Comunicato stampa del 16 settembre 2020
Con
15 anni di ritardo la Regione Abruzzo approva il Piano Faunistico
Venatorio, ma perde l’occasione per definire obiettivi di tutela per
molti animali protetti
Il WWF: «Lavorare ora per avvio di ricerche e studi sul patrimonio faunistico regionale»
Ogni cittadino ha intanto 30 giorni per chiedere il divieto di caccia sui propri terreni
Il
Piano Faunistico Venatorio Regionale abruzzese è stato approvato dal
Consiglio Regionale 15 anni dopo la scadenza del precedente. Un passo
importante di cui va dato atto alla Regione, ma che non può soddisfare
totalmente le Associazioni ambientaliste, in particolare il WWF che
chiedeva di rivedere l’impostazione generale del documento, troppo
sbilanciato sulle specie di interesse
venatorio a discapito di quelle tutelate da normative nazionali e
comunitarie. Mancano, infatti, nel PFVR analisi e pianificazione
rispetto a molte presenze faunistiche di interesse protezionistico,
in contrasto con quanto prevedono la legge quadro nazionale e quella
regionale.
Si è persa l’occasione per realizzare un documento completo sulla
tutela della fauna della nostra Regione e per definire specifici
indirizzi di gestione finalizzati alla conservazione delle specie e non
solo alla pianificazione venatoria.

Ora
però esiste un documento da cui partire e su cui lavorare attraverso
ricerche e studi finalizzati alla conservazione e incremento del
patrimonio faunistico regionale. L’invito che il WWF rivolge alla
Regione
è sempre lo stesso: reimpostare l’approccio fino ad oggi seguito che
vede la fauna come “selvaggina” a disposizione dei cacciatori, avviando
un nuovo modello di gestione in cui la tutela del patrimonio faunistico
sia al centro dell’azione di governo regionale
e la caccia sia solo una attività consentita nei limiti fissati dalla
legge e dal reale stato di conservazione delle specie.
E
proprio sulla tutela della fauna, l’approvazione del PFRV apre ad una
importante possibilità: veder riconosciuto il diritto dei cittadini a
vietare la caccia sul proprio terreno. La normativa nazionale sulla
protezione della fauna selvatica omeoterma e sul prelievo venatorio
prevede infatti la possibilità per il proprietario o il conduttore di un
fondo di chiedere l’esclusione dei propri terreni dalla cosiddetta
gestione programmata della caccia (art. 15, commi
3° – 6°, Legge n. 157/1992): per ottenere tale esclusione il
proprietario o il conduttore deve inoltrare, entro trenta giorni dalla
pubblicazione del piano faunistico-venatorio, al Presidente della
Regione richiesta motivata da esaminarsi entro i termini fissati
dalla normativa sugli atti amministrativi (art. 2 della legge n.
241/1990 e s.m.i.).
Il
WWF invita la Regione Abruzzo a rendere immediatamente applicabile tale
previsione normativa fornendo tutte le informazioni per esercitare
questo diritto.
La
richiesta dev’essere accolta se non ostacola l’attuazione della
pianificazione faunistico-venatoria (art. 10 Legge n. 157/1992). È
accolta, inoltre, in casi specificatamente individuati con norme
regionali,
quando l’attività venatoria sia in contrasto con l’esigenza di
salvaguardia di colture agricole specializzate nonché di produzioni
agricole condotte con sistemi sperimentali o a fine di ricerca
scientifica, ovvero quando sia motivo di danno o di disturbo ad
attività di rilevante interesse economico, sociale o ambientale.
Si
attende quindi l’imminente pubblicazione sul BURA per far partire i 30
giorni entro i quali fare la richiesta di esclusione dei terreni, ma la
Regione Abruzzo non ha al momento provveduto, come sarebbe
suo dovere nell’interesse dei cittadini tutti, a fare in modo che i
proprietari/conduttori siano adeguatamente informati della possibilità
di esercitare tale diritto. Non risulta infatti sul sito web
istituzionale alcun riferimento alle modalità, alle disposizioni
generali e alle condizioni di ammissibilità riferite alle richieste di
sottrazione dei fondi agricoli all’attività venatoria, né è chiarito a
quale servizio debba essere presentata la richiesta e non è presente
idonea modulistica.
Il
WWF, nelle more che la Regione dia un segnale, suggerisce intanto a
tutti gli interessati di scrivere una comunicazione via email o posta
elettronica certificata (PEC) alla Regione per anticipare la volontà
di vietare la caccia nei propri fondi e fornisce al riguardo una
traccia.
Abruzzo: fondi da sottrarre alla caccia. Come fare?
Possiedi un fondo o un terreno in Abruzzo?
Vuoi vietare la caccia o l’accesso ai cacciatori?
È
possibile farlo senza spendere soldi per realizzare recinzioni o altri
manufatti costosi. Il proprietario o il conduttore che intenda vietare
la caccia nel proprio fondo può richiederlo alla Regione,
entro trenta giorni dalla pubblicazione del nuovo Piano
faunistico-venatorio.
Il
nuovo Piano faunistico-venatorio è stato appena approvato
dall’assemblea legislativa della Regione Abruzzo, ma quest’ultima non
ancora ha disposto la modulistica, né ha pubblicizzato le disposizioni
generali e le condizioni di ammissibilità riferite alle richieste di
sottrazione dei fondi agricoli all’attività venatoria.
Scrivi
alla Regione Abruzzo, Dipartimento dello Sviluppo Rurale, Caccia e
Pesca chiedendo le modalità e la modulistica per sottrarre il tuo fondo
alla caccia, anticipando chiaramente nel testo la volontà
di vietare la caccia nei tuoi terreni.
Posta Elettronica Certificata (PEC):
dpd@pec.regione.abruzzo.it
oppure Posta Elettronica ordinaria:
dpd@regione.abruzzo.it
WWF Italia ONLUS, Abruzzo
abruzzo@wwf.it
Facebook: WWF Abruzzo