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martedì 3 febbraio 2015

Regione Abruzzo. Pepe, anche a Teramo proroga caccia al colombaccio

(REGFLASH) Pescara, 2 feb. Via libera della Giunta Regionale alla proroga della caccia al colombaccio fino all'8 febbraio 2015 anche in provincia di Teramo. L'Assessore alla Caccia Dino Pepe, ha reso noto che, dopo le province di Pescara e Chieti, anche quella di Teramo ha richiesto la proroga, dopo aver acquisito il parere dell'ISPRA che prevede le stesse prescrizioni indicate in precedenza per le Province di Chieti e Pescara. Infatti, la caccia è consentita nella forma dell'appostamento fisso o temporaneo e senza l'ausilio del cane, per non arrecare disturbo agli uccelli acquatici e ai falchi Pellegrino e Lanario. Gli appostamenti utilizzati dovranno essere collocati a non meno di 500 metri da zone umide e da pareti rocciose o parzialmente tali ma è vietata nelle aree SIC con presenza del Lanario o del Falco Pellegrino.

sabato 31 gennaio 2015

Prolungata la caccia al colombaccio. Insorgono gli ambientalisti

Le Province di Chieti e Pescara chiedono una proroga fino a febbraio e la Regione acconsente. Wwf: “Si soccombe ancora agli interessi dei cacciatori”

DAI, SALVATE IL COLOMBACCIO! Su richiesta dalle Province di Chieti e di Pescara, la Giunta regionale d’Abruzzo ha deliberato l’estensione della caccia fino all’ 8 febbraio per la specie colombaccio.

“Si tratta di una scelta immotivata e assurda - dichiara Luciano Di Tizio, Presidente del WWF Abruzzo - anche in considerazione delle gravi lacune gestionali dell’Ufficio Caccia regionale: l’Abruzzo continua a basarsi su un Piano Faunistico Venatorio scaduto da anni e sicuramente ormai non più compatibile con le attuali esigenze di pianificazione. L’estensione della caccia a febbraio rappresenta una occasione persa dai nuovi Presidenti delle Province di Chieti e di Pescara e dall’Assessore Regionale alla Caccia Dino Pepe per restituire dignità al nostro territorio e alla fauna selvatica. Anche a febbraio i nostri boschi e le nostre campagne saranno costrette a sopportare l’impatto dei circa 16.000 cacciatori abruzzesi con conseguenze negative non solo per gli animali ma anche per gli altri fruitori dell’ambiente. Ricordiamo, tra l’altro, che nella stagione di caccia al momento non conclusa si sono avuti due morti (Montorio al Vomano e Torrebruna) e tre feriti (Sant’Omero, Scafa e Pettorano) a causa di colpi di fucile vaganti”.

CONTROLLI INESISTENTI. Al danno del prolungamento sino all’8 febbraio della caccia si aggiunge anche la beffa dei controlli inesistenti.

"Chi assicura – sottolineano il WWF e Salviamo l’Orso – che i cacciatori uccideranno solo colombacci e non altre specie protette? Chi impedirà ulteriori morti e feriti? Gli enti pubblici da tempo non sono in grado di effettuare controlli venatori sul territorio regionale. Bisogna infatti sapere che, secondo i dati statistici più aggiornati disponibili (Schede sui sistemi di prevenzione regionali in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza alimentare. Regione Abruzzo 2012, riferite a dati 2007) nella nostra regione è attivo un solo agente/guardia ogni 1.000 ettari di territorio".

giovedì 29 gennaio 2015

Caccia: da Giunta proroga per colombaccio su Provincia Pescara e Chieti

colombacci
ABRUZZO. Via libera della Giunta regionale alla proroga della caccia al colombaccio fino all'8 febbraio 2015. Lo rende noto l'assessore alla Caccia Dino Pepe, dopo che la Giunta regionale ha approvato la delibera presentata dall'assessorato che autorizza la proroga della caccia al colombaccio, nella forma dell'appostamento fisso o temporaneo e senza l'ausilio del cane, fino all'8 febbraio nelle province di Pescara e Chieti. Erano state le stesse amministrazioni provinciali a chiedere alla Regione, sulla base del calendario venatorio ed acquisito il parere dell'Ispra, il provvedimento di proroga. Al fine di non arrecare disturbo agli uccelli acquatici e ai falchi Pellegrino e Lanario, l'Ispra ha prescritto che gli appostamenti utilizzati per la caccia al colombaccio dovranno essere collocati a non meno di 500 metri da zone umide e da pareti rocciose o parzialmente tali ed il divieto dell&rsquoattività venatoria nelle aree SIC con presenza del Lanario o del Falco Pellegrino.


sabato 17 gennaio 2015

Febbo e Sospiri: ‘Buttati 10 giorni per caccia alla beccaccia’

Febbo e Sospiri: "a causa dell’incapacità della Regione di gestire correttamente la materia"

beccaccia uccisa
L’AQUILA 14/01/2015 –“Il Ministero dell’Ambiente, il 4 dicembre 2014, su invito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del Caso Eupilot 6955/14/ENVI – calendari venatori – rispetto degli art. 2,5 e 7 della Direttiva 2009/147/CE concernente la conservazione degli uccelli selvatici, ha scritto alla Provincia di Udine per chiedere spiegazioni sul calendario venatorio 2014-2015, dove per le specie Tordo bottaccio, Cesena e Beccaccia la caccia si chiude al 31 gennaio. In tale nota si chiedeva alla Provincia di anticipare la chiusura della caccia a tali specie almeno al 20 gennaio. Il sistema EU Pilot, rappresenta un meccanismo di risoluzione dei problemi, di implementazione del diritto dell’Unione europea e di scambio di informazioni tra la Commissione e gli Stati membri concepito per la fase antecedente all’apertura formale della procedura di infrazione ex art. 258 TFUE”. E’ quanto spiegano il Presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo e il Capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri.

“Durante il mio mandato di Assessore alla Caccia – sottolinea Febbo - la Regione Abruzzo aveva iniziato un percorso sulla gestione della Beccaccia con la raccolta dei dati sulla specie che permetteva la chiusura della caccia proprio al 20 gennaio. L’attuale Giunta regionale invece non è stata capace nemmeno di copiare i calendari degli anni precedenti e i cacciatori abruzzesi hanno perso 10 giorni di caccia alla specie. La nota sul caso Eupilot aperto è molto preoccupante, soprattutto per quelle Regioni che non hanno avviato un percorso virtuoso sulla gestione delle specie in cattivo stato di conservazione, tra cui la Coturnice. In particolare, la UE chiede all’Italia i dati sui carnieri realizzati, se esistono studi, valutazioni, monitoraggi e censimenti sulle specie in cattivo stato di conservazione ed altro, prima di avviare la procedura d’infrazione."

“Il lavoro svolto da Mauro Febbo - aggiunge Sospiri - in tal senso è stato più che lungimirante e grazie al programma Artemide per la gestione dei carnieri, la gestione della Beccaccia, della Coturnice ed altre iniziative, probabilmente l’Abruzzo eviterà di essere coinvolto nella Procedura d’infrazione. Auspichiamo che questa Giunta sia in grado almeno di rispondere a quanto richiesto dalla Comunità europea, dato che in caso contrario la caccia sarà penalizzata in maniera irreversibile, con il pericolo di avviarsi verso limitazioni tali da far diminuire ancor di più il numero dei praticanti, in quanto si costringerebbero molti di coloro i quali ancora con grandi sforzi economici continuano a praticare la propria passione di una vita a desistere dal rinnovo del tesserino”.

sabato 6 dicembre 2014

Scafa (Pe). Cacciatore ferito alla coscia da una fucilata

L'incidente di caccia in un boschetto, ricoverato al policlinico di Chieti un sessantenne di Caramanico

Incidente di caccia in una zona boschiva di Scafa, in provincia di Pescara. Vi è rimasto ferito un cacciatore 60enne di Caramanico Terme, investito da un colpo partito probabilmente in maniera accidentale da un fucile. Soccorso per una ferita alla coscia destra, l'uomo è stato prima curato dai sanitari del 118 del Distaccamento di Scafa e poi trasferito in elicottero nell'ospedale di Chieti. Nella zona dell'incidente sono al lavoro i carabinieri della Stazione di Scafa e della Compagnia di Popoli.

Montorio al Vomano (Te). Cacciatore ucciso durante la battuta al cinghiale

Colpito per errore da una fucilata, è precipitato in una scarpata: la vittima ha 46 anni ed è di Bellante

la salma del cacciatore (ph. ilcentro.it)
MONTORIO. L'ennesimo incidente di caccia in Abruzzo si è consumato in pochi istanti nelle colline di Montorio. Intorno alle 16.30 , durante una battuta di caccia al cinghiale, un colpo di fucile sparato accidentalmente da un altro cacciatore ha ucciso Giuseppe Ciabattoni, teramano di 46 anni. In squadra con lui il fratello, che sembra sia il cacciatore dal quale sarebbe partito il colpo accidentale. La vittima, morta sul colpo, è il figlio di Mario Ciabattoni, il pensionato di Bellante che due anni fa uccise a fucilate la vicina di casa e condannato in appello a 13 anni di reclusione. Giuseppe Ciabattoni, raggiunto dai pallettoni, è precipitato in una piccola scarpata. I soccorsi sono scattati immediatamente e sul posto sono arrivate le ambulanze e l'elicottero del 118. Ma per lui non c'è stato nulla da fare. L'uomo faceva parte, insieme al fratello, di una squadra arrivata in mattinata a Montorio proprio per partecipare alla caccia alla cinghiale nella zona di Leognano.

In mattinata un altro incidente di caccia si era registrato in un boschetto di Scafa, in provincia di Pescara: l'uomo è stato colpito alla coscia e ora è ricoverato al policlinico di Chieti.

sabato 15 novembre 2014

Avezzano. Elenchi cacciatori non presentati, la Provincia dice stop alla caccia nella Marsica


Avezzano. Ci sarebbe una incongruenza burocratica, con elenchi non consegnati e con interpretazioni di leggi alla base dello stop per la caccia al cinghiale annunciato dalla Provincia. Si tratta, in sostanza di un vero pasticcio dovuto a errori nell’assegnazione delle zone di caccia all’interno della Zpe (Zona di protezione esterna) del Parco nazionale. Ora per tantiissimi cacciato che rientrano nell’Ambito territoriale caccia (Atc) della Marsica si prospetta un Natale senza caccia per un errore di interpretazione della norma. Tutto sarebbe cominciato da approfondimenti iniziati per una semplice diatriba avvenuta nella zona di Casalicchio, nella Valle Roveto, area contesa da due diverse squadre. In quella occasione, infatti, sono stati presentati dal presidente dell’Atc Marsica, Giacomo Di Domenico, gli elenchi con i nominativi dei cacciatori. Il dirigente della Provincia, Francesco Bonanni, si è accorto però che i nominativi non erano presenti negli elenchi dei cacciatori autorizzati nelle zone esterne del Parco nazionale. Secondo Di Domenico, che ha parlato di un mero disguido burocratico in via di soluzione” e che con una nota ha replicato agli uffici della Provincia, nell’elenco dei cacciatori ammessi non erano stati ricompresi i nominativi di quelli residenti perché a loro “la caccia è consentita di diritto”. Secondo la Provincia, invece, le cose non stanno così e “l’Atc non ha adempiuto alle disposizioni previste dal protocollo d’intesa sulle domande che devono essere presentate dai cacciatori interessati residenti e non nei comuni ricadenti nel Parco e nella zona di protezione esterna”. Ma la provincia è andata oltre visto che lo stesso discorso vale anche per le altre squadre. E la domanda con i nominativi doveva essere presentata entro il 1° aprile. In sostanza, i cacciatori autorizzati dall’Atc a esercitare la caccia in queste aree or sono solo quelli riportati nell’elenco. Però, purtroppo, secondo la Provincia, “in nessuna squadra il numero di cacciatori autorizzati raggiunge il limite minimo di 5, necessario per esercitare la caccia in squadra, come stabilito dal calendario venatorio”. Così il risultato è che la caccia al cinghiale nella Zpe ricadente nell’Atc di Avezzano “non può essere esercitata da nessuna squadra assegnataria di una zona di caccia”. Le prossime ore saranno decisive per capire se il problema potrà essere risolto.

martedì 21 ottobre 2014

Calendario venatorio 2014-2015: il WWF non presenterà ricorso. “C’è qualche passo in avanti. Ora la Regione dialoghi seriamente con gli ambientalisti”

Calendario venatorio 2014-2015: il WWF non presenterà ricorso

“C’è qualche passo in avanti. Ora la Regione dialoghi seriamente con gli ambientalisti”

La salvaguardia dell’orso marsicano resta una priorità assoluta

È indispensabile in Abruzzo una gestione più rispettosa della immensa ricchezza rappresentata da un eccezionale patrimonio di biodiversità e dall’orso in particolare. Il calendario venatorio e più in generale la politica regionale devono compiere ulteriori passi in avanti per essere in linea con le reali necessità di tutela e preservazione di questa specie e con quanto dichiarato dal governo regionale qualche settimana fa, subito dopo la perdita dell’ennesimo esemplare, avvenuta a Pettorano sul Gizio.

Chi ci governa è chiamato a tutelare con serietà e puntualità una specie di straordinario rilievo a livello mondiale come l’orso. L’intera politica di gestione del territorio, così come quella dell’attività venatoria, devono essere in linea con tale esigenza e mostrare un impegno straordinario. L’Abruzzo ha infatti la grande responsabilità e il dovere di conservare e di mantenere per le generazioni future l’unica popolazione vitale di orso bruno marsicano ancora vivente. Riconoscendo tuttavia alcuni passi positivi e l’impegno dichiarato dall’Assessore Dino Pepe, il WWF ha deciso di non ricorrere sul calendario venatorio.

“È stata – commenta il delegato regionale Luciano Di Tizio - una scelta difficile, attentamente valutata con gli esperti a livello nazionale e locale della nostra associazione e con l’avv. Michele Pezone, autore dei recenti ricorsi sulla caccia presentati alla giustizia amministrativa, tutti accolti. Alla fine è prevalsa la volontà di concedere fiducia a un governo regionale e a un assessore eletti da pochi mesi, nella speranza che le promesse vengano seguite in breve da fatti concreti. Chiarisco subito tuttavia che non abbiamo firmato una cambiale in bianco: il WWF continuerà a vigilare e chiede passi concreti per avviare una diversa e migliore gestione venatoria. Le più importanti associazioni dei cacciatori hanno del resto anch’esse firmato col Ministero dell’Ambiente un protocollo per la tutela dell’orso, riconoscendo che ci troviamo in una eccezionale situazione di rischio che richiede provvedimenti eccezionali. La prossima mossa spetta all’assessore Pepe: convochi un tavolo per avviare una discussione a tutto campo sulle problematiche che il suo assessorato è chiamato a gestire”.

Il calendario venatorio del resto, pur se di enorme importanza, rappresenta solo uno degli aspetti del problema: è necessario un maggiore e più puntuale rispetto a tutto campo degli impegni che la Regione ha assunto sottoscrivendo il PATOM, Piano per la tutela dell’orso marsicano. “Un passo avanti – conclude Massimiliano Rocco, Responsabile Specie e LIFE Arctos per il WWF Italia - è stato compiuto con gli ultimi impegni assunti e con la nomina di un rappresentante nella AG, ora ci aspettiamo che si prosegua su questa strada anche attraverso una pianificazione territoriale adeguata, con l’impegno a diversificare seriamente nello spazio e nel tempo l’attività venatoria e a non rischiare che tale pratica possa interferire con la conservazione dell’orso né di altre specie, la lepre italica ad esempio, che necessitano di interventi straordinari e di scelte che possono sembrare anche impopolari ma che consentirebbero di non perdere nessun elemento della nostra meravigliosa biodiversità regionale”.

Pescara, 13 ottobre 2014

domenica 5 ottobre 2014

"Partecipata" manifestazione dei cacciatori abruzzesi per protestare contro il calendario venatorio

La manifestazione dei cacciatori abruzzesi organizzata per  protestare nei confronti del Governo regionale si è tenuta venerdì 3 ottobre a Pescara davanti alla sede distaccata della Regione Abruzzo in via Catullo. I cacciatori delle diverse associazioni venatorie contestano il calendario venatorio 2014/2015, dove, a loro dire, “emergono gravi lacune e disparità tra cacciatori”. 

i cacciatori abruzzesi sotto la sede della Regione

Caccia, nuovo attacco a Pepe. Febbo: "Chieda scusa ai cacciatori"

L'Aquila. Dopo il duro attacco di Federcaccia, arriva un nuovo affondo contro l'assessore regionale Dino Pepe. "Come volevasi dimostrare: non solo l'assessore Pepe non ha chiesto scusa ai cacciatori prendendo atto dell'inadeguatezza delle decisioni in materia di Calendario venatorio, ma si e' anche negato al confronto, lasciando l'incombenza di rispondere alle richieste dei cacciatori a un funzionario della Regione". Cosi' il presidente della Commissione di Vigilanza regionale, Mauro Febbo.

"Questa mattina il delegato alla Caccia avrebbe potuto incontrare i cacciatori giunti da tutta la regione a Pescara ma cosi' non e' stato. Sarebbe stata un'ottima occasione per confrontarsi cosi' come facevo io, a volte anche alzando i toni, quando ricoprivo lo stesso ruolo, magari per spiegare il perche' di certe inspiegabili decisioni in materia venatoria che stanno scontentando non solo i cacciatori. Ma del resto, bisogna prendere atto che affrontare le questioni importanti che riguardano il proprio assessorato passano in secondo piano quando bisogna rispondere al richiamo del Presidente che deve tenere una conferenza stampa per mettere in vetrina 100 giorni di slogan elettorali. A Dino Pepe - conclude Febbo - torno a fare la stessa richiesta: faccia le sue scuse ai cacciatori abruzzesi e proceda ad un'immediata ristrutturazione dell'Ufficio caccia".

venerdì 3 ottobre 2014

Protesta regionale dei cacciatori, il 3 ottobre tutti in Regione

I cacciatori abruzzesi preparano la protesta nei confronti del Governo regionale. Infatti il prossimo venerdì 3 ottobre si terrà a Pescara una manifestazione davanti alla sede distaccata della Regione Abruzzo in via Catullo, dalle ore 9,30 alle ore 12,30, perché i cacciatori delle diverse associazione venatoria contestano il calendario venatorio 2014/2015, dove, a loro dire, “emergono gravi lacune e disparità tra cacciatori”. Lo ha annunciato Nicola Molino,responsabile regionale Abruzzo Caccia sviluppo territorio, aderente alla Confavi. “Ogni cacciatore è pregato nel limite del possibile – prosegue Molino – di portare anche i propri cani a guinzaglio per dimostrare a questi signori che la nostra passione và rispettata e tutelata, perché la caccia è un nostro diritto costituzionale. Mi raccomando di portare per i cani i raccoglitori di plastica per le feci (buste di plastica ) onde evitare sanzioni amministrative da parte dell’ amministrazione comunale. Per la manifestazione verranno richieste le relative autorizzazioni nel rispetto della Legge”.

giovedì 2 ottobre 2014

L'Aquila. Danni cinghiali, Padovani si appella alla Regione: prolungare il periodo di caccia

L’Aquila. Il Consigliere comunale dell’Aquila con delega all’Uso Civico, Agricoltura, Parchi e Giardini, Gianni Padovani, segnala alla Regione Abruzzo ed in particolare al competente Assessorato alle Politiche Agricole e Rurali, a tutela del territorio del Comune dell’Aquila e dell’intera provincia, la necessità di prevedere anticipatamente un prolungamento del periodo della caccia al cinghiale la cui imminente apertura è prevista per il 3 ottobre. “Obiettivo principale della proposta è quello di dare un contributo efficace per riportare il numero della specie animale in questione ad un livello compatibile e di equilibrio con l’ambiente circostante, senza il rischio di estirpare la specie, ma limitandosi alla diminuzione dell’entità dei danni alle produzioni agricole dagli stessi sempre più sovente cagionati. – spiega Padovani –  a testimoniarlo le numerose denunce delle vittime interessate che pervengono alle autorità competenti, il cui intervento di indennizzo appare il più delle volte tardivo ed insufficiente a fronte dell’onere dei danni subiti”. Tra le soluzioni prospettabili “la possibilità offerta dalla vigente L.R. 20/2004 di poter cacciare nelle riserve ed aree protette dove si concentrano gruppi di cinghiali che si riproducono copiosamente, venendo a creare disagi all’uomo, alle autovetture circolanti e alle produzioni agricole” conclude il consigliere Padovani.


giovedì 25 settembre 2014

Abruzzo. La rivolta dei cacciatori «Blocchiamo la stagione»

Federcaccia e altre associazioni attaccano la Regione: il calendario venatorio è inaccettabile, andiamo al Tar. L’assessore replica: tanti altri lo condividono

TERAMO. «Meglio bloccare tutto che subire una situazione così penalizzante». Nel giorno della riapertura dell’attività venatoria i cacciatori dichiarano guerra alla Regione. Per alcune delle associazioni di categoria il calendario regionale che disciplina la caccia, aperta ufficialmente da oggi, è «illeggibile e in molte parti illegale». Così le doppiette sono pronte a darsi la zappa sui piedi presentando un ricorso al Tar che annulli l’atto contestato impendendo di fatto la pratica di una disciplina ormai da anni al centro di contestazioni e polemiche. Nel mirino di Federcaccia, Liberacaccia, Anuu, Prosegugio e Amici di Scolopax finisce in particolare l’assessore regionaleDino Pepe, il cui operato nel settore venatorio viene definito «inutile, anzi dannoso». I cacciatori sono inviperiti per il fatto che la Regione, dopo ben due incontri con le associazioni di categoria, abbia rimodulato il calendario già pubblicato in agosto apportando modifiche che restringono ancora di più la loro attività. «Questo è il calendario peggiore d’Italia», sbotta Ermano Morelli, presidente regionale di Federcaccia, «l’assessore ci ha ascoltati ma non ha fatto nulla di quanto abbiamo proposto». Tra le contestazioni mosse dalle doppiette c’è ad esempio il vincolo in base al quale oggi riapre la caccia a fagiano e quaglia ma non a lepre e soprattutto volpe, considerata una specie invasiva e portatrice di malattie come la rogna e il cimurro che possono contagiare anche i cani. Incomprensibile, a detta delle associazioni venatorie, è anche la limitazione del periodo in cui si può cacciare la beccaccia. L’ultimo giorno in cui si potrà sparare a questo pennuto è stato anticipato dal 19 al 10 gennaio, ma a causa di ulteriori prescrizioni secondo i cacciatori il termine scadrà addirittura il 31 dicembre. «E’ una limitazione immotivata», evidenzia Morelli, «visto che le più recenti indicazioni a livello europeo considerano stabile la presenza della beccaccia sul territorio e quindi non più a rischio». Secondo le associazioni venatorie, però, la Regione è «asservita» all’Ispra, l’istituto nazionale che tiene sotto controllo le specie protette, e per questo si rivolgono ai capigruppo in consiglio sollecitando un incontro nel quale rimettere mano al calendario. Se anche questa opzione si rivelerà inefficace, i cacciatori ricorreranno all’extrema ratio del ricorso al Tar che farà tacere del tutto le doppiette.

«Il calendario venatorio ricalca quello dell’anno scorso», è la replica immediata di Pepe, «con alcune modifiche dettate dalle prescrizioni dell’Ispra». L’assessore ricorda di essere andato anche a Roma per discutere con i responsabili dell’istituto e spiega di essersi trovato di fronte un «percorso obbligato». Secondo lui è necessario comunque un confronto positivo con le associazioni. «Ce ne sono tante che condividono questo percorso», tiene a precisare, «e concordano sul fatto che abbiamo molto lavoro da fare». L’obiettivo è promuovere il “prelievo sostenibile” di selvaggina concordando gli interventi anche con le associazioni ambientaliste e degli agricoltori. «Mancano però strumenti di programmazione come il piano faunistico e l’osservatorio sulla caccia», conclude Pepe, «e nel mese e mezzo passato dal mio sarebbe stato un po’ difficile risolvere tutto».

A parziale sostegno di Pepe e della Regione interviene l’Arcicaccia, che in una nota definisce «perfettibile ma accettabile» il calendario e giudica deleterio l’eventuuale ricorso al Tar delle associazioni capeggiate da Federcaccia, che bloccherebbe tutta la stagione venatoria.
Gennaro Della Monica

giovedì 18 settembre 2014

Abruzzo: modificato il calendario venatorio

Con DGR n. 581 del 16 settembre 2014, è stato approvato in via definitiva il Calendario Venatorio 2014/2015. Nelle more della pubblicazione integrale del predetto atto Deliberativo , si anticipa per fini conoscitivi e organizzativi, la pubblicazione dell'allegato 6a, concernente le disciplina del prelievo venatorio 2014/2015.

Orso ucciso da fucilata in Abruzzo. LAV: Ministro Interno blocchi apertura caccia domenica prossima

È un’emergenza e va fermata l’escalation di violenza in atto, di reati che non sono solo contro gli animali ma contro tutti, contro lo Stato. Vittime, peraltro, specie particolarmente protette poiché a rischio di estinzione, per non parlare degli altri animali.


Per questo chiediamo al Ministro dell’Interno Alfano di disporre per domenica prossima, come misura di sicurezza pubblica, il blocco dell’apertura della stagione di caccia. Un’attività che somma, per di più, decine e decine di morti e feriti umani ogni anno, anche laddove esercitata legalmente.

L’orso marsicano trovato morto venerdì scorso in Abruzzo è stato infatti ucciso a fucilate. Una vittima che va sommata a quelle registrate in Toscana, più di dieci lupi e canidi uccisi in pochi mesi. I risultati dell’indagine necroscopica sull’orso abruzzese non hanno lasciato dubbi, grazie alla loro esecuzione da parte dell’Unità Forense Veterinaria del Ministero della Salute presso l’Istituto Zooprofilattico di Grosseto, lo stesso che finalmente, ieri, è stato incaricato delle analisi sulla morte dell’orsa Daniza in Trentino.


mercoledì 17 settembre 2014

Caccia: Pepe, nel futuro gestione per crescita faunistica

(REGFLASH) Pescara, 17 set. Nell'ambito di un più ampio disegno di riscrittura della gestione faunistico-venatoria nel territorio regionale, l'assessore alla caccia, Dino Pepe, annuncia le definitive modifiche al calendario venatorio. "Abbiamo ereditato una situazione già avviata dagli uffici amministrativi, senza soluzione di continuità con quanto attuato in precedenza. E' stato dunque necessario, preliminarmente, acquisire le giuste professionalità e competenze, seguire un percorso di consultazione con gli esponenti del mondo venatorio, ambientalista ed agricolo al fine di garantire la giusta dialettica fra le parti coinvolte ed entrare nel merito delle problematiche più accese, nonché intessere un nuovo costruttivo dialogo con l'Ispra". Secondo l'Assessore "è stato anche necessario attendere il pronunciamento dell'ufficio regionale competente per la valutazione d'incidenza. Si tratta di modifiche che incideranno principalmente sulle modalità di prelievo della beccaccia, della coturnice e del cinghiale nelle aree di presenza dell'orso, venendo incontro alle istanze di una semplificazione gestionale che corrisponderà una migliore sinergia con i cacciatori". Aggiunge Pepe: "L'intento, per i prossimi anni, è quello di giungere ad una gestione attiva che accresca innanzitutto la qualità, distribuzione e densità delle consistenze faunistiche sul territorio. L'assessore Pepe aggiunge che "Per arrivare a questo obiettivo, di sicura condivisione da parte dei cacciatori e degli ambientalisti, occorre compiere dei passaggi importanti che prevedono principalmente: l'ammodernamento della legge regionale sulla caccia, la costituzione dell'osservatorio faunistico regionale, la redazione di un nuovo piano faunistico venatorio. In particolare, grazie all'osservatorio faunistico, finalmente, la regione potrà possedere dati autonomi di biologia della selvaggina e stringere un qualificato rapporto con l'Ispra, che per svolgere adeguatamente il proprio ruolo consultivo ha indispensabile necessità di possedere elementi di valutazione cospicui, attendibili e qualitativamente validi. Allo stesso modo, il piano faunistico venatorio regionale, da riscrivere, potrà rispondere ad una più moderna ed adeguata gestione venatoria, passando per il coinvolgimento del mondo agricolo. E, così, dovrà essere adeguata la normativa regionale non più rispondente alle evoluzioni della caccia, alle modificazioni degli habitat naturali abruzzesi, alla presenza delle aree protette ed alla necessità di conservazione di specie delicate, come i grandi carnivori, e di specie in espansione - a volte anche problematiche - come gli ungulati, che abbisognano di diventare una risorsa collettiva anziché un problema. Obiettivi a medio e lungo termine sui quali l'assessorato è già al lavoro".

mercoledì 3 settembre 2014

Calendario venatorio Abruzzo. Le associazioni ambientaliste chiedono scelte diverse dalla precedente gestione

COMUNICATO STAMPA DEL 03 SETTEMBRE 2014

Domani la VINCA sul nuovo calendario venatorio. L’appello delle associazioni ambientaliste

CACCIA: LA REGIONE DIMOSTRI CHE QUALCOSA È CAMBIATO

WWF, LIPU, Salviamo L’Orso, Legambiente, Pro Natura e Mountain Wilderness chiedono scelte diverse dalla precedente gestione. La salvaguardia dell’Orso marsicano è una priorità assoluta

Domani la bozza di calendario venatorio predisposta dalla Regione Abruzzo sarà esaminata per la obbligatoria Valutazione di Incidenza (VINCA) dal Comitato VIA. Le associazioni WWF, LIPU, Salviamo L’Orso, Legambiente, Pro Natura e Mountain Wilderness hanno presentato una serie di osservazioni (in allegato) con cui chiedono di migliorare il calendario, a dimostrazione di un reale cambiamento della gestione della caccia rispetto a quella pessima della passata Giunta regionale, battuta ben 14 volte in cinque anni in sede giudiziaria per una incomprensibile insistenza (con spese legali a carico dei contribuenti) in scelte contrarie alla normativa.

Il calendario 2014-15, nella attuale stesura, ricalca e per alcuni versi persino peggiora i precedenti. Le sei associazioni ambientaliste insistono sulla necessità di dare la necessaria tutela ad alcune specie di uccelli in cattivo stato di conservazione nonché di intervenire con urgenza per l’Orso marsicano, simbolo dell’Abruzzo, a grave rischio di estinzione, la cui tutela è una priorità assoluta, condivisa in tutto il mondo, di fronte alla quale il calendario venatorio deve essere necessariamente adeguato.
È in particolare indispensabile prevedere che, nell'intera area di distribuzione individuata nell'accordo PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), sottoscritto dalla Regione Abruzzo insieme al Ministero per la tutela dell'Ambiente e ad altri Enti, l'attività venatoria venga limitata a periodi e modalità compatibili con la tutela del plantigrado (evitando ad esempio di aprire la caccia al Cinghiale prima del 1° novembre) concetto ribadito ampiamente dall’ISPRA e in sentenze del TAR. Tra l’altro il 27 marzo scorso le Regioni Abruzzo, Lazio e Molise hanno firmato un “Protocollo di intesa per l’attuazione di azioni prioritarie per la tutela dell’Orso bruno marsicano” nel quale si ribadisce la particolare importanza della regolamentazione dell’attività venatoria nell’areale dell’orso per limitarne l’impatto sulla specie. E poi il 28 maggio 2014 è stato stipulato tra il Ministero dell’Ambiente e le maggiori Associazioni venatorie italiane un “Protocollo per la tutela dell’Orso bruno marsicano e il miglioramento della gestione venatoria 2014/2018”, con cui, per la prima volta, anche le Associazioni venatorie s’impegnano a sostenere, nelle aree di presenza dell’Orso, le limitazioni indicate dalle prescrizioni del PATOM, ossia il divieto immediato di caccia in braccata, tecniche di prelievo a minor impatto, esclusione della preapertura, eliminazione dei ripopolamenti a scopi venatori, limitazione adeguata delle aree e dei tempi di allenamento dei cani da caccia.

Per le altre questioni relative al calendario venatorio, in sintesi, gli ambientalisti chiedono:
una maggiore attenzione alla tutela della Lepre italica (Lepus corsicanus), preziosa specie endemica, non cacciabile, difficilmente distinguibile dalla Lepre comune con cui in molte aree convive;
di ristabilire i periodi di caccia indicati dall’ISPRA per le specie Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Beccaccia, e più in generale un adeguamento a quanto deciso a livello comunitario per la tutela degli uccelli selvatici, evitando in particolare la preapertura della caccia a Quaglia e Tortora, per le quali l’Unione Europea ha chiesto la protezione totale, in quanto in cattivo stato di conservazione, tutelando altre specie, come la Coturnice e l’Allodola, e non dando alle Province la possibilità di consentire la caccia al Colombaccio nella prima decade di febbraio;
una moratoria temporale all’utilizzo per la caccia agli ungulati di munizioni contenenti piombo, molto pericolose per la salute umana e per gli animali selvatici necrofagi;
la conclusione alle 14.30 della caccia al cinghiale nei territori che ospitano i dormitori del Nibbio reale (Milvus milvus), specie particolarmente protetta a livello comunitario.

Pescara, 3 settembre 2014

Luciano Di Tizio WWF Abruzzo
Stefano Allavena LIPU Abruzzo
Stefano Orlandini Salviamo L’Orso
Giuseppe Di Marco Legambiente Abruzzo
Piera Lisa Di Felice Pro Natura Abruzzo
Marano Mario Viola Mountain Wilderness Abruzzo

venerdì 29 agosto 2014

Impallinato il calendario venatorio Abruzzo dalle Associazioni di protezione ambientale

Per le associazioni di protezione ambientale: la proposta della Giunta D’Alfonso è simile a quelli della Giunta Chiodi-Febbo. Persa l’ occasione, sostengono, per dimostrare discontinuità con il passato-filo venatorio della Regione Abruzzo.

Sulmona, 26 agosto - Il Calendario Venatorio relativo alla stagione di caccia 2014/15 approvato l’11 agosto dalla nuova Giunta regionale ha ignorato le raccomandazioni inviate dalle più importanti associazioni ambientaliste a livello nazionale e regionale per chiedere che si tenesse conto delle richieste dell’Unione Europea (UE), finalizzate alla tutela di specie di uccelli in sensibile diminuzione. 

Il Calendario Venatorio appena approvato ripropone tutte le peggiori criticità del passato: anche quest’anno viene consentita l’apertura anticipata a tortora e quaglia, per le quali l’UE ha chiesto la protezione totale, visto che si trovano in uno sfavorevole stato di conservazione, e inoltre viene confermata la possibilità di prolungare la caccia al colombaccio fino al mese di febbraio, quando l’attività venatoria arreca chiaramente un notevole disturbo a molte specie già in attività riproduttiva. E’ quanto scrivono oggi in una nota congiunta Luciano Di Tizio (WWF Abruzzo), Stefano Allavena (LIPU Abruzzo), Stefano Orlandini (Salviamo l’Orso), Mario Marano Viola (Mountain Wilderness Abruzzo), Piera Lisa Di Felice Pro Natura Abruzzo.


“Il calendario venatorio, prosegue la nota, consente la caccia anche ad altre specie di uccelli che risultano essere in diminuzione. Per questo, l’Unione Europea ha chiesto di non includere tra le specie cacciabili la coturnice, la pavoncella e il moriglione, mentre qui in Abruzzo questi animali si possono abbattere.L’UE ha chiesto inoltre di sospendere la caccia ad altre 12 specie fino a quando non saranno stati adottati piani di gestione e programmi di conservazione per le specie e per i relativi habitat. Ebbene la Regione ha interdetto la caccia solamente a quelle legate agli ambienti umidi, in Abruzzo ben poco rappresentati e per giunta quei pochi esistenti già inclusi in aree protette. Era per la protezione di altre che bisognava intervenire e cioè per beccaccia, allodola, starna, tortora e quaglia. Nulla è stato fatto per la loro tutela, anzi…

Ma ancora più grave è che la Regione Abruzzo non solo non ha adottato alcun provvedimento concreto per la tutela dell’orso, così come previsto dal Piano d’Azione Nazionale per la Tutela dell’Orso Bruno Marsicano (PATOM), ma, rinnegando la proposta iniziale portata in consulta regionale, ripristina la caccia al cinghiale nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo nel periodo 1 ottobre – 31 dicembre invece di posticiparla così come lo scorso anno, al periodo 1 novembre – 31 gennaio, per evitarne la coincidenza con il periodo in cui l’orso e’ in piena attivita’ e si alimenta (iperfagia) per affrontare il letargo invernale. Inoltre, non tenendo conto del parere dell’Ispra, non viene mantenuta l’assegnazione in forma esclusiva delle zone di caccia al cinghiale alle singole squadre.

Misure molto gravi che rimettono in discussione anche quelle minime forme di tutela dell’Orso Marsicano nell’esercizio dell’attività venatoria nella Zona di Protezione Esterna del Parco d’Abruzzo, che è, a tutti gli effetti, habitat fondamentale dell’orso.Non possiamo inoltre non rilevare con grande amarezza l’inspiegabile schizofrenia della Regione che non piu tardi dello scorso 27 Marzo ha firmato un protocollo d’intesa per l’attuazione delle azioni prioritarie per la tutela dell’orso bruno marsicano, insieme a Lazio , Molise e Ministero Ambiente in cui la regolamentazione dell’esercizio venatorio e’ una delle azioni piu’ importanti e poi inspiegabilmente licenzia un calendario venatorio fortemente peggiorativo rispetto a quelli prodotti dalla precedente giunta regionale.

Il T.A.R. Abruzzo, con la sentenza del 12 giugno 2013, evidenziava che la Regione Abruzzo ha mancato di proteggere l’orso marsicano, evitando di normare in maniera più stringente l’attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie”. Con questa sentenza i giudici amministrativi avevano censurato l’operato della Regione, in particolare, per la Zona di protezione Esterna (ZPE) del PNALM, bocciando la suddivisione in aree C1 e C2, in quanto quest’ultima consentirebbe “in modo illegittimo una gestione di caccia semiliberizzata, con grave nocumento per la sopravvivenza del plantigrado”. Nonostante sia già stato approvato dalla Giunta Regionale, il Calendario Venatorio attende ancora di essere sottoposto a Valutazione d’incidenza (VINCA) cioè al giudizio dell’ apposito Servizio regionale. Sono possibili quindi ancora modifiche e le associazioni per la protezione ambientale sperano che gli Uffici tecnici della Regione facciano prevalere al più presto le istanze scientifiche ai fini della tutela della fauna selvatica piuttosto che gli interessi di parte del mondo venatorio”. 

Fonte: corrierepeligno.it del 26 agosto 2014

Abruzzo. Ecco la stagione di caccia tra doppiette e polemiche

Gli ambientalisti contro l’assessore Di Matteo ma anche l’ex Febbo critica il calendario venatorio


PESCARA La definizione del calendario venatorio, in vista della nuova stagione di caccia, accende le polemiche. Gli ambientalisti stigmatizzano la continuità con le scelte del passato e puntano il dito contro l’assessore ai Parchi, Donato Di Matteo, noto per essere un appassionato cacciatore. L’ex assessore alla Caccia, ovvero l’attuale consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, considera invece «peggiorative» le decisioni assunte dalla giunta D’Alfonso, ma da un punto di vista diametralmente opposto a quello delle associazioni. La stagione venatoria, in Abruzzo, avrà inizio il prossimo 21 settembre e si concluderà il 21 gennaio successivo. Nelle giornate del 6 e 7 settembre scatterà la pre-apertura, che riguarderà soltanto alcune specie e non includerà la Zona di protezione esterna del Parco nazionale D’ Abruzzo, Lazio e Molise, le Zone di protezione speciale (Zps) e i Distretti di gestione per la caccia alla coturnice. Lungo e corposo il cahier de doleance degli ambientalisti abruzzesi, rappresentati da Wwf, Lipu, Salviamo l’Orso, Viola Mountain Wilderness e Pro Natura. «Il calendario venatorio appena approvato ripropone tutte le peggiori criticità del passato – accusano le associazioni - Anche quest’anno viene consentita l’apertura anticipata a tortora e quaglia, per le quali l’Unione Europea ha chiesto la protezione totale, visto che si trovano in uno sfavorevole stato di conservazione, e inoltre viene confermata la possibilità di prolungare la caccia al colombaccio fino a febbraio, quando l’attività venatoria arreca grande disturbo a molte specie già in attività riproduttiva». A rischio anche altre tipologie di uccelli. «L’Unione Europea ha chiesto di non includere tra le specie cacciabili la coturnice, la pavoncella e il moriglione, mentre in Abruzzo questi animali si possono abbattere – rimarcano gli ambientalisti – L’Europa, inoltre, ha esortato a sospendere la caccia ad altre 12 specie, fino a quando non saranno stati adottati piani di gestione e programmi di conservazione, mentre la Regione ha interdetto la caccia solamente alle specie legate agli ambienti umidi, che in Abruzzo sono scarsamente rappresentate e in larga parte già incluse nelle aree protette, lasciando campo libero all’abbattimento di beccaccia, allodola, starna, tortora e quaglia». Destano preoccupazione anche le possibili ripercussioni sugli orsi: «La Regione non solo non ha adottato alcun provvedimento a loro tutela, così come previsto dal Piano d’Azione Nazionale per la Tutela dell’Orso Bruno Marsicano, ma ha rinnegato la proposta iniziale, portata in consulta regionale, ripristinando la caccia al cinghiale nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’ Abruzzo, nel periodo 1 ottobre–31 dicembre, anzichè posticiparla, come lo scorso anno, al periodo 1 novembre–31 gennaio, per evitare la coincidenza con il periodo in cui l’orso è in piena attività e si alimenta per affrontare il letargo invernale». Le criticità rilevate, si traducono in una secca bocciatura. «È stata persa l’occasione per dimostrare discontinuità con il passato filo-venatorio della Regione – concludono le associazioni - In tempi non sospetti segnalammo quanto fosse particolare un assessore all'Ambiente e ai Parchi amante della caccia, non avvezzo a parchi ed aree protette, come Donato Di Matteo e il nuovo calendario venatorio, purtroppo, ci dà ragione». Di segno opposto i rilievi dell’ex assessore competente Mauro Febbo, che ha inviato una lettera aperta ai cacciatori abruzzesi. «Esprimo amarezza e delusione per il calendario emanato dalla Regione, penalizzante e ben lontano da quello dell’anno precedente – sono le parole di Febbo – Sono tanti gli aspetti discutibili, dall’allenamento posticipato all’invenzione della caccia specialistica alla beccaccia, dal divieto del trasporto di armi nei comparti Coturnice, che è materia nazionale e dunque è stata trattata in maniera incostituzionale, fino alle prescrizioni penalizzanti per la lepre e alla riduzione dei periodi di caccia».
Stefano Buda