martedì 21 agosto 2012

Pescara. Cacciatori-bracconieri con il capriolo “caldo” in auto


GEAPRESS – La carcassa del capriolo, riferisce la Forestale, era ancora calda. I due cacciatori, con regolare porto d’armi, lo avevano da poco abbattuto e, chiuso in un grosso sacco di immondizia (vedi foto), caricato in auto. Non si aspettavano, certo, che i loro spari erano stati avvertiti dai Forestali del Comando Stazione di Montebello di Bertona (PE) che si trovavano nei luoghi in servizio notturno.
Siamo a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in località Santanello nel Comune di Civitella Casanova, in provincia di Pescara.
I Forestali, dopo una puntuale attività di raccolta di informazioni e di controllo coordinato del territorio teso a reprimere il fenomeno del bracconaggio, uditi gli spari con estrema rapidità hanno bloccato un’autovettura sospetta. All’interno due uomini, una carabina, cartucce, un faro per la caccia notturna e la carcassa del giovane capriolo, un maschio di circa 4 anni.
I due cacciatori-bracconieri sono residenti nell’area dove sparavano notte tempo in pieno divieto di attività venatoria.
Gli agenti hanno provveduto al sequestro di tutto il materiale probante e consegnato la comunicazione di notizia di reato alla Procura della Repubblica di Pescara. I due denunciati rischiano la confisca dell’arma e la possibile sospensione del porto d’armi.
“Stiamo prestando particolare attenzione ai servizi di contrasto e repressione al fenomeno del bracconaggio” ha dichiarato il Comandate provinciale del CFS di Pescara ing. Mauro Macino “per tutelare sia la fauna, quindi l’ambiente, ma sopratutto per salvaguardare l’incolumità dei cittadini ed evitare cosi tragici incidenti”.
La carcassa del giovane capriolo, dal peso di circa 30 kg, è stata consegnata al servizio veterinario della USL di Pescara, per gli accertamenti di rito ed il successivo conferimento al Istituto Zooprofilattico di Teramo. E’ probabile che l’animale provenisse proprio dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

Fonte: geapress.it del 20 agosto 2012

venerdì 17 agosto 2012

Abruzzo - Il Calendario venatorio pericolo per l'orso

Nota del Gruppo Orso

Abruzzo - Il Calendario venatorio pericolo per l'orso

Consente la caccia al cinghiale già a partire dal 7 ottobre, vale a dire nel pieno della stagione autunnale ricca di frutta e bacche. Proprio quando nel Preparco i pochi Orsi marsicani sopravvissuti, comprese le femmine con piccoli dell'anno, cercano nutrimento abbondante prima del sonno invernale


Ancora una volta l'Abruzzo, un tempo Regione dei Parchi ammirata a livello europeo, si illustra per un nuovo attacco alla natura, fatto per compiacere chi voglia sparare dove e quando non dovrebbe.
Il Calendario Venatorio 2012, infatti, non eccelle solo in permissivismo e violazione alle direttive europee, ma anche perché consente la caccia al cinghiale, con squadre, cani e «braccate» (le classiche battute) già a partire dal 7 ottobre, vale a dire nel pieno della stagione autunnale ricca di frutta e bacche. Proprio quando nel Preparco i pochi Orsi marsicani sopravvissuti, comprese le femmine con piccoli dell'anno, cercano nutrimento abbondante prima del sonno invernale. E quando le femmine gravide accumulano con impegno energie e riserve di grasso, che poi trasformeranno in latte per i cuccioli partoriti d'inverno nella tana.
A lanciare l'allarme, questa volta, non sono solo i gruppi ambientalisti di punta e d'assalto, ma anche il Parco stesso, preoccupato per l'enorme disturbo alla fauna e per il forte rischio di orsicidi (che siano dolosi, colposi o preterintenzionali non fa differenza). Perché nella tenue luce dell'alba o nella penombra della macchia un orso può facilmente essere scambiato per un cinghiale, e finisce non di rado impallinato. Perché i cani possono inseguire i cuccioli, e quando la mamma cerca di difenderli, il buono sparatore la abbatte a bruciapelo da pochi metri, spergiurando poi d'aver agito per «legittima difesa» (è accaduto qualche tempo fa persino nei Pirenei francesi).
Ma come si può essere tanto miopi e retrogradi? E c'è ancora qualche pseudo ambientalista disposto ad accettare e sopportare, o addirittura giustificare, certe attuali degenerazioni dell'attività venatoria. Il Gruppo Orso invita formalmente la Regione Abruzzo a modificare con la massima urgenza il Calendario Venatorio, e investirà della questione tutte le massime Autorità internazionali. Perché non ha senso attingere a piene mani ai fondi europei in nome di orsi, lupi e camosci, e poi dimostrarsi incapaci di contenere le frenesìe sparatorie delle minoranze.
La proliferazione dei cinghiali costituisce un problema serio, ma può essere controllata e contenuta in ben altri modi. E forse sarebbe tempo di chiedersi chi l'ha davvero provocata, ripopolando l'Italia di cinghiali europei ben diversi da quelli originari: ieri rustici e abituati a vivere nella macchia, oggi famelici divoratori di produzioni agricole di pianura, e in grado di riprodursi incessantemente. Che a pagare per gli errori altrui debba essere sempre l'Orso marsicano non è giusto: e non è certo così che si garantisce un futuro alla natura e alle genti d'Abruzzo.

(Fonte Franco Tassi, Gruppo Orso Italia)

Bracconaggio, D'Amico (Pd) critica Provincia Chieti


Chieti. “Meglio tardi che mai! Apprezziamo la buona volontà manifestata dal presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, e del suo…fidato (?) consigliere delegato alla Caccia, Giovanni Staniscia, di voler programmare una migliore vigilanza per contenere l’alta, numerosa, dannosa e nociva presenza di cinghiali che tanti danni, diretti ed indiretti, producono nel territorio. Non intendiamo animare dell’inutile polemica ma sollecitare soluzioni certe ed immediate. Non vogliamo più sottacere ritardi compiacenti e silenzi interessati. Il tempo del pagamento dei dazi elettorali è finito! Il consigliere delegato tiri fuori soluzioni, se ne ha, altrimenti tragga le conseguenze del suo operato che è assolutamente fallimentare".

Così il capogruppo del Pd in Consiglio Provinciale a Chieti, Camillo D'Amico, sul diffuso problema del bracconaggio nel territorio provinciale teatino e sul modo nel quale lo sta affrontando l'amministrazione provinciale.

"I cittadini - prosegue D'Amico - sappiano che le uniche, iniziali e uniche attività rilevanti da lui promosse sono: congelare il Regolamento per il controllo ed il contenimento del cinghiale nel territorio redatto dall’amministrazione di centrosinistra presieduta dal senatore Tommaso Coletti con Antonio Tamburrino assessore delegato; ripristinare la possibilità dei componenti i corpi di Polizia (quella di Polizia Provinciale compresa) di poter liberamente cacciare con il pericolo che i controllori non controllino i controllati (bella etica politica!). 

Non vogliamo altre disgrazie ma una programmazione chiara e responsabile. Questo centrodestra, ha manifestatamente mostrato di non avere alcuna capacità risolutiva ma solo balbettanti paliativi. Ben vengano gli aiuti ed i suggerimenti delle associazioni venatorie così come quello degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) ma il controllo, la pianificazione e la vigilanza sia in capo alla provincia e tornasse ad esercitare compiutamente le proprie funzioni. 

La commissione consiliare ed il consiglio provinciale sono gli organi deputati ad assumere le decisioni; non certo la consulta della caccia troppo spesso presa, con arroganza e presunzione dal consigliere delegato, a luogo improprio per ratificare le volontà di una parte ormai fortemente minoritaria del mondo venatorio”.

lunedì 13 agosto 2012

Calendario Venatorio Abruzzo. Disattese le richieste del Parco



CALENDARIO VENATORIO ABRUZZO

Disattese le richieste del Parco

(Pescasseroli, 13 Ago 12)

La decisione della Regione di aprire la caccia al cinghiale dal 7 ottobre prossimo, ha suscitato molta delusione nei vertici del Parco che, con una lettera del 27 luglio scorso, avevano invitato la Regione stessa a posticipare l'apertura al 1° novembre, al fine di ridurre la sovrapposizione di questa particolare attività venatoria nella Zona di Protezione Esterna con il periodo di iperfagia dell'Orso. Si tratta, infatti, del periodo più importante e delicato per l'orso marsicano che deve prepararsi ad affrontare il letargo invernale e, per le femmine, il probabile parto. 

Nella missiva, si sottolineava come i provvedimenti presi finora per la tutela dell'Orso bruno marsicano, popolazione unica a livello mondiale e a elevato rischio di estinzione, non possono essere considerati sufficienti e si ricordava come la Regione Abruzzo sia firmataria del protocollo sul Piano di tutela dell'orso marsicano. La Regione vi è peraltro impegnata  in qualità di capofila. Oltretutto, il Consiglio  d'Europa,  nel recente atto di rinnovo del Diploma Europeo, ha posto tra le condizioni - raccomandazioni quella della salvaguardia dell'orso, in particolare nel periodo autunnale.

Tutto ciò non viene  purtroppo considerato dalla Regione e il Calendario venatorio ha sostanzialmente seguito, su questo punto, lo stesso percorso dell'anno precedente. 

Il 7 ottobre, quindi, si apre la caccia al cinghiale in pieno periodo in cui l'orso è molto occupato a procacciarsi il cibo per prepararsi alla stagione invernale. In fondo, il Parco,  ha semplicemente chiesto di posticipare l'apertura al 1° novembre anche protraendola  eventualmente fino al 31 gennaio, senza nulla togliere quindi, alla durata complessiva di questo tipo di caccia. 

Al  Parco si fa notare, ovviamente, l'incoerenza del comportamento della Regione che da un lato  sottoscrive un Patto per la salvaguardia dell'orso, dall'altro adotta provvedimenti che lo  disattendono. 

Già lo scorso anno era stato chiesto di posticipare l'apertura della caccia al cinghiale a novembre,  ma senza riscontro. Purtroppo, anche dalle segnalazioni di presenza di orsi nella Zona di Protezione Esterna (Area Contigua) cominciano a evidenziarsi le difficoltà del plantigrado a vivere stabilmente in certe località  a causa del disturbo che sono costretti a sopportare e a cercare perciò  una "via di fuga" che li porta ad affrontare, a volte, gravi pericoli per la loro vita.


Uffici stampa e comunicazione
Antonietta Ursitti  Tel. 0863.9113204  e-mail ufficiostampa@parcoabruzzo.itCristina Notarantonio Cell. 335.7644016 e-mail comunicazione@parcoabruzzo.it
Comunicato Stampa n.  60/2012





Polizia Provinciale Chieti, maggiori controlli contro il bracconaggio

CHIETI - La Polizia Provinciale intensificherà l’attività di contrasto al fenomeno del bracconaggio su tutto il territorio. Lo ha disposto il Presidente Enrico Di Giuseppantonio d’intesa con il Consigliere delegato ai problemi della caccia Giovanni Staniscia. Di recente la Polizia Provinciale si è dotata di nuove attrezzature ed equipaggiamenti fra cui localizzatori Gps, giubbotti antiproiettile, binocoli, fotocamere digitali, computer e stampanti portatili, capi di vestiario ma anche modulistica per le sanzioni amministrative e le violazioni del Codice della strada.

"Pur nella consapevolezza di dover chiedere un ulteriore sacrificio ad un organico già ridotto e che ogni giorno deve far fronte ad una serie di attività in materia di ambiente e  tutela del territorio, d’intesa con il consigliere Staniscia ho chiesto alla Polizia Provinciale di aumentare controlli ed i servizi che vengono già effettuati normalmente contro il bracconaggio – dice il Presidente Di Giuseppantonio.  Avremmo voluto ampliare l’organico di almeno 4 unità ma ciò non è stato possibile a causa della situazione di pre dissesto. La Polizia Provinciale in questi mesi è riuscita a sequestrare un numero considerevole di gabbie-trappole per cinghiali soprattutto nella riserva naturale di Punta Aderci e un buon numero di lacci utilizzati sempre dai bracconieri soprattutto all’interno delle aree protette, dove più numerosa è la presenza dei cinghiali.

L’auspicio è che i maggiori controlli rappresentino un deterrente efficace contro attività del tutto illegali che, come purtroppo è accaduto di recente a Casalbordino,  possono sfociare in tragedia.
A settembre – conclude il Presidente Di Giuseppantonio - terremo un incontro con tutte le Associazioni venatorie ed ambientaliste affinchè nella lotta al bracconaggio vengano impiegate anche le guardie giurate volontarie che fanno capo a tali associazioni e che si sono formate grazie a specifici corsi predisposti dalla Provincia. In questo modo sarà possibile garantire un’azione più efficace ed omogenea contro il bracconaggio".

"LA GIUNTA APPROVA ANCORA UNA VOLTA UN VERGOGNOSO CALENDARIO VENATORIO DETTATO DAI CACCIATORI AGLI SCRIBACCHINI DELLA REGIONE"


COMUNICATO STAMPA DEL 09 AGOSTO 2012

ABRUZZO E CACCIA. LA GIUNTA APPROVA ANCORA UNA VOLTA UN VERGOGNOSO CALENDARIO VENATORIO DETTATO DAI CACCIATORI AGLI SCRIBACCHINI DELLA REGIONE. UNO SCHIAFFO ALLA NATURA, AGLI ANIMALI, AL RISPETTO DELLE LEGGI NAZIONALI ED EUROPEE.

LE TASSE DEGLI ABRUZZESI SERVIRANNO PURTROPPO ANCHE A PAGARE GLI ERRORI E L'INCONSISTENZA DELL'ASSESSORE ALLA CACCIA MAURO FEBBO

L’Aquila, 09 Agosto 2012 - Dichiara Walter Caporale, Capogruppo regionale dei Verdi: “Ogni anno la Regione Abruzzo colleziona sconfitte e bocciature in materia di caccia. E’ arrivato il momento di far pagare di tasca propria a chi per tutti questi anni ha abusato della propria posizione per far approvare norme e delibere illegittime i cui costi e spese legali vengono scaricati sulla collettività abruzzese”.
La Regione Abruzzo anche questa volta ha voluto perdere l’occasione per adeguare il calendario venatorio regionale a quanto disposto  dalla recente sentenza del TAR e dai pareri obbligatori dell’ ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Anche quest’anno infatti non sono state tenute in considerazione diverse indicazioni dal mondo scientifico e dai giudici amministrativi, ad esempio  in riferimento alle specie cacciabili e ai tempi e periodi caccia, all’utilizzo dei pallini di piombo e alla tutela dell’orso bruno dalla caccia.
La Regione Abruzzo, consapevole ogni anno di approvare calendari venatori palesemente illegittimi (ne sono la prova ogni anno le condanne comminate dai giudici amministrativi contro la Regione Abruzzo) tenta in ogni modo di bloccare i ricorsi delle associazioni per la protezione dell’ambiente e per la tutela degli animali.
Per impedire i ricorsi al TAR, il Consiglio Regionale aveva emanato il calendario venatorio 2010/2011 con una subdola legge  (su cui non è possibile il ricorso al TAR). Ma le associazioni non si sono date per vinte ed hanno ottenuto la bocciatura della “leggina” dalla Corte Costituzionale che ha sancito, in maniera univoca, che i calendari possono essere emanati solo con atto amministrativo (quindi con delibera) e non con legge-provvedimento.
Quest’anno la Regione Abruzzo è costretta (dalla Legge)  ad approvare il calendario venatorio con delibera di giunta (impugnabile dagli aventi diritto al Tribunale Amministrativo Regionale).
Consapevoli anche quest’anno di aver approvato un calendario venatorio illegittimo, la Regione Abruzzo tenta di impedire i ricorsi delle Associazioni per la tutela dell’ambiente e degli animali pubblicando il calendario venatorio il 01 agosto, cercando così di far mancare i tempi necessari per impugnare l’atto.
La Regione Abruzzo ha degli obblighi di legge che non ottempera. La legge regionale abruzzese n. 10/2004 indica che la Giunta Regionale entro e non oltre il 15 giugno  deve pubblicare il calendario venatorio.
Fino a quanto la fauna selvatica verrà considerata dalla legge italiana “patrimonio indisponibile dello Stato” e quindi un bene di tutta la collettività, i Verdi si adopereranno per tamponare gli abusi dei cacciatori e della politica filo-venatoria di questa Giunta regionale.
SI ALLEGA CRONISTORIA DELLE SCONFITTE GIUDIZIARIE IN MATERIA VENATORIA DELLA GIUNTA CHIODI



Walter Caporale
Capogruppo Verdi
Regione Abruzzo






CRONISTORIA DELLE SCONFITTE GIUDIZIARIE IN MATERIA VENATORIA DELLA GIUNTA CHIODI:

·   SETTEMBRE 2009: Il TAR Abruzzo con ordinanza depositata il 03 settembre 2009 accoglie pienamente il ricorso del’ Associazione WWF ricorrente avverso il calendario venatorio 2009/2010 annullando le scelte della Giunta Regionale sulla preapertura alla Quaglia e sul posticipo della caccia alla Beccaccia.

OTTOBRE 2009: Il TAR Abruzzo con ordinanza del 14 ottobre 2009 accoglie il ricorso delle associazioni Animalisti Italiani e della LAC avverso il Calendario venatorio regionale 2009/2010. Il TAR ha “Considerato che pare fondata la censura di difetto  di motivazione della DGR impugnata, nella parte in cui quest’ultima non ha dato adeguata contezza delle ragioni di dissenso rispetto alle concludenze consultive dell’ISPRA“.

DICEMBRE 2010: Con ordinanza del 02 dicembre 2010 il TAR Abruzzo boccia la Regione Abruzzo a seguito del ricorso presentato dagli ambiti territoriali di caccia dell'Aquila, Barisciano, Avezzano e Roveto-Carseolano che contestavano il nomadismo venatorio introdotto con la mobilità dei cacciatori per la fauna migratoria. Il TAR: “La disposizione impugnata è inoperativa, inefficace, inapplicabile e ha ritenuto rilevanti e non manifestamente infondati i dubbi di costituzionalità sollevati col ricorso. Ci si augura che, per il futuro, il legislatore tenga presenti i princìpi generali che regolano la materia, conservazione dell'ambiente e tutela della fauna».

·  OTTOBRE 2011: Il TAR ABRUZZO sul ricorso presentato da Ass. Animalisti Italiani, WWF e LAC sospende con ordinanza del 27/10/11 parte del Calendario Venatorio 2011-2012 censurando la Regione Abruzzo che ha completamente stravolto i periodi di caccia per le singole specie che erano stati suggeriti dall’ISPRA, allungando il periodo di caccia per ben 27 di queste. Il Tar ha ritenuto che la Giunta regionale non ha motivato adeguatamente tutti questi abnormi scostamenti dai periodi indicati dall’ISPRA. Inoltre il TAR ha censurato la Regione anche sugli orari di caccia”. La Giunta regionale, per adeguarsi parzialmente alle indicazioni dei giudici emana ben quattro versioni diverse di calendario venatorio.

FEBBRAIO 2012 La Corte Costituzionale con sentenza n. 20/2012 dichiara illegittima la legge della Regione Abruzzo 10 agosto 2010, n. 39 (Norme per la definizione del calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2010/2011), a seguito di richieste di impugnativa pervenute al Governo. La Corte sancisce in maniera univoca che i calendari possono essere emanati solo con atto amministrativo e non con legge-provvedimento.

·   GIUGNO 2012: Il TAR Abruzzo il 25/06/2012 deposita sentenza di merito sul ricorso presentato da Ass. Animalisti italiani, WWF e LAC. Vengono bocciati dai giudici diversi punti del Calendario Venatorio 2011-2012 tra i quali la caccia alle specie in declino (SPEC); la relazione tecnica dell’Assessorato competente, definita inidonea; l’uso delle munizioni al piombo; le iniziative a tutela  dell’orso dalla caccia che non ne garantiscono la salvaguardia. Sollevata e rimandata alla Corte Costituzionale la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul comparto unico sulla migratoria.




 Gruppo Consiliare "VERDI" Regione Abruzzo Via Jacobucci,4 - 67100 L'Aquila –

Approvato dalla Regione Abruzzo un calendario venatorio inaccettabile


COMUNICATO STAMPA
Approvato dalla Regione Abruzzo un calendario venatorio inaccettabile.
Saranno cacciate le specie in declino e sarà allungato il periodo di caccia fino a febbraio.

L’AQUILA - Ancora una volta l’Assessore alla Caccia Mauro Febbo, messo all’angolo dalle pressioni dei cacciatori, ha inserito nel calendario venatorio diversi elementi peggiorativi a danno della fauna. E’ stato infatti quasi integralmente fatto proprio dall’Assessore il documento presentato dalle associazioni venatorie che chiedevano  l’estensione dei periodi di caccia, l’estensione del periodo di allenamento cani e l’eliminazione di alcune restrizioni su tempi e modi di caccia.

La Regione autorizza inoltre a cacciare ben dieci specie di uccelli (ghiandaia, colombaccio, cornacchia grigia, fischione, moriglione, marzaiola, gallinella d’acqua, porciglione e pavoncella) fino a febbraio e sarà ancora consentito il nomadismo venatorio in tutta le Regione, nonostante i dubbi di legittimità espressi dai giudici amministrativi del TAR. Sarà possibile sparare a diverse specie di animali considerate in declino (specie SPEC) dalla comunità scientifica.

I cari nemici degli animali Chiodi e Febbo hanno anche ignorato quanto imposto dalla recente ennesima sconfitta al TAR che non riguarda soltanto il calendario venatorio impugnato (quello dell’anno scorso) ma, a parere dei giudici, anche i calendari successivi: “….di modo che ne derivi un effetto in senso ampio conformativo sulla periodica attività dell’amministrazione in materia”.

La gente considera immorale sparare ad animali. L’80 % degli italiani ritiene che la caccia debba essere vietata o fortemente ridotta (IPSOS 2010) mentre, al contrario, la strafottenza venatoria della Regione Abruzzo non si arresta neppure dietro ai richiami dei giudici del TAR, della Corte Costituzionale, dell’ISPRA e dell’Unione Europea.

E’ inaccettabile che la maggior parte del mondo politico regionale continui questo esercizio di sudditanza verso il mondo venatorio oramai vecchio e destinato all’estinzione avendo la maggior parte dei cacciatori un'età compresa tra i 65 e i 78 anni (elaborazione Coldiretti su dati Istat e Federcaccia).

Le Associazioni LAC ed Animalisti Italiani Onlus valuteranno tutte le iniziative utili a ridimensionare le velleità venatorie della Regione a tutela degli animali e della volontà dell’80% dei cittadini abruzzesi.

L’Aquila, 10 agosto 2012

Marialucia Santarellli
Delegata Resp. Abruzzo
Associazione Animalisti Italiani Onlus

Marina Angela Anna Gallo
Delegata Resp. Abruzzo
Associazione LAC

giovedì 9 agosto 2012

La Provincia di Chieti vuole sparare ai cinghiali nelle Riserve Regionali. La risposta del WWF


COMUNICATO STAMPA DEL 09 AGOSTO 2012

In merito all’articolo apparso sul quotidiano “Il Centro” del 09 agosto 2012 dal titolo “Caso cinghiali, vertice in Procura” il sottoscritto Allegrino Claudio Coordinatore delle Guardie Giurate Volontarie del WWF intende esporre quanto segue:

CHIETI - Il Consigliere provinciale di Chieti con delega alla Caccia Staniscia ha affermato che “il problema dei cinghiali lungo la costa è dovuto ad un solo fattore: il proliferare di aree protette, nelle quali la caccia è vietata e questi animali si riproducono a dismisura e la legislazione vigente e i dogmi della religione ambientalista non permettono alcun intervento da parte dell’uomo all’interno di queste aree ritenute come santuari inviolabili”.
Ricordiamo a Staniscia che il Sistema delle Aree Protette Regionali Abruzzesi riconosciuto da normative comunitarie, nazionali e regionali rappresentano l’unico baluardo a difesa della biodiversità della nostra Regione. Il Sistema delle Aree Protette Regionali sta con soddisfazione maturando anche la capacità di farsi apprezzare da un numero sempre maggiore di turisti che vengono ad ammirare le bellezze del nostro territorio e che mai vorrebbero si sparasse dentro aree in cui la caccia è vietata.
Nessuna parola, nessun impegno giunge dal consigliere Staniscia in merito a quanto denunciato dalla Guardie WWF dopo il delitto di Casalbordino, dove un agricoltore è stato ucciso da un bracconiere ossia sulla inesistenza della vigilanza notturna da parte della Polizia Provinciale e sulle pessime condizioni in cui si trova ad operare il medesimo Corpo, con personale assolutamente carente sul piano numerico e privo di mezzi idonei per arginare gli illeciti ambientali e venatori.
Nessuna dichiarazione si legge dal consigliere Staniscia in merito alla necessità di stimolare il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, affinchè si introduca nella programmazione anche la vigilanza notturna antibracconaggio nelle campagne e nei boschi della nostra provincia.
Il responsabile delle problematiche inerenti la fauna selvatica non sono le Riserve Regionali, è invece la Mala Politica, quella incapace di prendere le decisioni ed in Provincia di Chieti ne abbiamo, da decenni, eclatanti esempi.
Il delegato alla Caccia della Provincia di Chieti Staniscia vuole esercitare la caccia nelle aree protette. Con quali dati? Qual è la stima dei cinghiali in Provincia di Chieti? Staniscia informi invece i cittadini su quali sono state finora le iniziative intraprese dalla Provincia di Chieti per la gestione della fauna protetta fuori dalle aree protette.
Quali sono le iniziative di contrasto al bracconaggio attuate della Provincia di Chieti?
Quali controlli sta predisponendo la Provincia per ridurre il commercio illegale di carne di cinghiale? La Provincia di Chieti si è dotato di un regolamento sulla caccia al cinghiale come hanno fatto le altre province abruzzesi? La Provincia di Chieti ha un per caso Piano Faunistico Venatorio scaduto da diversi anni?
Quali sistemi cosidetti sistemi “ecologici” (previsti dalla Legge quadro nazionale) ha attuato la Provincia di Chieti per contenere la “fauna problematica”? Ad esempio, quanti recinti elettrificati sono stati consegnati agli agricoltori negli ultimi tre anni?
Invitiamo il consigliere Staniscia a svolgere con maggiore impegno l’ amministratore pubblico senza offendere chi svolge attività di volontariato e senza ledere la dignità di chi cerca di fare delle aree protette regionali un esempio moderno di convivenza tra Uomo ed Ambiente.
Al cacciatore Staniscia invece chiediamo di informarsi meglio sulle responsabilità dell’espansione dei cinghiali, responsabilità dei cacciatori e delle amministrazioni filo-venatorie. Già nel 2001 l’autorevole ex Istituto della Fauna Selvatica (INFS), ora ISPRA, affermava: (cit.) “le immissioni a scopo venatorio, hanno sicuramente giocato un ruolo fondamentale nel creare la situazione di espansione e crescita delle popolazioni di cinghiale”.

Claudio Allegrino
Coordinatore Guardie Giurate
Volontarie WWF
Nucleo Provinciale di Chieti

venerdì 3 agosto 2012

Chieti. Il WWF denuncia: la vigilanza antibracconaggio notturna non esiste.


COMUNICATO STAMPA DEL 03 AGOSTO 2012

Agricoltore ucciso da una fucilata a Casalbordino. Il WWF denuncia: la vigilanza antibracconaggio notturna non esiste.

CASALBORDINO - Una tremenda tragedia ha colpito una famiglia abruzzese e l’intera regione. Un dramma ancora una volta legato all’allarmante fenomeno del bracconaggio. Il WWF, vicina alla famiglia della vittima, ritiene che le Autorità pubbliche preposte alla sicurezza dei cittadini non possano ignorare quanto accaduto. Bisogna far si che questo sia l’ultimo episodio di morte legato al mondo, sconosciuto a tanti, del bracconaggio venatorio. “Noi stesse guardie giurate volontarie ambientali temiamo per la nostra incolumità, per quello che può capitare durante i controlli notturni o al crepuscolo - dichiara Claudio Allegrino, coordinatore delle Guardie Giurate Volontarie del WWF- - La ubiquitaria presenza dei cinghiali ha aumentato il numero dei cacciatori che premono il grilletto in tempi, modi e luoghi vietati dalla legge”.
Già dal 2001 il WWF con il dossier “il bracconaggio in Abruzzo”, documento che raccoglieva ed elaborava dati ed informazioni delle diverse Forza di Polizia,  aveva denunciato le gravi carenze nella vigilanza venatoria nel territorio regionale e nella Provincia di Chieti in particolare.
Diverse volte le Guardie Giurate del WWF hanno denunciato le pessime condizioni in cui si trova ad operare il Corpo di Polizia Provinciale di Chieti, con personale assolutamente carente sul piano numerico e privo di mezzi idonei per arginare gli illeciti ambientali e venatori.
Nonostante le rassicurazioni da parte dell’ Amministrazione provinciale di Chieti (vedi dichiarazioni dell’Assessore Tavoletta pronunciate nel dicembre 2010) nulla è stato fatto concretamente per migliorare la situazione.
Nella maggior parte dei turni di lavoro, considerando ferie, permessi, malattie, servizi di rappresentanza, compilazione di atti d’ufficio, altre competenze, una sola pattuglia della Polizia Provinciale è presente sul territorio a coprire l’intera estensione della Provincia di Chieti (104 comuni e 5.172 Kmq!). Solo questo dato rende bene l’idea di come l’Amministrazione provinciale di Chieti non ha assolutamente il controllo del proprio territorio.
Il Corpo Forestale dello Stato, purtroppo, è nelle stesse condizioni operative della Polizia Provinciale: parte dei Comandi Stazione è aperto solo metà giornata e la vigilanza antibracconaggio non rientra tra le priorità di servizio.
Un appello Allegrino lo indirizza al Prefetto di Chieti: il Comitato  per l’ordine e la Sicurezza Pubblica, quale organo collegiale deputato ad organizzare i piani coordinati di controllo del territorio, introduca nella programmazione anche la vigilanza notturna antibracconaggio nelle campagne e nei boschi della nostra provincia. Bisogna fare l’impossibile perché simili tragedie non avvengano mai più.

Claudio Allegrino
Coordinatore Guardie Giurate
Volontarie WWF
Nucleo Provinciale di Chieti



giovedì 2 agosto 2012

Febbo: approvato nuovo calendario venatorio 2012-2013

LO STRUMENTO RISPONDE ALLE ESIGENZE DI ASSOCIAZIONI E ATC

La Giunta Regionale, su proposta dell'assessore regionale alle Politiche agricole, Caccia e Pesca Mauro Febbo, ha dato attuazione al nuovo Calendario Venatorio regionale che parte il 16 settembre 2012 e termina il 31 gennaio 2013, salvo per qualche particolare specie. Importante novità è l'addestramento e l'allenamento dei cani da caccia consentita dal 1° agosto 2012 (ieri) e termina il 31 gennaio 2013. I cani impiegati nella caccia devono essere iscritti in un apposito elenco predisposto dagli ATC, indicando nome del cane, razza, sesso e numero di microchip, "La versione approvata - afferma Mauro Febbo - è frutto di un lungo lavoro di concertazione e mediazione sia degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) sia con le Associazioni Venatorie che, per la prima volta, hanno stilato un documento a firma congiunta. Infatti l'ufficio di Programmazione Venatoria della Direzione Politiche Agricole, nella redazione dello stesso, ha cercato di accogliere, per quanto possibile, viste le numerose prescrizioni del TAR e dell'ISPRA, le richieste delle Associazioni Venatorie. Pertanto il nuovo calendario è uno strumento condiviso che coniuga le aspettative del mondo venatorio con le legittime esigenze di tutela e salvaguardia della natura". "Per dare certezza al mondo venatorio e agli organi di vigilanza, quest'anno nel calendario venatorio è stata allegata una cartografia che riguarda le zone di prelievo venatorio dove sono presenti specie di interesse conservazionistico (Lepre italica e coturnice) e la Zona di protezione esterna del Parco nazionale d' Abruzzo. Inoltre le prescrizioni inserite nel calendario per le suddette specie sono il frutto di un lavoro svolto congiuntamente tra Provincia dell'Aquila, Regione Abruzzo, Ispra e gli ATC interessati che, per la prima volta, sono stati coinvolti in un processo decisionale. Tra le novità - rimarca Febbo - del calendario appena varato troviamo l'apertura alla quaglia fissato per giorno 16 settembre con il cane, l'apertura alla stanziale (lepre, Starna e Fagiano) per il giorno al 16 settembre e la chiusura della caccia ai tordi e alla beccaccia stabilito per il giorno 20 gennaio 2013". "Mi preme sottolineare - continua l'assessore alla Caccia - con la modifica dell'art. 18 della legge 157/92 resasi necessaria a seguito dell'approvazione della "legge comunitaria", si sono perse le certezze su alcune date di prelievo relative all'avifauna migratoria. Nel definire i periodi di prelievo la Regione si è attenuta strettamente alle direttive comunitarie e alle linee guida sulla caccia della comunità europea che permettono alle regioni di applicare una decade di sovrapposizione ai periodi indicati dalla UE. L' attività venatoria - conclude Febbo - condotta con prudenza, rispetto delle regole, trova anche per la stagione 2012/2013, puntuale disciplina nel calendario approvato. Questo tiene conto delle diverse esigenze rappresentate dalle categorie interessate e coniuga le istanze di tutela faunistico ambientale con un esercizio venatorio equilibrato e responsabile da parte dei cacciatori". 

Casalbordino. Ha confessato il cacciatore che ha ferito mortalmente Gabriele Di Tullio


E' un uomo di Casalbordino, denunciato a piede libero per Omicidio colposo e omissione di soccorso


Omicidio colposo e omissione di soccorso. Sono queste le accuse per le quali T.F., 60 anni, di Casalbordino, è finito sul registro degli indagati. Resta a piede libero. Il bracconiere ha confessato dopo un lungo interrogatorio negli uffici della Procura della Repubblica di Vasto. E’ stato lui ad aver ucciso,con un colpo di fucile imprudentemente sparato nelle notte tra domenica e lunedì scorsi, Gabriele Di Tullio. Sono stati i carabinieri della Compagnia di Ortona e quelli della stazione di Casalbordino a identificarlo dopo aver aver ispezionato i fucili di alcuni cacciatori nei giorni successivi al  mortale ferimento dell’ex operaio della Sevel. Di Tullio, come si ricorderà, aveva raggiunto nella tarda serata di domenica un appezzamento di terreno del fratello, in località in  località San Pietro Sud. Voleva raccogliere sul campo pannocchie di granturco da portare a casa. Ma dalle figlie, di 20 e 12 anni, non è più tornato. L’uomo è stato raggiunto da un pallettone calibro 12, alla gamba sinistra, sparato da un cacciatore, appostato poco lontano – 50-60 metri -, che lo ha scambiato per un cinghiale. Il proiettile, come è stato poi accertato in sede di esame autoptico gli ha reciso l’arteria femorale. E’ rimasto a terra tutta la notte, morendo dissanguato. A trovarlo, all’alba di lunedì, un nipote.
Le indagini, subito partite, si sono concentrate sui cacciatori della zona: solo chi è del posto poteva sapere che nella zona dove è avvenuta la disgrazia vi fossero cinghiali. La svolta si è avuta quando la moglie di T.F., è andata in caserma, a Casalbordino, per denunciare la scomparsa del marito. Il cacciatore, infatti, dopo essersi reso conto di quel che era successo a San Pietro Sud, è fuggito, ha raggiunto alcuni parenti in Liguria.  I carabinieri, come hanno riferito oggi in conferenza stampa nella sede del Comando provinciale, il colonnello Giuseppe Cavallari, e il capitano della Compagnia di Ortona, Gianfilippo Manconi (foto in alto a sinistra), sono andati a casa dell’uomo, hanno controllato le armi e le munizioni da lui detenute e hanno scoperto che potevano essere compatibili con quella usate per ferire Di Tullio. Indizi. La verità è arrivata ieri sera, quando è il cacciatore è rientrato a Casalbordino. Sottoposto a interrogatorio dal pm Giancarlo Ciani, titolare dell’inchiesta, è crollato ed ha raccontato quel che era avvenuto. 

E' un bracconiere l'assassino di Casalbordino. Caporale: a caccia chiusa occorre ritirare i fucili


COMUNICATO STAMPA

E’ UN BRACCONIERE L’ASSASINO DI CASALBORDINO

CAPORALE: “ABRUZZO PAESE DEL BENGODI – SENZA CONTROLLI - OGNUNO FA CIO’ CHE VUOLE: BRACCONAGGIO E OMICIDI.

A CACCIA CHIUSA OCCORRE RITIRARE TUTTI I FUCILI!”

E’ stato individuato il bracconiere che domenica sera ha sparato il colpo mortale contro Gabriele Di Tullio. L'omicida messo alle strette dal sostituto procuratore della Repubblica, Giancarlo Ciani, ha confessato ieri sera al termine di un lungo interrogatorio in Procura. L'uomo, un agricoltore cinquantenne con la passione della caccia, amico della vittima, pensava di aver colpito un cinghiale. Quando ha compreso il tragico errore è fuggito terrorizzato e sconvolto.Ora dovrà rispondere anche di omissione di soccorso (da “Il Centro” online).
Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo dei VERDi al Consiglio regionale:
“Andare a caccia quando non si può è reato: ma nel paese del Bengodi (l’Abruzzo) questo è possibile a causa dell’assoluta assenza di uomini e mezzi preposti al controllo in materia di caccia. Controlli che a causa della scarsità del personale non sono possibili durante i periodi di caccia figuriamoci a stagione chiusa. La caccia notturna è vietata tutto l’anno e il reato di bracconaggio dovrebbe essere maggiore se commesso nei periodi di chiusura della caccia.
Credo sia il caso -in attesa di migliorare il servizio di sorveglianza e di potenziare i Comandi provinciali della Guardia Forestale dello Stato ed i comandi di Polizia Provinciale, preposti al controllo venatorio- di procedere ai ritiro delle armi da caccia nel periodo in cui la stagione venatoria è chiusa.
Proprio in questi giorni è stato approvato dalla Giunta regionale abruzzese il ‘Calendario Venatorio’ per la stagione di caccia 2012-2013 e come ogni anno le associazioni animaliste saranno costrette a fare ricorsi perchè il documento piuttosto che amministrare la fauna selvatica gestisce gli interessi dei cacciatori.
Questo increscioso evento, che ha visto una vittima umana da bracconaggio, ha dimostrato che si potrebbe approvare il calendario venatorio migliore al mondo -rispettoso delle specie faunistiche, dei periodi, degli orari- ma tanto in queste condizioni ognuno continuerebbe a fare ciò che vuole e l’omicidio di Casalbordino ha fatto emergere questo annoso problema del mancato controllo in materia di caccia”.
L’Aquila, 2 agosto 2012

Gruppo Consiliare "VERDI" Regione Abruzzo Via Jacobucci,4 - 67100 L'Aquila –

martedì 31 luglio 2012

Abruzzo. Approvato Calendario Venatorio 2012-2013


CALENDARIO VENATORIO 2012/2013

Si comunica che la Giunta Regionale su proposta dell'Assessore Mauro Febbo, con deliberazione n. 492 del 30 luglio 2012 ha approvato il Calendario Venatorio (CV) relativo alla stagione 2012/2013.


Clicca qui per visualizzare il calendario

Omicidio Casalbordino, s’indaga sui cacciatori della zona

Gli investigatori stanno ricostruendo le ultime ore di vita di Gabriele Di Tullio, 54 anni, ucciso nella notte di lunedì . Oggi l’autopsia

CASALBORDINO - Proseguono a ritmo serrato le indagini dei carabinieri sull'uccisione di Gabriele Di Tullio , 54 anni , l'ex operaio della Sevel ferito a morte lunedi notte da un colpo di fucile nella campagna del fratello Alfonso mentre raccoglieva pannocchie di granturco .I militari della scientifica, su ordine del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, dopo aver individuato quanti sono e chi sono i cacciatori della zona che posseggono un fucile da caccia hanno cominciato a sequestrare le armi. Uno dei fratelli della vittima ha consegnato spontaneamente il proprio fucile. Interrogati amici e familiari di Di Tullio per cercare di ricostruire le sue ultime ore di vita . Oggi pomeriggio al termine dell'autopsia la salma sarà riconsegnata ai familiari per le esequie funebri.


Fonte: ilcentro.gelocal.it del 31 luglio 2012

lunedì 30 luglio 2012

Cadavere rinvenuto nelle campagne di Casalbordino: un incidente di caccia?


Casalbordino. Il cadavere di un uomo è stato trovato questa mattina all'alba nelle campagne di Casalbordino (località San Pietro), lungo la strada statale 16, a pochi chilometri dallo svincolo autostradale Vasto Nord dell'A14. Un primo esame ha evidenziato una ferita da arma da fuoco alla gamba sinistra, mentre i militari sono risaliti all’identità dell’uomo: si tratta un pensionato del posto, Gabriele Di Tullio, di 54 anni. Il terreno, sul quale è stato trovato, è di proprietà della famiglia (precisamente del fratello), che lo aveva visto l'ultima volta nella serata di ieri.
A trovare il corpo, intorno alle 5 di stamane, è stato un nipote che si era recato al lavoro sul luogo del delitto. L'auto della vittima, una Opel Corsa Bianca, era parcheggiata sul ciglio della strada.
Sul luogo del ritrovamento sono giunti il capitano della compagnia di Ortona, Gianfilippo Manconi, e un magistrato della Procura della Repubblica di Vasto, Giancarlo Ciani, insieme a i carabinieri della stazione di Casalbordino.
Secondo gli inquirenti il colpo esploso contro Gabriele Di Tullio gli ha trapassato la gamba recidendogli, molto probabilmente, l'arteria femorale. Le indagini, al momento, non escludono alcuna ipotesi, neanche quella che a sparare possa essere stato qualche cacciatore di frodo (la caccia è chiusa) scambiando l'uomo per un animale.
"Ci sono accertamenti da fare, non scartiamo nulla", è stato il commento del colonnello Cavallari. Intanto il corpo della vittima e' stato portato all'obitorio dell'ospedale di Vasto dove domani sarà eseguito l'esame autoptico.
Morte causata da un incidente di caccia al cinghiale. E' stato un colpo di fucile sparato da un bracconiere, che si presume ritenesse di avere visto muoversi, nella notte, un cinghiale, a provocare la morte di Gabriele Di Tullio. Lo indicano i primi riscontri di carabinieri e medico legale che hanno trovato sul corpo i fori di entrata e uscita di un pallettone per cinghiali. Di Tullio sarebbe morto per dissanguamento. Il cacciatore potrebbe essere fuggito per paura.

lunedì 16 luglio 2012

Incidente di caccia: muore un 61enne di Tornareccio


La tragedia ad Atessa, ucciso accidentalmente da un colpo


Sarà l'autopsia, in programma questa mattina all'obitorio dell'ospedale di Lanciano e disposta dalla Procura frentana, a chiarire le cause della morte di Vernino Costantini, il 61enne di Tornareccio rimasto ucciso ieri nel poligono all'aperto di contrada Torricchio di Atessa. Secondo la ricostruzione dei carabinieri l'uomo è stato colpito da un proiettile partito accidentalmente dalla carabina, sembra, di un altro cacciatore. La tragedia è avvenuta a fine esercitazione, quando i cacciatori erano intenti a riporre le armi nelle custodie. Il colpo ha raggiunto Costantini a una spalla, trapassando una vena vitale. Inutili i soccorsi: all'arrivo dei sanitari del 118, il cacciatore era già morto. L'inchiesta è affidata al sostituto procuratore Rosaria Vecchi, che ha disposto il sequestro del poligono e di alcune armi. Per l'incidente costato la vita a Costantini è indagato al momento un altro cacciatore: si tratta comunque di un atto dovuto, per consentire all'uomo di nominare un consulente di parte per l'autopsia. Vernino Costantini lascia la moglie Luisa, tre figli e tre nipoti. Dopo l'esame autoptico la salma sarà riconsegnata ai familiari per i funerali, che saranno celebrati probabilmente domani mattina.

Fonte: videocitta.it del 16 luglio 2012

venerdì 29 giugno 2012

Caccia: Febbo, il Wwf mistifica i fatti su sentenza Tar



(ASCA) - Pescara, 29 giu - ''Il Wwf continua con la sua opera continua di mistificazione e strumentalizzazione dei fatti.
Il TAR ha ritenuto fondati i motivi di ricorso solo su alcuni punti''. E' quanto sostiene l'assessore con delega alla Caccia, Mauro Febbo a proposito del calendario venatorio 2011-2012, replicando alle dichiarazioni dei rappresentanti dell'associazione ambientalista sulla sentenza di merito relativa al ricorso presentato proprio dal Wwf Italia insieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia. ''In particolare - spiega l'assessore - per i tordi e la beccaccia la motivazione ed i dati riportati nella relazione tecnica allegata sono stati ritenuti sufficienti, nonostante il parere sfavorevole dell'ISPRA, mentre per il merlo, la tortora e la lepre, il TAR ha ritenuto adeguatamente motivate le scelte operate, perche' in linea con le indicazioni ISPRA.
In relazione al comparto unico, l'applicazione della relativa disciplina nel calendario e' legittima perche' previsto dalla legge regionale e la sollevata questione di legittimita' costituzionale non investe la questione del calendario. Il TAR ha poi ribadito che il parere VIA non e' obbligatorio per i calendari regionali, ma lo stesso e' stato richiesto dalla Regione su indicazione ISPRA. L'accoglimento del ricorso si fonda, comunque, sulla circostanza che il parere stesso avrebbe dovuto consistere in una valutazione specifica, con specifici fini e riguardo a particolari ambiti territoriali ed a particolari risorse naturali. Anche in relazione alle aree percorse dal fuoco, il TAR ha ritenuto infondata la questione''. ''In merito alla questione della tutela dell'orso marsicano - sottolinea Febbo - la Regione, particolarmente sensibile alla problematica, ha avviato da ottobre 2011, con l'avallo del Ministero Ambiente, un percorso per l'attivazione dell'azione B1 del Piano d'Azione per la Tutela dell'Orso Marsicano (Gestione dei conflitti, attivita' venatoria). Si sottolinea comunque che sulle disposizioni in merito alle forme di caccia al cinghiale nelle aree di presenza dell'orso, l'ISPRA si era espressa favorevolmente''. ''Per quanto riguarda gli orari dell'attivita' venatoria - aggiunge l'assessore - fin dal principio si e' trattato di una questione di scarsa rilevanza in quanto nell'arco di 15 giorni, l'orario in cui il sole sorge varia soltanto di pochi minuti e comunque durante la prima mezz'ora dell'orario di caccia non vi e' luce a sufficienza per esercitare l'attivita' venatoria. Il punto era stato accolto anche in sospensiva solo perche' non adeguatamente motivato e comunque la Regione ha provveduto ad adeguarsi alle indicazioni del TAR'' . In riferimento alla sostenibilita' del prelievo venatorio, poi, Febbo spiega che ''il TAR ha sottolineato che la relazione tecnica allegata al calendario ha fornito, specie per specie, le motivazioni a supporto delle scelte operate dalla Regione per il calendario venatorio 2011/2012. In relazione solo ad alcune specie classificate come ''SPEC'' (acronimo dello stato di conservazione delle varie specie di uccelli), i cui i dati nono sono sufficienti per dimostrare la sostenibilita' del prelievo, in particolare quelli relativi agli abbattimenti, il TAR ha accolto il motivo di ricorso. Invece le contestazioni che riguardano le specie su cui i dati sono sufficienti sono state ritenute infondate.



giovedì 28 giugno 2012

Ancora una volta! Il Tar bacchetta Regione Abruzzo e comitato Via

Per i giudici il parere dell’organismo nominato dalla giunta è «illegittimo»


ABRUZZO. Illegittimo il parere del comitato V.I.A. che allentava i vincoli nelle aree di presenza dell'Orso bruno. La relazione tecnica allegata al calendario venatorio non aveva i requisiti di legge per essere valutato dal Comitato.

«Viene sconfessato così», commenta il Wwf, «l'operato dell'Assessorato su molte specie cacciabili in declino, sull'uso del piombo e sugli orari di caccia. Sollevata la questione di legittimità costituzionale della legge regionale sul comparto unico sulla migratoria».

E' stata depositata dal Tar Abruzzo di L'Aquila la sentenza di merito sul ricorso presentato dal Wwf Italia assieme agli Animalisti Italiani e alla Lega Anti Caccia. 

Il Tar ad ottobre scorso aveva accolto la richiesta di sospensiva del calendario venatorio della Regione Abruzzo. Ora, con la sentenza di merito, il tribunale non solo ha accolto le principali critiche sollevate dalle associazioni ma ha anche ritenuto fondata l'eccezione di costituzionalità della Legge Regionale 10/2004 sull'attività venatoria in Abruzzo nella parte che disciplina un aspetto fondamentale, il cosiddetto Comparto Unico sulla Migratoria.

Intanto il Collegio ha soddisfatto l'esplicita richiesta delle associazioni di discutere nel merito il ricorso pur essendo scaduto il Calendario Venatorio 2011-2012. Infatti ha ritenuto che sia interesse non solo dei ricorrenti ma anche della stessa Regione Abruzzo, conoscere le motivazioni di merito sulle eccezioni sollevate anche per adeguare i futuri calendari venatori. 

Moltissime erano le criticità evidenziate dalle associazioni. Tra i punti salienti:

1)SPECIE IN DECLINO:  si era consentita l'apertura alla caccia per specie in declino e l'ampliamento del periodo di caccia per queste e altre specie (come  frullino, moretta, marzaiola, mestolone, codone, canapiglia, fischione, beccaccino) discostandosi dai periodi e dalle modalità gestionali indicati dall'ISPRA.
Per il primo punto il WWF aveva sostenuto che la Regione Abruzzo permetteva la caccia per diverse specie in declino, soprattutto acquatiche, nonostante non avesse prodotto censimenti recenti e nonostante i dati raccolti dalla Stazione Ornitologica Abruzzese indicassero una presenza minima in Abruzzo delle specie in questione (meno di 5.000 unità, per alcune pochi individui). In una tale situazione non solo la Regione Abruzzo ha comunque aperto la caccia a queste specie.

Il TAR ha accolto pienamente questa critica ed ora la Regione Abruzzo dovrà adeguarsi anche per il futuro chiudendo la caccia a queste specie in declino (SPEC) e presenti con numeri che non consentono alcun prelievo.

2)ORSO BRUNO: il comitato V.I.A. prima aveva vietato l'inizio dell'attività venatoria nell'area A del PATOM di massima presenza dell'Orso bruno ma dopo poche settimane aveva cambiato idea con un secondo giudizio in cui si consentiva l'attività venatoria ponendo alcune prescrizioni per la sola caccia al Cinghiale.
Su questo punto il Tar censura la Regione Abruzzo e il Comitato V.I.A. sulla tutela del animale simbolo della Regione, l'Orso bruno marsicano. Dopo la richiesta pervenuta dall'Ente Parco nazionale d'Abruzzo che chiedeva di evitare il disturbo all'Orso in un periodo delicatissimo come quello che precede il letargo in cui l'orso è iperfagico, il Comitato V.I.A. aveva varato un primo parere vietando fino al primo novembre tutta l'attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie. Dopo poche settimane lo stesso Comitato fece dietrofront nonostante le precise e circostanziate diffide inviate dal Wwf. Ebbene il Tar scrive:«le carenze della valutazione effettuata e la mancanza di motivazione sui punti specifici suddetti conduce quindi all’accoglimento delle censure esaminate relative alla Valutazione di incidenza». 

3)RELAZIONE TECNICA INIDONEA: l'assessorato all'Agricoltura aveva allegato al Calendario Venatorio una relazione tecnica. Tale relazione, secondo le associazioni, non era conforme ai requisiti tecnici.
Il Comitato V.I.A.- aveva accettao di valutare tale studio.
«Ancora più grave appare quindi», commenta il Wwf, «la censura del Tar sull'operato del Comitato VIA e dei funzionari dell'assessorato all'Agricoltura su questo punto, quando conferma che l'intera relazione tecnica allegata al Calendario non permetteva di valutare gli effetti della caccia sulle specie protette a livello comunitario».

4)COSTITUZIONALITA' DEL COMPARTO UNICO SULLA MIGRATORIA: il comparto unico sulla migratoria, introdotto dalla legge regionale 10/2004, definendo l'Abruzzo come unico comparto, nega il legame cacciatori-territorio richiesto dalla legge nazionale sulla caccia rendendo possibile ai cacciatori non solo di andare a caccia anche fuori dall'ATC in cui è iscritto ma anche di cacciare per più giorni la settimana.
Il TAR ha emesso un'ordinanza con la quale chiede alla Corte Costituzionale di esprimersi sulla costituzionalità della norma regionale.

5)USO DELLE MUNIZIONI AL PIOMBO: la Regione ha consentito l'uso delle munizioni al piombo (pallini e cartucce di piombo) per i quali l'ISPRA aveva evidenziato l'esistenza di gravi problemi sanitari.
Anche su questo aspetto il Tar ha dato ragione al Wwf sostenendo che la Regione Abruzzo non ha correttamente valutato la necessità di vietare l'uso delle munizioni al piombo nonostante la loro pericolosità.

6)ALTRI ASPETTI: il TAR ha anche accolto la parte del ricorso sulla definizione degli orari di caccia. Altri aspetti marginali non sono stati accolti (come l'indicazione chiara delle mappe delle aree incendiate e alcuni giorni in più sulla caccia alla Beccaccia) ma è tale il numero di punti su cui è stata data ragione alle associazioni che viene minato alla base l'intero apparato del calendario. 

Augusto De Sanctis, membro per il Wwf della consulta venatoria regionale ha detto:«E' un successo clamoroso che ha alla base un nostro lavoro capillare su un argomento su cui ci sono continui tentativi di derogare alle normative esistenti. Dispiace che l'assessorato all'Agricoltura e il comitato VIA non ascoltino le puntuali osservazioni inviate per tempo dal WWF».

mercoledì 13 giugno 2012

Salvaguardia dell'Orso marsicano: urge accordo con il mondo venatorio

Tutela dell’orso bruno. Rifondazione Comunista chiede conto alla Regione
Nell’agenda di Rifondazione Comunista, Lipu e Altura soluzioni per la caccia, sicurezza e tutela della specie

ABRUZZO. Che cosa ha fatto la Regione per la tutela dell’orso bruno marsicano? Soprattutto che cosa intende fare?
Attorno a queste domande ruotano le preoccupazioni di Rifondazione Comunista, Lipu ed Altura. In particolare il partito e le associazioni intendo sapere dalla Regione quali iniziative sono state messe in atto per relativamente alla caccia, agli orsi confidenti, alla situazione sanitaria ed alle cause di mortalità legate ad attività umane.

Non è la prima volta che Rc si fa portavoce di queste istanze. Risale al 14 marzo scorso l’interpellanza regionale dei consiglieri Maurizio Acerbo ed Antonio Saia sulla grave situazione in cui versa l’orso marsicano. Ad oggi nessuna risposta è pervenuta da parte della Giunta Regionale.

Acerbo e Saia prendevano spunto dai dati che certificano l’esistenza di soli 40 esemplari di orso bruno, un numero critico di femmine riproduttive, alta mortalità spesso per cause imputabili all’uomo, bassa natalità e grande rischio di estinzione. Solo l’anno scorso nel maggio 2011 un’orsa è stata investita mortalmente sulla statale che collega Gioia dei Marsi a Pescasseroli, così come nel 2010 due orse vennero ritrovate morte in un vascone.

I consiglieri e le associazioni chiedono quindi che attraverso il tavolo tecnico già costituito a livello istituzionale, si arrivi entro breve a diversi accordi. In primis con il mondo venatorio; la caccia alla braccata (non solo al cinghiale) è rischiosa per la specie e va regolamentata come previsto dal Patom (progetto per la salvaguardia dell’orso). E’ inoltre di fondamentale importanza per l’orso che ci sia una maggiore tutela del territorio nelle aree di connessione (Corridoi ecologici) tra Aree Protette. In particolare, hanno sottolineato i consiglieri, è importante controllare la caccia alla fine dell’estate periodo in cui l’orso marsicano comincia a frequentare le aree esterne al Pnalm (Parco Nazionale Abruzzo, Lazio e Molise) e inizia la cosiddetta attività “iperfagica”, per assicurarsi una buona dose di riserve di grasso prima del letargo invernale. L’attività venatoria in braccata può essere pericolosa per l’orso sia per il disturbo diretto in un periodo cosi delicato, sia per la possibilità affatto remota di un incidente di caccia. Sarebbe importante che le singole squadre di cacciatori vengano vincolate al territorio, cioè che ogni squadra eserciti la caccia in un’area specifica preventivamente assegnata.

Per il problema degli orsi definiti “confidenti” (animali che si alimentano su cumuli di carote con il rischio che le femmine con piccoli trasmettano questo comportamento alla prole e mettano a rischio la loro sopravvivenza), dopo l’ordinanza che vieta l’abbandono di carote e scarti alimentari i Comuni non hanno ancora deliberato in questo senso nè nelle aree comunali interne al Pnalm, nè sulle aree esterne. I consiglieri e le associazioni chiedono anche che le squadre di intervento rapido appositamente addestrate diventino operative nel più breve tempo possibile attraverso l’approvazione del Ministero dell’Ambiente. 


Per ciò che riguarda i problemi sanitari il progetto Life Arctos prevede due azioni: una riguarda  le pratiche di gestione del bestiame domestico in modo compatibile con la presenza dell’orso, la seconda azione riguarda la gestione sanitaria del bestiame

domestico: per quest’azione è stato creato un tavolo tecnico al Ministero della Salute responsabile per le azioni che dovrebbero coinvolgere le Asl abruzzesi è la Regione Abruzzo.

Riguardo  alle cause di morte legate all’attività umana Rifondazione Comunista, Lipu e Altura chiedono al Parco Nazionale che sia stato portato a termine un censimento dei vasconi pericolosi (in modo da metterli in sicurezza) e che in tempi rapidissimi almeno vengano messe in pratica misure idonee per rendere sicure le strade.