sabato 6 ottobre 2012

Febbo: non escludo di rivolgermi alla Procura della Repubblica


COMUNICATO STAMPA

CACCIA, FEBBO: NON ESCLUDO DI RIVOLGERMI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA

L’Assessore regionale replica alla campagna denigratoria e alle notizie infondate sulle politiche venatorie

CHIETI 06/10/2012 – “Il consigliere Acerbo, supportato da WWF e animalisti, continua nella sua opera di mistificazione dei fatti rappresentando agli organi di stampa situazioni assolutamente false, peraltro contraddette chiaramente da leggi e regolamenti esistenti. L’Assessore regionale alla Caccia, Mauro Febbo torna a replicare alle critiche mosse alla politica venatoria abruzzese per fare alcune doverose precisazioni ma soprattutto per sgomberare il campo da ogni possibile dubbio.

“Gli “Indirizzi generali per la gestione delle popolazioni di cinghiale e principi generali per la gestione delle popolazioni di cervo e caprioli” – prosegue Febbo - approvati con delibera di G.R. n. 605 del 1/9/2011, come è chiaro anche dal titolo, non costituiscono regolamento, pertanto non devono essere sottoposti al vaglio del consiglio regionale.

L’articolo 2 della Legge Regionale 10/2004, Normativa organica per l'esercizio dell'attività venatoria, la protezione della fauna selvatica omeoterma e la tutela dell'ambiente, elenca chiaramente le funzioni amministrative degli organi regionali e precisa che il Consiglio regionale esercita le funzioni amministrative di programmazione e di coordinamento ai fini della pianificazione faunistico-venatoria, la Giunta regionale esercita le funzioni amministrative concernenti il controllo, i compiti d'indirizzo, di promozione, di divulgazione, di regolamentazione e coordinamento delle attività venatorie nonché il potere sostitutivo nei casi previsti dalla legge.

Trattandosi pertanto di indirizzi, l’organo competente alla loro adozione era ed è la Giunta Regionale, per cui non sussiste nessun problema relativo alla conformità all’articolo 13 dello Statuto, come denuncia Acerbo (il WWF e gli animalisti), creando un allarmismo ingiustificato circa la legittimità dell’operato della Giunta regionale e del sottoscritto.

Inoltre – sottolinea l’Assessore regionale - se il Consigliere Acerbo (il WWF e gli animalisti) avesse letto con attenzione gli Indirizzi, avrebbe ben compreso che gli stessi riguardano la gestione degli ungulati e non solo il prelievo. L’attività di gestione, che consiste principalmente nella rilevazione della distribuzione della popolazione e nei censimenti, com’è ovvio, va svolta su territori omogenei dove la specie vive, perché gli animali selvatici non conoscono confini amministrativi: è quindi necessaria un’azione congiunta di Regione, Province ed Enti gestori delle aree protette, come gli Indirizzi chiaramente prevedono.

Che poi la conservazione delle specie si realizzi all’interno delle aree protette, ove è vietata la caccia, mentre all’esterno si può esercitare il prelievo venatorio è già stabilito dalla normativa in vigore (la L. 394/91 per le aree protette e la L. 157/92 per la protezione della fauna ed il prelievo venatorio) a cui gli Indirizzi sono conformi. Inoltre, in relazione alla presunta azione di reintroduzione e ripopolamento della specie cinghiale che sarebbe “sottintesa” negli Indirizzi, anche in questo caso è la stessa L.R. 10/04 che esclude tale possibilità, come peraltro ricorda lo stesso Acerbo.

Mi chiedo allora, quando il consigliere Acerbo (il WWF e gli animalisti) afferma che di fatto sarà aperta la caccia anche a cervi e caprioli e sarà affidato alle Province di autorizzare l’ingresso dei cacciatori in aree protette (sic!!!!!), se lo fa perché non ha assolutamente compreso la materia o perché volutamente manipola i fatti?

Mi meraviglio anche di come Acerbo e gli altri sottoscrittori dell’istanza al Presidente del Collegio delle Garanzie Statutarie non siano a conoscenza delle più elementari nozioni di gerarchia delle fonti e ritengano che degli Indirizzi possano modificare la normativa nazionale e regionale esistente, quando gli stessi Indirizzi sono stati invece adottati nel rispetto e in conformità della normativa vigente. 

Infine, per quanto riguarda la mancata previsione di azioni di prevenzione dei danni alle colture e degli incidenti stradali negli Indirizzi, si ricorda che essi prevedono la predisposizione di un piano quinquennale di gestione, con il parere vincolante dell’ISPRA: l’adozione di misure idonee ed efficaci di gestione, comprese le azioni di prevenzione danni ed incidenti, non avviene con gli Indirizzi ma attraverso uno strumento operativo quale è il piano quinquennale.

È quindi evidente l’intento del Consigliere Acerbo (di WWF e animalisti) – conclude Febbo - di strumentalizzare qualsiasi atto provenga dall’Assessorato e dalla Direzione all’Agricoltura e alla Caccia, l’operato dei quali viene costantemente e puntualmente contestato come se vi fosse un’unica cabina di regia, attraverso atti o comunicati stampa che spesso e volentieri danno informazioni false, errate o infondate, al punto che gli uffici competenti stanno valutando la possibilità di un’eventuale segnalazione alla Procura della Repubblica. Si tratta di una soluzione estrema, contraria alla mia visione della politica e dell’attività amministrativa, ma che si potrebbe rivelare necessaria per ristabilire la verità ed una corretta visione dei fatti”.

Nessun commento: