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venerdì 21 dicembre 2012

Dalla Corte Costituzionale un nuovo schiaffo per la Regione Abruzzo sulla caccia. Il WWF: ormai perso il conto delle bocciature.

COMUNICATO STAMPA DEL 21/12/2012

Dalla Corte Costituzionale un nuovo schiaffo per la Regione Abruzzo sulla caccia.

Il WWF: ormai perso il conto delle bocciature. Prossimo passo, la Corte dei Conti.

Il WWF interviene sull'ennesima bocciatura rimediata davanti alla Corte Costituzionale dalla Regione Abruzzo in materia di caccia. La Corte con la sentenza 310/2012 ha bocciato la Legge Regionale 43/2011 con la quale il Consiglio regionale aveva prorogato a gennaio la caccia al Cinghiale. La Corte ha censurato sia la procedura seguita, per aver approvato la norma con Legge regionale e non con atto amministrativo di Giunta, sia i contenuti della stessa in quanto si è prorogata la caccia al cinghiale oltre i limiti previsti dalla norma nazionale.

Dichiara Dante Caserta, vicepresidente nazionale del WWF “Ormai abbiamo difficoltà a tenere il conto delle bocciature rimediate davanti ai giudici da parte di questa amministrazione regionale. Siamo a due sentenze delle Corte Costituzionale su altrettante leggi, cinque pronunce del TAR sui calendari venatori, una ordinanza del Consiglio di Stato: questa è la cosiddetta gestione dell'attività venatoria in Abruzzo. E' un fallimento completo a danno del patrimonio collettivo costituito dalla fauna. Nonostante i nostri appelli e i nostri documenti inviati in questi anni neanche l'evidenza dei fatti e le censure ottenute ad ogni livello della Magistratura hanno fatto cambiare strada ai nostri amministratori. Purtroppo alcune di queste sentenze arrivano a prelievi già realizzati in maniera illegittima. Ormai ci rimane un'ultima strada giudiziaria da percorrere, quella della Corte dei Conti a cui presto invieremo un dossier su tutta la materia. Riteniamo che chi ripetutamente stravolge le leggi per favorire i cacciatori a scapito della tutela della fauna selvatica deve risponderne direttamente anche perchè impegna per mesi e mesi le strutture e i funzionari che hanno un costo sostenuto da tutta la collettività”.


Qui sotto la sentenza per esteso.



Sentenza 310/2012
Giudizio 
Presidente QUARANTA - Redattore LATTANZI
Udienza Pubblica del 20/11/2012 Decisione del 12/12/2012
Deposito del 20/12/2012 Pubblicazione in G. U.
Norme impugnate: 
Art. 5, c. 1°, della legge della Regione Abruzzo 13/12/2011, n. 43.
Massime: 
Atti decisi: 
ric. 26/2012

SENTENZA N. 310
ANNO 2012


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

LA CORTE COSTITUZIONALE

composta dai signori: Presidente: Alfonso QUARANTA; Giudici : Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI, Giorgio LATTANZI, Aldo CAROSI, Marta CARTABIA, Sergio MATTARELLA, Mario Rosario MORELLI,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nel giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 1, della legge della Regione Abruzzo 13 dicembre 2011, n. 43, recante «Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2011, n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche) ed altre disposizioni regionali», promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri con ricorso notificato il 13-15 febbraio 2012, depositato in cancelleria il 17 febbraio 2012, ed iscritto al n. 26 del registro ricorsi 2012.

Udito nell’udienza pubblica del 20 novembre 2012 il Giudice relatore Giorgio Lattanzi;

udito l’avvocato dello Stato Giacomo Aiello per il Presidente del Consiglio dei ministri.

Ritenuto in fatto

1.− Con ricorso notificato il 13 febbraio 2012 e depositato il successivo 17 febbraio (reg. ric. n. 26 del 2012) il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questione di legittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 1, della legge della Regione Abruzzo 13 dicembre 2011, n. 43, recante «Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2011, n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche) ed altre disposizioni regionali», in riferimento all’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

La disposizione impugnata proroga il prelievo venatorio del cinghiale, per la stagione di caccia 2011-2012, fino al 5 gennaio 2012.

Il ricorrente ritiene anzitutto che la disposizione impugnata sia lesiva dell’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost. perché ha assunto veste legislativa, mentre dall’art. 18, commi 2 e 4, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), si desume la necessità di procedere all’approvazione del calendario venatorio in via amministrativa.

L’impiego della legge, infatti, frustrerebbe sia la necessità di garantire pronte modifiche del calendario, sia l’esercizio delle competenze attribuite in materia all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) dalla legislazione statale.

In secondo luogo, la proroga dell’attività venatoria fino al 5 gennaio, a parere del ricorrente, contrasta con l’art. 18, comma 1, lettera d), della legge n. 157 del 1992, che invece, quanto al cinghiale, la limita al periodo compreso tra il 1° ottobre ed il 31 dicembre, ovvero tra il 1° novembre e il 31 gennaio e comunque per un periodo massimo di 90 giorni, nel caso di specie superato perché la caccia era stata aperta il 18 agosto e pertanto si sarebbe dovuta chiudere il 18 novembre.

La norma impugnata avrebbe perciò invaso un’area riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, in relazione alle forme di approvazione del calendario venatorio a fini di tutela della fauna.

2.− La Regione Abruzzo non si è costituita.

Considerato in diritto

1.− Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, ha promosso questione di legittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 1, della legge della Regione Abruzzo 13 dicembre 2011, n. 43, recante «Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2011, n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche) ed altre disposizioni regionali», in riferimento all’articolo 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione.

2.− La questione è fondata, per la parte in cui si contesta alla Regione di avere approvato previsioni proprie del calendario venatorio con legge anziché con atto secondario.

La disposizione impugnata disciplina l’arco temporale aperto per la caccia al cinghiale durante la stagione 2011-2012, ovvero un profilo proprio del calendario venatorio, e lo proroga fino al 5 gennaio 2012, ponendosi in contrasto con l’art. 18, comma 4, della legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio), che, con una disposizione finalizzata alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema (art. 117, secondo comma, lettera s, Cost.), regola la materia e non consente alla Regione di provvedere in proposito per mezzo della legge.

Come questa Corte ha ripetutamente affermato, infatti, «appare evidente che il legislatore statale, prescrivendo la pubblicazione del calendario venatorio e contestualmente del “regolamento” sull’attività venatoria e imponendo l’acquisizione obbligatoria del parere dell’ISPRA, e dunque esplicitando la natura tecnica del provvedere, abbia inteso realizzare un procedimento amministrativo, al termine del quale la Regione è tenuta a provvedere nella forma che naturalmente ne consegue, con divieto di impiegare, invece, la legge-provvedimento» (sentenza n. 20 del 2012; in seguito, sentenze n. 105 del 2012 e n. 116 del 2012).

3.− Il vizio di legittimità costituzionale appena indicato colpisce non solo l’impugnato comma 1 dell’art. 5, ma, in via consequenziale, l’intero testo di tale disposizione (sentenza n. 105 del 2012), ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale). Infatti, il comma 2, nel vietare la caccia al cinghiale nei giorni del 25 dicembre 2011 e del 1° gennaio 2012, è afflitto dal medesimo vizio appena rilevato con riguardo al comma 1, mentre il comma 3, nel disciplinare con altra prescrizione la caccia durante il periodo di proroga sancito dal comma 1, è del tutto privo di significato una volta dichiarato illegittimo quest’ultimo.

4.− Resta assorbita la censura di violazione dell’art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., per avere la disposizione impugnata stabilito un periodo di caccia al cinghiale diverso e più lungo di quello consentito dalla legge dello Stato.

per questi motivi

LA CORTE COSTITUZIONALE

1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’articolo 5, comma 1, della legge della Regione Abruzzo 13 dicembre 2011, n. 43, recante «Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2011, n. 28 (Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche) ed altre disposizioni regionali»;

2) dichiara l’illegittimità costituzionale in via consequenziale dell’articolo 5, commi 2 e 3, della legge della Regione Abruzzo n. 43 del 2011.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 12 dicembre 2012.

F.to:

Alfonso QUARANTA, Presidente

Giorgio LATTANZI, Redattore

Gabriella MELATTI, Cancelliere

Depositata in Cancelleria il 20 dicembre 2012.

Il Direttore della Cancelleria

F.to: Gabriella MELATTI


venerdì 29 giugno 2012

Caccia: Febbo, il Wwf mistifica i fatti su sentenza Tar



(ASCA) - Pescara, 29 giu - ''Il Wwf continua con la sua opera continua di mistificazione e strumentalizzazione dei fatti.
Il TAR ha ritenuto fondati i motivi di ricorso solo su alcuni punti''. E' quanto sostiene l'assessore con delega alla Caccia, Mauro Febbo a proposito del calendario venatorio 2011-2012, replicando alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'associazione ambientalista sulla sentenza di merito relativa al ricorso presentato proprio dal Wwf Italia insieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia. ''In particolare - spiega l'assessore - per i tordi e la beccaccia la motivazione ed i dati riportati nella relazione tecnica allegata sono stati ritenuti sufficienti, nonostante il parere sfavorevole dell'ISPRA, mentre per il merlo, la tortora e la lepre, il TAR ha ritenuto adeguatamente motivate le scelte operate, perche' in linea con le indicazioni ISPRA.
In relazione al comparto unico, l'applicazione della relativa disciplina nel calendario e' legittima perche' previsto dalla legge regionale e la sollevata questione di legittimita' costituzionale non investe la questione del calendario. Il TAR ha poi ribadito che il parere VIA non e' obbligatorio per i calendari regionali, ma lo stesso e' stato richiesto dalla Regione su indicazione ISPRA. L'accoglimento del ricorso si fonda, comunque, sulla circostanza che il parere stesso avrebbe dovuto consistere in una valutazione specifica, con specifici fini e riguardo a particolari ambiti territoriali ed a particolari risorse naturali. Anche in relazione alle aree percorse dal fuoco, il TAR ha ritenuto infondata la questione''. ''In merito alla questione della tutela dell'orso marsicano - sottolinea Febbo - la Regione, particolarmente sensibile alla problematica, ha avviato da ottobre 2011, con l'avallo del Ministero Ambiente, un percorso per l'attivazione dell'azione B1 del Piano d'Azione per la Tutela dell'Orso Marsicano (Gestione dei conflitti, attivita' venatoria). Si sottolinea comunque che sulle disposizioni in merito alle forme di caccia al cinghiale nelle aree di presenza dell'orso, l'ISPRA si era espressa favorevolmente''. ''Per quanto riguarda gli orari dell'attivita' venatoria - aggiunge l'assessore - fin dal principio si e' trattato di una questione di scarsa rilevanza in quanto nell'arco di 15 giorni, l'orario in cui il sole sorge varia soltanto di pochi minuti e comunque durante la prima mezz'ora dell'orario di caccia non vi e' luce a sufficienza per esercitare l'attivita' venatoria. Il punto era stato accolto anche in sospensiva solo perche' non adeguatamente motivato e comunque la Regione ha provveduto ad adeguarsi alle indicazioni del TAR'' . In riferimento alla sostenibilita' del prelievo venatorio, poi, Febbo spiega che ''il TAR ha sottolineato che la relazione tecnica allegata al calendario ha fornito, specie per specie, le motivazioni a supporto delle scelte operate dalla Regione per il calendario venatorio 2011/2012. In relazione solo ad alcune specie classificate come ''SPEC'' (acronimo dello stato di conservazione delle varie specie di uccelli), i cui i dati nono sono sufficienti per dimostrare la sostenibilita' del prelievo, in particolare quelli relativi agli abbattimenti, il TAR ha accolto il motivo di ricorso. Invece le contestazioni che riguardano le specie su cui i dati sono sufficienti sono state ritenute infondate.



giovedì 28 giugno 2012

Ancora una volta! Il Tar bacchetta Regione Abruzzo e comitato Via

Per i giudici il parere dell’organismo nominato dalla giunta è «illegittimo»


ABRUZZO. Illegittimo il parere del comitato V.I.A. che allentava i vincoli nelle aree di presenza dell'Orso bruno. La relazione tecnica allegata al calendario venatorio non aveva i requisiti di legge per essere valutato dal Comitato.

«Viene sconfessato così», commenta il Wwf, «l'operato dell'Assessorato su molte specie cacciabili in declino, sull'uso del piombo e sugli orari di caccia. Sollevata la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul comparto unico sulla migratoria».

E' stata depositata dal Tar Abruzzo di L'Aquila la sentenza di merito sul ricorso presentato dal Wwf Italia assieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia. 

Il Tar ad ottobre scorso aveva accolto la richiesta di sospensiva del calendario venatorio della Regione Abruzzo. Ora, con la sentenza di merito, il tribunale non solo ha accolto le principali critiche sollevate dalle associazioni ma ha anche ritenuto fondata l'eccezione di costituzionalità della Legge Regionale 10/2004 sull'attività venatoria in Abruzzo nella parte che disciplina un aspetto fondamentale, il cosiddetto Comparto Unico sulla Migratoria.

Intanto il Collegio ha soddisfatto l'esplicita richiesta delle associazioni di discutere nel merito il ricorso pur essendo scaduto il Calendario Venatorio 2011-2012. Infatti ha ritenuto che sia interesse non solo dei ricorrenti ma anche della stessa Regione Abruzzo, conoscere le motivazioni di merito sulle eccezioni sollevate anche per adeguare i futuri calendari venatori. 

Moltissime erano le criticità evidenziate dalle associazioni. Tra i punti salienti:

1)SPECIE IN DECLINO:  si era consentita l'apertura alla caccia per specie in declino e l'ampliamento del periodo di caccia per queste e altre specie (come  frullino, moretta, marzaiola, mestolone, codone, canapiglia, fischione, beccaccino) discostandosi dai periodi e dalle modalità gestionali indicati dall'ISPRA.
Per il primo punto il WWF aveva sostenuto che la Regione Abruzzo permetteva la caccia per diverse specie in declino, soprattutto acquatiche, nonostante non avesse prodotto censimenti recenti e nonostante i dati raccolti dalla Stazione Ornitologica Abruzzese indicassero una presenza minima in Abruzzo delle specie in questione (meno di 5.000 unità, per alcune pochi individui). In una tale situazione non solo la Regione Abruzzo ha comunque aperto la caccia a queste specie.

Il TAR ha accolto pienamente questa critica ed ora la Regione Abruzzo dovrà adeguarsi anche per il futuro chiudendo la caccia a queste specie in declino (SPEC) e presenti con numeri che non consentono alcun prelievo.

2)ORSO BRUNO: il comitato V.I.A. prima aveva vietato l'inizio dell'attività venatoria nell'area A del PATOM di massima presenza dell'Orso bruno ma dopo poche settimane aveva cambiato idea con un secondo giudizio in cui si consentiva l'attività venatoria ponendo alcune prescrizioni per la sola caccia al Cinghiale.
Su questo punto il Tar censura la Regione Abruzzo e il Comitato V.I.A. sulla tutela del animale simbolo della Regione, l'Orso bruno marsicano. Dopo la richiesta pervenuta dall'Ente Parco nazionale d'Abruzzo che chiedeva di evitare il disturbo all'Orso in un periodo delicatissimo come quello che precede il letargo in cui l'orso è iperfagico, il Comitato V.I.A. aveva varato un primo parere vietando fino al primo novembre tutta l'attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie. Dopo poche settimane lo stesso Comitato fece dietrofront nonostante le precise e circostanziate diffide inviate dal Wwf. Ebbene il Tar scrive:«le carenze della valutazione effettuata e la mancanza di motivazione sui punti specifici suddetti conduce quindi all’accoglimento delle censure esaminate relative alla Valutazione di incidenza». 

3)RELAZIONE TECNICA INIDONEA: l'assessorato all'Agricoltura aveva allegato al Calendario Venatorio una relazione tecnica. Tale relazione, secondo le associazioni, non era conforme ai requisiti tecnici.
Il Comitato V.I.A.- aveva accettao di valutare tale studio.
«Ancora più grave appare quindi», commenta il Wwf, «la censura del Tar sull'operato del Comitato VIA e dei funzionari dell'assessorato all'Agricoltura su questo punto, quando conferma che l'intera relazione tecnica allegata al Calendario non permetteva di valutare gli effetti della caccia sulle specie protette a livello comunitario».

4)COSTITUZIONALITA' DEL COMPARTO UNICO SULLA MIGRATORIA: il comparto unico sulla migratoria, introdotto dalla legge regionale 10/2004, definendo l'Abruzzo come unico comparto, nega il legame cacciatori-territorio richiesto dalla legge nazionale sulla caccia rendendo possibile ai cacciatori non solo di andare a caccia anche fuori dall'ATC in cui è iscritto ma anche di cacciare per più giorni la settimana.
Il TAR ha emesso un'ordinanza con la quale chiede alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla costituzionalità della norma regionale.

5)USO DELLE MUNIZIONI AL PIOMBO: la Regione ha consentito l'uso delle munizioni al piombo (pallini e cartucce di piombo) per i quali l'ISPRA aveva evidenziato l'esistenza di gravi problemi sanitari.
Anche su questo aspetto il Tar ha dato ragione al Wwf sostenendo che la Regione Abruzzo non ha correttamente valutato la necessità di vietare l'uso delle munizioni al piombo nonostante la loro pericolosità.

6)ALTRI ASPETTI: il TAR ha anche accolto la parte del ricorso sulla definizione degli orari di caccia. Altri aspetti marginali non sono stati accolti (come l'indicazione chiara delle mappe delle aree incendiate e alcuni giorni in più sulla caccia alla Beccaccia) ma è tale il numero di punti su cui è stata data ragione alle associazioni che viene minato alla base l'intero apparato del calendario. 

Augusto De Sanctis, membro per il Wwf della consulta venatoria regionale ha detto:«E' un successo clamoroso che ha alla base un nostro lavoro capillare su un argomento su cui ci sono continui tentativi di derogare alle normative esistenti. Dispiace che l'assessorato all'Agricoltura e il comitato VIA non ascoltino le puntuali osservazioni inviate per tempo dal WWF».

venerdì 3 febbraio 2012

Sospensione caccia per le avverse condizioni meteo. Caporale risponde a Febbo

Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei VERDI al Consiglio Regionale:

“Conosco benissimo la Legge 157/92 e so bene che nelle zone coperte da neve non è possibile cacciare. Purtroppo l’assessore Febbo non sa che l’articolo 19 si riferisce alle avverse condizioni di tempo e quindi anche alla possibilità di chiudere la Caccia a causa del solo freddo senza neve. Provveda a chiudere la caccia e la finisca di fare l’avvocato difensore dei cacciatori e degli inutili e costosi uffici Caccia, più volte bocciati dai ricorsi vinti dagli animalisti. L’Assessore ha il compito di proteggere il patrimonio faunistico della Regione e non gli abusi dei cacciatori.

Inoltre la Legge 157/92 che l’Assessore vanta di conoscere sancisce che la Regione chiude la caccia indipendentemente dal fatto che siano state le Province a decidere la proroga. Ricordo inoltre che sulla decisione lasciata alle Province di prorogare la Caccia è in corso una nostra denuncia di legittimità ”.

L’Aquila, 2 febbraio 2012

Gruppo Consiliare "VERDI" Regione Abruzzo Via Jacobucci,4 - 67100 L'Aquila –
0862.644.213 - www.waltercaporale.it – verdi@waltercaporale.it



giovedì 2 febbraio 2012

Sospensione caccia per le avverse condizioni meteo. Febbo risponde a Caporale

Pescara, 2 feb. "Il consigliere Walter Caporale è un campione in velocità e astuzia nel trovare ogni pretesto possibile per chiudere in anticipo la caccia". Questa la risposta dell'assessore regionale alle Politiche agricole e Caccia Mauro Febbo alla missiva, indirizzata agli uffici della Direzione, inviata dal consigliere regionale dei Verdi che chiede la sospensione della caccia per avverse condizioni metereologiche. "Voglio consigliare - ha spiegato l'assessore Mauro Febbo - al collega Caporale di non essere troppo frettoloso nel prendere posizioni che lo inducano ad errori grossolani. Infatti invito il rappresentante dei Verdi a rileggere attentamente la Legge 157 dove all'art. 21 è fatto divieto esplicito di cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte di neve. Ricordo che la proroga fino al 9 febbraio è stata definita solo dopo la richiesta esplicita delle Province, su parere vincolante dell'Ispra alla sola specie Colombaccio che non rientra nelle eccezioni stabilite della citata Legge. Quindi - conclude l'assessore alla Caccia - non vi è bisogno di nessun atto della Direzione ma solo il rispetto delle regole scritte nella Legge che i cacciatori abruzzesi già conoscono ed osservano attentamente". (REGFLASH) (COMM.ASS.) 12/02/02


I Verdi chiedono la chiusura della caccia per freddo e neve

COMUNICATO STAMPA

CACCIA – VERDI CHIEDONO CHIUSURA PER FREDDO E NEVE

CAPORALE: “LA LEGGE 157/92 PREVEDE LA CHIUSURA PER AVVERSE CONDIZIONI METEOROLOGICHE. LA REGIONE PROVVEDA IMMEDIATAMENTE”


Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei VERDI al Consiglio Regionale – www.waltercaporale.it :

“La nostra Regione è stretta nella morsa del freddo siberiano e della neve, nelle prossime ore secondo i meteorologi la situazione peggiorerà. Sono previsti almeno 10 giorni di freddo e neve e si rende necessario non infierire sulla fauna selvatica, come d’altronde prevede la legge in materia di Caccia.

L’articolo art. 19, comma 1, Legge 157/92 sancisce che <>. Ho pertanto inviato una lettera urgente alla Direzione Politiche Agricole e di Sviluppo Rurale, Forestale, Caccia e Pesca, Emigrazione per chiedere di porre in essere tutti gli atti previsti per chiudere immediatamente la Caccia nelle Province che hanno prorogato la stagione venatoria dal 31 gennaio al 9 febbraio così da permettere alla fauna selvatica di affrontare il gelo e il freddo senza altri disturbi dovuti alla presenza dei cacciatori”.

L’Aquila, 2 febbraio 2012

Gruppo Consiliare "VERDI" Regione Abruzzo Via Jacobucci,4 - 67100 L'Aquila –
0862.644.213 - www.waltercaporale.it – verdi@waltercaporale.it







martedì 31 gennaio 2012

Caporale: "Febbo mente sapendo di mentire"

Mauro Febbo, all’indomani della festa per la chiusura della Caccia organizzata da 12 Associazioni animaliste e ambientaliste felici di aver messo in ginocchio l’Assessorato alla Caccia vincendo vari ricorsi contro le delibere di Calendario Venatorio ha dichiarato:

"Non solo non c’è motivo di brindare – sottolinea Mauro Febbo – ma voglio ricordare agli ambientalisti e animalisti che il percorso di questo assessorato è stato improntato al massimo grado di professionalità ed efficienza, in quanto ogni scelta è stata effettuata sulla base delle più autorevoli pubblicazioni scientifiche e previa consultazione dei massimi organi competenti in materia. Questo assessorato non ha mai inteso regolamentare la caccia attraverso una legge regionale. Forse Caserta (Presidente regionale del WWF) si riferisce all’iniziativa di alcuni consiglieri di minoranza che hanno presentato l’anno scorso una proposta di legge per la regolamentazione dell’attività venatoria mai discussa.

Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei VERDI al Consiglio Regionale.:
“L’Assessore alla Caccia e ai ‘cacciatori’, Mauro Febbo parla di professionalità del settore caccia e del suo assessorato dimenticando di aver perso vari ricorsi. Parla lanciando inutili accuse alle associazioni animaliste e ambientaliste e a fantomatici consiglieri di minoranza. E’ evidente che a distanza di tre anni dall’elezione della Giunta Chiodi, di cui fa parte, non sa ancora chi sono i Consiglieri di maggioranza e chi sono quelli di minoranza, accusando l’opposizione di aver presentato Leggi in materia venatoria.

La legge Calendario venatorio, un illegittimità in termini, è stata presenta dal Consigliere Prospero e tra i primi firmatari Sospiri, Di Matteo, Ricciuti del pdl e di Rialzati Abruzzo e non dalla minoranza.

Forse Febbo è un veggente e già sa che presto questa inutile maggioranza che pensa ai cacciatori e non ai terremotati ed ai disoccupati sarà presto, se rieletta, in minoranza”.

L’Aquila, 31 gennaio 2012

Gruppo Consiliare "VERDI" Regione Abruzzo Via Jacobucci,4 - 67100 L'Aquila –
0862.644.213 - www.waltercaporale.it – verdi@waltercaporale.it




lunedì 30 gennaio 2012

Pescara. Festa di fine stagione di caccia "grande partecipazione e divertimento"

Caporale: ora lavoreremo per chiudere gli inutili Uffici Caccia delle Province

Pescara – 29 gennaio 2012 - Si è svolta questa mattina la grande manifestazione di protesta contro la caccia e per festeggiare la chiusura della stagione venatoria e la ritrovata tranquillità degli animali

La festa organizzata dalle Associazioni ALTURA, Animalisti Italiani Onlus, Asada, ENPA, LAC, LAV, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Lida, LIPU, Oipa, Theriakà, WWF e l’adesione di ARCIGAY Pescara, Associazione Vittime della caccia, del Partito dei VERDI e dell’Associazione NAC (No alla Caccia), ha visto la presenza di centinaia di persone che hanno ballato e fischiato in un lungo e colorato corteo delle campagne di Pianella (Pe) per poi ritrovarsi presso l’Assessorato alla caccia di Via Catullo a pescara per il brindisi e il ballo delle maschere vestite da animali e cacciatori.

Dichiarazione di Walter Caporale, Presidente Associazione “Animalisti Italiani Onlus”:

“Siamo felici della grande partecipazione! La manifestazione è stata bella, divertente e pacifica, come volevamo noi organizzatori. Ringraziamo la presenza del Corpo Forestale dello Stato di Pianella e del Comando dei Carabinieri di Pianella.

La stagione di caccia inizia la terza domenica di settembre e termina il 31 gennaio, ma in Abruzzo, contrariamente alla legge si effettua sempre un periodo di pre-apertura e quest’anno le Province di Chieti e Teramo hanno addirittura prorogato la caccia al 9 febbraio. Come ogni volta noi associazioni saremo costretti a fare ricorso perché la pre-apertura e la proroga sono ammesse solo quando ci sono studi scientifici sulle popolazioni che possano rilevare sovrannumero delle specie. In Abruzzo questi dati mancano e addirittura mancano anche le competenze negli uffici caccia delle province, come i tecnici faunistici.

La prossima battaglia sarà CHIUDERE GLI INUTILI E COSTOSI UFFICI CACCIA DELLE PROVINCE!!!”

Sarà possibile vedere in differita l’intera manifestazione lunedì 30 gennaio dalle 18.00 alle 20.00 e martedì 31 dalle 13.00 alle 15.00 su abruzzolive.tv e nei siti delle associazioni”.




Febbo: "lavoriamo assiduamente per il mondo venatorio nel rispetto delle regole"

Pescara, 30 gen. "Per l’ennesima volta non capisco l’euforia degli ambientalisti che continuano con ostinazione a cantare vittoria nei confronti della Regione Abruzzo quando in realtà non hanno vinto nessuna battaglia". Questa la risposta dell’assessore alle Politiche Agricole e Caccia, Mauro Febbo, all’indomani della manifestazione organizzata da Dante Caserta del WWF. "Non solo non c’è motivo di brindare – sottolinea Mauro Febbo – ma voglio ricordare agli ambientalisti e animalisti che il percorso di questo assessorato è stato improntato al massimo grado di professionalità ed efficienza, in quanto ogni scelta è stata effettuata sulla base delle più autorevoli pubblicazioni scientifiche e previa consultazione dei massimi organi competenti in materia. Infatti, la Direzione, lo sottolineo ancora una volta, si è scrupolosamente attenuta alle indicazioni dei documenti della Comunità Europea (key concepts e Guida alla Disciplina sulla caccia della Commissione europea). Questo assessorato non ha mai inteso regolamentare la caccia attraverso una legge regionale. Forse Caserta si riferisce all’iniziativa di alcuni consiglieri di minoranza che hanno presentato l’anno scorso una proposta di legge per la regolamentazione dell’attività venatoria mai discussa. Invito, pertanto, Caserta a studiare la differenza tra gli organi della Regione quali la Giunta e il Consiglio. Caserta si ostina ad argomentare – precisa Mauro Febbo – sulla sospensione del Tar sui due punti (solo due su nove impugnati) del calendario venatorio, riguardanti le date di chiusura della caccia per alcune specie. Ribadisco che tale provvedimento di sospensione cautelare e non di condanna da parte del TAR si è palesata solo perché la Regione, a giudizio del tribunale, non ha adeguatamente motivato la scelta di discostarsi dalle prescrizioni ISPRA. A tal riguardo, voglio precisare che le date fissate dal calendario della Regione Abruzzo erano perfettamente coerenti con le indicazioni scientifiche a livello europeo, mentre l’organo scientifico nazionale di riferimento, l’ISPRA, fissa date e periodi più restrittivi, ai quali comunque la Regione ha provveduto ad adeguarsi. Invece – conclude l’assessore alla Caccia – le associazioni e Caserta volutamente tacciono su quelle che sono state le vittorie dell’assessorato in materia di gestione faunistico venatoria. Ricordo che è stato avviato l’iter per l’attivazione dell’OFR (Osservatorio Faunistico Regionale), la cui regolamentazione è ora al vaglio della competente commissione regionale, con la partecipazione e il plauso delle massime autorità scientifiche in materia". Importante è anche la ripresa dei lavori per l’attuazione del PATOM (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano) nell’ambito dell’azione B1 (Gestione dell’attività venatoria). () (comun.assess.) 12/01/30



sabato 28 gennaio 2012

Festa per la chiusura della caccia: conferenza stampa associazioni

Domenica 29 gennaio
Tutti a festeggiare la fine della caccia!

Nella stagione 2011/12 più volte sconfitta la politica filovenatoria della Regione Abruzzo

Questa mattina è stata presentata a Pescara nel corso di una conferenza stampa la Festa della chiusura della caccia che si terrà domenica 29 gennaio.

La manifestazione è promossa dalle Associazioni ALTURA, Animalisti Italiani Onlus, Asada, ENPA, LAC, LAV, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Lida, LIPU, Oipa, Theriakà, WWF che danno appuntamento a tutti alle ore 9 presso l’uscita Pescara-Villanova dell’Autostrada A25: da qui si andrà direttamente “sul campo” con fischietti, trombe e strumenti musicali per una Festa dalla parte degli animali.

Dopo 5 mesi di inutile massacro, infatti, il 31 gennaio si chiuderà la caccia in Abruzzo anche se già si annunciano prolungamenti come quelli decisi dal Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, evidentemente più attento ai violenti capricci della minoranza dei cacciatori che alla volontà anticaccia più volte manifestata dalla maggioranza degli abruzzesi e degli italiani.

Anche quest’anno in Abruzzo decine e decine di migliaia di animali sono stati abbattuti per divertimento e centinaia sono stati i capi di specie protette abbattuti dai bracconieri.

Per la stagione di caccia 2011/2012 il movimento ambientalista e animalista è riuscito a limitare parzialmente i danni che una giunta regionale sempre più filovenatoria ha cercato di imporre.

Innanzitutto è stato impedito, grazie alla pressione delle associazioni ed allo straordinario lavoro di alcuni consiglieri regionali di opposizione, l’approvazione del calendario venatorio con legge regionale. Questo tentativo da parte della maggioranza era dettato dalla volontà di far passare attraverso un intervento legislativo – difficilmente impugnabile davanti al Tribunale Amministrativo Regionale – previsioni contrarie alle leggi nazionali e comunitarie.

Persa la battaglia sulla legge, la maggioranza in consiglio regionale ha così dovuto ripiegare su un calendario venatorio approvato con delibera di giunta che, grazie al ricorso davanti al TAR Abruzzo promosso dalle Associazioni Animalisti Italiani Onlus, LAC e WWF, è stato profondamente modificato, eliminando le più gravi illegittimità presenti e le previsioni che non rispettavano il parere dell’ISPRA, massimo organo nazionale legittimato a formulare pareri obbligatori su tutti gli atti di pianificazione faunistica-venatoria. Da segnalare che, nonostante queste illegittimità fossero state evidenziate al Comitato sulla Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Abruzzo, quest’ultimo ha incredibilmente dato il proprio parere favorevole.

L’accoglimento del ricorso contro il calendario venatorio regionale ha consentito di diminuire i giorni di caccia per decine di specie.

A fine novembre 2011, infatti, la Giunta Regionale ha dovuto varare una quarta versione del calendario venatorio 2011/2012, dopo aver cercato di eludere l’ordinanza del TAR Abruzzo.

Contro questi tentativi dilatori sono state prodotte due diffide ed un nuovo ricorso al TAR di L'Aquila “per ottemperanza” nel quale si è chiesto alla magistratura amministrativa di commissariare la Regione per far rispettare la sospensiva.

A quel punto, pochi giorni prima della nuova udienza, la Regione, messa all’angolo, ha dovuto cedere su molti dei punti della sospensiva ed in particolare sul cuore del calendario venatorio: periodi, orari e forme di caccia.

Con il calendario riformato per la beccaccia la caccia si è chiusa il 31 dicembre e non il 19 gennaio come aveva previsto inizialmente la Regione (20 giorni in meno di pressione venatoria su questa specie).

Per le specie acquatiche (germano reale, folaga, gallinella d’acqua, alzavola, porciglione, fischione, codone, mestolone, marzaiola, moriglione, beccaccino, pavoncella, canapiglia e frullino) la caccia si è chiusa il 19 gennaio e non più il 30 gennaio.

Per le tre specie di turdidi (cesena, tordo bottaccio e tordo sassello) la caccia si è chiusa il 9 gennaio mentre prima si chiudeva il 19 gennaio.

Per il fagiano la chiusura prevista per il 30 dicembre è stata anticipata al 30 novembre.

Altra novità di non poco conto è stata la chiusura al 19 gennaio della caccia in forma vagante con l’ausilio del cane.

Una sconfitta su tutta la linea dell’Assessore regionale Mauro Febbo che si aggiunge alle due sconfitte rimediate davanti al TAR nella stagione 2009/10 ed all’impugnativa da parte del Governo Berlusconi della legge regionale con cui aveva fatto approvare il calendario venatorio 2010/11.

Viene da chiedersi per quale motivo un governo regionale che dovrebbe tutelare gli interessi di tutti i suoi cittadini e non quelli di una strettissima minoranza continui a proporre leggi ed atti amministrativi palesemente viziati: il tutto per accontentare quella parte del mondo venatorio più retrogrado che sembra capace solo di distruggere un patrimonio faunistico di straordinaria bellezza e ricchezza.

L’appuntamento per festeggiare la chiusura della caccia è per domenica mattina 29 gennaio alle ore 9.00 all’uscita Villanova dell’Autostrada A25 per raggiungere insieme il luogo scelto nelle campagne del pescarese. Il corteo festoso e chiassoso munito di fischietti, trombette e strumenti musicali cercherà di mettere in fuga e salvare qualche animale.

Il Corteo attraverserà inoltre la contrada del Comune di Pianella dove, per motivi di sicurezza, vige un’ordinanza di divieto di caccia.

La novità assoluta è che per la prima volta un evento che si svolge all’aperto andrà in diretta streaming e sarà visibile dalla web tv www.abruzzolive.tv e dai siti delle associazioni – www.animalisti.it – http://www.wwf.it/

Fonte: comunicato stampa del 27 gennaio 2012



venerdì 27 gennaio 2012

Il WWF su caccia a febbraio: inaccettabile

COMUNICATO STAMPA DEL 27 GENNAIO 2012

Il WWF sull’estensione della caccia a febbraio decisa dalla Provincia di Chieti: inaccettabile per la fauna e per la gran parte dei cittadini.

CHIETI - La Provincia di Chieti con una recente delibera di giunta ha deciso di estendere la caccia alla specie colombaccio fino al 09 febbraio. Per la prima volta, dopo alcuni decenni, si tornerà a sparare nelle nostre campagne anche nel mese di febbraio.

Non è quello che vogliono i cittadini della Provincia di Chieti. Molti di loro sono esasperati dai continui spari nei pressi delle proprie abitazioni e dall’arroganza di chi invade i propri terreni. Il 79% dei cittadini chiede di vietare o ridurre fortemente la caccia (sondaggio Ipsos 2010) ed invece i nostri amministratori fanno il contrario!

Dichiara Ines Palena del WWF Zona Frentana e Costa Teatina: la Provincia di Chieti è ostaggio di un manipolo di cacciatori che da diversi anni condizionano le scelte dell’amministrazione pubblica. La politica locale è sempre disponibile ad esaudire le richieste estremiste dei cacciatori, ignorando le diverse problematiche che attanagliano la gestione faunistico-venatoria della nostra provincia come il Piano Faunistico-Venatorio scaduto e le carenze della Polizia Provinciale di Chieti sulla vigilanza venatoria

Il settore provinciale che si dovrebbe occupare di caccia e fauna selvatica da diversi anni è paralizzato ed improduttivo: il nuovo Piano Faunistico Venatorio provinciale, lo strumento indispensabile con il quale la Provincia esercita la propria facoltà di disciplinare in materia di pianificazione e programmazione faunistico-venatoria del territorio non ancora viene rinnovato, a diversi anni dalla sua precedente scadenza. Non si ha notizia di questo importante documento né tantomeno vi è condivisione del lavoro fatto finora (se è stato fatto qualcosa).

Mancano i dati e le informazioni per una corretta gestione della fauna selvatica. "La Regione Abruzzo e le Province non hanno a disposizione neanche i numeri sugli abbattimenti della stagione venatoria precedente, come fanno, in queste condizioni, a prolungare i termini della caccia?"

Inoltre, diverse volte il WWF ha denunciato le pessime condizioni in cui si trova ad operare il Corpo di Polizia Provinciale di Chieti, con personale assolutamente carente e privo di mezzi idonei per arginare gli illeciti ambientali e venatori.

Nonostante le recenti rassicurazioni da parte dell’Assessore Tavoletta avvenute nel dicembre 2010 nulla è cambiato, niente è stato fatto concretamente.

Nella maggior parte dei turni di lavoro, invece, considerando ferie, permessi, malattie, servizi di rappresentanza, compilazione di atti d’ufficio, altre competenze, una sola pattuglia è presente sul territorio a coprire l’intera estensione della Provincia di Chieti (104 comuni e 5.172 Kmq!). Solo questo dato rende bene l’idea di come la Provincia di Chieti non ha assolutamente padronanza del proprio territorio.

Dichiara Nicoletta Di Francesco Presidente del WWF Chieti: la paralisi nella gestione provinciale della fauna selvatica e l’impossibilità di garantire una vigilanza venatoria sul territorio sembrano atti voluti al fine di consentire l’esercizio venatorio senza regole certe che evidentemente fa comodo a molti cacciatori.

Chiediamo al Presidente Di Giuseppantonio di ritirare la delibera di Giunta che consente la caccia al mese di febbraio e di avviare una dignitosa gestione faunistico-venatoria nella Provincia. Chiediamo inoltre di ottemperare a quanto dichiarato dall’Assessore al Personale Silvio Tavoletta in merito all’aumento dell’organico della Polizia Provinciale e la loro dotazione dei mezzi minimi necessari per operare almeno con sufficienza; chiediamo la riduzione drastica delle attività d’ufficio e di rappresentanza della polizia provinciale e il contestuale aumento della presenza degli agenti sul territorio (maggiori controlli su cacciatori, pescatori e attività produttive inquinanti); chiediamo l’attivazione di un numero telefonico di reperibilità e pronto intervento della Polizia Provinciale a disposizione della cittadinanza.


Nicoletta Di Francesco
Associazione WWF Chieti

Ines Palena
Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina

giovedì 26 gennaio 2012

Teramo, prorogata al 9 febbraio la caccia al colombaccio

Teramo. Sulla base delle disposizioni del calendario regionale e con il parere favorevole dell’ISPRA (l’Istituto Superiore per la protezione ambientale), la Provincia di Teramo ha deciso di prolungare fino al prossimo 9 febbraio il periodo della caccia al colombaccio.

Per le altre specie, l’attività venatoria termina, come ogni anno, il 30 gennaio. La caccia del colombaccio nel periodo di proroga potrà essere effettuata solo dai residenti sul territorio provinciale e con la tecnica della postazione temporanea (ovvero trasportando l’arma scarica all’interno del fodero fino alla postazione) e senza l’utilizzo di cani. Come specificato dal regolamento attuativo, restano esclusi i territori limitrofi alle quattro oasi di protezione (zone delle foci Tordino, Tronto, Vibrata e Vomano) e alle pareti rocciose.

Nella riunione del tavolo tecnico per l’adozione del Piano Faunistico Venatorio provinciale, svoltasi in Provincia alla presenza dei referenti provinciali degli Istituti di tutela della Provincia (Zone di Ripopolamento e Cattura e Aree Cinofile) sono stati, inoltre, concordati i calendari e le modalità operative per gli interventi di gestione previsti dal Piano.

In particolare, gli interventi previsti sono le catture delle lepri nelle ZRC provinciali e i ripopolamenti di selvaggina (fagiani, starne e lepri) nelle ZRC e Aree Cinofile.

Le catture delle lepri si svolgeranno nei 6 Istituti maggiormente popolati di selvaggina (Atri, Notaresco, Tortoreto, Mosciano, Montefino e Colonnella) e con la collaborazione di cacciatori volontari. Un volta catturate attraverso reti speciali, le lepri verranno reimmesse nelle nuove ZRC provinciali.

“A questo proposito” dichiara l’Assessore alla caccia, Giuseppe Antonio Di Michele “facciamo un appello ai cacciatori, perchè dalla loro collaborazione dipende il buon esito delle operazioni. Tra gli interventi attuati fino ad oggi dalla Provincia nei propri Istituti, quello delle catture è sicuramente il più atteso in quanto con esso si raccolgono i frutti degli sforzi compiuti in questi anni. I partecipanti verranno ricompensati con la possibilità di svolgere, come da loro stessi richiesto, interventi di controllo dei predatori, dei cinghiali, i censimenti faunistici ed altri”.

Il calendario prevede luoghi di raduno in ciascuna ZRC ed è disponibile sul sito web dell’ente (www.provincia.teramo.it), così come il Piano di lancio per le operazioni di ripopolamento, con il dettaglio di luoghi e orari delle operazioni previste.

Nelle zone di ripopolamento e cattura e aree cinofile verranno immesse circa 250 lepri di cattura da recinto, mentre nelle sole aree cinofile verranno immessi 360 fagiani e 300 starne. A questi esemplari vanno aggiunte poi le lepri che verranno catturate nelle ZRC provinciali.




Chieti, polemica sulla proroga al Calendario Venatorio .

Una modifica al Calendario Venatorio della Provincia di Chieti proroga la stagione di caccia ma viene considerato dai Verdi un vero e proprio “attentato alle specie faunistiche”.

La Provincia di Chieti ha deciso di prorogare il Calendario Venatorio fino al 9 febbraio 2012 provocando l’immediata reazione degli ambientalisti innescando la polemica soprattutto contro il Presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio.

Primo tra tutti a contestare la decisione della Provincia è il capogruppo dei Verdi al Consiglio regionale, Walter Caporale, che afferma “La misura accontenterebbe i consiglieri filo venatori, mettendo a serio rischio le specie animali particolarmente vulnerabili a causa del freddo”.

Ciò a cui si riferisce Caporale è il punto sedici capo B del Calendario Venatorio 2011-2012 sulle “Specie cacciabili e periodi di caccia” secondo il quale “Le Province sulla base di dati in loro possesso previo parere vincolante dell’ISPRA, Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale, possono posticipare la chiusura del periodo di prelievo venatorio al 9 febbraio 2012 per alcune specie”.

Le specie a cui fa riferimento il documento sono la ghiandaia, il colombaccio e la cornacchia grigia per le quali è ammessa la caccia con modalità da appostamento fisso temporaneo e senza utilizzare il cane. Inoltre, si legge ancora nel documento, “Le Province provvedono altresì a regolamentare per questo periodo le modalità di accesso ai cacciatori non residenti”.

Secondo Caporale, “La caccia da appostamento al solo combaccio non è garanzia di rispetto biologico di tutte le altre specie per cui è vietato cacciare” pertanto lo stesso Caporale ha chiesto direttamente all’ISPRA “se in questo periodo è auspicabile la chiusura totale dell’attività venatoria nel rispetto delle specie particolarmente in declino”.

Infine conclude sarcastico Caporale “La prossima delibera del Presidente Di Giuseppantonio sarà quella di sparare alla Croce Rossa per accontentare gli armieri e i voti dei guerrafondai?”.




mercoledì 25 gennaio 2012

Caccia, prolungamento in provincia di Chieti

VASTO - Può cantare vittoria il movimento nazionale ittico-venatorio Caccia Sviluppo Territorio (Cst Confavi) per la decisione della Provincia di Chieti di allungare la caccia fino al 9 febbraio. Estensione limitata al solo appostamento fisso al colombaccio, come da delibera n. 5 adottata dalla giunta provinciale presieduta da Enrico Di Giuseppantonio, che ha fatto passare un principio sostenuto con forza dall’associazione venatoria.
A darne notizia il movimento attraverso una comunicazione del segretario nazionale Cst, Giuseppe Villa, e del coordinatore regionale Abruzzo, Nicola Molino. Una specifica richiesta era stata inviata lo scorso 4 gennaio all’assessore regionale alla Caccia, Mauro Febbo, e il 9 gennaio al dirigente del settore della Provincia di Chieti. La Cst Confavi aveva raccolto le sollecitazioni degli associati a posticipare la caccia, a determinate specie, fino alla prima decade di febbraio per quanto previsto dal comma 2 dell’art. 18 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, integrando il calendario venatorio della Provincia di Chieti. «Sono soddisfatto della decisione dell’Ammanistrazione provinciale presieduta da Di Giuseppantonio – ha dichiarato Nicola Molino – che ha voluto accogliere le giuste richieste della nostra associazione che è stata la prima a sollecitare il prolungamento della chiusura della caccia in provincia di Chieti».
Claudia Cavuoti

Fonte: ilnuovomolise.it del 25 gennaio 2012



martedì 24 gennaio 2012

Pescara. Ambientalisti festeggiano la chiusura della caccia

PESCARA - Venerdì 27 gennaio alle 11.30 nella Sala Stampa del Consiglio Regionale di Pescara sarà presentato la manifestazione "Festeggiamo la chiusura della caccia".

L'evento è organizzato dalle associazioni animalisti italiani onlus, lega nazionale per la difesa del cane, Wwf, lega per l’abolizione della caccia (Lac), lega anti vivisezione (Lav), ente nazionale protezione animali (Enpa), organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), lega italiana diritti animali (Lida), lega italiana protezione uccelli (Lipu), associazione amici degli animali (Asada), associazione tutela uccelli rapaci (Altura), associazione animalista teate (Theriaka’) e Arcigay nazionale, presentano la festa-passeggiata ecologica.

Organizzata per domenica 29 gennaio, la giornata sarà rallegrata da musica, balli, costumi e maschere di animali, fischietti, fisarmonica, pizzica, taranta, saltarello e brindisi.

Lo scopo dell'evento è quello di festeggiare la chiusura della caccia, contro i tentativi della giunta regionale di prorogare lo sterminio di animali fino a metà febbraio, attraversare il comune di pianella che ha vietato la caccia; salvare centinaia di animali evitando che escano dai rifugi per essere uccisi.

All'evento interverranno: Walter Caporale, presidente nazionale associazione “animalisti italiani onlus”; Piera Rosati, responsabile nazionale comunicazione “lega nazionale per la difesa del cane”; Camilla Crisante, presidente wwf abruzzo; Marina Gallo, Lac Abruzzo; Danilo Ciancaglini, Asada; Antonella Agostini, Lav; Carmelita Bellini, Enpa; Paolo Migliaccio, Oipa; Stefano Allavena, Lipu e Altura; Paola Stollavagli, Lida; Riccardo Antonella, Theriaka’; Gianni Di Marco, Arcigay di Pescara.




lunedì 2 gennaio 2012

Proroga della caccia al cinghiale, Pessolano: «La specie rischia l’estinzione»

A rimetterci sono sempre i cacciatori con il cane da ferma e con il prolungamento della caccia al cinghiale si rischia di fare un danno incalcolabile alla specie». Inizia così la lettera di protesta indirizzata alla Regione e alla Provincia siglata da Angelo Pessolano, presidente provinciale dell’ArciCaccia, dopo la revisione del calendario venatorio in seguto al pronunciamento del Tar. «Ancora una volta – scrive Pessolano – il Tar condanna la Regione a rimettere mano al calendario venatorio per ridurre i periodi di caccia e le specie cacciabili. Per dar seguito alla sentenza del Tar, in corso d’opera, si chiude la caccia al fagiano insieme alla starna per la quale erano gia’ stati ridotte le giornate di caccia in contrasto con quanto previsto dalla 157/92 che vuole la chiusura delle specie stanziali al 31 dicembre mentre è ormai da due calendari venatori che si riducono drasticamente i periodi di caccia alla lepre e alla starna senza addurre nessuna motivazione. Siamo arrivati al paradosso di chiudere anticipatamente anche la caccia al fagiano per non si sa quali motivi, basandosi su un pensiero assurdo per il quale si pensa che le immissioni fatte dagli ambiti non diano alcun risultato per cui si ritiene erroneamente che dopo un mese di caccia i cacciatori abbiano abbattuto tutti gli animali immessi. Facendo riferimento ai dati di abbattimento dell’Atc Vastese emerge che la specie non è in pericolo, ma che anzi in questi ultimi anni si è ben distribuita con un buon aumento della popolazione. Per la lepre i dati visualizzano una situazione ottima di presenza sul territorio. Nel decreto della giunta regionale c’è la diminuzione del periodo di caccia alla specie beccaccia. Ciò palesa l’incapacità e la non conoscenza della specie di chi ne riduce il periodo di cacciabilità senza alcun dato a supporto. L’impegno deve essere quello di un maggior controllo sul territorio effettuando una “caccia” spietata a coloro che attuano la posta alla beccaccia e a coloro che nella caccia alla quaglia  fanno uso di richiami elettronici per cacciarla. Altra novità di quest’anno e la riduzione delle giornate di caccia ai migratori tordi e cesene. Chiudere la caccia nella prima decade di gennaio vuol dire non dare la possibilità ai migratoristi di cacciare. La modifica al calendario venatorio porterà dopo la prima decade di gennaio un concentramento dei cacciatori sulla specie colombaccio, con un aumento grandissimo dei rischi di incidenti per i cacciatori che si concentreranno nei pochi posti ove questi selvatici si troveranno. Qualcuno può aver pensato che mi sono dimenticato dei cinghiali, beh si sbaglia: per la caccia al cinghiale ho riservato la chiusura di questo mio sfogo, l’unica proroga che è stata data è quella al cinghiale con i cani da seguita in battuta dal 18 dicembre 2011 al 5 gennaio 2012, per la felicità di quei cacciatori ai quali sfugge la sottigliezza che accompagna questa proroga. La scusante sono i danni che la specie arreca all’agricoltura, ma con un secondo scopo che è quello di eradicare la specie dal nostro territorio. Consentire la proroga oggi significa fare abbattere svariate femmine gravide che provocheranno seri danni alle popolazioni di cinghiale. Sembra assurdo voler tutelare le altre specie selvatiche diminuendo le giornate di caccia con un senso di protezione e poi consentire di uccidere cinghialesse e cuccioli al seguito nel periodo di riproduzione. Ricordo ai cacciatori tutti che è etica della caccia non cacciare specie che si riproducono e che per i danni i nostri politici devono trovare le risorse per saldarli agli agricoltori e non per aumentarsi i loro già lauti stipendi e i relativi privilegi di cui godono. E’ giunta l’ora di farsi sentire e metter e in atto tutte le attività per proteggere questa nostra grande passione e non solo per farci prendere per i fondelli. Chiudo ribadendo che in tutto questo ambaradan chi ne soffre di più sono i cacciatori migratoristi e i cacciatori con i cani da ferma e perché no i loro cani, costretti a passare il loro tempo rinchiusi nei recinti».

martedì 27 dicembre 2011

Caporale (Verdi): "Febbo non faccia regali natalizi ai cacciatori"

COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppodei VERDI al Consiglio regionale:
“Ogni anno per la Legge di Bilancio Regionale vengono presentate centinaia di emendamenti e tra questi si nascondono sempre “sorprese”: basta una distrazione e passano proposte indecenti, tra cui i regalini al mondo venatorio.
Consiglieri, assessori, dirigenti regionali non contenti di aver soddisfatto le esigenze dei cacciatori approvando Calendari Venatori con delibere sospese dal TAR, con leggi impugnate dal Governo Nazionale e con contenuti da Infrazione dell’Unione Europea, tentano con gli emendamenti di aggravare gli attentati al Patrimonio Faunistico Regionale e nel caso della Migratoria anche nazionale ed internazionale. Vedi www.waltercaporale.it
Tutto questo comporta ulteriori costi dovuti dalla Regione alle Avvocature che di volta in volta deve assoldare per difendersi da sconsiderate delibere, leggi e leggine approvate dai suoi stessi eletti e redatte da dipendenti strapagati per amministrare e tutelare il nostro Patrimonio Faunistico e non certo per sperperare il denaro pubblico.
A Febbo, autore di gran parte dei documenti in materia di caccia impugnati e perseguiti dagli organi di giustizia amministrativa regionale, nazionale e comunitaria, chiedo di non presentare questo genere di emendamenti e di lavorare tutti insieme per evitare tartassamenti inutili a carico degli abruzzesi”.

 L’Aquila, 23 dicembre 2011

Fonte: Gruppo Verdi Regione Abruzzo

venerdì 23 dicembre 2011

Febbo alla Federcaccia: "Morelli farebbe bene a tacere"

CACCIA: FEBBO A MORELLI, CONOSCIAMO NORME UE. SI INFORMI LUI

(REGFLASH) Pescara, 23 dic. poiché devo dedurre che o non ha mai letto la delibera regionale n.543 del 3 agosto 2011 con la quale è stato approvato il calendario venatorio o è consapevole di mentire non avendo argomentazioni valide da proporre". L'assessore alla Caccia, Mauro Febbo, replica così alle dichiarazioni del presidente di Federcaccia, Ermano Morelli. "Morelli con le sue affermazioni cerca solo di screditare l'ottimo lavoro che la Direzione svolge nel campo della caccia ma sappia che la Regione ha già lavorato per adeguarsi alla normativa comunitaria che lui chiama in causa. Non abbiamo certo bisogno che sia lui, con un eccesso smisurato di presunzione, a indicarci le linee da seguire nel nostro lavoro. Quindi è palese che Morelli non solo non ha letto la delibera ma nemmeno la relazione tecnica allegata dove si motiva per la prima volta il discostamento delle date dal parere ISPRA"."Morelli ? continua Febbo - non conosce quindi il lavoro svolto dalla Regione Abruzzo. Infatti la Direzione, lo sottolineo ancora una volta, si è scrupolosamente attenuta alle indicazioni dei documenti della Comunità Europea (key concepts e Guida alla Disciplina sulla caccia della Commissione europea). Nella prima versione del calendario venatorio, alle date riportate nei Key Concepts è stata applicata anche la decade di sovrapposizione. Ricordo che il Tar ha eccepito una carenza di motivazione delle scelte adottate dalla Regione, dovuta alla insufficienza dei dati sui prelievi, sulla biologia e sullo stato di conservazione delle specie di avifauna migratoria. Morelli vuole mistificare la realtà dei fatti in quanto, entrando nel merito della questione, è necessario sottolineare che la sospensiva scaturita è dovuta ad una non corretta gestione dei dati sui prelievi venatori: compito che non spetta alla Regione Abruzzo ma alle strutture presenti sul territorio e delle associazioni che hanno l'onere di formare e informare i cacciatori. "Nella sua nota, il presidente di Federcaccia dimostra di ignorare i principi basilari della gestione faunistica. In quanto i dati scientifici indicati da Morelli inerenti le specie migratrici devo attenersi soprattutto ai dati raccolti nella Regione Abruzzo integrando tali dati con quelli rilevati a livello nazionale ed europeo. Quindi invito Morelli, quale responsabile della Federcaccia regionale a impegnarsi di più sulla formazione del mondo venatorio, attenendosi alle nuove direttive nazionali della Federcaccia, che vanno verso una nuova e diversa gestione della fauna e del territorio. Inoltre voglio sottolineare che questo calendario venatorio è stato oggetto di critiche solo da parte delle associazioni ambientaliste e dei cacciatori più intransigenti e pertanto lo ritengo un buon lavoro".

giovedì 22 dicembre 2011

Federcaccia Abruzzo: la Regione contro le leggi dell'Europa

Federcaccia Abruzzo rimane stupita dell'atteggiamento dell'assessore regionale alla caccia Mauro Febbo che ha dato solo risposte parziali alle esigenze e alle aspettative del mondo venatorio dopo la sospensiva del Tribunale Amministrativo Regionale sul ricorso presentato da associazioni ambientaliste.


La rivisitazione del Calendario venatorio, infatti, ha violato l'impianto della Legge 157/92 e della Legge Regionale 10/94. Queste leggi stabiliscono e impongono la gestione programmata del territorio e della fauna, delegandola agli Ambiti territoriali di caccia (agricoltori e cacciatori insieme), sotto il controllo delle Province e della stessa Regione.

La Regione Abruzzo doveva fornire chiarimenti più approfonditi, in suo possesso, alle sollecitazioni del Tar. Non facendo così ha fatto il gioco delle associazioni ambientaliste in contrasto con le leggi suddette.

“Federcaccia aveva fornito all'Ufficio Caccia della Regione Abruzzo, a supporto della validità del Calendario venatorio presentato, documenti utili, sentenze di Tribunali di altre regioni italiane, che avrebbero facilitato e supportato il lavoro degli uffici”, ha detto il Presidente regionale di Federcaccia Ermano Morelli.

“La Regione Abruzzo seguendo questa linea si è messa in contrasto con la normativa europea sui periodi di caccia, esplicitati nel documento ‘Ornis Key Concepts' e della Guida interpretativa dalla Commissione Ambiente dell'Unione Europea. La Regione asseconda l'Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, forzando il calendario in senso anticaccia”.

Il Presidente Morelli ribadisce anche che “l'Ispra e la Regione Abruzzo tendono a utilizzare in maniera tendenziosa la variazione della Legge 157/94 per sostenere un progetto politico di restringimento della stagione di caccia agli uccelli migratori, senza nessun sostegno di dati scientifici ma solo su speculazioni e ideologie”.

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha dato una risposta dopo il ricorso del Wwf che ha portato a una nuova ordinanza sul Calendario venatorio. E' stata infatti disposta una istanza cautelare che non risponde alle esigenze del territorio, come già avvenne lo scorso anno. Da sottolineare, però, che il Tar ha indicato alla Regione Abruzzo di corredare meglio, con dati scientifici, il calendario venatorio...

Federcaccia Abruzzo sollecita l'assessore a informare meglio il suo ufficio Direzione Agricoltura in merito al fatto che “con i dati europei del documento Ornis e la “decade di sovrapposizione” si possono cacciare tutti gli uccelli acquatici fino al 31 gennaio, tutti i turdidi e la beccaccia fino al 20 gennaio, il colombaccio e i corvidi fino al 10 febbraio”.

“Ancora una volta - ha concluso Ermano Morelli - la Regione Abruzzo deve ricominciare a comprendere la propria attività istituzionale in materia di caccia. Si deve perseguire l'obiettivo di coordinare il proprio intervento evitando di cadere in uno stato di illegalità nei confronti di una categoria che paga le tasse e svolge attività nel rispetto di leggi e norme esistenti”.