chiamata caccia si celano vere e proprie esecuzioni a cielo aperto di animali selvatici".
La deputata del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto interviene sul ferimento dell'agricoltore 34enne centrato da un colpo di fucile mentre lavorava sul suo terreno a San Vito Chietino.
"Ormai cacciare è diventato solo un modo per farsi foto sorridenti in mimetica con ai piedi dei cacciatori animali insanguinati. Non è così che si tutela il nostro ambiente e, a questo punto, neppure le nostre comunità.
Marsilio e il centrodestra sono i veri responsabili di questa indegna situazione. I loro partiti continuano a favorire la lobby della caccia con pericolosi provvedimenti. Queste sono le conseguenze del programma elettorale per l'Abruzzo e del blitz in legge di bilancio dell'anno scorso con l'emendamento Foti che ha inaugurato questa brutta stagione di pericolo, minaccia e morte estendendo la caccia anche nelle aree urbane.
Un augurio di buona guarigione alla vittima del triste episodio nel lancianese, sperando che la politica si dimostri più responsabile e non si debba assistere più a episodi del genere".
sabato 6 gennaio 2024
PERICOLO CACCIA 🛑 FA RIFLETTERE IL FERIMENTO DI UN AGRICOLTORE DA PARTE DI UN CACCIATORE A SAN VITO CHIETINO
giovedì 4 gennaio 2024
Lanciano (Ch) -Agricoltore ferito da un colpo di fucile mentre lavora: indagini in corso
San Vito Chietino – Un agricoltore di 34 anni è stato vittima di un incidente mentre lavorava sul suo terreno nella località di Castellana, a San Vito Chietino. L’uomo è stato centrato da un colpo di fucile da caccia, che lo ha costretto al ricovero in ospedale. Nonostante l’accaduto, le sue condizioni di salute attuali non destano preoccupazioni.
L’episodio ha avuto luogo in una zona rurale, scuotendo la tranquillità di una giornata di lavoro ordinaria. Il 34enne è stato colpito da vari pallini esplosi dal fucile, causando lesioni che hanno richiesto il ricovero presso il pronto soccorso del Renzetti di Lanciano. La prognosi attuale indica un periodo di convalescenza di 20 giorni, durante i quali l’agricoltore dovrà riprendersi dalle ferite riportate.
Immediatamente dopo l’incidente, sono stati allertati i carabinieri, che hanno avviato un’indagine per ricostruire l’episodio e identificare la persona responsabile del colpo di fucile.
Il fatto evidenzia la necessità di una maggiore consapevolezza e attenzione nell’uso delle armi da parte di coloro che praticano la caccia. L’incidente a San Vito Chietino serve come richiamo alla responsabilità individuale e alla prudenza per evitare tragici incidenti simili in futuro.
mercoledì 11 gennaio 2023
L'Aquila. Provano un fucile da cinghiali nel giardino di casa e uccidono un amico
Tre persone sono indagate per la morte di Fiore Cialfi, l'uomo di 64 anni raggiunto da un colpo d'arma da fuoco domenica scorsa, in una frazione del comune di Montereale, nell'Aquilano, mentre provava una carabina Browning utilizzata per la caccia al cinghiale. L'ipotesi di reato è omicidio colposo. Gli indagati, che si trovavano con la vittima, secondo la procura di L'Aquila, "con imperizia, negligenza, e imprudenza in pieno centro abitato hanno provato la funzionalità dell'arma, sparando, in modo pericoloso e senza prendere alcuna cautela, contro una tavoletta di legno posta all'estremità del giardino, utilizzata come bersaglio". Per il Pm Fabio Picuti non vi sono dubbi: ognuno dei tre amici che si trovavano con Fiore Cialfi al momento del grave incidente costato la vita al 64enne potrebbe aver concorso alla sua morte, proprio per la leggerezza nel provare un'arma in un luogo abitato "senza licenza dell'Autorità", mettendo così in pericolo l'incolumità delle persone.
Ad essere indagato non è quindi solo il proprietario dell'arma ma anche gli amici chiamati a raccolta per provare un nuovo mirino posizionato sulla carabina: sarà il pubblico ministero titolare del fascicolo grazie all'esito degli accertamenti tecnici e balistici e delle stesse audizioni degli indagati, a valutare le singole responsabilità.
Oltre a Nazzareno Feliciani, di 58 anni, funzionario del Corpo dei vigili del fuoco in servizio a Roma, risultano indagati, sempre per omicidio colposo, Giancarlo Di Giandomenico, di 63 anni, anche lui di Marana di Montereale (L'Aquila), come Feliciani, e Antonio Picchioni di 64 anni di San Giovanni di Paganica, sempre di Montereale, tutti amici di vecchia data e soprattutto appassionati di caccia. A loro il sostituto procuratore Picuti contesta di non avere verificato, sempre per "negligenza, imprudenza e imperizia che l'arma fosse scarica e la consegnavano a Feliciani che la maneggiava appoggiandola sul cofano dell'autovettura", una Land Rover Defender, rivolta nella direzione di Cialfi che si trovava fuori il cancello di ingresso dell'abitazione del funzionario dei vigili del fuoco ad una distanza di circa 10 metri.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale dell'Aquila, dalla carabina è partito un colpo calibro 30,06 che ha raggiunto l'uomo al cuore, uccidendolo all'istante.
Fonte: Today.it del 10 gennaio 2023
venerdì 6 gennaio 2023
Montereale (AQ). Parte un colpo dal fucile che ha in mano: muore consigliere comunale
MONTEREALE. Tragico incidente intorno alle 16,30 a Marana di Montereale, dove un uomo di 64 anni, Fiore Cialfi, consigliere comunale di maggioranza, è morto dopo che è stato raggiunto al petto da un colpo di fucile che non gli ha lasciato scampo.
Il colpo sarebbe partito accidentalmente mentre il 64enne, appassionato di caccia, stava maneggiando l’arma per effettuare una operazione di taratura alla presenza di alcuni amici cacciatori. Ad assistere sarebbero stati in particolare due persone che hanno dato poi l'allarme.
Sul posto i carabinieri di Monreale, il magistrato di turno e il personale sanitario del 118 che ne ha dichiarato il decesso.
I militari stanno indagando per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.
domenica 18 settembre 2022
Si “spara” un colpo al ginocchio durante una battuta di caccia: ricoverato a Sant’Omero (Te)
Sant’Omero. Si è presentato in ospedale con un ginocchio sanguinante, dopo essere rimasto vittima di un incidente di caccia.
E’ ricoverato al Val Vibrata, in attesa di essere sottoposto ad un intervento chirurgico per l’asportazione del proiettile il cacciatore di 68 anni, di Sant’Egidio alla Vibrata, rimasto ferito in una battuta di caccia al cinghiale. L’uomo, assieme ad altri cacciatori, era impegnato nei boschi dell’Ascolano per una battuta notturna di caccia al cinghiale quando è scivolato in un tratto di terreno fangoso.
Per effetto della caduta, l’uomo in maniera accidentale si è sparato un colpo di fucile che lo ha raggiunto al ginocchio. Soccorso dai compagni di battuta, il santegidiese è stato accompagnato, attorno alle 23, all’ospedale di Sant’Omero.
Dove è stato poi ricoverato in attesa di essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Dell’episodio sono stati avvertiti i carabinieri della compagnia di Alba Adriatica.
giovedì 30 dicembre 2021
Altino (Ch): A caccia col nipote, parte un colpo accidentale dal fucile e lo ferisce
Una raffica di pallini che hanno attinto il nipote ad una spalla e, di striscio, al volto. È successo lungo il fiume Aventino. Il ferito è stato soccorso con l'elicottero del 118
Erano a caccia di uccelli questa mattina, lungo il fiume Aventino, ad Altino, zio e nipote aquando all'improvviso, accidentalmente, un colpo è partito dal fucile dello zio.
A quel punto, come riporta Adnkronos, una raffica di pallini hanno attinto il nipote ad una spalla e, di striscio, al volto. Immediati i soccorsi.
domenica 26 dicembre 2021
venerdì 19 novembre 2021
Roccaraso, cacciatore inciampa e parte un colpo di fucile: morto a 30 anni, era maestro di sci
ROCCARASO - E' morto Adelio Di Natale, il giovane maestro di sci di Roccaraso, rimasto ferito alla gamba destra in un incidente durante una battuta di caccia al cinghiale, sulle montagne di Roccaraso. Di Natale aveva 30 anni, compiuti il 6 novembre.
giovedì 11 novembre 2021
L'AQUILA. SCIVOLA E PARTE COLPO DAL FUCILE, GIOVANE CACCIATORE RESTA FERITO AD UNA GAMBA
Fonte: reteabruzzo.com del 11 novembre 2021
lunedì 1 novembre 2021
Carpineto della Nora (Pe). Cacciatore ferito al polpaccio, forse il colpo è partito dal suo fucile
L’uomo è stato soccorso dal 118 di Pescara, arrivato con l’elicottero, e trasportato in ospedale a Pescara. Sul posto i carabinieri della compagnia di Penne che hanno avviato gli accertamenti. In base a una prima ipotesi il colpo, partito dal fucile del 71enne, avrebbe raggiunto il cacciatore di rimbalzo, ma è ancora tutto da verificare, anche attraverso le testimonianze degli altri cacciatori che erano con lui.
Fonte: ilcentro.it del 31 ottobre 2021
giovedì 21 ottobre 2021
Teramo. Cacciatore spara per errore all'amico
TERAMO. Un colpo accidentale partito dalla carabina di un cacciatore ha raggiunto e ferito l’amico a una caviglia, per fortuna senza provocargli gravi lesioni. È così che durante una battuta di caccia nei boschi tra Villa Rupo e Garrano Basso, nel comune di Teramo, nel primo pomeriggio di ieri si è sfiorata la tragedia.
Il ferito, N.M. di 32 anni, è ricoverato nell’ospedale Mazzini ma non è in pericolo di vita. Anche se le cause dell’incidente di caccia non sono state ancora chiarite nel dettaglio, tutto sembra comunque far pensare a un errore umano. (l.t.)
Fonte: ilcentro.it del 20 ottobre 2021
domenica 7 marzo 2021
Caccia, l’Abruzzo tra le regioni con più vittime
Caccia, 14 morti e
48 feriti nella stagione 2020-2021. L’Abruzzo tra le regioni in cui i
dati su morti e feriti della caccia sono più elevati.
Si è chiusa
con 14 morti e 48 feriti la stagione di caccia 2020-2021 terminata il
30 gennaio scorso, secondo quanto pubblicato dall’Associazione vittime
della caccia- Avc, sul proprio sito on line
(“www.vittimedellacaccia.org”) dove si rileva anche che è stata
riscontrata “una valanga di illeciti, reati, crimini, crudeltà“.
L’associazione
precisa che in ambito venatorio ci sono stati 9 morti e 41 feriti, che
sono stati in totale 10 i cacciatori morti e 33 quelli feriti mentre fra
la cosiddetta “gente comune” – quindi al di fuori dell’ambito della
caccia – sono morte 4 persone e 5 sono rimaste ferite.
“Mai come
in questa stagione – osserva l’Avc – la Regione Toscana si è distinta
per un risultato negativo così impressionante, con ben 11 persone
impallinate (3 morti e 8 feriti), incontrastata vincitrice, ha battuto
tutti sia per feriti che per morti”. Con 5 vittime (tra morti e feriti)
seguono Abruzzo, Sardegna e Sicilia.
L’associazione vittime della
caccia sottolinea che “rimane sempre il picco di età dai 50 ai 70 anni
come fascia maggiormente interessata da soggetti responsabili di vari
illeciti/reati/crimini, sia in ambito venatorio che in ambito
extravenatorio”.
Alla luce di questi risultati, l’Ente Nazionale
Protezione Animali chiede al Governo “di non rinviare l’adeguamento dei
massimali delle assicurazioni per l’attività venatoria e di vigilare
sull’applicazione della legge 157 del 1992, articolo 12. Che la caccia
sia pericolosa, non solo per chi la pratica ma anche per chi si trovi
casualmente coinvolto, lo dicono i dati che ogni anno assomigliano
sempre più a un bollettino di guerra”.
Lo scorso dicembre,
ricorda l’Enpa, “il Governo, nella persona del ministro delle Politiche
Agricole, ha emanato un decreto relativo all’adeguamento dei massimali
delle assicurazioni. Una misura che si riferisce alle coperture
assicurative della responsabilità civile e agli infortuni, prevista
dalla legge quadro. Chiediamo dunque al Governo di vigilare. Dopo le
gravissime decisioni delle regioni in tempo di Covid, che hanno concesso
lo spostamento tra comuni a chi praticava la caccia al cinghiale, ogni
altro segnale di favoritismo verso il mondo venatorio sarebbe un’offesa
per tutti i cittadini”.
Fonte: ilcapoluogo.it del 06 marzo 2021
giovedì 11 febbraio 2021
Chiude finalmente domani la stagione venatoria 2020/21. Il WWF: Confermata dal Covid la forte influenza dei cacciatori sulla politica
Tanti gli incidenti gravi, quattro in Abruzzo con due morti, per una pratica pericolosa e inutile
Chiude finalmente domani la stagione venatoria 2020/21
Il WWF: “Confermata dal Covid la forte influenza dei cacciatori sulla politica mentre ISPRA ribadisce l’inutilità della caccia in braccata per limitare i danni da cinghiale. La questione ancora irrisolta della chiusura dei fondi agricoli prevista dalla legge 157/95: la Regione è in errore”
Domani, 10 febbraio, sarà l’ultimo giorno della stagione venatoria 2020/2021: la Regione infatti, dopo aver esteso di un mese la caccia al Cinghiale, con una ulteriore proroga ha scelto di far sparare al Colombaccio anche nella prima decade di febbraio. La pandemia in corso ha confermato quanto sia forte l’influenza del mondo venatorio sulla politica. In Abruzzo, come in diverse altre regioni, sono state emanate ordinanze per permettere anche durante le fasi di lockdown lo spostamento dei cacciatori oltre i confini comunali. Questi provvedimenti, in contrasto con i DPCM emanati per arginare l’emergenza sanitaria, hanno creato vere e proprie disparità di trattamento tra i “normali” cittadini, costretti a rimanere a casa, e i cacciatori, liberi di muoversi mettendo a rischio la salute di tutti.
L’Abruzzo e le altre regioni di fatto hanno aggirato le restrizioni in vigore con l’infondata motivazione di uno “stato di necessitaÌ per conseguire l’equilibrio faunistico-venatorio, limitare i danni alle colture e il potenziale pericolo per la pubblica incolumità”, dimenticando che la caccia è un’attività ludica il cui esercizio spesso contrasta con le esigenze di tutela degli agricoltori e con la gestione faunistica che la legge affida allo Stato e non ai cacciatori. La strumentalità di questi atti è stata resa ancor più evidente dal fatto che con questa motivazione si è autorizzato l’esercizio della caccia anche, per esempio, agli uccelli migratori o agli uccelli acquatici che di certo non determinano danni o pericoli per l’incolumità pubblica.
Con la stessa motivazione è stata autorizzata la caccia ai cinghiali in braccata: una modalità che, oltre a rendere di fatto impossibile il rispetto delle norme anti-Covid, ha effetti deleteri sul controllo della specie (con aumento dei danni, per dispersione dei branchi, e delle popolazioni per anticipo della maturità sessuale nelle femmine), come recentemente ribadito anche dall’ISPRA, in coerenza con numerose pubblicazioni scientifiche in materia, in un parere rilasciato sulla proroga al calendario venatorio proprio della Regione Abruzzo.
Unico elemento positivo l’approvazione, dopo anni di colpevole ritardo, del Piano Faunistico Venatorio Regionale: un Piano che ha tuttavia enormi limiti perché tutto spostato sugli interessi del mondo venatorio. A seguito dell’approvazione di tale Piano, il WWF Abruzzo ha condotto una campagna per ricordare che i cittadini possono veder riconosciuto il diritto a vietare la caccia sul proprio terreno. Purtroppo la Regione Abruzzo ha risposto ai tanti che hanno fatto richiesta per esercitare tale diritto, di recintare o costruire muri lungo tutto il perimetro della proprietà, con evidente esborso di ingenti capitali. Nella nota di risposta la Regione ha citato erroneamente un articolo della legge sui cosiddetti “fondi chiusi”, ma i cittadini hanno invece il diritto di vietare la caccia in base all’art. 15, commi 3 e 5, L. 157/92, che in occasione dell’approvazione di un nuovo Piano Faunistico Venatorio prevede che si possa ottenere la chiusura dei propri fondi alla caccia con la sola apposizione di tabelle, senza altri costi o oneri. Agli oltre 40 abruzzesi che si sono rivolti al WWF Abruzzo fornendo copia delle domande inviate alla Regione, l’associazione sta fornendo indicazioni su come vedere riconosciuto il proprio diritto.
Da ultimo non va dimenticato il pesante costo in vite umane che si registra anche quest’anno a livello nazionale e che ha coinvolto non solo i cacciatori, ma anche persone estranee, a conferma della pericolosità sociale di questa pratica. In Abruzzo, purtroppo, abbiamo avuto almeno quattro casi legati alla stagione venatoria: un incidente nel territorio di Montebello di Bertona dove un uomo uscendo di casa è stato ferito a una gamba da un colpo di fucile sparato da un anziano cacciatore a circa 200-250 m di distanza; un cacciatore di Tornimparte ferito durante una battuta al cinghiale; un cacciatore di Cappelle sul Tavo che si è ucciso inciampando nel proprio fucile; un incidente mortale che ha coinvolto un cercatore di tartufi di Gessopalena raggiunto da un colpo sparato da cacciatori che partecipavano a una battuta al cinghiale.
WWF Italia ONLUS, Abruzzo
abruzzo@wwf.it
Facebook: WWF Abruzzo
giovedì 28 gennaio 2021
Spoltore: muore cacciatore per colpo fucile partito accidentalmente
Fonte: rete8.it del 27 gennaio 2021
domenica 8 novembre 2020
E il Wwf propone: niente spari nei giorni festivi
«Troppi episodi, più o meno gravi, che coinvolgono sia cacciatori sia persone estranee all’attività venatoria». Il Wwf Abruzzo interviene con una serie di proposte all’indomani dell’ennesimo incidente di caccia nelle campagne abruzzesi. Per l’associazione «le cause degli incidenti sono il più delle volte da ricercare nel mancato rispetto delle distanze minime da strade e centri abitati, dalla tendenza a sparare senza inquadrare con sicurezza il “bersaglio”, dalla pratica della braccata, un tipo di caccia tra le più cruente, che richiede comunque un grado di perizia maggiore e un’ottima conoscenza dell’habitat circostante e che può risultare ancora più rischiosa se praticata in zone frequentate da civili». «Continueremo sempre a sottolineare come la caccia sia per molti aspetti incompatibile con altre attività di fruizione degli spazi naturali», dichiara Filomena Ricci, delegato del Wwf Abruzzo, «oggi molto più frequentati rispetto a qualche decennio fa. Tutto ciò è incompatibile con l’azione armata». Il Wwf Abruzzo chiede di attuare con urgenza una serie di provvedimenti: incrementare l’attività di vigilanza, limitare l’uso di armi in grado di sparare a grandi distanze, effettuare maggiori verifiche sulle licenze di caccia, in particolare per le persone sopra i 65 anni di età, intensificare i controlli anche in ordine all’uso e alla detenzione di sostanze alcoliche prima e durante l’attività venatoria, vietare l’attività di caccia nei giorni festivi e nelle aree frequentate da escursionisti e fruitori della natura. (s.so.)
domenica 1 novembre 2020
Gessopalena, battuta di caccia al cinghiale: sparano e uccidono un altro cacciatore
A Gessopalena, in provincia di Chieti in Abruzzo, un 72enne cacciatore solitario è morto per una fucilata. Sequestrate le armi dei colleghi
In un bosco di Gessopalena (Chieti) un cacciatore è morto colpito al
petto da un proiettile calibro 12 sparato da un gruppo di colleghi che
erano non molto distanti in battuta di caccia al cinghiale. La vittima,
Antonino Di Gregorio, 72 anni, di Piane d' Archi (Chieti), era invece in
caccia solitaria in località Coccioli, vicino a un suo podere.
L'incidente mortale è avvenuto oggi alle 13.30. A nulla sono valsi i
tentativi di salvarlo da parte dei sanitari del 118. L'elicottero giunto
da Pescara è dovuto subito rientrare. La vittima è stata trovata
esanime sul ciglio della strada dallo stesso gruppo di cacciatori, 7-8
in tutto. I loro fucili sono stati sequestrati.
Al vaglio degli inquirenti c'è in particolare la posizione di un cacciatore di 48 anni, residente nella confinante Roccascalegna (Chieti), il quale avrebbe sparato il colpo mortale. Indagano i carabinieri della compagnia di Lanciano, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando. Per accertare cause e modalità della sciagura il pm di Lanciano Francesco Carusi ha disposto l'esame autoptico.
martedì 27 ottobre 2020
Il Wwf sull'uomo ferito da un colpo di fucile: "L'Abruzzo non può trasformarsi in un campo di battaglia"
Il Wwf sull'uomo ferito da un colpo di fucile: "L'Abruzzo non può trasformarsi in un campo di battaglia"
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Il Wwf sull'uomo ferito da un colpo di fucile: "L'Abruzzo non può trasformarsi in un campo di battaglia"
„A dirlo è il Wwf Abruzzo commentando il caso dell'uomo di 71 anni ferito da un colpo di fucile sparato da un cacciatore sabato scorso a Montebello di Bertona al confine con il territorio comunale di Penne.
L'associazione ambientalista, che parla di «assurdo incidente» segnala spari a ridosso delle abitazioni e delle aree protette, denuncia troppi scarsi controlli e invita i cittadini proprietari di terreni a chiedere alla Regione (sono gli ultimi giorni che c'è questa possibilità) il divieto di caccia nei propri fondi agricoli.
«La zona è a ridosso della riserva naturale regionale e oasi Wwf Lago di Penne», sottolinea il direttore dell'Oasi Fernando Di Fabrizio, «dove da tempo il personale segnala spari anche di notte tra l’area protetta e il centro abitato. Il territorio vestino non può trasformarsi in un campo di battaglia. Si tratta di aree limitrofe alla nostra riserva, frequentate da appassionati di natura, escursionisti e da tante persone impegnate nei lavori agricoli. Da anni segnaliamo, insieme ai residenti della zona, la pericolosità di una simile pressione venatoria».
Il Wwf Abruzzo segnala anche che «alla caccia ordinaria, già di per sé pericolosa per la pubblica incolumità com’è dimostrato, purtroppo, da decine di incidenti, si aggiunge quella effettuata dai cacciatori-selettori che utilizzano armi di grande gittata, come le carabine, anche vicino ai centri abitati. In pratica tra la caccia ordinaria e quella di selezione molte aree della nostra regione sono interessate da una costante pressione venatoria».
«Non è tollerabile che i cittadini rischino di essere feriti da colpi di fucile uscendo di casa o nei propri terreni privati», afferma Filomena Ricci, delegato del Wwf Abruzzo, «si organizzi una sorveglianza reale e degna di questo nome che tuteli chi vuole fruire del territorio facendo passeggiate, escursioni, osservazioni o lavorando il proprio terreno agricolo. È davvero assurdo che ci si debba preoccupare della propria incolumità mentre si svolgono queste attività, mentre a un piccolo gruppo di cittadini, che ha come hobby quello di uccidere animali, sia consentito di scorrazzare ovunque».
Il Wwf infine ricorda che chi vuole vietare la caccia o l’ingresso dei cacciatori nei propri fondi o terreni agricoli ha ancora qualche giorno di tempo per tutelarsi: può richiederlo alla Regione Abruzzo (si veda l'immagine che segue) entro il 27 ottobre, scrivendo al Dipartimento dello Sviluppo Rurale, Caccia e Pesca.
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