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giovedì 18 luglio 2013

Tar boccia il calendario venatorio, la soddisfazione di Sel Chieti

Chieti. La Federazione provinciale di Chieti di Sinistra Ecologia e Libertà esprime soddisfazione per la sentenza depositata dal Tar de L’Aquila l’11 luglio scorso, che boccia il calendario venatorio accogliendo le osservazioni delle associazioni ambientaliste.


"È l’ennesima brutta figura dell’assessore regionale Mauro Febbo - ha detto il coordinatore provinciale diSel - che, insieme alla giunta Chiodi, hanno dimostrato ancora una volta di non aver capacità di governare l’Abruzzo e di assicurare una corretta pianificazione nell’interesse dei cittadini e degli operatori del settore. La sentenza ha ad oggetto l’ultimo calendario, quello relativo all’anno 2012-2013, impugnato dalle associazioniWwf e Animalisti Italiani, entrambe patrocinate da Michele Pezone, che è stato candidato sindaco per Sel alle ultime amministrative di Francavilla al Mare e candidato alla Camera dei Deputati alle ultime elezioni politiche, da sempre impegnato sul fronte della protezione dell’ambiente. Nei giorni scorsi la stampa regionale aveva già avuto modo di segnalare le sentenze della Corte Costituzionale e del Tar Abruzzo, rispettivamente depositate il 20 giugno e il 21 giugno, anch’esse destinate a rivoluzionare l'attività venatoria nella Regione Abruzzo. In quel caso erano sotto esame i calendari venatori 2009-2010 e 2010-2011 della regione Abruzzo, anch’essi oggetto di ricorso da parte delle associazioni Wwf, Animalisti Italiani e Lega per l’Abolizione della Caccia, tutte patrocinate da Michele Pezone. Nel ricorso sul calendario 2010-2011 si contestava, tra l'altro, anche l'incostituzionalità della norma contenuta nella legge Regionale 10/2004 che riammetteva il cosiddetto 'nomadismo venatorio', perimetrando un Comparto Unico regionale sulla Migratoria e rendendo così possibile lo spostamento dei cacciatori da una parte all'altra dell'Abruzzo. Il Tar L'Aquila, giudicando non manifestamente infondata l'eccezione di costituzionalità sollevata da Pezone, aveva rimesso il caso davanti alla Corte Costituzionale. Quest'ultima ha sancito che la Legge Regionale 10/2004 aveva violato le normative nazionali che regolamentano il prelievo venatorio.

La Corte ha ricordato nella sentenza che uno dei capisaldi della legge nazionale sulla Caccia, la L. 157/92, è il legame tra cacciatori e territorio attraverso la perimetrazione di ambiti di caccia di carattere sub-provinciale. Invece la Regione Abruzzo aveva concesso ai cacciatori per diversi mesi all'anno di potersi spostare da un capo all'altro della regione, definita “comparto unico per la migratoria”. Il Tar di L'Aquila, poi, con la sentenza del il 21 giugno scorso sul calendario venatorio 2009-2010, ha duramente censurato l'operato della giunta regionale, che aveva varato un calendario venatorio che si distaccava dal parere dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ampliando i periodi di caccia per diverse specie, nonostante gli uffici regionali fossero privi dei necessari dati relativi all'abbondanza e alla distribuzione delle diverse specie in Abruzzo. Adesso, con questa nuova sentenza, il Tar ha accolto le doglianze delle associazioni Wwf e Animalisti Italiani, relative alla mancanza di un aggiornato piano faunistico venatorio regionale, con il consequenziale deficit di dati scientifici sul prelievo e sulla salute delle varie specie interessate alla caccia, circostanze che non consentono di procedere serenamente ad effettuare una programmazione venatoria. Sono state censurate la preapertura per le specie tortora, merlo, cornacchia grigia e gazza e le valutazioni sulla cacciabilità di specie in declino acquatiche (frullino, codone, mestolone, canapiglia e combattente) e terrestri (quaglia, beccaccia, tortora, allodola) e sulle specie non Spec acquatiche (germano reale, alzavola, fischione, folaga, gallinella d’acqua) e terrestri (torbo bottaccio, tordo sassello, cesena, colombaccio).
Il Tar L’Aquila ha anche chiaramente affermato che la Regione ha immotivatamente disatteso le indicazioni dell’Ispra in merito all’utilizzo di munizioni atossiche per la caccia agli ungulati, visto che il piombo presente nelle munizioni ordinarie determina seri effetti negativi sulla conservazione delle popolazioni di rapaci necrofagi, che ingeriscono le carni degli animali feriti ed anche sulla salute umana, in relazione al fatto che i frammenti di piombo – di dimensioni estremamente ridotte – non possono essere eliminati durante la macellazione ed il confezionamento delle carni. E tale discostamento dalle indicazioni dell’Ispra è ancor più grave laddove si consideri che il Tar L’Aquila già in precedenza aveva censurato sul punto il precedente calendario, per cui la Giunta Regionale – si legge in sentenza – ha agito 'in contrasto con ogni regola di buon andamento, di trasparenza e di motivazione' su un punto 'che involge la (mancata) tutela della salute pubblica prima ancora delle specie protette'. Il Tar L’Aquila ha anche accolto le doglianze delle associazioni in ordine al fatto che il calendario non è stato sottoposto alla Valutazione di Incidenza Ambientale per i Siti di Interesse Comunitario e le Zps della Rete Natura 2000, cosa che invece doveva essere fatta proprio per l’assenza di un aggiornato piano faunistico-venatorio regionale. Allo stesso modo il Tar L’Aquila ha censurato la mancata protezione dell’orso marsicano nell’intero areale di distribuzione individuato nell’accordo PATOM (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), ed è noto a tutti quanta sia la sensibilità anche dell’opinione pubblica verso la protezione di questa specie, simbolo della nostra Regione".
“Le predette censure dimostrano la totale insostenibilità del prelievo venatorio attuato in Abruzzo – ha dichiarato Michele Pezone - e dimostrano la fondatezza degli incessanti appelli al buon senso e al rispetto delle leggi inviati dalle associazioni ambientaliste”.
Si apre finalmente una concreta speranza di salvare la vita a decine di migliaia di animali finora sacrificati sull’altare di una politica filo venatoria che è stata sconfessata dalla magistratura.

sabato 13 luglio 2013

WWF e Animalisti Italiani vincono di nuovo al Tar sulla caccia e per la tutela dell'orso bruno

WWF E ANIMALISTI ITALIANI VINCONO DI NUOVO AL TAR SULLA CACCIA E PER LA TUTELA DELL'ORSO BRUNO


COMUNICATO STAMPA WWF DEL 13 LUGLIO 2013

Sentenza storica del TAR L'Aquila su caccia, orso e tutela della salute 
pubblica.
KO la Regione Abruzzo.
Censurate tutte le scelte della regione sulla caccia.

Il Tribunale Amministrativo Regionale di L'Aquila giovedì scorso 11 luglio ha pubblicato una straordinaria sentenza su caccia, orso, conservazione delle specie e tutela della salute umana. E' una vittoria per KO quella che WWF e Animalisti Italiani ONLUS hanno ottenuto nei confronti della Regione Abruzzo sul ricorso presentato lo scorso anno contro il calendario venatorio 2012-2013 e ora deciso nel merito.
Il T.A.R., con commenti molto duri, ha censurato l'operato della Regione Abruzzo praticamente su tutte le sue scelte venatorie. Particolare rilevanza acquista il giudizio sulla tutela dell'Orso bruno. Il relativo paragrafo della sentenza si conclude con una frase inequivocabile “Da quanto sopra consegue quindi l’accoglimento della censura sulla mancata protezione dell’orso marsicano nell’intero areale di distribuzione individuato nell’accordo PATOM.”.

Dichiara Michele Pezone, legale delle due associazioni “Assieme ad Augusto De Sanctis, membro per il WWF della Consulta Venatoria regionale, abbiamo predisposto un ricorso a largo spettro su tutti i punti del calendario venatorio 2012-2013. Infatti, erano evidenti le gravissime lacune conoscitive da parte degli uffici regionali che avrebbero dovuto suggerire un atteggiamento molto più cauto da parte dell'ente nella redazione del Calendario al fine di garantire la conservazione della fauna. I giudici hanno riconosciuto la validità delle nostre ragioni. In primo luogo il T.A.R. ha chiarito che la Regione Abruzzo, al contrario di quanto sostenuto dalla Giunta, da anni non ha un regolare Piano Faunistico Venatorio, fatto che impedisce il corretto svolgimento della pratica venatoria. Inoltre, il periodo di caccia per quasi tutte le specie (tra queste Frullino, Codone, Mestolone, Canapiglia, Combattente, Germano reale, Alzavola, Fischione, Folaga, Gallinella d’acqua, Quaglia, Beccaccia, Tortora, Allodola), è stato ampliato a dismisura senza tener conto del parere contrario 
dell'Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell'Ambiente. La regione ha altresì illegittimamente concesso la pre-apertura per alcune specie e l'addestramento cani in un periodo non idoneo. Non ha assoggettato come avrebbe dovuto il calendario venatorio a Valutazione di Incidenza Ambientale e non ha individuato nelle aree S.I.C./Z.P.S. i principali punti di migrazione in cui vietare la caccia. Ha varato il calendario venatorio ben oltre il 15 giugno, data stabilita dalla legge, a pochi giorni dall'avvio della stagione venatoria, rendendo così più difficile per le associazioni esercitare in tempo l'opposizione a tali scelte. Ha sub-delegato alle province la possibilità di allungare a febbraio la stagione venatoria violando così le normative che impongono una gestione coordinata del prelievo; ha reso possibile illegittimamente l'uso delle munizioni di piombo e, infine, ed è forse l'aspetto più grave, il T.A.R. ha evidenziato che la Regione Abruzzo ha mancato di tutelare la sua specie simbolo, l'Orso bruno marsicano, evitando di normare in maniera più stringente l'attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie”.

Dichiara Dante Caserta, presidente f.f. del WWF Italia “Si tratta dell'ennesima vittoria giudiziaria ottenuta sul tema della caccia in Abruzzo. In questi anni abbiamo avuto ben due pronunciamenti favorevoli della Corte Costituzionale, di cui una, recentissima, che ha finalmente abolito il famigerato comparto unico, e una decina di sentenze e sospensive tra T.A.R. e Consiglio di Stato, tutte vinte. Purtroppo devo constatare che solo grazie al nostro sforzo l'attività venatoria viene ricondotta nel solco della legalità nonostante i ricorsi siano stati sempre preceduti da lettere, diffide e appelli pubblici, rimasti tutti 
inascoltati. Ora la Regione Abruzzo, anche in vista dell'ormai prossima decisione sulla nuova stagione venatoria, è completamente al tappeto tenuto conto che il T.A.R., entrando nel merito proprio per indicare la strada per il futuro, ha censurato praticamente l'intero contenuto del calendario venatorio 2012-2013. La parte più sconsolante della sentenza è quella relativa alla mancata tutela dell'orso perché arriva in un momento così difficile per la specie. Da un lato si ripetono sterili proclami da parte della Regione sulla necessità di tutelare la specie e dall'altro il severo giudizio del T.A.R. chiarisce che gli sforzi per la conservazione possono essere vanificati anche dalle scelte filo-venatorie dell'assessorato regionale e dello stesso tavolo tecnico che doveva essere costituito per tutelare la specie e non certo per favorire i cacciatori. Inoltre, voglio evidenziare l'incredibile caso dell'uso delle munizioni di piombo, i cui frammenti sono dannosi per l'uomo e per gli animali protetti in caso di ingestione. I proiettili al piombo sono stati reintrodotti con un tratto di penna sulla delibera di approvazione del calendario da parte della Giunta Regionale, contravvenendo, e cito le stesse parole del TAR, con una simile superficialità ad un profilo prescrittivo altamente delicato, che involge la (mancata) tutela della salute pubblica prima ancora delle specie protette. Ritengo che ormai sia indifferibile una completa inversione nella direzione di marcia di un assessorato che ha scommesso, sbagliando, sulla deriva filo-venatoria promossa dai suoi uffici”.

Dichiara Alex Caporale, vicepresidente degli Animalisti Italiani ONLUS “E' evidente che solo le associazioni ambientaliste stanno combattendo strenuamente la lotta per la sopravvivenza dell'importantissimo patrimonio faunistico abruzzese. Con noi abbiamo la stragrande maggioranza della popolazione che è stanca di vedere morire uccelli e mammiferi. Decine di migliaia di animali sono stati uccisi grazie a provvedimenti che si sono rivelati del tutto illegittimi e per questo coinvolgeremo presto la Corte dei Conti, visto che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato. Gli eventuali responsabili devono pagare direttamente per scelte totalmente difformi rispetto al dettato delle norme italiane e comunitarie poste a tutela della fauna”.

LA SENTENZA INTEGRALE:

lunedì 4 febbraio 2013

Prolungata stagione venatoria per colombaccio

(REGFLASH) Pescara, 4 feb. Per la caccia alla specie colombaccio, la stagione venatoria è stata prorogata fino al 10 febbraio nelle province di Chieti, Pescara e Teramo, nella forma dell'appostamento fisso e temporaneo senza l'ausilio del cane. La facoltà di prolungare la caccia al colombaccio, da parte delle singole Province, è prevista dalla legge 157/97 e delle indicazioni scientifiche dell'ISPRA. La proroga è stata disposta dopo l'acquisizione del parere obbligatorio e vincolante della stessa ISPRA. (REGFLASH) US13/02/04

lunedì 3 dicembre 2012

Abruzzo. Il Prelievo venatorio della specie fagiano cessa dal 30/11/2012

La caccia alla specie Fagiano cessa a decorrere dal 30/11/2012 per effetto della sentenza TAR 589/2012. La Regione Abruzzo con nota n. RA271623 del 30/11/2012 ha comunicato gli effetti della sentenza TAR in parola che accogliendo le doglianze dei ricorrenti al calendario venatorio ha stabilito la sospensiva per quanto concerne i periodi di chiusura della caccia alle specie beccaccia e fagiano. In particolare la nota regionale chiarisce che la caccia alla beccaccia è già stato regolamentata con successive modifiche al calendario venatorio mentre il prelievo venatorio del fagiano cessa alla data del 30/11/2012.


ORDINANZA TAR 589/2012 - circolare regione Abruzzo n. RA271623 del 30/11/2012 (Pubblicata sul sito della Regione Abruzzowww.regione.abruzzo.it/caccia/)

Fonte: provincia.chieti.it 

sabato 1 dicembre 2012

Circolare della Regione Abruzzo a seguito ordinanza TAR del 07 novembre 2012


Ricorso avverso Calendario Venatorio presentato da Lega Abolizione Caccia e Associazione Vittime Caccia.Ordinanza TAR 589/2012. Circolare.

Circolare inerente all'ordinanza del TAR dell'Aquila 589/2012 relativa al Calendario Venatorio 2012-2013.

venerdì 30 novembre 2012

TAR: la Regione Abruzzo perde anche contro LAC ed Associazione Vittime della Caccia

Il 07 novembre 2012 il TAR Abruzzo accoglie il ricorso della Lega per l'Abolizione della Caccia (LAC) e dell'Associazione Vittime della Caccia ed emette ordinanza di sospensiva avverso al calendario venatorio 2012-2013 in merito alla caccia al fagiano nel mese di dicembre e ed al tempo chiusura della caccia alla beccaccia.





REPUBBLICA ITALIANA
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l' Abruzzo
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 589 del 2012, proposto da:

Lac- Lega Per L'Abolizione della Caccia, Associazione Vittime della Caccia, rappresentati e difesi dall'avv. Massimo Rizzato, con domicilio eletto presso Tar Segreteria in L'Aquila, via Salaria Antica Est;

contro
Regione Abruzzo, rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Dello Stato, domiciliata in L'Aquila, Complesso Monumentale S. Domenico; 
nei confronti di
Enalcaccia; 
per l'annullamento
previa sospensione dell'efficacia,
della delibera della giunta regionale abruzzo n.492 del 30/07/2012 limitatamente alla caccia al fagiano nel mese di dicembre e tempo chiusura caccia alla beccaccia.

Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Regione Abruzzo;
Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;
Visto l'art. 55 cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 7 novembre 2012 il dott. Paolo Passoni e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato che l’istanza cautelare trova accoglimento sotto il profilo del difetto motivazionale, in relazione alle dedotte divergenze della delibera impugnata rispetto ai contenuti del parere ISPRA;



accoglie la suindicata istanza cautelare nei sensi di cui in motivazione;
Compensa le spese;
Rimette le parti alla seconda udienza del mese di giugno 2013 per la trattazione nel merito del gravame;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Abruzzo (Sezione Prima) accoglie la suindicata istanza cautelare, nei sensi di cui in motivazione;
Compensa le spese;
Rimette le parti alla seconda udienza del mese di giugno 2013 per la trattazione nel merito del gravame;
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in L'Aquila nella camera di consiglio del giorno 7 novembre 2012 con l'intervento dei magistrati:
Saverio Corasaniti, Presidente
Paolo Passoni, Consigliere, Estensore
Alberto Tramaglini, Consigliere




L'ESTENSOREIL PRESIDENTE


DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 08/11/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

giovedì 22 novembre 2012

Caccia in Abruzzo: il Consiglio di Stato respinge l'appello di Federcaccia

COMUNICATO STAMPA DEL 22/11/2012

Caccia in Abruzzo: il Consiglio di Stato respinge l'appello di Federcaccia per la riforma dell'Ordinanza del TAR L'Aquila sul calendario venatorio 2012-2013 della Regione Abruzzo.

WWF e Animalisti Italiani: confermate le censure del TAR alle scelte della regione su valutazione di Incidenza, uso di munizioni al piombo, specie in declino e caccia nelle aree importanti per l'Orso bruno marsicano.

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Federcaccia contro la bocciatura ddel calendario venatorio della Regione Abruzzo operata dal TAR - L'Aquila. Si conferma, quindi, la validità della sospensiva del TAR che, su ricorso del WWF e degli Animalisti Italiani, aveva largamente censurato il calendario venatorio varato dalla Giunta regionale.

Il TAR Abruzzo (sede di L'Aquila) a settembre aveva emesso un decreto "inaudita altera parte", i cui contenuti erano stati ad ottobre confermati con un'ordinanza. In sintesi, il TAR aveva bocciato le decisioni della Regione sulla caccia nelle aree SIC e ZPS (per assenza della Valutazione di Incidenza) e in quelle del PATOM particolarmente importanti per l'Orso bruno. Inoltre il TAR aveva decretato lo stop alla caccia per ben otto specie in stato sfavorevole di conservazione (Allodola, Quaglia, Tortora, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella) e sancito il divieto di uso di munizionamento con piombo nelle aree importanti per Nibbio reale e Grifone.
Successivamente all'ordinanza del TAR la Regione ha varato un nuovo calendario venatorio recependo quasi tutte le indicazioni dell'ordinanza del TAR.

Dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia "Grazie all'azione del WWF e degli Animalisti italiani decine di migliaia di individui di specie in declino saranno salvi. E' l'ennesimo successo di WWF e Animalisti Italiani davanti ai giudici sulla deregulation venatoria che per troppi anni ha afflitto l'Abruzzo. La linea degli estremisti della caccia, rappresentati in Abruzzo dalla principale associazione venatoria, Federcaccia, sta fallendo clamorosamente. Il lassismo o, peggio, l'atteggiamento filo-venatorio delle varie amministrazioni regionali negli ultimi anni avevano evidentemente abituato i cacciatori ad essere accontentati su qualsiasi richiesta a scapito della conservazione del patrimonio faunistico che è di tutti. Trovano piena conferma nella decisione del massimo organo della Giustizia Amministrativa le pesanti censure che il TAR Abruzzo aveva sollevato rispetto al calendario venatorio della Giunta Regionale che, indirettamente, incassa una nuova sconfitta. Per questo successo voglio ringraziare particolarmente l'intera famiglia degli Avvocati Pezone, Michele, Alfonso e Fabio, che hanno assistito validamente le associazioni per resistere al ricorso della Federcaccia. e gli attivisti del WWF Abruzzo, dal referente delle Guardie Claudio Allegrino al nostro referente in consulta regionale della caccia Augusto De Sanctis. Senza l'impegno appassionato di queste persone l'Abruzzo sarebbe ancora una terra in preda alla deregulation venatoria".

Di seguito l'ordinanza del Consiglio di Stato del 21/11/2012




N. 04606/2012 REG.PROV.CAU.
N. 07666/2012 REG.RIC.
REPUBBLICA ITALIANA
Il Consiglio di Stato
in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 7666 del 2012, proposto da:
Federazione Italiana della Caccia (Federcaccia), rappresentato e difeso dagli avv. Innocenzo Gorlani, Claudio Chiola, con domicilio eletto presso Claudio Chiola in Roma, via della Camilluccia 785; Face Italia, rappresentato e difeso dagli avv. Claudio Chiola, Innocenzo Gorlani, con domicilio eletto presso Claudio Chiola in Roma, via della Camilluccia 785; contro Associazione Italiana Per il World Wide Fund For Nature Ong-Onlus, Associazione Animalisti Italiani Onlus, rappresentati e difesi dall'avv.
Alfonso Pezone, con domicilio eletto presso Susanna Stranieri in Roma, via Circonvallazione Clodia, 179; nei confronti di Regione Abruzzo; per la riforma dell' ordinanza cautelare del T.A.R. ABRUZZO - L'AQUILA: SEZIONE I n.
00274/2012, resa tra le parti, concernente approvazione del calendario venatorio per la stagione 2012-2013 Visto l'art. 62 cod. proc. amm; Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visti tutti gli atti della causa; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Associazione Italiana Per il World Wide Fund For Nature Ong-Onlus e di Associazione Animalisti Italiani Onlus; Vista la impugnata ordinanza cautelare del Tribunale amministrativo regionale di accoglimento della domanda cautelare presentata dalla parte ricorrente in primo grado; Viste le memorie difensive; Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 novembre 2012 il Cons.
Antonio Bianchi e uditi per le parti gli avvocati Chiola e Pezone; Ritenuto , ad un primo esame , che il ricorso non appare assistito dal necessario fumus e , come tale , sia da respingere .
Atteso , quindi , che la richiesta di rinvio della odierna discussione dell'incidente cautelare avanzata dal procuratore della parte appellata , al fine di depositare specifica memoria difensiva , viene a perdere sostanziale interesse .
P.Q.M.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta ) respinge l'appello (Ricorso numero: 7666/2012).
Provvede sulle spese della presente fase cautelare come segue : spese compensate .
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 20 novembre
2012 con l'intervento dei magistrati:
Luciano Barra Caracciolo, Presidente
Manfredo Atzeni, Consigliere
Paolo Giovanni Nicolo' Lotti, Consigliere Antonio Amicuzzi, Consigliere Antonio Bianchi, Consigliere, Estensore L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 21/11/2012
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

mercoledì 17 ottobre 2012

Continua la confusione venatoria in Abruzzo. La Regione pubblica sul web due versioni diverse

COMUNICATO STAMPA WWF DEL 16 OTTOBRE 2012

Doppie pubblicazioni rischiano di sviare i cacciatori, ecco l’ultima versione del calendario venatorio. Dopo la pesante sconfitta al TAR Abruzzo, la Giunta Regionale ha deciso di mettere nuovamente mano al calendario venatorio 2012/13. Nel farlo continua però a creare confusione.

Ieri è stata pubblicata sul sito della Regione Abruzzo una versione del calendario venatorio che reintroduceva la caccia a Quaglia, Beccaccia, Tortora, Allodola, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella, tutte specie che il TAR Abruzzo aveva eliminato dal precedente calendario venatorio. Oggi sullo stesso sito della Regione è stato pubblicato un altro calendario che reintroduce la caccia alla sola Beccaccia con alcune prescrizioni escludendo le altre sette specie sopra ricordate. Nel frattempo sul sito dell’ATC de L’Aquila compare il calendario venatorio pubblicato ieri.

Lo stato confusionale in cui versa la Regione su questa materia è evidente. Questa mancanza di chiarezza penalizza per primi i cacciatori.

Il WWF sta valutando le modifiche apportate e deciderà come procedere rispetto a quanto richiesto nel proprio ricorso al TAR, anche perché il calendario non è stato ancora sottoposto a Valutazione di Incidenza Ambientale.
In ogni caso per fare chiarezza ha scritto a tutti gli ATC e ai Corpi di Polizia allegando la versione “nuova” del calendario pubblicata oggi.
L’associazione chiede, intanto, ad ATC, province, associazioni venatorie, organi di informazione di divulgare la versione odierna del calendario.
Il dato incontrovertibile è che la Regione non riesce a gestire minimante questa materia e procede attraverso atti tra loro configgenti con l’unico scopo di accontentare una ristretta categoria di soggetti a scapito dell’interesse comune, quello di conservare il capitale naturale.

martedì 16 ottobre 2012

Febbo: "lasciamo il bambi ai bambini"

CACCIA: FEBBO, REGIONE AL LAVORO PER ASSICURARE REGOLE CERTE

L'ASSESSORE: "LASCIAMO IL BAMBI AI BAMBINI" 

(REGFLASH)Pescara, 16 ott. "Negli ultimi giorni si è assistito ad una campagna denigratoria nei confronti del sottoscritto e del presidente della Regione Gianni Chiodi mistificando la realtà e, cosa ancora più grave, strumentalizzando "personaggi" come Bambi che, nell'immaginario collettivo, richiamano esclusivamente al mondo delle favole molto caro ai bambini". Questa la risposta dell'assessore alla Caccia, Mauro Febbo, in merito alle insinuazioni di alcuni esponenti politici e ambientalisti di turno, dopo l'approvazione del calendario venatorio 2012/2013. "All? indomani dell'approvazione del nuovo calendario - commenta l'assessore Mauro Febbo - una parte minoritaria di ambientalisti e animalisti hanno cercato insistentemente di rovesciare e screditare il lavoro e il contenuto del calendario realizzato dai tecnici degli uffici regionali seguendo le Linee guida delle normative nazionali ed europee nonché i dati scientifici forniti dall'ISPRA. Lavoro svolto anche dopo due conferenze di servizi alla presenza delle associazioni venatorie e ambientaliste, organizzazioni agricole e mondo sanitario per accogliere parte delle richieste e delle modifiche apportate. Il lavoro svolto dal sottoscritto, unitamente alla Direzione Caccia, serve per dare risposte certe per una corretta gestione delle popolazioni di ungulati (Cervo, Capriolo e Cinghiale), così che le Province possano, eventualmente, predisporre propri regolamenti. Sia chiaro che - rimarca Febbo - né l'assessore alla Caccia né il Presidente della Regione né la Giunta né l'intero Consiglio regionale intendono praticare abbattimenti più o meno indiscriminati sugli ungulati, benché meno su cervi e caprioli, attualmente non cacciabili in Abruzzo, ma compito della Regione è attuare una corretta gestione delle popolazioni selvatiche ai fini di un equilibrato rapporto fra esse e le realtà agrosilvopastorali oltre che con le altre specie selvatiche. Oggi vi è l'urgenza di un censimento e di uno studio appropriato delle popolazioni di questi animali che notoriamente provocano danni incalcolabili alle coltivazioni, nei boschi, ai coltivatori e, in alcuni casi, come viene segnalato da autorità forestali e sanitarie, sono anche portatori di malattie che devono essere individuate e aggredite". "L'Abruzzo - sottolinea Mauro Febbo - non ha inserito nessun prelievo e/o abbattimento di Cervi e Caprioli nel proprio calendario venatorio come si è cercato e si cerca di far passare. Mi risulta, invece, che in altre Regioni, (si può avere copia dei rispettivi calendari venatori), governate da una certa parte politica come Toscana, Marche, Emilia Romagna, Umbria e Puglia dove, a differenza dell'Abruzzo, hanno inserito e regolamentato il prelevamento dei cervi e caprioli. Come mai gli animalisti, il Wwf e i consiglieri Acerbo e Caporale non gridano allo scandalo nei confronti di queste Regioni dove governano? Come mai non richiamano e protestano contro le politiche del presidente Vendola e del presidente Errani? Loro sì che "sparano a Bambi"! (sic!). Quindi è del tutto evidente che si è cercato solo di strumentalizzare un argomento per travisare la realtà e montando un enorme falsità fino a scomodare il mondo delle favole. D'altronde, a riprova del buon lavoro svolto, finanche i gruppi consiliari di opposizione in Regione (PD, IDV e UDC) non hanno cavalcato la strumentalizzazione di una parte politica (animalista e ambientalista) ancora arroccata su posizioni di retroguardia e anacronistiche". "Spero vivamente - conclude Febbo - che quanto appena dichiarato faccia definitivamente chiarezza ristabilendo la verità dei fatti e documenti alla mano dimostri la volontà il lavoro svolto dalla Regione Abruzzo. In ultimo mi auguro che venga ritirato il sondaggio avanzato da un prestigioso e autorevole quotidiano regionale che, né sono convinto, è stato informato in maniera erronea e non documentata. Pertanto invito tutti a ripristinare la realtà dei fatti ed a un sereno confronto e non utilizzare più certe notizie evitando al tempo stesso di alimentare un triste sensazionalismo". 

(REGFLASH) (segret.assess.) 12/10/16

lunedì 15 ottobre 2012

Abruzzo: Giunta vara modifiche calendario venatorio

(ASCA) - Pescara, 15 ott - E' stata approvata oggi, dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Caccia Mauro Febbo, una delibera di modifica al calendario venatorio vigente. ''Si tratta, e' giusto ricordalo, di un provvedimento - spiega Febbo - attuato con l'obiettivo di adeguare il calendario stesso alle osservazioni inserite nell'Ordinanza cautelare del TAR emessa in accoglimento della domanda dei ricorrenti (Animalisti italiani e WWF); la discussione del merito e' stata rimandata al mese di giugno 2013''.

Le modifiche inserite nella delibera: per quanto riguarda la Beccaccia sono state inserite delle prescrizioni ulteriori in caso di avverse condizioni metereologiche, la chiusura e' stata fissata al 31 dicembre 2012. E' stata introdotta una ulteriore prescrizione riguardante la riconsegna delle ali dei capi abbattuti agli ATC; per le aree SIC e ZPS, per la lepre e il cinghiale, le giornate di caccia settimanali sono state ridotte a 2 ed il numero di cani per squadra/equipaggi non deve essere superiore a 3. Nei siti SIC dove e' stata segnalata la presenza del Lanario o Falco pellegrino e' stata vietata la caccia al Colombaccio e alla Ghiandaia;per quanto riguarda le aree di presenza stabile dell'Orso, di cui alla cartografia pubblicata sul sito del Ministero dell'Ambiente, oltre allo slittamento delle date di apertura e chiusura della caccia al Cinghiale e alla Volpe (01 novembre 2012-31 gennaio 2013), nei siti SIC sono state applicate le misure piu' restrittive previste per la zona C1, alle altre zone ricadenti fuori la zona di protezione esterna del PNALM, sono state applicate le misure previste per la zona C2. Inoltre, e' stato vietato l'utilizzo di munizioni a palla unica contenenti piombo nelle aree in cui e' stata accertata la presenza del Nibbio reale e del Grifone.

''Voglio ricordare - conclude l'Assessore - che restiamo fiduciosi in vista del pronunciamento di merito del Tar in quanto la validita' delle scelte effettuate dalla Direzione competente sara' ampiamente sostenuta e dimostrata in quella sede. Voglio inoltre sottolineare come sia l'Assessorato sia i competenti Uffici si siano attivati in tempi rapidissimi per salvaguardare il diritto dei cacciatori all'esercizio dell'attivita' venatoria''.

Modificato il calendario venatorio abruzzese


Modifica al Calendario Venatorio 2012-2013

Con DGR 671 del 15 ottobre 2012 sono state apportate modifiche al calendario venatorio 2012-2013. Di seguito la pubblicazione del calendario venatorio modificato, con le variazioni riportate in rosso.

Caccia: è ora di cambiare! Associazioni chiedono un netto cambio di rotta

COMUNICATO STAMPA 13 OTTOBRE 2012 


Caccia: è ora di cambiare! 

Dopo l’ordinanza del TAR Abruzzo che ha stravolto il calendario venatorio regionale, WWF ed Associazione Animalisti Italiani ONLUS chiedono un netto cambio di rotta. 

Questa mattina a Pescara si è svolta una conferenza stampa di commento all’ordinanza del TAR Abruzzo del 10 ottobre scorso sul calendario venatorio. 

Erano presenti Marialucia Santarelli della Segreteria nazionale degli Animalisti Italiani, Dante Caserta, vicepresidente WWF Italia, Luciano Di Tizio, Presidente WWF Abruzzo, e Michele Pezone, il legale che ha seguito il ricorso di WWF ed Associazione Animalisti Italiani Onlus che ha portato all’ordinanza del TAR Abruzzo. 

L’ordinanza del TAR Abruzzo del 10 ottobre, confermando il decreto urgente dell’8 settembre, ha accolto la richiesta di sospensiva di gran parte del calendario venatorio della Regione Abruzzo avanzata dal WWF e dagli Animalisti Italiani. 

In pratica è stato completamente stravolto il calendario venatorio 2012/13 voluto dalla Giunta regionale abruzzese. 

· È vietata la caccia a Quaglia, Tortora, Allodola, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella: specie in declino in Europa che devono essere tutelate e che invece la Regione Abruzzo aveva reso cacciabili senza alcuno studio che ne comprovasse la consistenza numerica, né tantomeno piani di gestione e nonostante per alcune specie (ad es. il beccaccino) il TAR Abruzzo si fosse dichiarato contrario già lo scorso anno. 

· È vietata la caccia a tutte le specie (quindi l’attività venatoria è vietata completamente) nell’area del Piano d’Azione di Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM): la Regione Abruzzo, contraddicendo atti ed indirizzi che essa stessa ha contributo a determinare come capofila del PATOM, aveva consentito la caccia in aree contrassegnate dalla presenza dei pochi orsi rimasti, aumentando così il pericolo di uccisioni a seguito di incidenti o fenomeni di bracconaggio. 

· È vietata la caccia a tutte le specie (quindi l’attività venatoria è vietata completamente) nelle decine di Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale presenti nella nostra regione: la Regione Abruzzo, nonostante le fosse stato segnalato più volte ed in tutte le occasioni di incontro, ha inteso autorizzare la caccia nelle aree della Rete Natura2000 senza aver prima effettuato la Valutazione di Incidenza Ambientale. 

· Il TAR ha anche accolto la richiesta delle Associazioni, suffragate dal parere dell’ISPRA, in merito alla necessità di utilizzare munizioni con pallini privi di piombo in aree a rischio per determinate specie. 

È una sconfitta netta di chi ha voluto impostare la gestione venatoria sullo scontro, non solo e non tanto con le associazioni ambientaliste ed animaliste, ma con il buon senso e con le normative italiane e comunitarie. 

È una sconfitta annunciata perché sin da quando sono iniziate a circolare le prime bozze del calendario venatorio il WWF con lettere, incontri e attraverso il proprio rappresentante nella consulta regionale della caccia ha evidenziato come fossero presenti palesi vizi di legittimità. Ma purtroppo, invece di confrontarsi, la Regione ha preferito spendere soldi in procedure e ricorsi che non avevano alcuna possibilità di successo. 

È l’ennesima sconfitta di un modo di procedere teso ad inseguire, peraltro senza alcun risultato concreto, le istanze più becere e retrive di una parte dei cacciatori che ormai lo stesso mondo venatorio respinge. 

In questi ultimi anni la Giunta Chiodi, inseguendo pedissequamente le indicazioni dell’assessore Febbo, ha inanellato una serie di sconfitte che non hanno pari in Italia. 

· Calendario 2009-2010: due censure del TAR su due ricorsi distinti di WWF e Animalisti Italiani; 

· Calendario 2010-2011: approvato con Legge Regionale (e non con delibera di giunta) e poi bocciato completamente dalla Corte Costituzionale con Sentenza 20/2012 (era stato il WWF a chiedere al governo Berlusconi di impugnare la Legge); 

· Calendario 2011-2012: sospensiva del TAR su diversi punti e poi sentenza ancora più dura a maggio 2012; 

· Calendario 2012-2013: decreto urgente del TAR Abruzzo e poi ordinanza di sospensiva su ricorso congiunto di WWF ed Animalisti Italiani. 

È ora di cambiare radicalmente registro. 

La caccia deve essere riportata nell’alveo delle normative di settore, tenendo sempre presente l’interesse di tutta la collettività. 

Sappiamo bene che questo modo di procedere sta sollevando contrarietà anche nel mondo dei cacciatori: è giunto il momento di un cambiamento di rotta radicale affinché nel rispetto della legge e tenendo conto dei dati scientifici esistenti si imposti una seria gestione faunistica all’interno della quale si inquadri una corretta gestione venatoria. 

Questo dovrebbe essere l’interesse dello stesso mondo venatorio, stanco di essere preso in giro da chi promette cose irrealizzabili al solo scopo di accaparrarsene i voti. 

La Giunta Chiodi e i partiti che la sostengono hanno modo di mostrare da subito la volontà di cambiamento: deve essere immediatamente ritirata la delibera con la quale recentemente si cerca di aprire la strada alla caccia a cervi e caprioli nella nostra regione e con la quale si vorrebbe consentire l’ingresso dei cacciatori nelle aree protette in base ad accordi con le Province. Si tratta di un atto palesemente illegittimo che la stragrande maggioranza degli abruzzesi non vuole. La Giunta regionale la ritiri. Faccia risparmiare alla collettività abruzzese i soldi di un nuovo procedimento dinnanzi al TAR che la vedrebbe sicuramente soccombente.

ASS. WWF ABRUZZO
ASS. ANIMALISTI ITALIANI ONLUS

domenica 14 ottobre 2012

Febbo: proporrò alcune modifiche al calendario venatorio vigente

“L’amministrazione regionale conferma la bontà delle scelte operate e dei contenuti del calendario venatorio in quanto rispettosi del quadro normativo vigente e dei principi e delle tecniche di gestione faunistica. Ad ogni modo abbiamo deciso di apportare alcune modifiche e integrazioni al calendario venatorio vigente predisposte al fine di adeguarlo all’Ordinanza del Tar del 10 ottobre u.s. Queste saranno contenute all’interno di una proposta di Delibera che presenterò nel corso della prossima seduta della Giunta regionale in programma lunedì 15 ottobre”.

E’ quanto annuncia l’Assessore regionale alla Caccia, Mauro Febbo che torna a interrogarsi “sull’ingiustificato e discutibile trionfalismo di alcune associazioni ambientaliste riguardo proprio l’Ordinanza del Tar, che ha semplicemente confermato il Decreto di sospensiva emesso dallo stesso Tribunale Amministrativo Regionale il 7 settembre u.s. senza entrare nel merito dei contenuti del provvedimento. Nel frattempo, anche allo scopo di evitare ulteriori danni a quanti esercitano legittimamente l’attività venatoria, abbiamo apportato alcuni interventi in attesa della sentenza di merito nella quale riponiamo massima fiducia.

Queste modifiche in particolare riguardano le zone SIC, ZPS, PATOM e le specie SPEC.

Per le aree SIC e ZPS abbiamo introdotto delle misure tese a mitigare il disturbo che l’azione venatoria può indurre attraverso l’utilizzo dei cani e le pressione venatoria stessa.

Saranno ridotte, ad esempio, le giornata di caccia da 3 giornate fisse/settimana a 2 giornate fisse/settimana per quelle forme di caccia che utilizzano cani da seguita il cui numero inoltre è stato ridotto a 3 per equipaggio.

A questo proposito però mi preme sottolineare che non appare così alta l’attenzione prestata dagli ambientalisti verso quei branchi di cani randagi e inselvatichiti che sciamano liberamente in questi territori di pregio arrecando disturbi maggiori ed incontrollati.

Per le arre PATOM inoltre, si vanno ad estendere le limitazioni già previste per le ZPE (Zone di protezione esterna) del PNALM in tutte le aree individuate dal Ministero dell’Ambiente come zone di presenza stabile dell’Orso. Valgono inoltre tutte le misure e le limitazioni stabilite per le SIC e ZPS.

Per quanto riguarda le specie SPEC conformemente all’ordinanza del Tar, esse vengono sottratte al prelievo venatorio ad eccezione della Beccaccia. Per quest’ultima infatti ci si adegua alle linee guida dettate dall’Ispra”. “Inoltre – conclude Febbo – vengono introdotti per la prima volta in Abruzzo, e forse in Italia, sistemi di gestione per la Beccaccia quali ad esempio la valutazione delle classi di età degli individui abbattuti. Anche su questo aspetto l’Ispra ha espresso parere favorevole”.

Fonte: abruzzonews24.it del 15 ottobre 2012

sabato 13 ottobre 2012

Attività venatoria sospesa, intervengono i consiglieri provinciali Alfonsi e Floris

L’Aquila. In relazione alla recente decisione del TAR di sospendere, in attesa della decisione di merito, tra l’altro, l’esercizio dell’attività venatoria in alcune zone interessate dalla presenza dell’orso bruno intervengono i consiglieri
provinciali Gianluca Alfonsi ed Armando Floris: “La decisione del TAR, che va senza dubbio rispettata, ci lascia quantomeno perplessi ed insoddisfatti. La Regione Abruzzo vede precluso all’attività venatoria già il 70% del suo
territorio, in virtù della presenza di numerose aree protette nazionali e regionali e con l’interdizione alla caccia nei cd siti “Natura 2000 e nelle aree di presenza dell’orso bruno individuate dal PATOM il territorio venabile si riduce ulteriormente. La caccia in tali ultime zone non è stata mai vietata ed anzi quest’anno il calendario venatorio prevede delle importanti prescrizioni finora mai previste – affermano i Consiglieri – che consentono un controllo efficace e che, concretamente attuate, potranno ridurre il disturbo all’orso in maniera più incisiva rispetto alle precedenti stagioni venatorie. Inoltre la chiusura in dette aree della caccia al cinghiale forte competitore alimentare dell’orso avrà ripercussioni negative sia per la tutela dell’orso sia per i danni apportati all’agricoltura – continuano – a ciò si aggiunga che migliaia di cacciatori hanno già provveduto al versamento delle tasse necessarie con il conseguente rischio che sia legittimamente richiesta la restituzione delle somme versate o il risarcimento del danno subito. Riteniamo che sia assolutamente conciliabile in dette aree, come finora avvenuto in seria collaborazione con il PNALM, l’esercizio dell’attività venatoria con la tutela dell’orso marsicano (specie che anzi quest’anno ha fatto rilevare una presenza di cuccioli a detta degli esperti di carattere eccezionale) e che la presenza dei cacciatori ha altresì garantito ad oggi un costante controllo del territorio sotto tutti i punti di vista non facendo registrare alcuna significatica criticità. Crediamo siano ben altri i problemi per l’orso che andrebbero seriamente affrontati. Ci impegneremo in sede consiliare acchè il Presidente Del Corvo solleciti l’Assessore Regionale Febbo come dallo stesso preannunciato – concludono Alfonsi e Floris – ad impugnare l’atto del TAR, (che giova precisare non si è ancora pronunciato nel merito rinviando ogni decisione a giugno 2013) nonchè ad attivare ogni utile iniziativa che consenta l’avvio di una regolare stagione di caccia così come previsto dal vigente calendario

Fonte: marsicalive.it del 13 ottobre 2012

giovedì 11 ottobre 2012

Vittoria della fauna contro l’assessore dei cacciatori Febbo. Vietata la caccia a 8 specie e l'ingresso dei cacciatori in SIC, ZPS e area orso (zona PATOM)

COMUNICATO STAMPA WWF ABRUZZO - 11 OTTOBRE 2012 -

Vittoria della fauna contro l’assessore dei cacciatori Febbo

Il TAR Abruzzo conferma la decisione di inizio settembre ed accoglie le richieste di WWF ed Animalisti Italiani

Vietata la caccia a 8 specie e l'ingresso dei cacciatori in SIC, ZPS e area orso (zona PATOM)

Inoltre accolta anche la richiesta sul non utilizzo di pallini con piombo

È stata pubblicata oggi l’ordinanza del TAR di L'Aquila che, confermando il proprio decreto urgente dell’8 settembre, ha accolto la richiesta di sospensiva di gran parte del calendario venatorio della Regione Abruzzo avanzata dal WWF e dagli Animalisti Italiani. 
Pertanto: 
- è vietata la caccia a Quaglia, Tortora, Allodola, Beccaccia, Marzaiola, Beccaccino, Moriglione e Pavoncella;
- è vietata la caccia a tutte le specie (quindi l'attività venatoria è vietata completamente) nell'area del Piano d’Azione di Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM);
- è vietata la caccia a tutte le specie (quindi l'attività venatoria è vietata completamente) nelle decine di Siti di Interesse Comunitario e Zone di Protezione Speciale presenti nella regione Abruzzo. 
Non solo: il TAR ha ulteriormente censurato il calendario venatorio voluto dalla Regione, accogliendo le tesi delle Associazioni, suffragate dal parere dell’ISPRA, in merito alla necessità di utilizzare munizioni con pallini privi di piombo in aree a rischio per determinate specie. 
Dichiara Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia: “Oggi è un gran bel giorno per la fauna abruzzese. Vengono accolte dalla magistratura amministrativa le nostre tesi. È l’ennesima sconfitta sulla caccia inanellata dalla Regione Abruzzo che su questa materia rimedia continue brutte figure. Speriamo che questa bocciatura faccia riflettere la Giunta regionale ed i partiti che la sostengono sulla necessità di gestire l’attività venatoria in maniera corretta, ritirando, ad esempio, l’atto con il quale è stata recentemente aperta la strada alla caccia di cervi e caprioli nella nostra regione”.

TAR conferma i motivi della sospensiva. Ennesima sconfitta di Febbo. Caporale: si chiudano gli inutili e costosi uffici caccia della Regione e delle Province



CAPORALE: SI CHIUDANO GLI INUTILI E COSTOSI UFFICI CACCIA DELLA REGIONE E DELLE PROVINCE.



Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo regionale dei VERDI:
“Il Tar ha confermato i motivi della sospensiva dello scorso 8 settembre in cui il Calendario Venatorio Abruzzese veniva riconosciuto inconciliabile con numerosi pareri dell’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) massimo organo in materia di caccia e non rispettose di Direttive Europee sulle specie cacciabili in declino. Alcuni provvedimenti non furono tempestivi in quanto i tempi tecnici tra l’approvazione della Delibera di Giunta che istituiva il Calendario Venatorio 2011/2013 e l’inizio della stagione venatoria non hanno permesso alle Associazioni ricorrenti e al TAR di esprimersi in tempo: per cui si sono svolte alcune giornate di pre-apertura che non dovevano svolgersi.
Il “furbetto” Assessore alla caccia Febbo e la combriccola di funzionari e dirigenti degli inutili uffici caccia della Regione hanno agito appositamente in ritardo per evitare una tempestiva sospensione della pre-apertura. Chi paga per gli errori dell’assessorato alla caccia che trova il sostegno di tutta la Giunta? Non è il caso che tra i tanti tagli si proceda alla chiusura degli uffici caccia provinciali e regionali della nostra regione? Sarebbe invece più opportuno investire in vigilanza ed evitare la circolazione continua e indisturbata di numerosi bracconieri che caratterizzano la nostra Regione”.

Calendario venatorio. Ennesima vittoria delle associazioni Animalisti Italiani Onlus e WWF Abruzzo


ABRUZZO: CALENDARIO VENATORIO 
ORDINANZA DEL TAR CONFERMA SOSPENSIVA ED INTEGRA

L'Aquila, 11/10/2012 - Il TAR Abruzzo, ha confermato in data odierna tutte le motivazioni che hanno portato lo scorso 8 settembre 2012 alla sospensione cautelare di gran parte del Calendario Venatorio abruzzese per la stagione venatoria 2012/2013 approvato con Delibera di Giunta n.492 il 30/07/2012


Dichiarazione di Marialucia Santarelli, delegata ABRUZZO Associazione “Animalisti Italiani Onlus”:

“Il Calendario Venatorio 2012/2013 è così lesivo del Patrimonio Faunistico che questa Ordinanza non solo ha confermato tutte le motivazioni che hanno portato alla sospensiva di settembre rispetto alle numerose disattenzioni delle indicazioni dell’ISPRA ma addirittura riconosce altre istanze sollevate dall’Associazione “Animalisti Italiani Onlus” e dal WWF in merito all’utilizzo di munizioni atossiche per la caccia agli ungulati. Una vittoria che si aggiunge alle numerose altre. Ora adiremo la procura regionale della Corte dei Conti affinchè chi sbaglia cominci a pagare”.

Febbo: decisione TAR non significa chiusura della caccia

LE PRECISAZIONI DELL'ASSESSORE SULL'ORDINANZA SOSPENSIVA 

(REGFLASH) - PESCARA 11 OTT. - "Le decisioni della Magistratura vanno rispettate e per questo ci atterremmo a quanto stabilito dal Tar sul calendario venatorio. Restiamo comunque convinti della bontà del nostro operato e anche per questo impugneremo l'Ordinanza sospensiva dinanzi al Consiglio di Stato". Questo il commento dell'Assessore regionale alla Caccia, Mauro Febbo in merito all'Ordinanza della sezione aquilana del Tribunale Amministrativo Regionale che conferma i provvedimenti adottati in sede di Decreto monocratico. Permangono momentaneamente il divieto di caccia nei siti NATURA 2000 (Sic e Zps) e nelle aree di presenza dell'Orso individuate dal PATOM e il divieto di prelievo venatorio per le specie SPEC, con l?aggiunta dell?obbligo di adeguamento alle indicazioni ISPRA per quanto riguarda l'utilizzo di munizioni atossiche per la caccia agli ungulati. "Mi preme precisare - aggiunge Febbo - che tale decisione non comporta assolutamente la chiusura della caccia, come viene erroneamente sostenuto da più parti creando confusione e ingiustificato allarmismo. L'esercizio dell'attività venatoria può essere ad oggi svolto come da calendario sul restante territorio regionale e per tutte le specie non escluse dalla decisione del Tar. Restano cacciabili, secondo le modalità e le date previste dal calendario venatorio 2012/2013, - conclude l'Assessore Regionale Febbo - le seguenti specie: Merlo, Cornacchia grigia, Gazza, Fagiano, Ghiandaia, Lepre, Folaga, Volpe, Cesena, Tordo sassello, Tordo bottaccio, Germano reale, Gallinella d?acqua, Alzavola, Porciglione, Fischione, Colombaccio, Coturnice, Cinghiale e Starna. Per quest'ultima con Piani di prelievo approvati dalle Province". "Voglio comunque sottolineare che, proprio nella prospettiva dell?accoglimento della domanda di sospensiva, poi effettivamente intervenuto, gli Uffici competenti si sono già attivati sin dal mese di settembre per la Valutazione di Incidenza Ambientale (VINCA) sul calendario venatorio al fine di superare le censure del Tribunale amministrativo regionale". "Sono altresì al vaglio della Direzione ? conclude Febbo - ulteriori misure tendenti a restituire tempi e spazi di caccia ad oggi sottratti al mondo venatorio dal pronunciamento del Tar". 

(REGFLASH) com. ass 121011

Il TAR Abruzzo conferma bocciatura parziale del calendario venatorio

Il TAR Abruzzo con ordinanza del 10/10/2012 conferma le censure al calendario venatorio indicate nel decreto cautelare monocratico dell’ 8 settembre (n. 226/12) alle quali si aggiunge anche la bocciatura delle iniziative intraprese  dalla Giunta Regionale sull’utilizzo delle munizioni senza piombo, ritenute inadeguate.

Leggi qui l'ordinanza del TAR ABRUZZO