sabato 3 settembre 2011

Avezzano: a caccia nei campi. Protestano gli agricoltori

AVEZZANO. Apertura della caccia di volatili nella Piana del Fucino e nei Piani Palentini, protestano gli agricoltori.
Da domani al via la caccia a tortora, merlo, gazza e cornacchia nella Marsica.
L’annuncio è stato dato dal presidente dell’Atc, Giacomo Di Domenico, che ha comunicato le date per le battute di caccia: domani, domenica, il 10 e l’11 settembre. La notizia è stata seguita da una serie di polemiche innescate dai contadini del Fucino che temono l’arrivo dei cacciatori nei campi coltivati dove in queste settimane si sta ultimando il raccolto.
«Le battute di caccia organizzate dall’Atc mettono a rischio i nostri prodotti», ha spiegato l’ex presidente del Consorzio di Bonifica Ovest, Dino Iacutone, titolare di un’azienda agricola, «non è accettabile che si apra la caccia per i volatili soltanto nel Fucino e nei Piani Palentini dove ci sono i campi coltivati».
«I cacciatori», ha concluso Iacutone, «distruggeranno le nostre terre creandoci ulteriori disagi in una stagione dove abbiamo avuto solo problemi».
La caccia per tortore, merli, gazze e cornacchie è stata aperta nella zona della Piana del Fucino, delimitata dalla strada Circonfucense, nella zona dei Piani Palentini, nella zona di competenza dell’Atc di Avezzano, nella piana di Magliano dei Marsi, compresa tra la strada Cicolana e il fiume Salto fino al confine con l’Atc Roveto-Carseolano.
La pre-apertura è consentita solo da appostamento senza l’uso del cane alle 12. (e.b.)




Fonte: "Il Centro" del 02 settembre 2011

Chieti: fucilate contro cani, uno muore sul colpo

LANCIANO - Una Sparatoria ai danni di quattro cani si è verificata giovedì primo settembre in Contrada Fattore di Santa Maria Imbaro (Chieti). Forse gli animali si erano riuniti in un piccolo branco perché “in amore”: uno è morto sul colpo.

Grazie a un testimone C.D.N., che si è immediatamente attivato, i tre cani feriti sono stati recuperati dalla Asl e il cane morto è stato trasportato all’istituto Zooprofilattico di zona per l’autopsia.

“È ragionevole pensare - afferma Walter Caporale, presidente dell’associazione “Animalisti italiani onlus” - che la causa scatenante sia stata l’imminente pre-apertura alla caccia di domani in Abruzzo. È purtroppo noto che nelle campagne fatti simili ai danni di cani e gatti accadono con frequenza soprattutto nei periodi di caccia perché allontanano le prede. Tale crudeltà viene svolta dai cacciatori che così eliminano la ‘concorrenza’.

Solitamente, purtroppo, nessuno ha il coraggio e la volontà di denunciare tali fatti, per questo motivo l’associazione Animalisti Italiani onlus ringrazia C.Di.N., vicino e testimone del folle che ha sparato ai 4 cani, che con coraggio si è immediatamente attivato chiamando la Asl e denunciando l’accaduto alla Stazione dei Carabinieri di Fossacesia (Chieti)”.

“La legge 189/2004 sul maltrattamento degli animali d’affezione – ricorda Caporale - prevede il carcere per l’uccisione di un cane e sanzioni per maltrattamenti e danni ingiusti. L’ufficio legale dell’Associazione è già attivo per chiedere il sequestro dell’arma del responsabile e il massimo della pena prevista dalla legge: l’arresto”.

Fonte: abruzzoweb.it del 02 settembre 2011

venerdì 2 settembre 2011

Arcicaccia Chieti su calendario venatorio 2011-2012

Pensieri a Voce Alta del presidente Angelo Pessolano della Federazione Provinciale Arci Caccia di Chieti in merito al Calendario Venatorio per la stagione 2011/2012



Ciò che è stato redatto dall’ufficio caccia, approvato dalla regione Abruzzo e controfirmato dall’assessore Febbo e dal presidente regionale, a nostro modesto parere è forse il peggior calendario venatorio dell’ultimo decennio, si è riusciti a fare anche peggio dell’anno precedente il che non era certo facile, fregandosene di ciò che la consulta regionale della caccia aveva chiesto in merito alle modifiche da apportare alla bozza presentataci, ma che per paura di paventati ricorsi da parte di verdi ed animalisti, ha seguito il suo corso regalando ai cacciatori abruzzesi un calendario scandaloso con quattro mezze pre-aperture (3/4/10E 11 SETTEMBRE ) CON LA VARIANTE DELLA POSSIBILITA’ DI USCIRE CON I CANI per l’addestramento dalle ore 12.00 in poi, (chissà perché e per quale utilità) anche se le associazioni avevano richiesto di diminuire drasticamente un eventuale pre-apertura ad una giornata per evitare eventuali tentativi di gente scorretta (BRACCONIERI) di abbattere specie non aperte quali saranno i selvatici stanziali, vista la totale assenza sul territorio di controllo in particolar modo nella nostra provincia e per non concentrare la caccia solo sulla tortora e il merlo con tutti i rischi connessi ad un concentramento di cacciatori nei pochi campi di girasoli rimasti non tagliati,il proseguo ha dell’assurdo apertura generale al18settembre per fagiano lepre e cinghiale, dimenticandosi la starna che non si sa per quale criterio scientifico e soprattutto basato su quali dati visto che i ripopolamenti vengono effettuati dagli ambiti con i soldi dei cacciatori, debba aprirsi il 01ottobre e chiudersi il 30 novembre ,mentre per il cinghiale e la lepre la chiusura è fissata al 18 dicembre, il fagiano la quaglia e l’ allodola al 31 dicembre come dovrebbe essere per la 157/92 anche per la starna. Passiamo ai migratori cesene e tordi apertura alla terza di settembre e chiusura al 19 gennaio (ASSURDO), beccaccia dal 01 ottobre con chiusura al 19 gennaio, accompagnata dalle peculiarità climatiche che ne possano prevedere l’anticipo della chiusura in base a temperature che abbiano un brusco calo (almeno 10°Cin 24 ore) temperature medie giornaliere inferiori a quelle della norma stagionale,durata dell’ondata di gelo stimata di 6/7 giorni, così definita entro il terzo giorno dalla protezione civile, sempre senza alcun criterio scientifico ne supportato da dati concreti dimostrando assoluta non conoscenza della specie che da qualche anno ha spostato i periodi migratori a causa del clima di circa un mese portando gli arrivi nei nostri boschi da novembre ai primi di dicembre, la tutela di questa specie deve essere di natura mondiale tentare di preservarla qua per poi distruggerla altrove non serve a nulla e a nessuno sarebbero altre le cose da fare per protegger questo migratore in primis la guerra alla posta e ai postaioli e non certo limitarne il periodo di caccia con i cani da ferma. Passiamo al carniere giornaliero limitazioni su tutto ne evidenzio alcuni quaglia 5 capi giornalieri 25 stagionali, beccaccia 3 capi giornalieri 20 stagionali, tortora 5 capi giornalieri 20 stagionali, merlo 5 capi giornalieri, allodola 10 capi giornalieri 50 stagionali e per chiudere la coturnice un capo giornaliero, non mensionando lo stagionale per cui si rimette ai piani di prelievo nelle aree interessate, mi piacerebbe conoscere in base a quali dati e da quale istituto superiore siano stati imposti questi numeri e quantitativi, son curioso di sapere, dove siano finite quelle esaltanti e fantasiose promesse fatte da alcuni politici e associazioni venatorie che promettevano più specie cacciabili e più lunghi periodi di caccia questo è ciò che è successo e all’orizzonte ci sono delle grosse nubi nere per il mondo venatorio vedi il paventato Osservatorio Faunistico Regionale che se guidato da tecnici di questo livello con l’assenza al suo interno di esperti di caccia che possano difendere i nostri interessi e il nostro sport ci vedrà soccombere al volere di verdi e animalisti e anticaccia in generale, a tutto ciò noi ci opporremo strenuamente che la politica lo sappia son finiti i tempi dei creduloni o dei grulli chi non lo merita non avrà più l’appoggio del mondo venatorio sia esso di destra o di sinistra. Tanto altro ci sarebbe da dire… di certo qualcosa l’ho dimenticata tante son le corbellerie scritte, ma ci ritorneremo in seguito, a proposito dove sono le altre associazioni? A loro va tutto BENE? Chi non è sordo batta un COLPO


Distinti Saluti


Per la Federazione Provinciale Arci Caccia CSAA di Chieti il Presidente Angelo Pessolano




Pre-apertura in Abruzzo: "pericolo di morte per turisti e villegianti"

CAPORALE: “PERICOLO DI MORTE PER TURISTI E VILLEGIANTI”


La stagione della caccia, nel rispetto della legge Quadro nazionale in materia, si svolge dalla terza domenica di settembre fino al 31 gennaio con l’esclusione dei martedì e venerdì, definiti giorni di silenzio venatorio. E’ possibile effettuare la pre-apertura e posticipare al 10 febbraio solo se ricorrono determinate condizioni. Esistenza del Piano Faunistico Venatorio, esistenza di uno studio peculiare sulle popolazione delle specie che si vogliono cacciare.

Dichiarazione di Walter Caporale, Presidente Associazione “Animalisti Italiani Onlus”:
“In Abruzzo non ricorrono affatto le condizioni per aprire la caccia prima della terza domenica di settembre, eppure la Giunta ha deliberato 4 giornate di pre-apertura nei fine settimana precedenti la terza domenica ( sabato e domenica 3 e 4 settembre e sabato e domenica 10 e 11 settembre) dimenticando che i luoghi di caccia, grazie all’estate ancora in corso, sono frequentati dagli amanti della montagna, dai raccoglitori di funghi e tartufi e dai turisti e che quindi l’attività venatoria in questo momento potrebbe aumentare il rischio di morti e feriti.

Ricordo che ogni anno durante la stagione venatoria tra morti e feriti a causa della caccia, oltre ai tanti cacciatori, c’è tanta gente comune, come ciclisti, cercatori di funghi nonché mamme che accompagnano i figli a scuola e bambini alla fermata dell’autobus.
Per non parlare degli spari accidentali che hanno colpito una donna sul balcone intenta a stendere i panni, un ragazzo di 17 anni che passeggiava ed il figlioletto del cacciatore distratto. Proprio ieri, primo settembre 2011, un cacciatore è morto per uno sparo accidentale partito mentre rispondeva al cellulare (Cagliari).
Questi precedenti avvenuti in periodi di stagione venatoria ordinaria non lasciano dubbi sul pericolo che si corre durante la pre-apertura di quest’anno: periodo di villeggiatura. I turisti rischiano la morte. Occorrerebbe fermare la caccia piuttosto che anticiparla”.
Lanciano, 2 settembre 2011






Un cane "impallinato" da un cacciatore nella zona sud di Vasto

La crudeltà dell'uomo non ha limiti


Un cane "impallinato" da un cacciatore nella zona sud di Vasto
Questa che vedete è la radiografia della zampa di un cane .
Qualcuno – con un fucile da caccia- ha disintegrato l'osso della zampa anteriore sinistra, sparando a distanza ravvicinata.
Il cane è stato rinvenuto domenica mattina 28 Agosto in Viale Dei Tigli e portato d'urgenza alla Clinica veterinaria Dell'Adriatico a Vasto in via Ciccarone dove è attualmente ricoverato
Al cane dovrà essere amputata la zampa.
Chiunque avesse notizie dell'accaduto, PARLI
per non essere complice di tale crudeltà e REATO penale.
Si cercano contributi per pagare l'operazione, la degenza e le cure mediche.
Questo cane avrà bisogno di una casa e di un padrone amorevole
chiunque può adottarlo si faccia avanti.






mercoledì 24 agosto 2011

Pubblicato il Calendario Venatorio 2011/2012

Clikka qui per scaricare il Calendario Venatorio 2011/2012 della Regione Abruzzo con i relativi allegati.

Provincia Teramo, Consiglio approva le modifiche al Piano faunistico venatorio

Teramo. Approvate all’unanimità dal Consiglio provinciale le modifiche e gli aggiornamenti al Piano Faunistico venatorio e il disciplinare per la razionalizzazione della caccia nei territori degli istituti faunistici.

Come sottolineato dall’assessore Giuseppe Antonio Di Michele nella sua relazione introduttiva, “nella maggior parte dei casi si è trattato di adeguamenti tecnici e in altri del recepimento di istanze provenienti dal mondo venatorio”. Per quanto riguarda la caccia al cinghiale, l’Assessore, ha annunciato che dal prossimo anno sarà introdotto il principio della rotazione nell’assegnazione dei distretti “in maniera da consentire equità e pari opportunità ai cacciatori”.

Sull’argomento è intervenuto il capogruppo del Pd, Ernino D’Agostino, che ha fatto rilevare: “storici ritardi da parte della Regione Abruzzo che non ha mai approntato il nuovo Piano e non ha provveduto nemmeno ad emanare le linee guida, situazione che crea più di una difficoltà nella gestione dell’attività venatoria”. D’Agostino, quindi, ha chiesto all’assessore “un maggior coinvolgimento della Consulta della caccia e degli Atc nelle scelte di programmazione”.

Fonte: cityrumors.it del 23 agosto 2011

sabato 6 agosto 2011

Abruzzo: approvato il calendario venatorio 2011-2012

(REGFLASH) Pescara, 4 ago. La Giunta Regionale, su proposta dell'assessore alla Caccia, Mauro Febbo, ha approvato il calendario venatorio 2011-2012. La stagione avrà inizio il 18 settembre prossimo e terminerà il 31 gennaio 2012 con possibilità di proroga fino al 9 febbraio dopo richiesta delle Province. Si inizia il 21 agosto con l'addestramento cani per poi partire ufficialmente il 3, 4, 10, 11 settembre con cornacchia, gazza, merlo e tortora; a seguire le altre specie (vedi allegato). "L'attività venatoria - sottolinea l'assessore Mauro Febbo - condotta con prudenza e rispetto delle regole, degli agricoltori e delle loro colture trova anche per la stagione 2011-2012 puntuale disciplina nel calendario approvato, soprattutto tenendo conto delle aree Parco, Sic e Riserve naturali. Sono state tenute in considerazione le diverse esigenze rappresentate dalle categorie interessate, e coniuga le istanze di tutela faunistico ambientale con un esercizio venatorio equilibrato e responsabile da parte dei cacciatori. Il calendario contiene inoltre le prescrizioni dettate dal VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), in particolare per quanto riguarda la tutela dell'Orso marsicano e l'attenzione ad alcune specie migratrici, escluse dall'attività venatoria in considerazione del loro attuale stato di sofferenza". "Questo calendario - spiega ancora l'assessore Febbo - è fedele al lavoro svolto nel Tavolo Caccia Nazionale costituito, su mandato di Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni, dai rappresentanti delle Regioni e delle Associazioni portatori di interessi. La Regione Abruzzo inoltre ha recepito le indicazioni fornite dall&rsquoISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), rispetto alle quali sono state introdotte alcune modifiche, non sostanziali, ampiamente motivate e rispondenti alle disposizioni dettate dalla Comunità Europea, formulate nel documento Key concepts adottato ufficialmente dalla Commissione europea nel 2001. Il calendario Venatorio approvato è anche un primo passo del nuovo percorso intrapreso dall'ssessorato alla Caccia per una corretta gestione della fauna. Gran parte delle energie - conclude Mauro Febbo - nel futuro saranno concentrate per l'attivazione dell'Osservatorio Faunistico Regionale, anche alla luce della recente riforma inerente l'Arssa. Infatti solo con una gestione tecnico-scientifica della fauna, oltre che con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, è possibile raggiungere obiettivi al pari dei Paesi all'avanguardia nel settore, nei quali la caccia si inserisce come elemento di governance ambientale e di conservazione dell'equilibrio faunistico".




giovedì 4 agosto 2011

Caccia: i consiglieri regionali hanno paura e ritirano il progetto di legge

I CONSIGLIERI REGIONALI HANNO PAURA DI PAGARE E RITIRANO IL PROGETTO DI LEGGE




In Regione è approdata la proposta di legge regionale sul “Calendario Venatorio”, strumento di pianificazione dei tempi, dei luoghi, degli orari, delle specie e delle quantità di animali cacciabili durante la stagione venatoria. Questo strumento di regolamentazione dell’attività venatoria deve essere per legge approvato dalla Giunta su proposta dell’Assessorato alla caccia in quanto atto amministrativo di gestione del Patrimonio Faunistico.
L’Assessorato all’Agricoltura e Caccia ogni anno per Legge dovrebbe redigere il Calendario Venatorio sentito il parere dell’ISPRA (organo nazionale competente in materia di tutela del territorio, ambiente, fauna), sottoponendo il Calendario a Valutazione d’Impatto ambientale, seguire le indicazione del Piano Faunistico Venatorio e organizzare le Consulte con vari partecipanti previsti dalle Leggi regionali e nazionali.
Dichiarazione di Marialucia Santarelli delegata “Associazione Animalisti Italiani Onlus” Abruzzo:

“Il punto è che ogni anno gli uffici caccia e la Giunta approvano Calendari Venatori che non sono frutto di una gestione consapevole del patrimonio faunistico, non rispettano le indicazioni dell’ISPRA, non seguono i Pareri VIA o non sottopongono a VIA i documenti, adottano deroghe alle leggi, non rispettano le Direttive comunitarie in materia di Tutela delle specie in declino, il Piano faunistico è scaduto da diversi anni. Non si dovrebbe andare a caccia per nulla. Per questi motivi le Associazioni Animaliste e Ambientaliste sono state più volte costrette a ricorrere al TAR e gli uffici caccia nei tempi brevi ad adeguare il Calendario alle sue Ordinanze.

Questo è il motivo per cui da qualche anno per permettere ai cacciatori di fare ciò che vogliono alcuni consiglieri presentano leggi che detengono i record di discussione e approvazione sia in Commissione che in Consiglio regionale. Lo scorso anno la legge sul Calendario Venatorio è stata impugnata, il calendario Venatorio non è stato mai adeguato ai motivi dell’impugnativa e siamo ancora in attesa della sentenza. Ciò ha consentito al popolo delle doppiette di fare ciò che vuole, impunemente.

Tanta è l’arroganza dei consiglieri filo venatori che hanno riproposto anche quest’anno una legge. Le associazioni hanno dunque scritto una lettera di diffida in cui si intimava di non procedere con l’approvazione della legge perché illegittima e hanno citato la sentenza della Corte Costituzionale n.337/2009 che afferma che c’è assenza di immunità per i Consiglieri, quando i consiglieri regionali vengono chiamati a svolgere funzioni prettamente amministrative.

Nonostante ciò i consiglieri hanno tentato di approvarla, è stata la presenza del nostro Presidente dell’Associazione, Walter Caporale, in veste di consigliere regionale che ha riferito del nostro sicuro ricorso alla Procura regionale della Corte dei Conti e la successiva rivalsa della Regione nei loro confronti. La Legge non è stata più discussa ed è stata ritirata, tra insulti, minacce e attacchi personali al nostro Presidente.

E’ vergognoso il messaggio che arriva dai Consiglieri filovenatori che ci rappresentano in Regione <>. Vergogna!”.



Associazione "Animalisti Italiani Onlus"


comunicato stampa del 04 agosto 2011

Perchè l'Abruzzo vuole sparare di più di altre regioni?

Perchè l'Abruzzo vuole sparare di più di altre regioni?




La Giunta regionale su proposta dell’Assessorato alla Caccia ha approvato il Calendario Venatorio.

Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo regionale di Verdi: “Valuteremo con attenzione il Calendario Venatorio del centro-destra: dopo il tentato blitz in Consiglio Regionale, bloccato grazie all'ostruzionismo dei Verdi, ci auguriamo di non dover essere costretti a fare ricorso al TAR, per chiedere il rispetto della legalità.

Sulla caccia pende già l'impugnativa del Governo, la cui sentenza è attesa per novembre; di certo, condanniamo l'ennesima pre-apertura della caccia al 1 settembre e la folle possibilità di prorogare l'uccisione di animali al 9 febbraio.....scelte che sicuramente NON rispettano le indicazioni dell'ISSPRA e di chi ritiene inaccettabile sparare nei periodi di accoppiamento, di riproduzione, di nidificazione, di crescita dei cuccioli o di migrazione”.

Gruppo Consiliare Verdi Regione Abruzzo -comunicato stampa del 4 agosto 2011 –

mercoledì 3 agosto 2011

Abruzzo: bloccato l'iter del progetto di legge regionale per il calendario venatorio

COMUNICATO STAMPA WWF DEL 3 AGOSTO 2011

Caccia: stanotte in Consiglio Regionale bloccato l'iter del progetto di legge regionale per il calendario venatorio

Il WWF: è un primo successo, ora esamineremo il calendario venatorio che sarà approvato in Giunta Regionale.




Il WWF esprime la propria soddisfazione per il blocco, avvenuto in consiglio regionale questa notte, dell'iter della proposta di legge regionale con cui si voleva approvare un calendario venatorio triennale in palese contrasto con le normative nazionali e comunitarie.
Dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale del WWF Italia: “Si tratta di una prima vittoria di chi si oppone alla deriva filovenatoria di questa maggioranza. Ringraziamo la minoranza per aver saputo contrastare efficacemente questo provvedimento ed interrompere quella che stava diventando una pericolosa consuetudine finalizzata ad evitare il confronto davanti al TAR, in quanto le associazioni non possono impugnare le leggi regionali direttamente davanti al Tribunale amministrativo. Ora non abbassiamo la guardia perchè a breve la Giunta Regionale dovrà approvare la sua versione del Calendario Venatorio e la bozza che abbiamo potuto vedere contiene criticità altrettanto forti, tanto da aver ricevuto un parere fortemente negativo da parte dell'ISPRA”.

Verdi in Consiglio Regionale bloccano legge filovenatoria

VERDI IN CONSIGLIO REGIONALE BLOCCANO IGNOBILE LEGGE FILOVENATORIA

La Proposta di Legge triennale sul Calendario Venatorio è stata ritirata. Una legge illegittima perché il Consiglio Regionale si è attribuito competenze della Giunta. Walter Caporale dei Verdi, capofila della battaglia con Sel, Rifondazione e Italia dei Valori uniti contro la maggioranza e parte di altri partiti di centro-sinistra, pronti ai compromessi, hanno vinto una battaglia in cui i filovenatori hanno combattuto con minacce, insulti, tentativi di “sveltine”, commissioni convocate e revocate.

Una legge che sarebbe durata tre anni anziché uno solo come è per i Calendari Venatori approvati con delibera di Giunta, che avrebbe permesso di sparare dal primo settembre al 31 gennaio, di uccidere animali anche nei periodi di accoppiamento, di crescita dei piccoli; una Legge che avrebbe permesso ai cacciatori abruzzesi di sparare in tutta la Regione anziché nel solo Ambito di Caccia di appartenenza … in contrasto con la Legge regionale in materia di Caccia Lr 10/2004, con la Legge Quadro nazionale n.157/92 e con le Direttive Comunitarie in materia di Gestione e Tutela delle specie in declino.

Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo regionale di Verdi:

“Ho chiesto e ottenuto il rispetto delle leggi in materia di caccia. Ho diffidato più volte i colleghi dal procedere all’approvazione di una legge che non ci compete, che provoca danni enormi al Patrimonio faunistico e che avrebbe reiterato l’intervento della Corte Costituzionale, provocando multe e conseguenti danni patrimoniali e finanziari alla Regione. Ho fatto appello alla responsabilità verso i cittadini abruzzesi e ho dovuto far presente che avrei fatto ricorso alla Corte dei Conti e che la Regione avrebbe potuto rivalersi sui Consiglieri responsabili.

E’ triste e amaro cantare vittoria per aver vinto una battaglia della legalità. In altri Paesi si lavora per migliorare i diritti, in Italia, e nello specifico in Abruzzo, si deve perdere tempo prezioso e denaro per chiedere ai legislatori regionali il rispetto delle loro leggi e di quelle nazionali”.

L’Aquila, comunicato stampa del 3 agosto 2011

Gruppo Consiliare Verdi Regione Abruzzo

lunedì 1 agosto 2011

Dura opposizione al Progetto di legge del centro destra sul calendario venatorio triennale

Agli Organi di informazione
Loro Sedi

Dura opposizione al Progetto di legge del centro destra sul calendario venatorio triennale.

Dichiarazione di Walter Caporale, Verdi; Maurizio Acerbo, Rifondazione Comunista; Franco Caramanico, Sinistra Ecologia, Libertà: “La pervicacia con cui la maggioranza sta portando avanti nella competente commissione consiliare il progetto di legge sulla caccia ci costringe a una dura opposizione. E’ certamente assurdo che la destra blocchi il Consiglio regionale su questa proposta di legge quando l’Abruzzo ha ben altri problemi. Ma questo è; allora, pur comprendendo il motivo per il quale la maggioranza vuole che il calendario venatorio si faccia con legge e non con un atto amministrativo della Giunta regionale, abbiamo comunque cercato di proporre di lasciare alla legge solo la disciplina delle norme sul cinghiale, che, oggettivamente, rappresenta ormai un danno non solo per l’agricoltura ma per l’ambiente stesso - anche se non bisogna dimenticare che l’emergenza cinghiali è stata creata nei decenni scorsi dalla subalternità della politica ai cacciatori.
Evidentemente le risposte che alcune componenti della maggioranza devono alle associazioni più oltranziste dei cacciatori fanno aggio su qualsiasi ragionevole proposta costruttiva delle opposizioni.

Noi siamo disponibili ad affrontare il problema della sovrappopolazione dei cinghiali, ma evidentemente il centro destra usa questo problema come scusa per provvedimenti elettoralistici.”

Walter Caporale


Maurizio Acerbo


Franco Caramanico

L’Aquila 1° agosto 2011

domenica 31 luglio 2011

Caccia in Abruzzo: mai peggio di così!

Comunicato stampa 30 luglio 2011

Caccia in Abruzzo: mai peggio di così!
In corso la discussione su due proposte di calendario venatorio, entrambe pessime.
La fauna di quella che era la Regione Verde è in balia dell’estremismo venatorio.


“La Regione dei Parchi è ormai in balia dell’estremismo venatorio di questa maggioranza e di alcuni funzionari dell’Assessorato all’agricoltura”.
Questa è la dura accusa del WWF che oggi in una conferenza stampa ha denunciato quanto sta avvenendo nella predisposizione del calendario venatorio 2011-2012.
In un gioco delle parti al ribasso, da un lato l’Assessorato regionale all’agricoltura ha predisposto una pessima proposta di calendario venatorio che andrà all’esame del Comitato Valutazione d’Impatto Ambientale il prossimo 2 agosto, dall’altro alcuni consiglieri regionali (tra cui Sospiri, Prospero e Iampieri) hanno presentato una proposta di legge al Consiglio regionale per approvare un calendario venatorio triennale che va a premiare le fazioni più oltranziste del mondo venatorio.
Va innanzitutto chiarito che approvare il calendario venatorio con legge regionale, invece con atto amministrativo di Giunta come prevede la legge, è un escamotage per cercare di evitare i ricorsi al TAR che negli ultimi anni bocciavano puntualmente le illegittime scelte filo-venatorie della Regione, poiché risulta giuridicamente difficile impugnare una legge regionale.
Dal punto di vista procedurale, quanto sta accadendo ha dell’incredibile: i funzionari regionali stanno lavorando, secondo la normale procedura amministrativa, su un testo di calendario che diventerà “fantasma” non appena il Consiglio regionale avrà approvato con legge l’altro calendario.
Senza considerare lo scontro istituzionale con il Governo nazionale e la Commissione Europea, visto che viene presentata una proposta di legge senza considerare che già lo scorso anno il Governo ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale il calendario venatorio della Regione Abruzzo, approvato sempre con legge.

“I contenuti dei due testi in discussione hanno una sola cosa in comune”, dichiara Dante Caserta, consigliere nazionale WWF, “sono entrambi pessimi. Si tratta di calendari completamente irrispettosi delle normative comunitarie in materia di conservazione della Natura. Quella che era la Regione dei Parchi e della Natura sembra essere in mano ad estremisti che appoggiano le posizioni più retrive dei cacciatori. I funzionari regionali sono arrivati a scrivere che è possibile cacciare specie di anatre ormai rarissime, come il Codone, ammettendo però che vi sono in tutta la regione solo 25 esemplari di questa specie (e i cacciatori sono 15.000!). Questo modo di fare apre un contrasto, non solo con il Governo nazionale, ma anche con la Commissione Europea giustamente preoccupata per una gestione venatoria che sta riducendo allo stremo la fauna selvatica”.

Per questo il WWF, assieme ad altre associazioni, da un lato ha presentato al Comitato VIA osservazioni tecnico-scientifiche sulla proposta dell’Assessorato e dall’altro ha inviato una nota a tutti i consiglieri regionali ricordando che la fauna è patrimonio indisponibile dello Stato e che, votando un calendario venatorio proprio di un organo amministrativo come la Giunta regionale, compiono un atto amministrativo. E su questi atti la Corte Costituzionale ha chiarito che non esiste il principio di immunità che vale per le scelte “politiche” dei consiglieri quando legiferano. Per cui, qualora tale iniziativa si dimostrasse illegittima e causasse danni irreversibili, il WWF valuterà tutte le azioni possibili per fermare questa deregulation venatoria.
Il WWF chiede al Presidente del Consiglio Regionale di fermare la discussione della legge per l’approvazione del calendario triennale, anche in considerazione che presto vi sarà la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge regionale che approvò il calendario venatorio dello scorso anno.
Al Comitato VIA della Regione il WWF chiede di bocciare il calendario venatorio proposto dagli Uffici dell’Assessorato regionale perché manifestamente in contrasto con le normative comunitarie e privo della relazione di incidenza ambientale.

Queste le principali censure del WWF sui due calendari in discussione:
a) Non si rispettano le indicazioni del parere dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (periodi per le specie cacciabili contenuti nelle Linee Guida ISPRA per la predisposizione dei calendari venatori, munizioni con piombo, comparto unico sulla migratoria, ecc.). Non vengono esposti dai proponenti i dati necessari per superare le indicazioni dell'ISPRA (anzi, i numeri esposti nella relazione, come quelli relativi ai tesserini venatori, testimoniano come l’attività venatoria nella Regione sia gestita in forme inaccettabili e del tutto contrarie alle normative nazionali ed internazionali). La giurisprudenza in materia ha chiarito che gli Stati possono disporre limiti generali a tutela delle specie, anche ai fini del rispetto delle normative internazionali. Inoltre esiste l’obbligo del monitoraggio che appare del tutto disatteso da parte dei proponenti. Gli unici dati, peraltro citati in maniera del tutto fuorviante, sono quelli relativi ai censimenti svernanti degli acquatici e si tratta di dati che dovrebbero determinare la chiusura per un gran numero di specie in considerazione del fatto che non vi sono presenze tali da rendere possibile il prelievo, tenendo conto dell’obbligo di mantenere le popolazioni in uno stato favorevole.
b) La relazione allegata alla proposta di calendario dell’Assessorato non può essere in alcun modo interpretata come uno studio di incidenza ambientale (indispensabile per l’espletamento delle procedure di Valutazione di Incidenza Ambientale) in quanto non affronta le problematiche dell’incidenza dell’attività venatoria sulle specie (come Orso bruno, Lupo, Lanario, Grillaio, Pellegrino, Aquila reale, Calandro, Ortolano, ecc.) e sugli habitat protetti dalle direttive europee e sui siti della Rete Natura 2000. Ancora peggio la proposta in discussione al Consiglio regionale nella quale la relazione di incidenza è addirittura assente!
c) La decisione di introdurre il cosiddetto “comparto unico sulla migratoria” contrasta con i principi basilari della Legge quadro nazionale sulla caccia, promuovendo un’attività venatoria scollegata dal contesto ambientale e territoriale. Tale scelta, inoltre, è causa di un forte aumento della pressione venatoria in aree estremamente delicate quali quelle utilizzate dall’Orso e da altre specie prioritarie.
d) I numeri ed i grafici sui ripopolamenti fanno emergere un quadro sconvolgente. Ogni anno si immettono sul territorio migliaia e migliaia di individui di Starna e Fagiano. Secondo i dati forniti dalla Regione vi sarebbe su queste popolazioni un prelievo nell’ordine delle centinaia di individui (e, quindi, rimarrebbero vivi i 9/10 degli animali immessi), ma questo non porta all’insediamento di popolazioni vitali di queste specie. È evidente la totale mancanza di una gestione faunistica corretta che rende necessaria una segnalazione alla Corte dei Conti, visto che si sta parlando di spese per centinaia di migliaia di euro, denaro che viene sottratto ad una gestione faunistica più corretta (realizzazione di censimenti, piani di conservazione delle specie in direttiva, miglioramenti ambientali, ecc.).
e) Il calendario venatorio continua a prevedere l’uso di munizionamento con piombo, nonostante le gravissime implicazioni per la salute umana e l’impatto negativo sulle specie di uccelli necrofagi.
f) È molto grave la proposta di consentire la caccia a specie quali Moretta e Coturnice. La prima, presente in poche decine di esemplari, può essere scambiata facilmente con la Moretta tabaccata, specie in Allegato I della Direttiva Uccelli, concentrata in Abruzzo in alcune aree della Valle del Sangro aperte alla caccia e/o, quando protette, di estensione del tutto limitata. La seconda non ha un contingente tale da poter sostenere un prelievo (e, peraltro, la Regione non riporta alcun dato sulla consistenza della popolazione).
h) I calendari proposti, che dovrebbero basarsi sui migliori dati scientifici disponibili, non sono suffragati da studi fatti dalla Regione, non considerano i piani di gestione delle diverse specie protette né quelli disponibili per le specie cacciabili, non prendono in considerazione le decine di pubblicazioni scientifiche esistenti sulla fauna abruzzese, pubblicate sulle riviste scientifiche nazionali ed internazionali, nonostante queste avrebbero fornito indicazioni utili sull’incidenza dell’attività venatoria sulle specie

giovedì 28 luglio 2011

Consiglio Regionale Abruzzo. Cacciatore aggredisce Caporale

ABRUZZO, CACCIA. CONSIGLIO REGIONALE

CACCIATORE AGGREDISCE IN COMMISSIONE CAPORALE





L’Aquila, 27 luglio 2011 - Nel corso del dibattito sulla vergognosa legge caccia che la Regione si appresta ad approvare – una Legge che aumenta i giorni di caccia, le specie cacciabili, gli orari di caccia, permette ai cacciatori abruzzesi di spostarsi in tutta la regione anziché rimanere nella sola provincia di appartenenza, apre la caccia al 1 settembre anziché alla terza domenica del mese, non risparmia lo sterminio degli animali anche nel periodo di migrazione, nel periodo di accoppiamento, durante la riproduzione, mentre i cuccioli crescono…… - oggi nel corso delle audizioni di associazioni venatorie, province, ATC ecc nella III Commissione regionale, un rappresentante dei “cosiddetti migratoristi” ha cominciato ad insultare il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale, accusandolo di essere il responsabile del 70% di aree protette in Abruzzo e vietate alla caccia, di voler danneggiare la caccia e i cacciatori…..

“Naturalmente” – dichiara il Capogruppo regionale dei Verdi, Walter Caporale – “ quando il solerte difensore dei cacciatori mi ha urlato, insultandomi, di non parlare più e di andarmene, di essere la causa della rovina dei cacciatori abruzzesi e mi si è avvicinato con fare “più che minaccioso”, ho chiesto ed ottenuto che l’individuo fosse immediatamente allontanato dalla Sala della Regione, dove tra l’altro non aveva diritto di rimanere dopo il suo breve intervento…..Qualcuno, fuori microfono, mi ha detto di stare attento perché mi ritroverò i cacciatori sotto casa di notte e che ci penseranno loro…..Forse queste persone non sanno che lotto dalla parte di tutti i deboli e sfruttati dall’età di 14 anni, che mi hanno aggredito, distrutto la macchina, bucato le ruote, lanciato sassi - e colpi di fucile -, minacciato: ma sono e rimango in prima linea nel difendere chi non si può difendere, ma anche gli abruzzesi.

Perché i consiglieri regionali che si apprestano ad approvare una Legge illegittima, tutta dalla parte dei cacciatori, con sempre meno vincoli e tutele per gli animali, devono sapere che grazie a loro diminuiranno ancora di più i turisti nella nostra regione, stanchi e stufi di ritrovarsi fucili, cartucce, cacciatori dentro i terreni, gli agriturismo, le campagne dove si va per riposare, respirare aria pulita, ritrovare il contatto con la natura…Non di certo per rischiare di essere impallinati o di non poter dormire la mattina all’alba per le centinaia di colpi di fucile…..L’Assessore alla Caccia può approvare il Calendario Venatorio, rispettoso dei pareri degli Enti preposti (ISSPRA, VIA regionale, Legge 10/2004, Legge Quadro 157/92…) senza dover coinvolgere il Consiglio Regionale llegittimamente su un aspetto che non lo riguarda. Noi presenteremo ricorsi e denunceremo questa Legge, se dovesse essere approvata, alla Comunità Europea ma anche agli organi nazionali. La Legge dello scorso anno è stata già impugnata dal Governo Nazionale che nei prossimi mesi emetterà la sentenza. Questa volta saremo ancora più duri e determinati nel combattere una palese illegalità. Io sto dalla parte dell’80% degli italiani che è contrario alla caccia, e dalla parte degli animali, ma anche delle centinaia di turisti, cercatori di funghi, amanti della montagna che ogni anno vengono feriti o uccisi da questa pratica”.

L’Aquila, 27 luglio 2011

mercoledì 27 luglio 2011

Calendario venatorio. Caporale: chiederò il ritiro

Comunicato stampa

CACCIA - PRESENTATA LEGGE ILLEGITTIMA

AVVOCATI DELLE ASSOCIAZIONI DIFFIDANO I CONSIGLIERI.

CAPORALE: “CHIEDERO’ IL RITIRO”.


I Consiglieri Nasuti, Prospero, Di Matteo, Gatti e Iampieri hanno depositato un Progetto di legge illegittimo dal titolo “Norme per la definizione del Calendario Venatorio regionale per le Stagioni 2011/20012, 2012/2013, 2013/2014”.

L’illegittimità del Documento ha suscitato la reazione delle Associazioni animaliste e ambientaliste che tramite i loro uffici legali hanno diffidato i consiglieri Regionali dal procedere alla discussione e approvazione del Calendario Venatorio Triennale. Documento, appunto, riconosciuto doppiamente illegittimo, perché l’amministrazione e la gestione del Patrimonio Faunistico compete alla Giunta e perché il documento dovrebbe essere frutto di studi sulle popolazioni della fauna cacciabile e stabilire anno per anno i periodi e le quantità cacciabili attraverso una delibera di Giunta e non con legge, addirittura triennale.

Dichiarazione di Walter Caporale, Capogruppo regionale dei Verdi:

“Domani, 27 luglio 2011, inizia la discussione nelle Commissioni del calendario venatorio triennale e il presidente di Commissione al fine di legittimare l’illegittimo ha proceduto ad invitare in Audizione, per la prima volta in assoluto, tutte le Associazioni animaliste e ambientaliste. Quasi ad assicurarsi con la loro presenza la restituzione della legittimità alla Proposta di legge.

Una manovra indecente e di basso respiro politico e strategico. Inviterò le Associazioni a non presentarsi e chiederò il ritiro immediato della legge, pena le conseguenze previste dalle leggi nazionali, comunitarie; nonché amministrative e di gestione del Patrimonio”.

L’Aquila, 26 luglio 2011

Gruppo Consiliare Verdi Regione Abruzzo

domenica 17 luglio 2011

Calendario venatorio: "la Giunta Regionale e la maggioranza si apprestano a fare ancora peggio"

Calendario venatorio regionale: il balletto delle contraddizioni sotto l'occhio vigile della Comunità Europea



“Dopo la vicenda disastrosa della passata stagione venatoria, che ha visto la legge regionale impugnata dal Governo ed un rischio tuttora aperto di infrazione per violazione delle direttive dell’Unione Europea, la Giunta Regionale e la maggioranza si apprestano a fare ancora peggio, demolendo definitivamente la credibilità della Regione Abruzzo”.

È quanto dichiara il consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, il quale spiega che, da un lato, la Giunta Regionale ha predisposto la proposta di Calendario venatorio 2011-2012 e, dopo aver acquisito il parere dell’istituto deputato alla formulazione di pareri tecnici sulla gestione faunistica, ha pubblicato il Calendario sul sito della Regione, annunciandone l’imminente approvazione. Dall’altro lato, poi, i Consiglieri di maggioranza portano all’esame della competente Commissione consiliare un disegno di legge per l’approvazione di un Calendario triennale, riproponendo la stessa via che portò lo scorso anno all’impugnativa da parte del Governo.

“E’ una schizofrenia ridicola” commenta Ruffini “che rischia di determinare un caos senza precedenti e conseguenze pesantissime. Non intendiamo tollerare questo stato di cose”. Il consigliere del Pd chiede, dunque, che la Giunta Regionale attui quanto previsto dall'art. 43 della Legge Regionale n.10/2004 e deliberi, dopo aver coinvolto i soggetti interessati attraverso la Consulta regionale, il Calendario annuale 2011-2012.

“L’idea di tornare ad approvare un calendario triennale attraverso una legge”aggiunge “è in contrasto con le norme nazionali e regionali e, nella sostanza, è assurda in una Regione che, a distanza di sette anni dall’entrata in vigore della legge quadro regionale, non è riuscita ad adottare il nuovo Piano Faunistico-venatorio e non si è ancora dotata del previsto Osservatorio faunistico regionale. Non consentiremo un nuovo ed indecente balletto di iniziative contraddittorie, mosse da interessi particolari e devastanti per la credibilità della Regione, oltre che per le esigenze di tutela della fauna selvatica e di corretto esercizio dell’attività venatoria. Ci appelliamo al Presidente Gianni Chiodi e all'assessore Mauro Febbo, affinché provvedano ad adempiere al loro dovere istituzionale e amministrativo ed evitino di lasciare al futuro della Regione sanzioni pesanti imposte dalla Comunità Europea, per le velleità di alcuni consiglieri regionali. Questi sono i veri costi inutili della politica che vanno assolutamente evitati”.


Fonte: cityrumors.it del 16 luglio 2011

martedì 7 giugno 2011

Chieti. La caccia in Provincia e la sua disastrosa gestione

“Il settore della caccia in provincia di Chieti verte in una situazione confusa e disastrosa dove solo il consigliere delegato, Giovanni Staniscia, riesce a sguazzarci amabilmente considerandolo cosa privata e personale”.

Così esordisce il capogruppo del Pd Camillo D’Amico in merito alla delicata vicenda accaduta all’A.T.C. (Ambito Territoriale di Caccia) vastese ove atti importanti come il bilancio di previsione del 2011 e la gara effettuata per l’acquisizione della selvaggina atta al ripopolamento nel territorio sono illegittimi. Tutto ciò alla luce dei pareri espressi dall’ufficio legale e del dirigente di settore della provincia che hanno “sanzionato” l’unilaterale scelta del presidente Donato D’Angelo di non convocare più alle riunioni del Comitato di Gestione un componente sulla scorta di una segnalazione del collegio dei revisori dei conti perché lo stesso avrebbe avuto, a loro dire, seri dubbi di legittimità a farvene parte.

“Alla strumentalità della decisione assunta dal presidente dell’A.T.C. vastese si è unita una spregiudicatezza, a dir poco vergognosa, figlia di una prepotente arroganza e frutto di una volontà politica tesa a gestire il settore al di fuori di ogni minima regola di partecipazione e condivisione democratica. La decisione formale adottata dall’ufficio legale e dal dirigente fa giustizia di ogni strumentale e volontaria parzialità, fa chiarezza sulle malefatte del presidente dell’A.T.C. e del suo protettore e suggeritore politico; mi auguro che si metta la parola fine ad una gestione fallimentare che va presto rinnovata in profondità nel segno della più chiara discontinuità. – conclude D’Amico – Ora che tutti i dazi elettorali al mondo venatorio sono stati pagati sarà il caso che Di Giuseppantonio & C. vadano a verificare il disastroso deserto che avrà loro lasciato in eredità il consigliere delegato e quanto, in termini di credibilità, resta dopo averlo lasciato governare in totale solitudine avallandone, silentemente, ogni scelta. Saranno ancora maggioritari i consensi tra i cacciatori dopo due anni di gestione Staniscia? A me pare che anche tra questi tira una brutta aria per loro e di forte cambiamento in nostro favore.”




martedì 10 maggio 2011

Teramo, approvate le modifiche al piano faunistico venatorio provinciale

Teramo. Una nuova Oasi protetta e tre nuove aree cinofile permanenti, Sono queste le principali novità del rinnovato Piano Faunistico Venatorio della Provincia di Teramo, le cui modifiche sono state approvate il 3 maggio scorso dal Consiglio Regionale e presentate questa mattina dall’assessore provinciale Giuseppe Di Michele.

“Si tratta” ha spiegato l’assessore “di modifiche concordate in completa sinergia con i diretti interessati. Sono sicuro che sarà un successo, anche se le polemiche di certo non mancheranno, perché c’è sempre qualcuno che rimane scontento”.

Il Piano vigente, datato 2001, dovrà comunque essere integrato con il Piano Faunistico Venatorio Regionale, al momento in via di elaborazione.

Nel complesso, resta invariata la quantità di territorio a disposizione dei cacciatori, 9mila ettari circa, ma vengono riaperte alcune riserve, in particolare nella fascia pedemontana, per il contenimento del cinghiale.

Gli Istituti di tutela e protezione, ossia oasi, zone di ripopolamento e cattura e aree cinofile, passano da 34 a 41, senza alterare in alcun modo il rapporto tra le aree chiuse alla caccia e quelle aperte: dieci istituti, dunque, restano confermati, 15 sono quelli revocati, 20 quelli istituiti ex novo e 9 quelli parzialmente modificati. In sostanza, vengono restituiti alla caccia quegli istituti che negli ultimi 10 anni non hanno prodotto risultati in termini di produzione di selvaggina, mentre le 19 riserve cosiddette virtuose, che hanno cioè prodotto pregiata fauna selvatica, vengono riconfermate. L’obiettivo che la Provincia vuole perseguire è, infatti, quello di salvaguardare le popolazioni selvatiche con un alto valore biologico ed ecologico.

Il rinnovato Piano Faunistico Venatorio provinciale punta, dunque, ad aggiornare la pianificazione territoriale ed a razionalizzare l’utilizzo dei territori. La revoca di alcuni Istituti di tutela e la riapertura di altri sarà dilazionata in due stagioni venatorie: nella prima, 2010/2011, saranno riaperti i 14 istituti dei comprensori C3 e C4, mentre nella seconda, 2011/2012, saranno riaperti altri 7 istituti del comprensorio C2.

Per quanto riguarda le Oasi, alle tre già presenti, se ne aggiunge una quarta sulla Foce del Vibrata: 40 ettari in cui nidificano le anatre. E poi, ancora, le Aree Cinofile Permanenti, destinate all’addestramento dei cani da ferma e da seguita, passano da 4 a 7, mentre le Zone di Ripopolamento e cattura diventano 29, 14 nel comprensorio Salinello e 15 in quello del Vomano.

Un ultimo elemento riguarda le lepri e i fagiani attualmente presenti nelle riserve, che saranno utilizzate, dopo la cattura prevista per gennaio 2012 in collaborazione con le associazioni, per il ripopolamento delle nuove Zone di Cattura e per le aree cinofile.

Gli uffici dell’assessorato provinciale stanno comunque mettendo a punto il materiale informativo e le nuove cartine, che saranno distribuite ai cacciatori prima dell’apertura della stagione venatoria, prevista per la terza domenica di settembre.