mercoledì 22 ottobre 2014

Abruzzo. Agricoltori contro la caccia senza regole

Caccia al cinghiale: la necessità di contenere la popolazione e di tamponare le incursioni sui campi coltivati ha il rovescio della medaglia. Che ad alcuni residenti nel territorio tra Penne e Montebello Di Bertona, nel Pescarese, sarebbe addirittura superiore ai benefici. E raccontano che tranne il martedì e il venerdì, giorni di proibizione dell’attività venatoria, nell’agro di Montebello si va a caccia « dalle prime luci dell’alba a sera inoltrata. La proibizione di sparare vicino e tra le case, di non poter esercitare l’attività venatoria sui terreni coltivati ad ulivi fino alla fine del raccolto, di non lasciare sul terreno i bossoli, di non imbracciare il fucile stando vicino o sulla strada, viene totalmente elusa». Quindi si pone l’accento sulle problematiche inerenti «la sicurezza sul lavoro degli agricoltori che rischiano la pelle mentre lavorano i loro terreni». In particolare a contrada Mirabello «per via della facilità di accesso che consente ai cacciatori, muniti di radio portatili, di rimanere nei pressi delle auto e di chiudere, con tecniche da operazione militar, l’intera zona». Al di là dei toni e delle segnalazioni, ci sarebbe il fatto che «la Guardia forestale, a corto di uomini e mezzi, non riesce a fare fronte alle segnalazioni provenienti da otto comuni. Ma è la sicurezza sul lavoro degli agricoltori il capitolo più inquietante: i cacciatori per salvaguardarsi e evitare di spararsi tra di loro, come accaduto in diverse parti d’Italia, indossano pettorine arancioni. Chi lavora o passeggia per i propri terreni cosa dovrebbero indossare? E perché dovrebbero farlo essendo sulla loro proprietà privata?».


martedì 21 ottobre 2014

Calendario venatorio 2014-2015: il WWF non presenterà ricorso. “C’è qualche passo in avanti. Ora la Regione dialoghi seriamente con gli ambientalisti”

Calendario venatorio 2014-2015: il WWF non presenterà ricorso

“C’è qualche passo in avanti. Ora la Regione dialoghi seriamente con gli ambientalisti”

La salvaguardia dell’orso marsicano resta una priorità assoluta

È indispensabile in Abruzzo una gestione più rispettosa della immensa ricchezza rappresentata da un eccezionale patrimonio di biodiversità e dall’orso in particolare. Il calendario venatorio e più in generale la politica regionale devono compiere ulteriori passi in avanti per essere in linea con le reali necessità di tutela e preservazione di questa specie e con quanto dichiarato dal governo regionale qualche settimana fa, subito dopo la perdita dell’ennesimo esemplare, avvenuta a Pettorano sul Gizio.

Chi ci governa è chiamato a tutelare con serietà e puntualità una specie di straordinario rilievo a livello mondiale come l’orso. L’intera politica di gestione del territorio, così come quella dell’attività venatoria, devono essere in linea con tale esigenza e mostrare un impegno straordinario. L’Abruzzo ha infatti la grande responsabilità e il dovere di conservare e di mantenere per le generazioni future l’unica popolazione vitale di orso bruno marsicano ancora vivente. Riconoscendo tuttavia alcuni passi positivi e l’impegno dichiarato dall’Assessore Dino Pepe, il WWF ha deciso di non ricorrere sul calendario venatorio.

“È stata – commenta il delegato regionale Luciano Di Tizio - una scelta difficile, attentamente valutata con gli esperti a livello nazionale e locale della nostra associazione e con l’avv. Michele Pezone, autore dei recenti ricorsi sulla caccia presentati alla giustizia amministrativa, tutti accolti. Alla fine è prevalsa la volontà di concedere fiducia a un governo regionale e a un assessore eletti da pochi mesi, nella speranza che le promesse vengano seguite in breve da fatti concreti. Chiarisco subito tuttavia che non abbiamo firmato una cambiale in bianco: il WWF continuerà a vigilare e chiede passi concreti per avviare una diversa e migliore gestione venatoria. Le più importanti associazioni dei cacciatori hanno del resto anch’esse firmato col Ministero dell’Ambiente un protocollo per la tutela dell’orso, riconoscendo che ci troviamo in una eccezionale situazione di rischio che richiede provvedimenti eccezionali. La prossima mossa spetta all’assessore Pepe: convochi un tavolo per avviare una discussione a tutto campo sulle problematiche che il suo assessorato è chiamato a gestire”.

Il calendario venatorio del resto, pur se di enorme importanza, rappresenta solo uno degli aspetti del problema: è necessario un maggiore e più puntuale rispetto a tutto campo degli impegni che la Regione ha assunto sottoscrivendo il PATOM, Piano per la tutela dell’orso marsicano. “Un passo avanti – conclude Massimiliano Rocco, Responsabile Specie e LIFE Arctos per il WWF Italia - è stato compiuto con gli ultimi impegni assunti e con la nomina di un rappresentante nella AG, ora ci aspettiamo che si prosegua su questa strada anche attraverso una pianificazione territoriale adeguata, con l’impegno a diversificare seriamente nello spazio e nel tempo l’attività venatoria e a non rischiare che tale pratica possa interferire con la conservazione dell’orso né di altre specie, la lepre italica ad esempio, che necessitano di interventi straordinari e di scelte che possono sembrare anche impopolari ma che consentirebbero di non perdere nessun elemento della nostra meravigliosa biodiversità regionale”.

Pescara, 13 ottobre 2014

domenica 19 ottobre 2014

Civitaluparella (Ch): 6 cacciatori denunciati e 25 allodole sequestrate

Controlli della Forestale tra Chieti e L’Aquila nell’area protetta del parco nazionale della Majella. I cacciatori utilizzavano richiami acustici vietati


GUARDIAGRELE. Il Coordinamento Territoriale per l'Ambiente (Cta) di Guardiagrele e il Comando Provinciale di Chieti del Corpo Forestale dello Stato hanno effettuato una serie di controlli sull' attività venatoria in atto in diverse zone del parco nazionale della Majella perché erano forti i sospetti di azioni illecite all'interno della area protetta ed a ridosso della stessa.
All'alba una delle pattuglie coinvolte, nel comune di Roccapia (L’Aquila), in località Sant’Egidio, in zona B del Parco Nazionale della Majella, ha individuato e sequestrato un richiamo acustico elettromagnetico utilizzato in ambito venatorio per attirare la selvaggina, in un campo cespugliato completo di batteria e perfettamente funzionante.
Sul versante chietino, le pattuglie composte dai Comandi stazione di Cansano, Popoli bis, Lettomanoppello, Palena e del Cta, in collaborazione con i Comandi stazione di Torricella Peligna e di Villa Santa Maria, dipendenti dal Comando Provinciale di Chieti, hanno sequestrato a Civitaluparella (CH) altri richiami ed hanno colto in flagranza sei cacciatori, che a breve distanza dai dispositivi illeciti attendevano pronti per colpire la selvaggina attirata in maniera fraudolenta. Quando sono stati identificati, i cacciatori avevano già abbattuto 25 allodole.
I cacciatori: S.D.C. di anni 30, D.D.A. di anni 24, A.D.C. di anni 28, F.T. di anni 27, A.D.U. di anni 24, A.D.B.B. di anni 24 sono stati denunciati all'autorità giudiziaria. Sequestrati i richiami acustici elettromagnetici ed i venticinque capi di allodole. Durante le perlustrazioni, è stata elevata una sanzione amministrativa ad un tartufaio che contrariamente alle disposizioni dettate dalla normativa sulla raccolta dei tartufi, utilizzava un numero di cani oltre il consentito, nel comune di Palena.

sabato 11 ottobre 2014

Scanno (Aq). Sparano agli uccelli protetti Denunciati due cacciatori

SCANNO. Sono stati bloccati e denunciati dalla Forestale della stazione di Scanno due bracconieri che, oltre ad essere sprovvisti della regolare autorizzazione dell’Ambito territoriale per l’esercizio di caccia nel territorio dell’alta Valle del Sagittario, hanno abbattuto due splendidi esemplari di coturnice. Gli agenti del comando di Scanno non hanno reso note le generalità dei due bracconieri.

Le due persone, a cui sono stati sequestrati i due fucili calibro 12, sono denunciate e deferite alla Procura di Sulmona. Rischiano un’ammenda fino a 10mila euro per l’attività di caccia agli uccelli in un area vietata. L’area di protezione esterna al Parco nazionale d’Abruzzo, dove sono stati bloccati i due cacciatori dopo l’appostamento delle guardie forestali, si trova al centro dell’areale di diffusione della coturnice, specie fortemente minacciata e protetta a livello europeo dalla Comunità europea.
Massimiliano Lavillotti

domenica 5 ottobre 2014

"Partecipata" manifestazione dei cacciatori abruzzesi per protestare contro il calendario venatorio

La manifestazione dei cacciatori abruzzesi organizzata per  protestare nei confronti del Governo regionale si è tenuta venerdì 3 ottobre a Pescara davanti alla sede distaccata della Regione Abruzzo in via Catullo. I cacciatori delle diverse associazioni venatorie contestano il calendario venatorio 2014/2015, dove, a loro dire, “emergono gravi lacune e disparità tra cacciatori”. 

i cacciatori abruzzesi sotto la sede della Regione

Parco Nazionale d’Abruzzo – L’orso Ferroio morto per cause naturali, ma nel corpo pallini da caccia

GEAPRESS – “Ferroio”, l’Orso bruno marsicano trovato morto il 9 Giugno scorso nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è stato ucciso da un altro Orso.

Questo il risultato ai quali è giunto il Centro di Referenza Nazionale per la medicina forense veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana, di Grosseto. L’esame necroscopico ha infatti evidenziato la causa di morte naturale, ma anche una poco insolita sorpresa.

Un fatto, quello dell’uccisione da parte di un altro orso, che, a detta del Parco Nazionale, non di rado avviene. Anche un orso di stazza non indifferente, come “Ferroio”, può essere sopraffatto da un suo conspecifico, più grande e/o più forte di lui.

A questo proposito il Parco Nazionale ricorda come nel corso di una precedente cattura utile a munirlo di radiocollare (cattura avvenuta nel giugno 2008) erano state rinvenute diverse ferite da morso sul naso e sul collo. Secondo il Parco si trattava dell’esito di combattimenti tra maschi nel corso della stagione riproduttiva. Ferroio allora aveva sei anni di età e pesava 112 chilogrammi.

Il Parco precisa come l’attenzione su Ferroio nel corso degli anni è stata continua. L’animale era stato seguito per anni dai Servizi Scientifico e Veterinario dell’Ente, monitoraggio che ha permesso anche di evidenziarne la grande mobilità, a conferma dei continui e lunghi spostamenti che diversi orsi viventi nel Parco Nazionale d’Abruzzo compiono regolarmente verso aree montane anche molto distanti dall’area principale.

Con il monitoraggio telemetrico è stato anche possibile determinare l’home range di Ferroio, cioè l’area di primaria frequentazione, che è stata calcolata intorno ai 190 km² (come l’area di un quadrato di lato 14 Km). Nell’autunno del 2006 si aggirava sulle montagne della Duchessa (Riserva Naturale), mentre in quello del 2008 è stato osservato nei dintorni di Scanno, Pescasseroli, Barrea e Villa Scontrone, entrando in letargo il 17 dicembre, per restarci circa 85 giorni.

Nella primavera precedente era stato segnalato nel reatino, in Comune di Micigliano, mentre nel giugno del 2013 era stato individuato nel Comune di Roccapia, nel Parco Nazionale della Majella. Ricatturata nel 2011 per toglierle il collare, il peso dell’animale era arrivato a 197 Kg.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo ricorda che l’orso “Ferroio” fu trovato dalle Guardie del Servizio Sorveglianza del Parco in località Prato Cardoso, nei pressi della località che porta il suo nome, a confine fra i Comuni di Civitella Alfedena e Scanno, in stato di avanzata decomposizione, probabilmente morto qualche giorno prima e parzialmente consumato da predatori necrofagi di passaggio, evento del tutto naturale.

Gli esami tossicologici fatti sui resti dell’animale, tesi ad accertare se la morte fosse stata causata da sostanze tossiche, hanno dato esito negativo, così come quelle tendenti ad evidenziare eventuali patologie. Un fatto, forse ancora più negativo della causa della morte, se possibile, è l’aver trovato sul corpo dell’animale dei pallini da caccia, come anche su altri orsi in passato, secondo il Direttore del Parco “a testimonianza di una perversa e brutale pratica, quella di prendere di mira gli Orsi, sicuramente di pochi delinquenti che deve essere stroncata una volta per sempre”.

Caccia, nuovo attacco a Pepe. Febbo: "Chieda scusa ai cacciatori"

L'Aquila. Dopo il duro attacco di Federcaccia, arriva un nuovo affondo contro l'assessore regionale Dino Pepe. "Come volevasi dimostrare: non solo l'assessore Pepe non ha chiesto scusa ai cacciatori prendendo atto dell'inadeguatezza delle decisioni in materia di Calendario venatorio, ma si e' anche negato al confronto, lasciando l'incombenza di rispondere alle richieste dei cacciatori a un funzionario della Regione". Cosi' il presidente della Commissione di Vigilanza regionale, Mauro Febbo.

"Questa mattina il delegato alla Caccia avrebbe potuto incontrare i cacciatori giunti da tutta la regione a Pescara ma cosi' non e' stato. Sarebbe stata un'ottima occasione per confrontarsi cosi' come facevo io, a volte anche alzando i toni, quando ricoprivo lo stesso ruolo, magari per spiegare il perche' di certe inspiegabili decisioni in materia venatoria che stanno scontentando non solo i cacciatori. Ma del resto, bisogna prendere atto che affrontare le questioni importanti che riguardano il proprio assessorato passano in secondo piano quando bisogna rispondere al richiamo del Presidente che deve tenere una conferenza stampa per mettere in vetrina 100 giorni di slogan elettorali. A Dino Pepe - conclude Febbo - torno a fare la stessa richiesta: faccia le sue scuse ai cacciatori abruzzesi e proceda ad un'immediata ristrutturazione dell'Ufficio caccia".

venerdì 3 ottobre 2014

Protesta regionale dei cacciatori, il 3 ottobre tutti in Regione

I cacciatori abruzzesi preparano la protesta nei confronti del Governo regionale. Infatti il prossimo venerdì 3 ottobre si terrà a Pescara una manifestazione davanti alla sede distaccata della Regione Abruzzo in via Catullo, dalle ore 9,30 alle ore 12,30, perché i cacciatori delle diverse associazione venatoria contestano il calendario venatorio 2014/2015, dove, a loro dire, “emergono gravi lacune e disparità tra cacciatori”. Lo ha annunciato Nicola Molino,responsabile regionale Abruzzo Caccia sviluppo territorio, aderente alla Confavi. “Ogni cacciatore è pregato nel limite del possibile – prosegue Molino – di portare anche i propri cani a guinzaglio per dimostrare a questi signori che la nostra passione và rispettata e tutelata, perché la caccia è un nostro diritto costituzionale. Mi raccomando di portare per i cani i raccoglitori di plastica per le feci (buste di plastica ) onde evitare sanzioni amministrative da parte dell’ amministrazione comunale. Per la manifestazione verranno richieste le relative autorizzazioni nel rispetto della Legge”.

giovedì 2 ottobre 2014

L'Aquila. Danni cinghiali, Padovani si appella alla Regione: prolungare il periodo di caccia

L’Aquila. Il Consigliere comunale dell’Aquila con delega all’Uso Civico, Agricoltura, Parchi e Giardini, Gianni Padovani, segnala alla Regione Abruzzo ed in particolare al competente Assessorato alle Politiche Agricole e Rurali, a tutela del territorio del Comune dell’Aquila e dell’intera provincia, la necessità di prevedere anticipatamente un prolungamento del periodo della caccia al cinghiale la cui imminente apertura è prevista per il 3 ottobre. “Obiettivo principale della proposta è quello di dare un contributo efficace per riportare il numero della specie animale in questione ad un livello compatibile e di equilibrio con l’ambiente circostante, senza il rischio di estirpare la specie, ma limitandosi alla diminuzione dell’entità dei danni alle produzioni agricole dagli stessi sempre più sovente cagionati. – spiega Padovani –  a testimoniarlo le numerose denunce delle vittime interessate che pervengono alle autorità competenti, il cui intervento di indennizzo appare il più delle volte tardivo ed insufficiente a fronte dell’onere dei danni subiti”. Tra le soluzioni prospettabili “la possibilità offerta dalla vigente L.R. 20/2004 di poter cacciare nelle riserve ed aree protette dove si concentrano gruppi di cinghiali che si riproducono copiosamente, venendo a creare disagi all’uomo, alle autovetture circolanti e alle produzioni agricole” conclude il consigliere Padovani.


giovedì 25 settembre 2014

Abruzzo. La rivolta dei cacciatori «Blocchiamo la stagione»

Federcaccia e altre associazioni attaccano la Regione: il calendario venatorio è inaccettabile, andiamo al Tar. L’assessore replica: tanti altri lo condividono

TERAMO. «Meglio bloccare tutto che subire una situazione così penalizzante». Nel giorno della riapertura dell’attività venatoria i cacciatori dichiarano guerra alla Regione. Per alcune delle associazioni di categoria il calendario regionale che disciplina la caccia, aperta ufficialmente da oggi, è «illeggibile e in molte parti illegale». Così le doppiette sono pronte a darsi la zappa sui piedi presentando un ricorso al Tar che annulli l’atto contestato impendendo di fatto la pratica di una disciplina ormai da anni al centro di contestazioni e polemiche. Nel mirino di Federcaccia, Liberacaccia, Anuu, Prosegugio e Amici di Scolopax finisce in particolare l’assessore regionaleDino Pepe, il cui operato nel settore venatorio viene definito «inutile, anzi dannoso». I cacciatori sono inviperiti per il fatto che la Regione, dopo ben due incontri con le associazioni di categoria, abbia rimodulato il calendario già pubblicato in agosto apportando modifiche che restringono ancora di più la loro attività. «Questo è il calendario peggiore d’Italia», sbotta Ermano Morelli, presidente regionale di Federcaccia, «l’assessore ci ha ascoltati ma non ha fatto nulla di quanto abbiamo proposto». Tra le contestazioni mosse dalle doppiette c’è ad esempio il vincolo in base al quale oggi riapre la caccia a fagiano e quaglia ma non a lepre e soprattutto volpe, considerata una specie invasiva e portatrice di malattie come la rogna e il cimurro che possono contagiare anche i cani. Incomprensibile, a detta delle associazioni venatorie, è anche la limitazione del periodo in cui si può cacciare la beccaccia. L’ultimo giorno in cui si potrà sparare a questo pennuto è stato anticipato dal 19 al 10 gennaio, ma a causa di ulteriori prescrizioni secondo i cacciatori il termine scadrà addirittura il 31 dicembre. «E’ una limitazione immotivata», evidenzia Morelli, «visto che le più recenti indicazioni a livello europeo considerano stabile la presenza della beccaccia sul territorio e quindi non più a rischio». Secondo le associazioni venatorie, però, la Regione è «asservita» all’Ispra, l’istituto nazionale che tiene sotto controllo le specie protette, e per questo si rivolgono ai capigruppo in consiglio sollecitando un incontro nel quale rimettere mano al calendario. Se anche questa opzione si rivelerà inefficace, i cacciatori ricorreranno all’extrema ratio del ricorso al Tar che farà tacere del tutto le doppiette.

«Il calendario venatorio ricalca quello dell’anno scorso», è la replica immediata di Pepe, «con alcune modifiche dettate dalle prescrizioni dell’Ispra». L’assessore ricorda di essere andato anche a Roma per discutere con i responsabili dell’istituto e spiega di essersi trovato di fronte un «percorso obbligato». Secondo lui è necessario comunque un confronto positivo con le associazioni. «Ce ne sono tante che condividono questo percorso», tiene a precisare, «e concordano sul fatto che abbiamo molto lavoro da fare». L’obiettivo è promuovere il “prelievo sostenibile” di selvaggina concordando gli interventi anche con le associazioni ambientaliste e degli agricoltori. «Mancano però strumenti di programmazione come il piano faunistico e l’osservatorio sulla caccia», conclude Pepe, «e nel mese e mezzo passato dal mio sarebbe stato un po’ difficile risolvere tutto».

A parziale sostegno di Pepe e della Regione interviene l’Arcicaccia, che in una nota definisce «perfettibile ma accettabile» il calendario e giudica deleterio l’eventuuale ricorso al Tar delle associazioni capeggiate da Federcaccia, che bloccherebbe tutta la stagione venatoria.
Gennaro Della Monica

sabato 20 settembre 2014

Orso marsicano ucciso in Abruzzo, indagato un cacciatore 61enne

Orso marsicano ucciso in Abruzzo, indagato un cacciatore 61enne
Sequestrati all'uomo munizioni e sei fucili

Roma, 19 set. (TMNews) - C'è un indagato per l'uccisone dell'orso marsicano in Abruzzo. A seguito delle indagini del nucleo investigativo provinciale di polizia ambientale e forestale dell'Aquila, la Procura di Sulmona ha iscritto nel registro degli indagati un 61enne residente nel comune di Pettorano sul Gizio a cui è contestato il reato di uccisione di animale e violazione della legge sulla caccia.

Nell'ispezione eseguita dai forestali sono stati sequestrati munizioni e sei fucili, regolarmente detenuti. Inoltre sono state rinvenute tracce del passaggio di un orso nelle pertinenze dell'abitazione dell'indagato, nonché altri reperti utili al proseguimento delle indagini. Il materiale sequestrato sarà inviato a laboratori specializzati per le successive analisi.

Oggi si è proceduto ad una ulteriore perquisizione domiciliare a carico dell'indagato, che alcuni giorni fa aveva subito danni alla sua proprietà e ai suoi animali da parte di un orso.

giovedì 18 settembre 2014

Abruzzo: modificato il calendario venatorio

Con DGR n. 581 del 16 settembre 2014, è stato approvato in via definitiva il Calendario Venatorio 2014/2015. Nelle more della pubblicazione integrale del predetto atto Deliberativo , si anticipa per fini conoscitivi e organizzativi, la pubblicazione dell'allegato 6a, concernente le disciplina del prelievo venatorio 2014/2015.

Orso ucciso da fucilata in Abruzzo. LAV: Ministro Interno blocchi apertura caccia domenica prossima

È un’emergenza e va fermata l’escalation di violenza in atto, di reati che non sono solo contro gli animali ma contro tutti, contro lo Stato. Vittime, peraltro, specie particolarmente protette poiché a rischio di estinzione, per non parlare degli altri animali.


Per questo chiediamo al Ministro dell’Interno Alfano di disporre per domenica prossima, come misura di sicurezza pubblica, il blocco dell’apertura della stagione di caccia. Un’attività che somma, per di più, decine e decine di morti e feriti umani ogni anno, anche laddove esercitata legalmente.

L’orso marsicano trovato morto venerdì scorso in Abruzzo è stato infatti ucciso a fucilate. Una vittima che va sommata a quelle registrate in Toscana, più di dieci lupi e canidi uccisi in pochi mesi. I risultati dell’indagine necroscopica sull’orso abruzzese non hanno lasciato dubbi, grazie alla loro esecuzione da parte dell’Unità Forense Veterinaria del Ministero della Salute presso l’Istituto Zooprofilattico di Grosseto, lo stesso che finalmente, ieri, è stato incaricato delle analisi sulla morte dell’orsa Daniza in Trentino.


mercoledì 17 settembre 2014

Caccia: Pepe, nel futuro gestione per crescita faunistica

(REGFLASH) Pescara, 17 set. Nell'ambito di un più ampio disegno di riscrittura della gestione faunistico-venatoria nel territorio regionale, l'assessore alla caccia, Dino Pepe, annuncia le definitive modifiche al calendario venatorio. "Abbiamo ereditato una situazione già avviata dagli uffici amministrativi, senza soluzione di continuità con quanto attuato in precedenza. E' stato dunque necessario, preliminarmente, acquisire le giuste professionalità e competenze, seguire un percorso di consultazione con gli esponenti del mondo venatorio, ambientalista ed agricolo al fine di garantire la giusta dialettica fra le parti coinvolte ed entrare nel merito delle problematiche più accese, nonché intessere un nuovo costruttivo dialogo con l'Ispra". Secondo l'Assessore "è stato anche necessario attendere il pronunciamento dell'ufficio regionale competente per la valutazione d'incidenza. Si tratta di modifiche che incideranno principalmente sulle modalità di prelievo della beccaccia, della coturnice e del cinghiale nelle aree di presenza dell'orso, venendo incontro alle istanze di una semplificazione gestionale che corrisponderà una migliore sinergia con i cacciatori". Aggiunge Pepe: "L'intento, per i prossimi anni, è quello di giungere ad una gestione attiva che accresca innanzitutto la qualità, distribuzione e densità delle consistenze faunistiche sul territorio. L'assessore Pepe aggiunge che "Per arrivare a questo obiettivo, di sicura condivisione da parte dei cacciatori e degli ambientalisti, occorre compiere dei passaggi importanti che prevedono principalmente: l'ammodernamento della legge regionale sulla caccia, la costituzione dell'osservatorio faunistico regionale, la redazione di un nuovo piano faunistico venatorio. In particolare, grazie all'osservatorio faunistico, finalmente, la regione potrà possedere dati autonomi di biologia della selvaggina e stringere un qualificato rapporto con l'Ispra, che per svolgere adeguatamente il proprio ruolo consultivo ha indispensabile necessità di possedere elementi di valutazione cospicui, attendibili e qualitativamente validi. Allo stesso modo, il piano faunistico venatorio regionale, da riscrivere, potrà rispondere ad una più moderna ed adeguata gestione venatoria, passando per il coinvolgimento del mondo agricolo. E, così, dovrà essere adeguata la normativa regionale non più rispondente alle evoluzioni della caccia, alle modificazioni degli habitat naturali abruzzesi, alla presenza delle aree protette ed alla necessità di conservazione di specie delicate, come i grandi carnivori, e di specie in espansione - a volte anche problematiche - come gli ungulati, che abbisognano di diventare una risorsa collettiva anziché un problema. Obiettivi a medio e lungo termine sui quali l'assessorato è già al lavoro".

mercoledì 3 settembre 2014

Calendario venatorio Abruzzo. Le associazioni ambientaliste chiedono scelte diverse dalla precedente gestione

COMUNICATO STAMPA DEL 03 SETTEMBRE 2014

Domani la VINCA sul nuovo calendario venatorio. L’appello delle associazioni ambientaliste

CACCIA: LA REGIONE DIMOSTRI CHE QUALCOSA È CAMBIATO

WWF, LIPU, Salviamo L’Orso, Legambiente, Pro Natura e Mountain Wilderness chiedono scelte diverse dalla precedente gestione. La salvaguardia dell’Orso marsicano è una priorità assoluta

Domani la bozza di calendario venatorio predisposta dalla Regione Abruzzo sarà esaminata per la obbligatoria Valutazione di Incidenza (VINCA) dal Comitato VIA. Le associazioni WWF, LIPU, Salviamo L’Orso, Legambiente, Pro Natura e Mountain Wilderness hanno presentato una serie di osservazioni (in allegato) con cui chiedono di migliorare il calendario, a dimostrazione di un reale cambiamento della gestione della caccia rispetto a quella pessima della passata Giunta regionale, battuta ben 14 volte in cinque anni in sede giudiziaria per una incomprensibile insistenza (con spese legali a carico dei contribuenti) in scelte contrarie alla normativa.

Il calendario 2014-15, nella attuale stesura, ricalca e per alcuni versi persino peggiora i precedenti. Le sei associazioni ambientaliste insistono sulla necessità di dare la necessaria tutela ad alcune specie di uccelli in cattivo stato di conservazione nonché di intervenire con urgenza per l’Orso marsicano, simbolo dell’Abruzzo, a grave rischio di estinzione, la cui tutela è una priorità assoluta, condivisa in tutto il mondo, di fronte alla quale il calendario venatorio deve essere necessariamente adeguato.
È in particolare indispensabile prevedere che, nell'intera area di distribuzione individuata nell'accordo PATOM (Piano d’Azione per la Tutela dell’Orso Marsicano), sottoscritto dalla Regione Abruzzo insieme al Ministero per la tutela dell'Ambiente e ad altri Enti, l'attività venatoria venga limitata a periodi e modalità compatibili con la tutela del plantigrado (evitando ad esempio di aprire la caccia al Cinghiale prima del 1° novembre) concetto ribadito ampiamente dall’ISPRA e in sentenze del TAR. Tra l’altro il 27 marzo scorso le Regioni Abruzzo, Lazio e Molise hanno firmato un “Protocollo di intesa per l’attuazione di azioni prioritarie per la tutela dell’Orso bruno marsicano” nel quale si ribadisce la particolare importanza della regolamentazione dell’attività venatoria nell’areale dell’orso per limitarne l’impatto sulla specie. E poi il 28 maggio 2014 è stato stipulato tra il Ministero dell’Ambiente e le maggiori Associazioni venatorie italiane un “Protocollo per la tutela dell’Orso bruno marsicano e il miglioramento della gestione venatoria 2014/2018”, con cui, per la prima volta, anche le Associazioni venatorie s’impegnano a sostenere, nelle aree di presenza dell’Orso, le limitazioni indicate dalle prescrizioni del PATOM, ossia il divieto immediato di caccia in braccata, tecniche di prelievo a minor impatto, esclusione della preapertura, eliminazione dei ripopolamenti a scopi venatori, limitazione adeguata delle aree e dei tempi di allenamento dei cani da caccia.

Per le altre questioni relative al calendario venatorio, in sintesi, gli ambientalisti chiedono:
una maggiore attenzione alla tutela della Lepre italica (Lepus corsicanus), preziosa specie endemica, non cacciabile, difficilmente distinguibile dalla Lepre comune con cui in molte aree convive;
di ristabilire i periodi di caccia indicati dall’ISPRA per le specie Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena, Beccaccia, e più in generale un adeguamento a quanto deciso a livello comunitario per la tutela degli uccelli selvatici, evitando in particolare la preapertura della caccia a Quaglia e Tortora, per le quali l’Unione Europea ha chiesto la protezione totale, in quanto in cattivo stato di conservazione, tutelando altre specie, come la Coturnice e l’Allodola, e non dando alle Province la possibilità di consentire la caccia al Colombaccio nella prima decade di febbraio;
una moratoria temporale all’utilizzo per la caccia agli ungulati di munizioni contenenti piombo, molto pericolose per la salute umana e per gli animali selvatici necrofagi;
la conclusione alle 14.30 della caccia al cinghiale nei territori che ospitano i dormitori del Nibbio reale (Milvus milvus), specie particolarmente protetta a livello comunitario.

Pescara, 3 settembre 2014

Luciano Di Tizio WWF Abruzzo
Stefano Allavena LIPU Abruzzo
Stefano Orlandini Salviamo L’Orso
Giuseppe Di Marco Legambiente Abruzzo
Piera Lisa Di Felice Pro Natura Abruzzo
Marano Mario Viola Mountain Wilderness Abruzzo

venerdì 29 agosto 2014

Impallinato il calendario venatorio Abruzzo dalle Associazioni di protezione ambientale

Per le associazioni di protezione ambientale: la proposta della Giunta D’Alfonso è simile a quelli della Giunta Chiodi-Febbo. Persa l’ occasione, sostengono, per dimostrare discontinuità con il passato-filo venatorio della Regione Abruzzo.

Sulmona, 26 agosto - Il Calendario Venatorio relativo alla stagione di caccia 2014/15 approvato l’11 agosto dalla nuova Giunta regionale ha ignorato le raccomandazioni inviate dalle più importanti associazioni ambientaliste a livello nazionale e regionale per chiedere che si tenesse conto delle richieste dell’Unione Europea (UE), finalizzate alla tutela di specie di uccelli in sensibile diminuzione. 

Il Calendario Venatorio appena approvato ripropone tutte le peggiori criticità del passato: anche quest’anno viene consentita l’apertura anticipata a tortora e quaglia, per le quali l’UE ha chiesto la protezione totale, visto che si trovano in uno sfavorevole stato di conservazione, e inoltre viene confermata la possibilità di prolungare la caccia al colombaccio fino al mese di febbraio, quando l’attività venatoria arreca chiaramente un notevole disturbo a molte specie già in attività riproduttiva. E’ quanto scrivono oggi in una nota congiunta Luciano Di Tizio (WWF Abruzzo), Stefano Allavena (LIPU Abruzzo), Stefano Orlandini (Salviamo l’Orso), Mario Marano Viola (Mountain Wilderness Abruzzo), Piera Lisa Di Felice Pro Natura Abruzzo.


“Il calendario venatorio, prosegue la nota, consente la caccia anche ad altre specie di uccelli che risultano essere in diminuzione. Per questo, l’Unione Europea ha chiesto di non includere tra le specie cacciabili la coturnice, la pavoncella e il moriglione, mentre qui in Abruzzo questi animali si possono abbattere.L’UE ha chiesto inoltre di sospendere la caccia ad altre 12 specie fino a quando non saranno stati adottati piani di gestione e programmi di conservazione per le specie e per i relativi habitat. Ebbene la Regione ha interdetto la caccia solamente a quelle legate agli ambienti umidi, in Abruzzo ben poco rappresentati e per giunta quei pochi esistenti già inclusi in aree protette. Era per la protezione di altre che bisognava intervenire e cioè per beccaccia, allodola, starna, tortora e quaglia. Nulla è stato fatto per la loro tutela, anzi…

Ma ancora più grave è che la Regione Abruzzo non solo non ha adottato alcun provvedimento concreto per la tutela dell’orso, così come previsto dal Piano d’Azione Nazionale per la Tutela dell’Orso Bruno Marsicano (PATOM), ma, rinnegando la proposta iniziale portata in consulta regionale, ripristina la caccia al cinghiale nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo nel periodo 1 ottobre – 31 dicembre invece di posticiparla così come lo scorso anno, al periodo 1 novembre – 31 gennaio, per evitarne la coincidenza con il periodo in cui l’orso e’ in piena attivita’ e si alimenta (iperfagia) per affrontare il letargo invernale. Inoltre, non tenendo conto del parere dell’Ispra, non viene mantenuta l’assegnazione in forma esclusiva delle zone di caccia al cinghiale alle singole squadre.

Misure molto gravi che rimettono in discussione anche quelle minime forme di tutela dell’Orso Marsicano nell’esercizio dell’attività venatoria nella Zona di Protezione Esterna del Parco d’Abruzzo, che è, a tutti gli effetti, habitat fondamentale dell’orso.Non possiamo inoltre non rilevare con grande amarezza l’inspiegabile schizofrenia della Regione che non piu tardi dello scorso 27 Marzo ha firmato un protocollo d’intesa per l’attuazione delle azioni prioritarie per la tutela dell’orso bruno marsicano, insieme a Lazio , Molise e Ministero Ambiente in cui la regolamentazione dell’esercizio venatorio e’ una delle azioni piu’ importanti e poi inspiegabilmente licenzia un calendario venatorio fortemente peggiorativo rispetto a quelli prodotti dalla precedente giunta regionale.

Il T.A.R. Abruzzo, con la sentenza del 12 giugno 2013, evidenziava che la Regione Abruzzo ha mancato di proteggere l’orso marsicano, evitando di normare in maniera più stringente l’attività venatoria nelle aree di maggiore presenza della specie”. Con questa sentenza i giudici amministrativi avevano censurato l’operato della Regione, in particolare, per la Zona di protezione Esterna (ZPE) del PNALM, bocciando la suddivisione in aree C1 e C2, in quanto quest’ultima consentirebbe “in modo illegittimo una gestione di caccia semiliberizzata, con grave nocumento per la sopravvivenza del plantigrado”. Nonostante sia già stato approvato dalla Giunta Regionale, il Calendario Venatorio attende ancora di essere sottoposto a Valutazione d’incidenza (VINCA) cioè al giudizio dell’ apposito Servizio regionale. Sono possibili quindi ancora modifiche e le associazioni per la protezione ambientale sperano che gli Uffici tecnici della Regione facciano prevalere al più presto le istanze scientifiche ai fini della tutela della fauna selvatica piuttosto che gli interessi di parte del mondo venatorio”. 

Fonte: corrierepeligno.it del 26 agosto 2014

Abruzzo. Ecco la stagione di caccia tra doppiette e polemiche

Gli ambientalisti contro l’assessore Di Matteo ma anche l’ex Febbo critica il calendario venatorio


PESCARA La definizione del calendario venatorio, in vista della nuova stagione di caccia, accende le polemiche. Gli ambientalisti stigmatizzano la continuità con le scelte del passato e puntano il dito contro l’assessore ai Parchi, Donato Di Matteo, noto per essere un appassionato cacciatore. L’ex assessore alla Caccia, ovvero l’attuale consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, considera invece «peggiorative» le decisioni assunte dalla giunta D’Alfonso, ma da un punto di vista diametralmente opposto a quello delle associazioni. La stagione venatoria, in Abruzzo, avrà inizio il prossimo 21 settembre e si concluderà il 21 gennaio successivo. Nelle giornate del 6 e 7 settembre scatterà la pre-apertura, che riguarderà soltanto alcune specie e non includerà la Zona di protezione esterna del Parco nazionale D’ Abruzzo, Lazio e Molise, le Zone di protezione speciale (Zps) e i Distretti di gestione per la caccia alla coturnice. Lungo e corposo il cahier de doleance degli ambientalisti abruzzesi, rappresentati da Wwf, Lipu, Salviamo l’Orso, Viola Mountain Wilderness e Pro Natura. «Il calendario venatorio appena approvato ripropone tutte le peggiori criticità del passato – accusano le associazioni - Anche quest’anno viene consentita l’apertura anticipata a tortora e quaglia, per le quali l’Unione Europea ha chiesto la protezione totale, visto che si trovano in uno sfavorevole stato di conservazione, e inoltre viene confermata la possibilità di prolungare la caccia al colombaccio fino a febbraio, quando l’attività venatoria arreca grande disturbo a molte specie già in attività riproduttiva». A rischio anche altre tipologie di uccelli. «L’Unione Europea ha chiesto di non includere tra le specie cacciabili la coturnice, la pavoncella e il moriglione, mentre in Abruzzo questi animali si possono abbattere – rimarcano gli ambientalisti – L’Europa, inoltre, ha esortato a sospendere la caccia ad altre 12 specie, fino a quando non saranno stati adottati piani di gestione e programmi di conservazione, mentre la Regione ha interdetto la caccia solamente alle specie legate agli ambienti umidi, che in Abruzzo sono scarsamente rappresentate e in larga parte già incluse nelle aree protette, lasciando campo libero all’abbattimento di beccaccia, allodola, starna, tortora e quaglia». Destano preoccupazione anche le possibili ripercussioni sugli orsi: «La Regione non solo non ha adottato alcun provvedimento a loro tutela, così come previsto dal Piano d’Azione Nazionale per la Tutela dell’Orso Bruno Marsicano, ma ha rinnegato la proposta iniziale, portata in consulta regionale, ripristinando la caccia al cinghiale nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’ Abruzzo, nel periodo 1 ottobre–31 dicembre, anzichè posticiparla, come lo scorso anno, al periodo 1 novembre–31 gennaio, per evitare la coincidenza con il periodo in cui l’orso è in piena attività e si alimenta per affrontare il letargo invernale». Le criticità rilevate, si traducono in una secca bocciatura. «È stata persa l’occasione per dimostrare discontinuità con il passato filo-venatorio della Regione – concludono le associazioni - In tempi non sospetti segnalammo quanto fosse particolare un assessore all'Ambiente e ai Parchi amante della caccia, non avvezzo a parchi ed aree protette, come Donato Di Matteo e il nuovo calendario venatorio, purtroppo, ci dà ragione». Di segno opposto i rilievi dell’ex assessore competente Mauro Febbo, che ha inviato una lettera aperta ai cacciatori abruzzesi. «Esprimo amarezza e delusione per il calendario emanato dalla Regione, penalizzante e ben lontano da quello dell’anno precedente – sono le parole di Febbo – Sono tanti gli aspetti discutibili, dall’allenamento posticipato all’invenzione della caccia specialistica alla beccaccia, dal divieto del trasporto di armi nei comparti Coturnice, che è materia nazionale e dunque è stata trattata in maniera incostituzionale, fino alle prescrizioni penalizzanti per la lepre e alla riduzione dei periodi di caccia».
Stefano Buda

sabato 23 agosto 2014